Eleanor&Park – Per una volta nella vita – Rainbow Rowell

Buon giorno a tutti!

Oggi, tanto per cambiare, parliamo di una delle mie ultime e recenti letture in termini di libri che ho deciso di prendere dopo essermene innamorata e sto parlando di Eleanor&Park di Rainbow Rowell, un’autrice che seppur con pochi romanzi all’attivo ha già fatto parlare di sé e ha visto accrescere la sua fama. Come mi sono avvicinata a questo romanzo, vi state chiedendo? Beh, è molto semplice, semplicemente perché avevo visto dappertutto sbucare fuori nelle librerie Fangirl e quando cercai notizie in merito uscì fuori che aveva già pubblicato un suo precedente lavoro, un’occhiata in più e subito lo misi in wishlist, dovevo averlo a tutti i costi! A La Feltrinelli poi, dopo aver fatto mio sia Fangirl che Carry On vi parlerò anche di loro – decisi di provare a cercare anche Eleanor&Park e fortunatamente dopo poco la mia ricerca ebbe un lieto fine perché portai a casa ben tre sue opere! Così, tempo dopo pensai che fosse più giusto leggere i romanzi in base a quando li scrisse e sono appunto partita proprio da questo titolo.

Eleanor è appena arrivata in città. La chioma riccia rosso fuoco e l’abbigliamento improbabile, ha lo sguardo basso di chi, in pasto al mondo, fa fatica a sopravvivere. Park ha tratti orientali che ha preso dalla madre coreana e veste sempre di nero. La musica è il suo rifugio per tenersi fuori dai guai. La loro storia inizia una mattina, sul bus che li porta a scuola. Park è immerso nella lettura dei suoi fumetti e perso tra le note degli Smiths, Eleanor si siede accanto a lui. Nessun altro le ha fatto posto, perché è nuova e parecchio strana. Il loro amore nasce dai silenzi, dagli sguardi lanciati appena l’altro è distratto. E li coglie alla sprovvista, perché nessuno dei due è abituato a essere il centro della vita di qualcuno. Tra insicurezze e paure, Eleanor e Park si scambiano il regalo più grande: amare quello che l’altro odia di sé, perché è esattamente ciò che lo rende speciale. Sarà la loro forza, perché anche se Eleanor non sopporta quegli sfigati di Romeo e Giulietta, anche il loro legame deve fare i conti con un bel po’ di ostacoli, primo fra tutti la famiglia di lei, dove il patrigno tiranneggia incontrastato. Riusciranno, per una volta nella vita, ad avere ciò che desiderano?

Fonte: Edizioni Piemme

Ho trovato la lettura di Eleanor&Park davvero interessante, all’inizio ne sono stata attirata per il fatto che Park Sheridan fosse per metà coreano, la mia fissa per gli asiatici non avrà mai fine, e in secondo luogo per la storia in sé, dove due personaggi così diversi riescono però a stabilire un rapporto solido seppur contrastato e difficile. In primis, la protagonista si discosta parecchio dalle altre, Eleanor Douglas infatti si veste quasi come un maschio, camice larghissime, cravatte, bracciali e le sue inseparabili Vans, ha una certa mole, una chioma ribelle piena zeppa di ricci fitti fitti e rossi come il fuoco che le costano diversi soprannomi da Big Red ad altri nomignoli e beffe immaginabili. E poi, c’è invece Park, un vero perfettino, amante della musica e dei fumetti, un tipo tranquillo, il ragazzo carino e affidabile che c’è in tutti i licei, di quelli che preferiscono tenersi lontani dai guai senza sapere però che questi siano alla sua ricerca.

Il tutto cambia quando Eleanor gli si siede accanto sul pullman scolastico, vistasi costretta per una serie di circostanze, e all’improvviso i due ragazzi si ritroveranno a condividere un’ora al giorno assieme, mezz’ora all’andata e l’altra al ritorno, seduti mantenendo una certa distanza, senza scambiarsi ne un’occhiata e neanche una parola.

E quando Park comincia ad accorgersi che la ragazza strana legge di nascosto i suoi fumetti ogni giorno inizia a portarne sempre di più e a fare in modo che i suoi occhi possano appoggiarsi alle pagine senza problemi con l’unico accorgimento di girare lentamente le pagine.

