Goodbye My Life – Ayuko

Buon giorno! ^______^

E’ da tanto tempo che non scrivo qualcosa sul mio Blog quindi ho deciso di sfruttare questa giornata per dedicarmi alla lettura di uno dei miei recenti manga che ho avuto il piacere di poter recuperare in fiera al Mantova Comics&Games ’16 direttamente dallo stand Flashbook! *o* Penso che abbiate capito di cosa si tratta … questo pomeriggio vi parlo di Goodbye My Life di Ayuko, una mangaka che apprezzo particolarmente per il suo tratto delicato e per le sue storie che sanno esprimere molti più significati e sensazioni di quanto non sia già in grado di fare in maniera ottima. Personalmente amo molto questa autrice, credo che sia bravissima a lasciare il lettore con il fiato sospeso e a farlo intercalare benissimo nelle sue storie tanto da riuscire a lasciargli qualcosa dopo la lettura, un’emozione, un pensiero, un ragionamento, un dubbio. Credo che sia una delle poche che in questo senso mi colpisca ancora adesso e ogni volta che rileggo qualche sua opera. Ayuko è già approdata in Italia sempre grazie a Flashbook con il famoso The Earl and The Fairy di cui ha curato i disegni, con La mia Amica Strega e con l’acclamato After the Tempest in Late Summer che ho intenzione di prendere prima o poi dato che mi sento sempre più attratta da questo titolo ed essendo un altro volume unico non vedo l’ora di poterlo avere in libreria dato che a me piacciono molto le raccolte di storie.

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Una storia è ambientata qualche anno più in là nel futuro, un’altra nell’aldilà, altre ancora nel nostro mondo. A volte il destino delle protagoniste sarà felice, altre infelice. Questa è una raccolta di cinque storie che raccontano di sogni e le speranze di ragazze che vivono in questo mondo assurdo. 

Cinque piccole storie che rileggono il classico tema dello shojo scolastico in maniera originale e un po’ diversa, mescolando alla commedia romantica elementi di mistero, di dramma, di fantascienza. Il tutto raccontato attraverso gli eccezionali disegni di Ayuko.

Debutta nel Belpaese Ayuko, raffinata illustratrice dal tratto chiaro ed elegante che mostra i suoi fasti nelle tavole a colori e nelle raffinate illustrazioni ad acquerello; ma anche autrice sensibile e intimista, capace di raccontare con garbo e brio tanto storie fantastiche e avventurose quanto i piccoli drammi e le grandi tragedie della vita di ogni giorno.

