Free Talk: 이사 (Move), Cinema, Books and so on …

Traslochiamo
addio a questo posto a cui ci siamo affezionati.
Traslochiamo
in un posto più alto.
Dopo aver raccolto l’ultimo scatolone dalla vuota stanza,
girandomi per un momento,
Addio ora ai momenti in cui abbiamo pianto e riso.

credits: Bangtan Italian Channel Subs

E’ così che volevo iniziare questo nuovo free talk, dopo parecchio tempo e dopo tante cose che sono accadute in questa lunga assenza. La prima, la più importante, che segna una svolta decisiva è appunto il mio trasloco. Ho cambiato casa dopo aver tanto insistito e tanto sperato, la cosa è accaduta un po’ prima di quanto pensassi ed ero arrivata all’esasperazione, come se fosse la cosa che più desiderassi fare. Dopo aver passato gran parte della mia crescita in una piccola stanza con un’altrettanto piccola finestrella arrivata ad un punto fondamentale della vita ho deciso assieme alla mia famiglia di cambiare, di spostarci, di iniziare altrettanti anni in un nuovo appartamento e così abbiamo fatto. E citare una parte di Move dei BTS era senz’altro il minimo per spiegare quanto questo cambiamento abbia inciso nella mia routine, sia chiaro, non è che siamo andati poi così lontani rispetto a dove stavamo prima ma sinceramente sto vivendo molto meglio sotto diversi punti di vista. L’emozione è stata forte quando tornata nella “casa vecchia” e aver visto la mia stanzetta vuota mi ha fatto capire quanto schiacciata e imprigionata sono sempre stata e quanto ho avuto poco modo di aprire veramente le ali e guardare fuori da quel buco. Quella stanzetta ha segnato sicuramente gran parte della mia adolescenza, lì ho studiato dalle elementari fino alle superiori, lì ho pianto quando tornavo da scuola o ero giù di morale, o quando non mi sentivo capita e considerata abbastanza ma ho anche vissuto bellissimi momenti, non dimenticherò mai i miei lunghi pomeriggi a leggere fino a notte fonda oppure a canticchiare a mezza voce per non farmi sentire dai vicini, lì ho lasciato una parte di me che non avrò mai più occasione di apprezzare o di rimpiangere … Tuttavia, vedendola ancora per un’ultima volta non mi sono rattristata più di tanto, nel senso, che ho guardato quelle quattro pareti quasi con un senso di malinconia che sconfinava nella compassione, mi sono lasciata alle spalle giorni interi della mia vita così quasi su due piedi senza aver realmente capito cosa stava accadendo. Ho vissuto la cosa con tanta emozione, a poco a poco vedevo i mobili sparire attorno a me, vestiti, scarpe, libri, tutto si stava svuotando e anche io. Per iniziare qualcosa di nuovo bisogna abbandonare il proprio passato ed io l’ho fatto. Ci penso ancora a quel minuscolo appartamento e ancora credo di non aver davvero compreso cosa sia capitato. Non è facile cambiare se stessi e neanche è facile chiamare un posto nuovo “casa“. Per alcuni è una parola come un’altra, per altri significa qualcosa di più e per me invece? Beh, innanzitutto, credo che “casa” è qualcosa di limitato ma anche di molto personale, che ti da sicurezza, che ti accoglie quando torni da lavoro o ti saluta quando stai per uscire. Ed io da quella porta blindata lo avevo fatto milioni di volte, la aprivo e uscivo per poi aprirla e rientrare. Era un gesto come un altro, uno di quelli che fai istintivamente, che non ci stai neanche a pensare e che fai così tante volte durante la giornata che probabilmente non capisci neanche cosa voglia dire veramente. Quella stanzetta mi ha accolto sempre, ogniqualvolta lo desiderassi, erano le mie quattro piccole mura che mi tenevano in piedi, tra di loro mi sentivo al sicuro, al caldo, come se nessuno potesse mai venire a disturbarmi ma dall’altra parte invece stavo finendo per odiare il modo in cui cercasse di comprimermi, di togliermi il respiro, di strozzarmi quasi, mancava l’aria, mancavano tante cose, a poco a poco lo spazio diminuiva ed io crescevo, diventavo più sorridente e meno dipendente, più matura e meno spensierata, più consapevole e più tutto, sempre di più, molto di più di quando ci entrai all’età di cinque anni. E ormai a distanza di quasi venti voltare le spalle a quella casa era come voltare pagina, più semplice di così? Ho vissuto i giorni del trasloco in modo alquanto frettoloso, spostando costantemente scatoloni, portando pacchi su pacchi e pile di roba su per il nuovo appartamento che mi pareva così luminoso, così aperto, così bianco, così semplicemente nuovo, così grande che neanche aprire le braccia sarebbe stato possibile nel stringerlo tutto in una sola volta. A mano a mano una casa si svuotava e l’altra si riempiva, così tante volte e così tante altre volte che non so nemmeno quanto la cosa sia andata avanti. Quando la prima è diventata solo un luogo di ricordi e la seconda invece un nido nel quale ritrovare le mie stesse cose precise e identiche con la sola differenza che c’erano stanze a me sconosciute, dalla pavimentazione diversa, dalle piastrelle differenti, dagli alti soffitti, dalle mura che imperturbabili stavano lì a guardarmi sono quasi stata sull’orlo della tristezza. Salutare una casa nella quale si è praticamente fatto di tutto e abbracciarne una nuova vuol dire tante cose. Vuol dire addormentarsi e svegliarsi in una stanza così grande che adesso mi sembra di poterci nuotare dentro, di correrci e di saltellare ovunque senza avere sempre quella sensazione opprimente di costrizione. Aprire gli occhi e andare in sala è come vedere il bianco candido e il calore del marrone dei mobili, è come gironzolare per una città, perdersi nei suoi dettagli, ritrovare gli stessi amici ma solo un po’ più liberi … Mi sento così. Libera di poter fare quello che voglio, padrona della mia vita, di cambiarla e di bistrattarla a piacere mio. Traslocare ha segnato sicuramente in modo indelebile una parte di me … e l’altra invece? Solo ancora un piccolo pezzettino di me ogni tanto ripensa a quell’altra, nella quale in corridoio ho giocato, in cucina ho iniziato a cimentarmi nel preparare ricette, in bagno mi sono rifugiata per ritrovare la mia purezza e la mia anima sotto la doccia, insomma, ogni stanza mi ha lasciato un qualcosa che sicuramente ricorderò ancora ma non posso non notare e fare il confronto di quanto invece questa nuova mi sta donando giorno per giorno. Mi sta regalando delle comodità che prima mi sognavo, degli spazi che prima erano solo un sogno, delle libertà che mi erano precluse e sicuramente questa è la parte più soddisfacente di tutto quanto è successo in meno di un mese.