Eleanor a scuola viene presa in giro per il suo aspetto, non riesce a inserirsi completamente nella sua classe ne fare amicizia con nessuna, è la vittima preferita su cui manifestare bullismo e come se non bastasse anche a casa le cose non le sorridono affatto, sua madre è divorziata, ha tre piccoli fratelli – Ben, Mouse e Little Richie – e una sorella minoreMaisie – di cui occuparsi e un patrigno che è un vero tiranno! Anche la casa in sé non è particolarmente confortante ne accogliente, Eleanor si sente sopraffatta da tutto e da tutti, come se avesse il mondo contro, non c’è niente che possa darle un po’ di tranquillità se non … Park!

Piano piano i due cominciano a chiacchierare sull’autobus di questo e di quello, di quale gruppo musicale sia meglio, di cosa ne pensa di quello sviluppo in uno dei suoi fumetti, e in modo del tutto naturale la loro chimica inizia a manifestarsi, non si sa bene come sia iniziato tutto quanto ma Park comincia a tirarle i capelli, in modo giocoso e affettuoso, ad allungare la mano verso la sua per cercare un contatto, a sorriderle tanto che i suoi occhi sembrano sprofondare e diventare invisibili, a prestarle pile e pile di fumetti, cassette registrate di sue canzoni preferite che Eleanor non ha mai sentito e ogni giorno diventa completo, acquista un senso che sembrava prima non esserci affatto. I due avvertono chiaramente l’attesa, l’ansia di potersi vedere e ogni fine settimana sembra non passare proprio mai, così lentamente che le ore sembrano piuttosto anni, il lunedì poi è sempre il giorno migliore, perché si possono finalmente parlare ancora. E Park inizia a fregarsene di quello che dicono i suoi compagni di scuola, per lui all’improvviso la vita si è riempita solo di Eleanor e nient’altro importa. Questo passaggio è ben visibile nel romanzo, si riesce perfettamente a capire a cogliere la differenza tra prima e dopo. Prima, per esempio, tutti e due se ne stavano seduti in silenzio, per i fatti loro sperando che il tempo passasse il più velocemente possibile perché stare accanto ad un completo estraneo che fa di tutto per evitare qualsiasi contatto non è proprio una cosa piacevole e dopo, invece, si ritrovano di colpo a scuola come se il tragitto non fosse abbastanza, tanto da desiderare che la loro scuola fosse molto più lontana per poter ancora sprofondare nel sedile del bus e sussurrarsi a vicenda con le loro teste chine per non farsi vedere dal resto dei compagni che non perderebbero neanche un attimo per puntare loro gli indici e sparlare alle loro spalle.

Sarà per il fatto che la storia non è affatto ambientata ai giorni nostri il tutto acquista una sensazione di vecchi bei tempi quando ancora ci si chiedeva cosa si potesse scrivere nelle lettere, di come si passassero i pomeriggi fuori casa con il bel tempo, di quanto fossero più naturali le relazioni, più vere, oserei dire, e semplicemente più spontanee. Per capire infatti meglio le loro prospettive, la storia ci viene narrata sotto i loro punti di vista, a turnazione, di modo che ognuno completi la parte dell’altro, come se presi da sé non avessero niente da raccontare ma insieme invece siano un vulcano in eruzione con piccoli momenti di felicità, di spensieratezza, di dolcezza, dove guardarsi negli occhi sprigiona una forte reazione e il cuore galoppa velocemente.

Per Park Eleanor è il massimo, la trova davvero forte, ogni giorno si meravigliava di come venisse vestita, per non dire conciata, a scuola ma poi quell’ammasso di vestiti sformati, collane appese al suo collo e i suoi riccioli crespi la rendono sempre più carina ai suoi occhi, irresistibile, con tutte le sue curve morbide i suoi occhi si posano con dolcezza sognandoci sopra. Eleanor invece non si trova a suo agio con il suo corpo, spesso pensa di somigliare ad un tricheco e si chiede come le ragazze possano essere così magre, insomma, dove le mettono le ossa e tutti gli organi? Nonostante ciò la ragazza ha un carattere deciso e anche piuttosto determinato, è una che non si fa mettere i piedi in testa ma anche piena di dubbi e di pensieri, come se costantemente si trovasse al di fuori del mondo e fosse tutta colpa di questo che non la vuole far parte di sé.