Fonte: Flashbook

Prima del viaggio nel tempo

Intanto inizio col dirvi che questa prima storia è senz’altro la mia preferita in assoluto di questo volume unico anche se c’è un’altro racconto che merita tanto quanto questo, quindi nonostante tutto mi è ancora difficile fare una scelta equa senza lasciarmi influenzare dai miei gusti personali anche se talmente sono cariche di atmosfere suggestive e dettagliate che ritengo entrambe valgano il primo posto. Prima del viaggio nel tempo parte subito con un incipit molto curioso e a dir poco enigmatico ovvero con una domanda che sicuramente anche a voi sarà capitato di poter fare magari dopo un qualche evento o una situazione che avete affrontato. La domanda è: Cosa faresti se costruissero una macchina del tempo? Andresti nel passato a cambiare ciò che hai fatto? Andresti a incontrare il te stesso nel futuro? Io … Già da questo si può capire che la protagonista non ci vuole subito rivelare la sua scelta ma ce la dice chiaramente attraverso la narrazione che segue un ritmo regolare, quasi minuzioso dello scorrere del tempo, argomento, il tempo, che fa da cornice alla sua vita. La protagonista è una ragazza allegra, spensierata, il suo nome è Yu Haraki e fin dal primo incontro con un suo coetaneo tale Shinichi Inui, nonché suo compagno di classe, è innamorata di lui. Yu vive nel 2025, in una realtà che inizia a cambiare anche per lo scoprirsi di novità importanti, sicuramente quella che spicca maggiormente è la rivelazione che in un futuro non molto lontano, sarà possibile costruire una macchina del tempo, questa notizia ha suscitato scalpore e Yu un po’ fantastica su come sia il mondo tra quarantanni quando avverrà questo evento a dir poco sorprendente ma piuttosto che concentrarsi a pensare del futuro per il momento è più convinta di voler solo pensare al presente. E quello che al momento le piacerebbe che si avverasse è il desiderio di poter esprimere i suoi sentimenti al ragazzo che le piace. Inui si mostra gentile con lei, arriva perfino a darle in prestito il suo asciugamano durante un’acquazzone improvviso e passeggero dicendo che a lui non serve perché la sua casa non è molto distante dalla scuola. Yu è sempre più cotta di Inui e decide di dargli appuntamento al parco, un luogo che pare accomunarli decisa ad ogni costo di dichiararsi. Ma Inui non si presenterà nel posto e nell’ora indicata dalla ragazza. Yu pensa che abbia avuto un contrattempo, un problema sorto all’improvviso e non riesce a spiegarsi perché Inui si comporti in maniera tanto fredda nei suoi confronti. Quando gli chiede spiegazioni riceve come risposta il fatto che adesso la odia e che deve solo sparire dalla sua vista. La ragazza però non è intenzionata a lasciarlo stare e così ci riprova. Gli restituisce l’asciugamano ma Inui lo getta dalla terrazza, anche se Yu ha le lacrime agli occhi, non si da per vinta e corre in cortile per recuperarlo, infine, lo lascia sul banco del compagno con un bigliettino affiancato che recita una sola ma grande parola “Grazie“. E qui faccio un piccolo passo indietro. Nel mentre Yu si chiede a cosa possa aver fatto di male per suscitare questo repentino cambio di tono nei suoi confronti arriva nella loro classe un nuovo studente, il professore lo introduce come un ragazzo che viene dal futuro, giunto alla loro epoca per studiare la società di quel momento, insomma, una sorta di viaggio-studio temporale se così possiamo definirlo. Questo ragazzo si presenta dicendo che non può rivelare nulla di quello che riguarda il futuro in cui vive, la sua identità e altre informazioni riservate relative al futuro che debbono restare segrete tuttavia concede ai suoi compagni di poterlo chiamare con l’appellativo di Tesla. Ebbene, Tesla si mostra fin da subito un genio in tutti i campi: nello sport, nella musica, nella matematica ecc … e attira molte attenzioni da parte di tutti, specialmente delle ragazze che si mostrano curiose verso di lui. Ma Yu invece non se ne cura più di tanto, l’unica cosa che al momento gli preme sapere è perché Inui si comporta in modo strano e cosa veramente gli passi nella testa. Decide così di seguirlo ma quando il ragazzo la rifiuta l’unica cosa che può fare è chiudersi in se stessa e lasciarsi andare all’amaro gusto dello sconforto. Yu che finora aveva sempre pensato di avercela messa tutta per fargli capire i suoi sentimenti, lottando fino alla fine, ha il pensiero di voler tornare indietro, come quando riusciva a parlare tranquillamente con Inui e di quanto fosse bello essere in sua compagnia. Ad asciugare le sue lacrime ci pensa Tesla che dopo averle allungato un fazzoletto inizia stranamente, all’improvviso, a parlarle del futuro in cui lui vive … ma non doveva restare tutto un segreto perché gli era vietato discuterne con estranei? Yu così viene a sapere cose che la sorprendono sinceramente ma poi gli chiede come mai gliele stia proprio raccontando e Tesla ammette che le cancellerà la memoria. Inui, nel frattempo, che aveva trovato l’asciugamano e il biglietto di ringraziamento raggiunge Yu e qui entra accade il colpo di scena. Tesla si rivela essere una sorta di poliziotto del tempo giunto nella loro epoca, sotto copertura, per arrestare Shinichi Inui il quale è colpevole di aver interferito nel passato, un divieto assoluto. L’Inui del futuro è tornato nel 2025 per mettere in guardia se stesso … ma da cosa? Nientemeno che da Yu! Tesla sapeva che Yu si sarebbe dichiarata a Inui e che lui l’avrebbe corrisposta, i due si sarebbero messi assieme ma il destino avrebbe giocato un brutto scherzo a Yu privandola della sua stessa vita. L’Inui del futuro quindi voleva solo che l’Inui del presente facesse di tutto per allontanarsi da Yu perché aveva paura che le avrebbe solo provocato la sua morte, memore di rimpianti e di sensi di colpa. Tuttavia, Inui afferra il braccio della ragazza e i due scappano via. Durante la corsa Yu ammette che non le importa della fine che farà perché non vuole essere in un mondo in cui non sarà al suo fianco. La sincerità, l’amore, la verità che Yu esprime con il suo sguardo rapisce Inui che la bacia stringendola a sé. Ma qualcuno ormai li ha raggiunti … Yu finisce sul giornale, in prima pagina, si dice che sia stata vittima di un incontro con un malvivente e che sia finita male per lei. Yu e Inui giacciono l’uno a fianco dell’altra con in testa due caschi strani collegati con dei fili ad un macchinario. Tesla ammette che è geloso di loro perché nella sua epoca le persone non riescono più a innamorarsi.