Ed ora eccomi qui, dopo un lungo periodo di hiatus pronta a ricominciare da capo, da quanto tempo le mie dita non ticchettavano sulla tastiera del Pc? Da quanto non scrivevo un articolo sul Blog? Stare assente da internet però mi ha dato anche modo di potermi concentrare su un’altra importante prova. Ho avuto anche parecchio da studiare, tirare fuori i miei libri e leggere nel bel mezzo di un trasloco seduta su una sedia e averne un’altra davanti sul quale poggiare uno di questi libri mentre vedi persone che ti portano in stanza a mano a mano il letto, l’armadio, il materasso, scatoloni e varie cose è stato quasi incredibilmente scioccante ma anche divertente. C’ero io quel sabato intrappolata nel fermento più totale del trasloco che tentavo di concentrarmi e di studiare … E’ che quando una cosa capita ecco che per dispetto anche un’altra vuole la tua attenzione e dopo ti ritrovi con mille impegni e tante ansie, i giorni si contano sulle dita delle mani, le preoccupazioni aumentano quando hanno a che fare con la tua vita, per il tuo futuro. Io che l’ho già quasi tutto scritto (sentirsi davvero soddisfatti e compiacenti di se stessi, o per meglio dire, autorealizzati, è solo un altro punto di partenza su quella dannata scala da salire e da scendere tutti i giorni) penso continuamente a cosa fare per essere migliore di quanto non mi sento finora. Ho fatto tante cose negli ultimi anni ma non si può mai sapere cosa riservi il futuro ed io cerco solo di andargli incontro per non farmi sentire colta di sorpresa, da una parte le cose improvvise sono necessarie per spronarci e per farci aprire gli occhi ma dall’altra però ci spaventano, ci mettono paura, non sappiamo cosa fare, non siamo convinti di quello che finora abbiamo fatto, beh. In certi casi non si può fare altro che affrontare tutto ciò che ci viene incontro perché anche una piccola cosa può incidere in modo indelebile, può regalarti un qualcosa di inatteso, una nuova prospettiva e magari quel sogno che sotto sotto ti tenevi per te sta per concretizzarsi … Ed io già lo vedo … E’ lì, davanti a me, mi aspetterà? Riuscirò ad arrivarci dopo aver tanto faticato? Lo vedo e non lo vedo e più lo vedo e meno mi sembra impossibile da raggiungere. Ho davvero voglia che accadano altre cose, sapete, non so perché e neanche come ma ho proprio voglia di scoprire cosa potrà ancora succedermi. Mi aspetto tanto, è così che ho sempre fatto, così che gli altri pensano quando mi vedono, ed io non voglio deluderli, non voglio che mi guardino con quegli occhi sfuggenti, che il loro sguardo si allontani da me, no. Vorrei poter rendere gli altri fieri di quello che sono e di quello che sarò. Ed intanto, dopo aver superato varie prove ora sono qui in attesa. Pronta per ogni evenienza, non ho fretta, quasi non ci penso più e quando riceverò il segnale giusto so già che avrò tagliato un altro traguardo.

In tutto questo periodo di assenza, lasciando stare adesso trasloco e annessi e connessi, mi sta davvero capitando parecchio di andare al cinema. Dapprima, quello che più aspettavo tra tutti era l’uscita di Fallen!