Per Eleanor Park è il ragazzo che ha tutto quello che a lei manca, una bella casa accogliente piena di tonalità che si fanno pendant a vicenda e dei genitori amabili che si chiamano a vicenda e rispecchiano quasi una coppia tipica da soap opera con tutti quei baci senza alcun imbarazzo davanti ai figli, con uscite tutti assieme e momenti da condividere con spensieratezza, una sorta di famiglia perfetta sotto ogni punti di vista con pranzi domenicali dai nonni, lezioni settimanali di taekwondo e pratiche al volante per prendere la patente, la vita di Park sembrerebbe quella di qualsiasi altro ragazzo della sua età e chi l’avrebbe mai detto che sarebbe stata proprio Eleanor a dargli quella sensazione in più che non credeva che avrebbe mai vissuto?

Ognuno vede l’altro come una parte nuova, diversa, tanto differente dalla propria, e per questo e per mille altri motivi si attirano a vicenda sperimentando cosa significhi provare quella sensazione calda nel petto. Le parole dei due acquistano all’improvviso significato come se ogni termine avesse un che di speciale se rivolto all’altro.

Eleanor non finirà mai di trovare Park carino, con quei suoi capelli lucenti e neri come l’inchiostro, non ne ha mai abbastanza di vedergli addosso maglie nere con le più disparate scritte stampate, con le sue mani strette agli spallacci dello zaino, con quel fare da timido, quasi, e con quelle tante argomentazioni di cui discutere se si tratta dei suoi due più grandi hobby, la musica e i suoi fumetti dei supereroi e allo stesso modo Park non si stancherà mai di Eleanor, con quel suo atteggiamento che sembra criticare ogni cosa, fermamente convinta delle sue convinzioni, con quella curiosità accesa quando gli parla di una canzone che le è piaciuta molto, con tutte quelle cose che nasconde e che minimizza nei suoi confronti e che erge come muri per difendersi.

Infatti, Eleanor ha tante cose che non vuole assolutamente rivelargli, partendo proprio dal suo patrigno, un uomo che ancora adesso non accetta come genitore, che sembra solo rozzo, ubriaco, sgradevole, arrogante e che impartisce ordini e detta comandi a destra e a manca come un padrone che vuole che tutto vada secondo il suo volere, ill quale maltratta sua madre picchiandola e facendola piangere dal dolore. Eleanor ricorda spesso episodi di violenza domestica ai danni si sua madre, di quanto avessero paura, di quanto fantasticassero che Richie morisse o che gli potesse accadere qualsiasi brutta congiura pur di toglierselo di torno, di quanto nella notte si stringesse con i suoi fratellini sperando che il più piccolo di questi non scoppiasse improvvisamente a piangere attirando ancora di più l’ira dell’uomo. E ancora non riesce a capacitarsi di come sua madre possa averlo sposato! Sua madre, così ancora bella e con un vitino elegante, alle quale assomiglia molto ma con delle leggere differenze come se Eleanor fosse una sua copia ma dai contorni più sfuocati e appena accennati. La piccola casa nella quale Eleanor vive è una prigione, costretti a mangiare prima che il loro patrigno torni a casa, ad accontentarsi di dormire con i suoi fretalli in un’unica stanza, a non fare rumore, ad accettare tutto senza fiatare ne a fare capricci. E improvvisamente quella nella quale la ragazza comincia più a passare il suo tempo diventa casa di Park che nel frattempo la invita spesso per conoscere i suoi e suo fratello Josh. Suo padre l’accetta senza problemi ma sua madre non vede di buon occhio Eleanor per via del suo aspetto fisico e dopo qualche incomprensione alla fine però legano a modo loro tanto da diventare sempre la benvenuta. E il tempo che trascorre con Park la fa diventare tanta ossessionata dall’idea di poter far parte della sua esistenza, il sentimento di voler fuggire da coloro che l’hanno ferita, denigrata, non accettata, si riversa dentro di lei come un vortice, più passano tempo assieme e più i due si avvicinano inesorabilmente tanto da passare ben presto al contatto fisico, baci, abbracci e forse qualcosa in più. 