Sapete, anni fa, divorai questa saga letteraria dove angeli e amore la fanno da padrona e vedere in carne e ossa i tre protagonisti Luce, Daniel e Cam cui finalmente abbiamo tre volti da associare è stato davvero super emozionante! L’uscita del film inoltre mi ha scatenato la voglia di recuperare finalmente anche gli ultimi due capitoli che mi mancavano per completare la serie, quindi Passion e Rapture. Inoltre, con l’uscita di un numero di Cioè ho potuto anche portarmi a casa il poster del film, mi piacerebbe appenderlo prima o poi! *^*

Basta un istante per sconvolgere un’esistenza. A cambiare quella di Lucinda, diciassette anni, è stato l’incidente in cui è morto un suo caro amico. E lei ha visto addensarsi di nuovo le ombre scure che la perseguitano da quando è bambina. Guardata con sospetto dalla polizia e da chi la ritiene responsabile della morte dell’amico, Luce – così la chiamano tutti – è costretta a entrare in un istituto correzionale. Nessun contatto con il mondo esterno, telecamere di sorveglianza, ragazzi e ragazze dal passato oscuro e disturbato sono tutto ciò che trova alla scuola Sword & Cross. E poi appare Daniel, e Luce d’un tratto non sa più cosa è vero e cosa non lo è: il cuore le dice di averlo già incontrato, ma nella sua mente si accendono solo rari lampi di ricordi troppo brevi per essere veri. Soltanto quando rischia di perderla, Daniel decide di uscire allo scoperto: i loro cuori si conoscono da sempre, da tutte le vite che Luce non ricorda ancora di aver vissuto. #fallen #fallenmovie #sagafallen #fallenmovie #poster #laurenkate #daniel #luce #cam #cioè #multisalaoz #cinema #locandina #angels #movieposter #fantasy #magazine #fallenitalia #fallenseries #fallensaga #fallenangels

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Il film in sé ha tagliato un po’ quella magia che contraddistingue Fallen inteso come libro ma secondo me le atmosfere erano pressoché le stesse, certe scene erano proprio come me l’ero immaginate ed altre invece un po’ meno ma complessivamente mi è piaciuto parecchio. Paragonare Fallen a Twilight è stato un po’ come un’associazione leggermente forzata secondo me anche se non mancano le somiglianze, le dinamiche sono diverse ma la loro intensità d’amore non potrà mai raggiungere quella di Bella e di Edward e sia chiaro che io Twilight lo amai al tempo in cui scoppiò la mania da vampiri sbrilluccicosi. In Fallen Luce e Daniel sono amanti da anni e anni maledetti da una sorte funesta che li separa e li fa soffrire ma puntualmente li riavvicina così tante altre volte che uscirne fuori sembra impossibile. Tuttavia, le cose prendono una piega diversa ed è ad un certo punto che le speranze di coronare il loro amore cominciano a smuoversi … Comunque, andare a vedere il film di Fallen è stato come incontrare un proprio idolo di cui ne hai sempre tanto sentito parlare e mai visto dal vivo quindi vedermi davanti la Sword&Cross e Luce soprattutto mi ha fatto battere il cuore all’impazzata. E Penn, vederla mi ha fatto sorridere come se fosse stata una mia migliore amica, e Arriane poi? Che io la adoro alla follia, e poi Gabbe e compagnia bella … In primis Daniel ha addosso la stessa aura di Edward di Twilight, misterioso, sfuggente, non capisci cosa stia pensando ma poi a mano a mano che i minuti passano ti sembra già più facile inquadrarlo e capirlo … Stessa cosa successa anche con Cam. Ora, qui mi fermo un secondo su di lui. Cam. Cam, Cam, Cam! Nel libro l’ho sempre visto come “la parte tentatrice e irresistibilmente oscura che vuole mettere i bastoni tra le ruote alla ship principale” e nel film … E’ stata la stessa cosa. LOL Se ci mettete che Cam ha la voce di uno dei doppiatori che più adoro posso solo morire. XD Credo di non essere quasi mai arrivata alla scelta di preferire il rivale piuttosto che il protagonista ma il corso degli eventi e i suoi sguardi – oddio, se gli sguardi potessero uccidere! – hanno non solo bucato lo schermo ma anche il mio cuore, ha fatto centro! ❤ Sinceramente non capisco cosa mi abbia scatenato ma non so, ha quella parte da bad boy che ci prova in modo alquanto palese che … boh. Capitemi. Stavo uscendo fuori di me. E vederlo bisticciare con Daniel è stato epico, cane e gatto praticamente. Alta tensione in certe scene poi! XD :cof cof: Tra una cosa e l’altra devo anche leggere finalmente Unforgiven, lo spin off incentrato proprio su Cam e ora starmene qui a parlarvi di lui mi ha fatto venire voglia di tuffarmi nel nuovo romanzo di Lauren Kate.

Dopo Fallen è stata la volta di Yu-gi-oh Dark Side of Dimension, una delle rare volte in vado a vedere un film di animazione e dato che ci tenevo molto e dopo aver saputo della carta in edizione limitata che ti regalavano se andavi a vederlo, beh, come resistere alla tentazione di rivedere Yugi e amici?

Devo dire che sono rimasti identici a come me li ricordavo, Joey era straordinariamente idiota ma anche il migliore amico di sempre, il buon Tristan non mancava di certo e Bakura popolare al liceo è stata una sorpresa! Ma giù le mani da Bakura che è mio! XD L’unica leggermente cambiata è stata Tea che mi è sembrata più una idol ma nonostante questo era carina anche lei, ma più di tutti, faceva la sua esemplare scena Seto Kaiba! Sprizzava ormoni da tutte le parti ed era più figo del solito e sempre fissato con il Faraone/Atem nel volerlo sfidare e sconfiggere che l’ha portato perfino a programmare una sorta di simulazione realistica! XD Seto ha indetto anche l’ennesimo torneo pur di riuscire a convincere Yugi a riportare indietro il Faraone che ormai sono tanti anni che non appare anche perché il suo puzzle si era smantellato in tanti pezzi ed era andato perduto. La trama del film era facile da seguire e ha tenuto fede al mondo di Yu-gi-oh come siamo abituati noi a conoscerlo quindi è stato davvero godibile soprattutto per chi è fan della serie di carte da gioco della Konami. Mi sono entusiasmata parecchio tanto ero immersa nella storia e non sono mancati di certo le scene divertente ma anche quelle serie in cui riflettere il tutto condito da quell’amicizia e dall’unione che hanno Yugi&Co. Ad un certo punto ero arrivata a sperare che durasse di più tanto ero presa dalla visione e quando succedono queste cose, si sa, vuol dire che il film ha raggiunto il suo scopo.

Quel giorno, tra l’altro, terminato Yu-gi-oh ho preso i biglietti per Logan – The Wolverine a distanza di una mezz’oretta dalla fine del primo  ero già in un’altra sala per il secondo, eh, sì, ho passato un pomeriggio rinchiusa al cinema a mangiucchiare popcorn e a bere coca-cola. LOL Logan si è rivelato perfino più bello di quanto mi aspettassi, sapete, non è che impazzisco per gli X-Men e seppur un attimo di smarrimento iniziale mi sono ritrovata ben presto immersa nella trama senza avere più il coraggio di staccarmi, è stato uno spettacolo per i miei occhi, credo di essere rimasta piacevolmente sorpresa da questo film, non me lo aspettavo di certo così coinvolgente e ancora una volta non posso che elogiare l’intero cast per essere riusciti a creare un piccolo capolavoro del genere. Azione, mistero, combattimenti ma anche sentimenti, cose nuove, prime esperienze ed esperimenti, il sangue che non mente mai e il coraggio di non tirarsi indietro anche quando sembra ormai troppo tardi. Il merito di questo successo sta anche nell’interpretazione del personaggio di Laura, il quale gira tutto attorno a lei, e la sua giovane attrice è stata fantastica su tutto, una piccola super eroina che vive nella stessa condizione di Logan, che ha sofferto e che ne ha passate tante. E poi piano piano tutto comincia a prendere forma in quello che è stato il puzzle della trama, ogni dettaglio svelato, la verità che viene a galla in maniera irruenta, l’umanità e il bene che vince sempre su tutto, si arriva a mettere davanti la propria vita pur di proteggere quella ragazzina, la speranza di farla vivere in un mondo normale, di darle una seconda chance, una nuova condizione … Ovviamente potrei dire ancora tanto altro ma mi fermo qui perché solo a ripensarci credo di poter parlare per ore di questo film. Se avete l’occasione, recuperatelo assolutamente! 🙂