Eleanor e Park, due ragazzi con due vissuti diversi alle spalle, diametralmente opposti da chiedersi cosa li abbia davvero uniti, non sono solo due sedicenni alle prese con tutto ciò che comporta essere in quella fase delicata della loro vita quale è l’adolescenza ma a vederli e vivere la loro relazione – non è una love story ma piuttosto una storia che parla dell’amore – è come rivedere se stessi e scoprire quanto siamo simili. Quanto anche noi ci troviamo incredibilmente presi da qualcuno quando meno ce lo aspettiamo, quanto ci ritroviamo a pensare all’altro tanto da addormentarci con la loro immagine in testa, con quell’emozione indescrivibile che ci prende nel vedere quella persona anche da lontano e di quanto solo a starci vicini tutti i problemi sembrano sparire. Come se l’altro diventa una piccola oasi nel più arido dei deserti, la bevanda più dissetante che non ci stanca mai di rinfrescarci, l’aria più pulita che ci apre il più possibile i polmoni.  

Ho adorato il tipo di rapporto che si instaura tra di loro, i loro scambi di discorsi, le loro opinioni, i piccoli battibecchi, i gesti carini e gentili, e più andavo avanti nella lettura e più desideravo che stessero assieme come non mai, mi sono ritrovata sempre più coinvolta dallo svolgimento della vicenda che è partita in modo curioso. Ricordo ancora che mi ero chiesta come si sarebbero messi assieme ed invece si scopre che ci si ritrovano assieme, che è una cosa del tutto diversa. Ho cominciato a vedere Eleanor per quella che è veramente senza dare alcun peso al suo aspetto proprio come Park e a vedere Park attraverso gli occhi di una ragazza, quindi, proprio come lo sono io, facendomi capire che tipo di ragazzo magnifico sia. Questi due sono così naturali che l’amore sboccia nel fior fiore dei momenti che trascorrono in compagnia alla faccia di tutti quelli che si prendono gioco di loro specialmente di Eleanor che non manca di subirne di ogni a scuola sotto lo sguardo rabbioso di Park che non accetta che venga in questo modo trattata.

Ed è su questo punto che piano piano si focalizza l’attenzione, qualcuno minaccia Eleanor, la sua felicità è messa a dura prova da una serie di frasi che la ragazza trova scritte su i suoi libri, parole così volgari e minacciose che gettano ombre oscure e mentre pensa che sia tutta opera di Tina qualcun altro sta agendo alle sue spalle. Difatti possiamo ben comprendere quanto, ad un certo punto, le cose sfuggano di mano, in un crescendo sempre più di suspense dove le vicende suscitano quella sensazione che stia per accadere qualcosa di brutto che darà una scossa alle loro vite, e quando quello che Eleanor stava solo sospettando si avvera … tutto comincia a sgretolarsi, pezzo per pezzo.

In modo così imprevisto che l’unica cosa che le rimane da fare è scappare ancora. Una volta era stata sbattuta di casa ma adesso è lei a volersene andare per salvarsi la pelle, per poter sperare in una svolta decisiva, per credere ancora che nel mondo esistano altre possibilità … Anche se questo significa doversi allontanare dalla sua famiglia ma soprattutto da Park, lasciarlo per chissà quanto tempo, non osa immaginare come potrebbe essere, non andare al tanto atteso Ballo di fine anno, non vedere più i suoi occhi a mandorla leggermente sfumati dalla matita nera, la sua pelle chiarissima e la sua voce calma non sa ancora cosa voglia dire tutto ciò. E sarà proprio Park a permetterle di fuggire, in un lungo e ultimo viaggio assieme, dove ci sono loro due e i tanti scenari di infinite possibilità, la malinconia che li prende, la paura di non potersi stringere ancora in tanti abbracci, la stanchezza che avanza, il disperato bisogno di stare assieme un’altra volta prima di separarsi. Anche a Park mancherà eccome Eleanor, tante volte quante sono le lentiggini cosparse sul suo corpo, la sua risata cristallina, il pallore della sua pelle color latte quando è illuminata dalla luce della luna sdraiata sul sedile della sua auto, il suo respiro e i suoi occhi che hanno un disperato bisogno di lui, di perdersi nei suoi e di sentirsi protetta.

E quando Eleanor varca la soglia di casa dei suoi zii … Park non sa ancora che non risponderà alle sue lettere, che gliene scriverà così tante che ben presto però lo faranno stancare, che ogni ragazza con i capelli rossi che vedrà per strada non sarà la sua Eleanor, che ogni canzone che ascolterà parlerà di lei, che andrà al ballo con un’altra ragazza e che passerà giorni lunghi e interi senza ritrovare alcuna traccia di lei. Ma forse c’è ancora speranza di restare in contatto … la fine ci viene suggerita, appena accennata, l’autrice ci lascia la facoltà di immaginare come possano essere andate le cose ma ce lo dice quasi sottovoce e con una cartolina sul cui retro Eleanor ha scritto due parole. Quelle che non ha mai detto a Park.