 L’ultimo che ho visto invece è stato La Bella e La Bestia, come lasciarmelo scappare? Con Emma Watson, la “Hermione” della saga di Harry Potter, ma a prescindere ciò, è un’attrice che stimo e che mi è sempre piaciuta fin da quando l’ho conosciuta e che un po’ è cresciuta con tutti noi nella sopracitata serie letteraria ed ora vederla in altre vesti, in ruoli diversi, con quel riconoscimento di attrice che si merita è sempre una gioia. Il film si divide tra scene musical e altre di narrazione, il mondo Disney è così inconfondibile che ha lasciato la sua impronta anche su questa pellicola. La storia penso che la conosciamo tutti, chi non ha mai visto il cartone animato? Beh, la veste cinematografica ha saputo tenere testa all’amore di chi ha adorato questa avventura e ha regalato anche qualche emozione in più. Innanzitutto, ricreare in quel modo le ambientazioni, gli abiti, la stessa struttura di composizione del racconto non è stato facile per niente e si capisce benissimo quanto lavoro c’è stato dietro. L’atmosfera che viene fuori è da favola, con la dolce ma anche coraggiosa Belle che rifiuta le attenzioni di Gaston e finisce poi essere la prigioniera – o ospite? – del castello della Bestia, affetto da una maledizione che lo lega ad una rosa. Non era stato in grado di accettare l’aiuto di una anziana signora che poi si è scoperta una strega e questa donandogli una rosa lo ha trasformato in una bestia pelosa e spaventosa. Se fino a che l’ultimo petalo che cadrà non avrà trovato qualcuno che sappia amarlo per quello che è al di là del suo aspetto rimarrà per sempre con queste sembianze. All’inizio la bestia è proprio una bestia ma nel senso più di carattere, brusco, per niente cortese, irato e furioso contro tutti ma a poco a poco la presenza costanza di Belle riesce a cambiarlo e si arriva quasi ad un punto di svolta nel quale non si fa più caso al suo aspetto orribile ma lo si vede più umano, più gentile, sempre più simile ad una persona e meno ad una bestia. Quando anche Belle se ne accorge, beh, l’amore è già nell’aria e basta qualche incidente che mette a repentaglio la vita del castellano che subito si mobilizza per andarlo a salvare. Belle forse è la prima eroina disneyana perché non è stata salvata ma ha salvato la bestia, gli ha insegnato l’amore e la capacità di vedersi per ciò che ha dentro di sé e … beh, il lieto fine c’è eccome, altrimenti che storia d’amore sarebbe? La magia che sprizza questo film mi ha colpita, entusiasmata per non dire poco e fatto girare la testa. Dai personaggi secondari che risultano invece completare e completarsi a vicenda fino ai più piccoli dettagli, ogni cosa non è lasciata al caso ma è parte integrante del film. Sembra di entrare in un sogno bellissimo che ti accompagna fino alla fine di questa romantica storia. Ovviamente la canzone più cantata e amata è Stia Con Noi, che mi ha riportato bambina, la scena di Belle a tavola con piatti e posate, stoviglie e tovaglioli di cotone che si animano e volteggiano in un turbinio di colori e di sfavillanti scintille è proprio come me lo ricordavo. Insomma, una favola da vedere e rivedere!

Il prossimo film che andrò a vedere sarà Guardiani della Galassia Vol. 2 e voi? 😀 E ovviamente sto ancora aspettando con ansia Spider-man Homecoming! *o*

Passando invece ad altro, ultimamente devo dire che sta ritornando la mia voglia di immergermi tra le pagine di libri e perdermi con gli occhi nelle parole e nei significati quindi sto recuperando parecchia roba che piano piano sto scoprendo e ri-scoprendo perché i libri ti vengono a cercare prima o poi. Magari ne vedi uno, ti incuriosisce ma poi vai di fretta e lasci stare e poi rieccolo che ti compare quando meno te lo aspetti e scopri che sì, quel libro merita davvero di finire tra le tue mani! Questa frase calza a pennello per un libro che ho recentemente preso (proprio ieri!) ma di cui ve ne parlerò più avanti. La chicca che invece devo assolutamente citare è Tredici di Jay Asher! Meglio conosciuto come 13 Reasons Why, cui è diventata una serie tv della Netflix. Ancora non ho potuto godermela ma prima di questo dovevo assolutamente divorarmi il libro che in un solo pomeriggio avevo già metabolizzato e fatto mio in tutte le sue parti.

"Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori … Ve lo prometto." Quando Clay Jensen ascolta il primo dei nastri che qualcuno ha lasciato per lui davanti alla porta di casa non può credere alle sue orecchie. La voce che gli sta parlando appartiene a Hannah, la ragazza di cui è innamorato dalla prima liceo, la stessa che si è suicidata soltanto un paio di settimane prima. Clay è sconvolto, da un lato non vorrebbe avere nulla a che fare con quei nastri. Hannah è morta, e i suoi segreti dovrebbero essere sepolti con lei. Ma dall'altro il desiderio di scoprire quale ruolo ha avuto lui nella vicenda è troppo forte. Per tutta la notte, quindi, guidato dalla voce della ragazza, Clay ripercorre gli episodi che hanno segnato la sua vita e determinato, in un drammatico effetto valanga, la scelta di privarsene. Tredici motivi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni dei suoi compagni di scuola e che, una volta ascoltati, sconvolgeranno per sempre le loro esistenze. Con più di due milioni e mezzo di copie vendute soltanto negli Stati Uniti, Tredici, romanzo d'esordio di Jay Asher, è da dieci anni uno dei libri più letti dai ragazzi americani, e ora anche una serie televisiva prodotta da Netflix. #tredici #13 #13reasonswhy #thirteen #thirteenreasonswhy #jayasher #clayjensen #netflix #netflixseries #currentread #currentreading #bookporn #booklover #booklove #instabook #bookstagram #bookworm #bookpassion #bookaddicted #booknerd #bookcover #ilovebooks #librichepassione #mondadori #librimondadori #romanzo #bestseller #youngadult

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Tredici è una storia che reclama ancora adesso dalla sua pubblicazione l’attenzione di cui sta meritando complice l’uscita televisiva ma sicuramente sono le vicende che la fanno da protagonista. Tredici, come le cassette audio che Hannah registra ad altrettante tredici persone e ognuna di loro li riguarda in prima persona. Attraverso queste Hannah spiega i motivi che l’hanno portata a compiere il suo gesto estremo, suicidarsi ingerendo una quantità abnorme di pastiglie che l’hanno fatta finire ovviamente in ‘overdose. Hannah era una ragazza che si era appena trasferita, non aveva molti amici, faceva un po’ fatica ad integrarsi ma ha avuto anche la possibilità di sperimentare la sua prima cotta, che è finita male ma che l’ha resa un po’ più consapevole dell’amore. Nella sua vita irrompono vari ragazzi e ragazze e ognuno di loro lascia un qualcosa contro di lei, una ferita, che brucia anche quando passa del tempo e ogni cosa piano piano da una bugia, una menzogna, a effetto valanga, la travolge fino a che Hannah non ce la fa più e si lascia andare. Brevemente potrei raccontarvela così la storia ma sicuramente non soddisferebbe la vostra curiosità perché c’è ben altro dietro, c’è tanta sofferenza, c’è l’amarezza, c’è la perdita di ogni contatto, di fiducia anche nelle persone adulte e rimane sempre la paura, di essere sbagliati, di sbagliare, di fare del male e di farsi del male ma soprattutto l’ansia del non poter essere importante per qualcuno. Attorno a lei si scatenano vicende che la coinvolgono in prima persona, che la abbattono come un tifone e che la mettono al centro del ciclone, viene presa di mira, umiliata, ridicolizzata, emarginata e le poche cose a cui tentava di aggrapparsi … svanite anche quelle. Quando non le resta più niente Hannah è persa per sempre, potrebbe essere aiutata, in fondo, ci sono stati dei segnali che potevano far capire cosa le stava succedendo ma anche Clay, il protagonista della storia, seppur sia segretamente innamorato di lei alla fine non riesce comunque a trarla in salvo. E riascoltare per filo e per segno tutta la sua storia, risentire la sua voce attraverso le cuffie è devastante quanto essere a sua volta devastati dalla realtà di quanto accaduto. Hannah distrugge le vite di chi l’ha a loro volta distrutta, ricorda i particolari, in un certo senso è come se fosse una bulla e si ha quasi questa impressione a inizio libro ma poi più si entra nel vivo della storia e più si arriva a pensare a quanto si poteva fare ancora per lei, quanto sarebbe stato facile tenderle una mano e aiutarla davvero non solo con le parole, ma anche a gesti. Tredici è edito da Mondadori e sta diventando un vero e proprio fenomeno mondiale contro questi tipi di violenze, di bullismo, di situazioni che ci riguardano, che quasi sembrano realmente possibili, anzi, lo sono, e forse è per questo che non si riesce a staccare gli occhi dalle pagine. Più si entra nel vivo e più si vuole cercare la verità, e quando la si trova, cosa rimane in fondo? Niente. Un senso di vuoto che però ha un significato enorme, non lasciate soli nessuno. Non fateli sentire come si è sentita Hannah, un invito a non ripetere gli stessi errori e un monito per tutti i ragazzi ma anche per gli adulti perché il più delle volte dovrebbero assumere un ruolo e prendere una posizione ed invece si scoprono al pari di chiunque altro, incapaci di proteggere e di difendere. Insomma, una lettura non proprio piacevole perché è stata a tratti piuttosto cruda e nuda ma sicuramente ottima per chi vuole qualcosa di più raccontato senza censure e senza timori. Vera e reale come se ci potesse accadere anche a noi come se volesse metterci in guardia …

Non è proprio un vero e proprio libro ma un libriccino quello che mi è arrivato per posta e sto parlando di We Can Be Mended di Veronica Roth! L’epilogo assoluto della saga distopica di Divergent, si colloca qualche tempo dopo la fine delle vicende di Allegiant e segna il ritorno di Quattro/Tobias e di come sta vivendo dopo la tragica separazione e perdita di Tris. Personalmente questo libriccino non mi è dispiaciuto affatto, tra l’altro io adoro scoprire cosa accade dopo una serie animata, letteraria, cinematografica che sia quindi sono rimasta molto felice a dispetto di chi invece non ha fatto altro che prenderlo e poi storcere il naso. Era possibile riceverlo solo dopo aver preordinato o comprato il nuovo romanzo della Roth, Carve the Mark, che farà parte di una mini serie di due libri di cui questo è il primo.