Per concludere questa sorta di recensione direi che è una lettura che consiglio ne più ne meno non solo ai fan di Rainbow Rowell ma anche a chi si sta avvicinando per la prima volta al suo modo di scrivere o semplicemente a chi vuole leggere una storia non banale ma di una dolcezza incredibile, dove vengono affrontati diversi temi ben visibili e chiari nel corso della storia, punti salienti su cui riflettere. E’ una storia che vi saprà conquistare, letteralmente proprio, perché Eleanor e Park sono due ragazzi che si amano e che almeno per una volta nella vita vorrebbero che le cose andassero come volessero loro! Quando capiscono di non poter fare a meno l’una dell’altro si ritrovano completamente in balia di loro stessi e il mondo là fuori potrebbe benissimo andare avanti anche senza di loro perché comunque ognuno basterebbe per l’altro. All’inizio devo ammettere che ero molto cauta su questo libro nel senso che stavo cominciando a conoscerli e solo a immaginarmeli mi chiedevo come avrebbero legato dato che sono così diversi sia fisicamente che caratterialmente ma poi mentre scorrevo tra le pagine le mie opinioni cambiavano, trovavo Park così carino alla stessa maniera in cui veniva visto da Eleanor e Eleanor molto meno strana di quanto non fosse apparsa per la prima volta davanti a Park. E ci si affeziona subito a questi due, dapprima cercano di essere amici e si scambiano qualche opinione, qualche cosa buttata lì a caso ma poi imprevedibilmente vengono attirati come due calamite dello stesso polo che si attirano in maniera forte e saldamente.

Ho apprezzato tantissimo i momenti che hanno condiviso e quando l’attenzione si spostava invece sulle loro famiglie ero molto più attenta a non farmi scappare nessun dettaglio, ammetto di non aver per niente condiviso il comportamento della madre di Eleanor, in certi momenti, mi stava davvero insopportabile ma poi ogni tanto mi ritrovavo a pensare che stesse facendo del suo meglio per far sì che vivessero in modo adeguato seppur vari problemi e per quanto riguarda anche la madre di Park ho avuto delle leggere perplessità tuttavia entrambe queste figure a dispetto di come appaiano sono due personaggi che amano i loro rispettivi figli e vogliono che tutto vada bene. Le atmosfere che si percepiscono nel corso della storia non sono tutte rose e fiori difatti momenti difficili, imbarazzanti, di vergogna e di rabbia ce ne sono stati anche parecchi, sono punti oscuri e tristi che rendono il racconto più vero che mai perché sono di attuali scenari che ci vedono in qualche modo coinvolti, del tipo che possono succedere a chiunque … Come sempre però, il messaggio che passa è quello di non farsi mettere i piedi in testa e di reagire per proteggere le persone che subiscono tali fastidi, perché c’è sempre speranza, perché nessuno merita di subire certe cose.

Eleanor&Park è un romanzo che in breve tempo, l’ho letto tutto d’un fiato nel giro di pochissimo, ha saputo conquistarmi con gli scambi di prospettiva dei punti di vista dei due ragazzi che raccontano la storia a modo loro, attraverso i loro sentimenti, le loro parole, i loro pensieri, e arricchiscono notevolmente la trama di bellezza e di dettagli che forse non avremmo notato se scritti in terza persona. Una lettura di quelle che, anche se si arriva a mettere il libro sullo scaffale della libreria, non mancherà comunque di tornare tra le nostre mani. Ogni volta che lo si rilegge si riscoprono quelle stesse sensazioni che non perdono di incantarci, allo stesso modo, così vivaci e forti da catturarci ancora e ancora. 

E con questo per oggi è tutto, mi raccomando fatemi sapere se anche voi lo avete letto e cosa ne pensate! 😉

Ci si vede alla prossima lettura!

Juliet.

Informazioni su Juliet

Sono una ragazza di 25 anni che sta crescendo giorno dopo giorno a pane, shoujo e fantasia e che va pazza anche per il kpop. Il mio Blog è il nascondiglio che più preferisco dove poter dare sfogo alle cose che mi piacciono e a tutto ciò che succede nella mia vita. ♥
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