In una galassia percorsa da una forza vitale chiamata corrente, ogni uomo possiede un dono, un potere unico e particolare, in grado di influenzarne il futuro. Cyra è la sorella del brutale tiranno che regna sul popolo shotet. Il suo dono, che le conferisce potere provocandole allo stesso tempo dolore, viene utilizzato dal fratello per torturare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un'arma nelle mani del tiranno. Lei è molto più di questo. Molto più di quanto lui possa immaginare. Akos è il figlio di un contadino e di una sacerdotessa-oracolo del pacifico popolo di Thuvhe. Ha un animo generoso e nutre una lealtà assoluta nei confronti della famiglia. Da quando i soldati shotet hanno rapito lui e il fratello, l'unico suo pensiero è di liberarlo e portarlo in salvo, costi quel che costi. Nel momento in cui Akos, grazie al suo dono, entra nel mondo di Cyra, le differenze tra le diverse origini dei due ragazzi si mostrano in tutta la loro evidenza, costringendoli a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l'un l'altro. Carve the Mark – I predestinati è un racconto sul potere, l'amicizia e l'amore in una galassia carica di doni inaspettati. #carvethemark #carvethemarkipredestinati #ipredestinati #veronicaroth #mondadori #librimondadori #bookpassion #instabook #bookstagram #currentreading #newsaga #book #favbook #librichepassione #bookporn #libridaleggere #bookaddict #bookaddicted #booklove #booklover #bookcover #bookworm #booknerd #fantasybook #bestseller #bookcover #fantasy #romanzo #novel #youngadult #youngadultbook

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Insomma, lo acquistavi, registravi i tuoi dati su Mondadori ed eccoti in omaggio l’epilogo della sua precedente trilogia. E’ stato emozionante riceverlo dopo qualche settimana e mi ha fatto tanto piacere leggere la piccola storia che ha scritto per i suoi fans. We Can Be Mendend mi ha solo fatto capire quanto mi sia piaciuto Tobias e quanto ancora mi manca tanto di lui, è uno dei rari casi di mio attaccamento per un personaggio maschile e facente parte di una saga (a parte Harry Potter) ma per lui ho più un sentimento strano, da una parte vorrei che fosse felice più di tutti dopo che ne ha passate tante e dall’altra vorrei anche poterlo abbracciare e dirgli che va tutto bene. In più leggere Four, il volumetto dedicato tutto a lui è stato un altro duro colpo al cuore. Mi ha trasmesso tantissimo e l’ho sentito così vicino come non lo avevo percepito durante l’intera saga, è come se di un colpo lo vedessi sotto un’altra luce, come se lo guardassi per la prima volta e mi ha davvero stretto il cuore. Con We Can Be Mended Tobias vede il nuovo mondo che si è creato, le cose come sono cambiate, altre sono rimaste le stesse, la sua vita sta andando avanti, senza se e senza ma e senza poter tornare indietro nel tempo, a volte il pensiero di Tris lo scalfisce ancora, in fondo, tutto gli ricorda lei ed è una presenza che c’è stata ed ora, rimasto da solo a far fronte a questo grande cambiamento che hanno generato assieme, è solo una dimostrazione di quanto il coraggio sia servito a qualcosa, di quanto combattere sia necessario per vivere meglio, di quanto non arrendersi sia sempre il punto fondamentale se si vuole stare a testa alta. Penso che quando rileggerò la saga daccapo non potrò fare a meno di far incastrare certi loro atteggiamenti nelle scelte che poi sono avvenute.

Attualmente ho recuperato anche altri libri ma ognuno di loro occuperà uno spazio apposito quindi per ora mi fermo qui. 😀 

Sul fronte games devo dire che non sono rimasta a bocca asciutta perché ho potuto giocare anche lo special di April Fool’s Day di Mystic Messenger creato da Cheritz. Anche se era solo una giornata, il giorno di pesce d’aprile, aveva anche a che fare con il personaggio che più amo tra quelli di questa app e sto parlando di Zen! *^* Il primo aprile è anche il suo compleanno quindi capirete poverino quante ne abbia passate negli scorsi anni per colpa degli altri pg che l’hanno preso in giro e non riusciva mai a capire se facessero sul serio o fosse tutto parte di un grande scherzo. In questo special infatti abbiamo la sensazione che tutti stiano dando di matto, da Yoosung che finisce per essere una omelette a Jaehee che diventa un bollitore, Jumin un gatto, Seven che vuole regalare a Zen tonnellate di cartone, e subito si capisce che c’è qualcosa che non va perché le foto a cui siamo abituate sono … strane, nel senso che sembrano proprio reali! XD E’ stato davvero da pazzi giocare e chattare quell’unica route e non credo di esserne uscita sana di mente al termine della giornata anche se le parole dolcissime di Zen le ricordo come se me le avesse dette in un orecchio sussurrando. #*_____*# God, quanto lo amo Zen! ❤ Ovviamente sono finita nella good end ma sono curiosa di scoprire invece come finisca la normal e la bad. Anche Unknown fa la sua comparsa ed ero tentata di seguire le risposte verso di lui ma era la prima volta e volevo che finisse nel modo più splendido possibile per Zen che poverino davvero, mi si stringeva il cuore quando lo vedevo tutto agitato, confuso, come se stesse a sua volta per impazzire e poi ci si mettono anche gli altri. XD Alla fine quindi penso che si sia trattato solo di un uno strano sogno nel quale noi eravamo i protagonisti e la giornata termina con un birthday party a casa sua, dopo che ci siamo imbucati! LOL Per quanto riguarda invece la storyline principale ho terminato quella di Jaehee e finalmente dovrei passare alla Deep Story dato che ho accumulato abbastanza cuori per sbloccarla e finalmente potrò avvicinarmi a Jumin e poi infine a Seven. *_____* Non vedo l’ora di ricominciarci a giocare anche perché per troppo tempo ne sono stata in astinenza. ehehe! ^____^”

 Recentemente anche ho potuto giocare all’xbox con mio fratello e ci siamo divertiti davvero tanto con Rayman Origins, che finisce nel modo in cui è iniziato! XD Davvero sorpredente! In modalità multiplayer il divertimento è assicurato che piuttosto giocare da soli, la storia è completa ma dobbiamo completare alcuni obiettivi comunque è stato sotto diversi punti di vista una vera avventura in 2d! Raggiungevamo diversi mondi con vari livelli, aiutavamo le fatine e in dono ricevevamo alcuni poteri per proseguire nel gioco e che corse pazze che abbiamo fatto per acciuffare quei dannati tesori! XD Da provare assolutamente anche voi! E poi anche se ci sono stati momenti in cui quasi volevamo gettare tutto all’aria alla fine piano piano riprovandoci siamo riusciti ad andare avanti, è stato quasi come vedere un cartone animato ed esserne i protagonisti, quasi come esplorare un coloratissimo universo di nemici e di pericoli e poi le musichette di sottofondo erano davvero così carine, alcune ero arrivata a canticchiarle perché erano irresistibili. Molto carino come gioco! *o* Mi è piaciuto un sacco! Ed ora? Beh, al momento sono concentrata a Gears of War, anche se sono ancora una mezza frana ma sto imparando, mi sono creata un mio profilo personale su xbox live e sto cercando di fare del mio meglio anche se fatico ancora un po’ a muovere non solo il personaggio ma anche la sua visuale! >____<” Non ci sono proprio abituata ma a sparare me la cavo bene! ehehe! 😀 Conto di giocare in mutiplayer anche i prossimi capitoli del brand videoludico assieme a mio fratello boxaro come non mai. LOL

E sul versante manga shoujo? Beh, potevo starmene senza leggere niente di niente? Certo che no! Finalmente ho potuto leggere anche la fine di Clover in Love con la dolce Mitsuba e i suoi trifogli e il suo amore Koki, irresistibilmente carino e puccio. Ma quanto mi sono piaciuti? Dolcezza allo stato puro! ❤ E’ finito bene e non poteva andare diversamente ma come mini serie sono contenta di averla seguita. *_____* Quasi quasi me la rileggerei tutta da capo per parlarvene come si deve. ci penserò su. 😉 E poi ho potuto anche prendere Cuore di Ninja di Hino Matsuri, celeberrima per Vampire Knight!

Devo dire che come primo volume non mi è dispiaciuto affatto, anzi, è stato sicuramente interessante e non aspetto altro che leggerne la conclusione con il secondo numero! *^* Mikage si destreggia tra la sua vita da ninja e la prospettiva di essere una ragazza come le altre, andando a scuola e indossando una uniforme. Nel bel mezzo di tutto ciò un ragazzo le viene incontro per chiederle aiuto e lei che aveva servito un unico padrone finisce dopo un po’ per accettare e averci a che fare. Una cosa che non finirò mai di dire è che come li disegna i personaggi maschili la Hino nessuno può farlo! Davvero sensuali e sempre con quel tocco in più di mascolinità che mi fa perdere la testa, il suo tratto inconfondibile è la certezza quasi di una lettura imperdibile e finora ha risposto abbastanza alle mie aspettative! Vedremo poi come finirà. ^____^ Per una serie che finisce un’altra ne comincia, è sempre così il tormentone e difatti sto aspettando di poter leggere Honey, uscito ieri, ma che ancora non ho avuto modo di andarlo a prendere ma sicuramente non vedo l’ora di metterci sopra le mani. Honey è ancora più dolce di Clover in Love, un miscuglio e una miscela di sentimenti che vi farà perdere i sensi per quanto sia puccio e carino come manga. E maggio ci riserverà altre sorprese con l’arrivo principalmente di Tsubaki-cho Lonely Planet di Mika Yamamori già autrice dell’acclamato Hirunaka no Ryusei, Una Stella cadente in Pieno Giorno, per la Star Comics! ❤ I CAN’T WAIT! ❤ Eh, sì, mi aspettano ancora tante letture e tante cose da fare e sempre così poco tempo a disposizione … T______T

Intanto però sono qui, ci sono più che mai e nei giorni prossimi pubblicherò altri articoli, quindi magari tornate a trovarmi, ok? ^_____^

Mmm∼ Ho ancora tante cose di cui raccontarvi ma ci sarà un’occasione per tutto e riuscirò a farcela prima o poi! 😉

Alla prossima!

Juliet.

Informazioni su Juliet

Sono una ragazza di 25 anni che sta crescendo giorno dopo giorno a pane, shoujo e fantasia e che va pazza anche per il kpop. Il mio Blog è il nascondiglio che più preferisco dove poter dare sfogo alle cose che mi piacciono e a tutto ciò che succede nella mia vita. ♥
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