E’ ora di alzarsi. La sveglia sta suonando. Yu va a scuola e qui con un sorriso grande rivolge il suo buongiorno al compagno di banco vicino a lei, Inui, che ricambia il saluto illuminandosi.

Questa storia mi ha trasmesso un senso incredibile di tristezza ma mi ha fatto anche emozionare. Il personaggio di Yu mi è subito entrato dentro, è una ragazza forte, nonostante tutto, che non vuole cedere alla realtà delle cose, che anche se ha avuto un attimo di sconforto ha saputo risollevarsi e guardare avanti. Sì, il presente è meglio del futuro, per questo bisogna vivere al meglio ogni giorno, per non avere mai più rimpianti e rimorsi. La sua caratterizzazione è più marcata rispetto a Inui e difatti assume un ruolo meno incisivo della sua partner, un po’ più anonimo il suo personaggio ma in grado lo stesso di corrispondere alle aspettative del lettore. Tesla, invece, si rivela un vero e proprio colpo allo stomaco, non mi aspettavo un risvolto del genere e ne sono stata piacevolmente stupita. In un certo senso non è nemmeno un nemico, un “cattivo” della situazione, solo un intermediario che vuole mettere tutto a posto … e ci riesce! Riporta i due innamorati indietro nel tempo, credo che quell’apparecchio che compare nel manga sia proprio la time machine. La scena di chiusura mi ha fatto emozionare. Dietro quei sorrisi sinceri si nasconde un grande amore che è appare vivido e più vero di prima. Sono due ragazzi che si amano ma entrambi non hanno ancora il coraggio di confessarsi ed è ancora una volta il 15 luglio 2025. L’inizio di qualcosa che cambierà e solo il tempo può sapere in che modo.

Il fratello minore

Questa è la seconda storia. Protagonista è Nagi, una ragazza ordinaria, tranquilla, seria e sveglia a dir la mia opinione. A scuola, un giorno, accade un fatto sospetto, preoccupante, che genera un po’ di confusione, di panico e di interrogativi. Qualcuno attraverso una lettera minaccia di voler fare saltare in aria l’intera scuola con una bomba piazzata nei sotterranei della struttura. L’avvertimento è chiaro e gli studenti vengono fatti evacuare per precauzione. Nagi finisce per andare a studiare a casa del suo ragazzo, Takumi, e qui proprio quest’ultimo le rivela che la lettera minacciosa è opera di suo fratello minore ma la tranquillizza dicendo che probabilmente non avrà il coraggio di fare un’azione sconsiderata come questa infatti le spiega di non credere per niente a ciò che suo fratello va dicendo perché è un tipo strano e dal quale doversene stare alla larga. In un momento di assenza di Takumi, qualcuno appare sulla soglia della camera, è il fratello minore del ragazzo che senza neanche presentarsi getta parole assurde contro la ragazza. Le dice che la persona con la quale è al telefono è un’altra ragazza, in pratica, lui la sta tradendo e come se non bastasse che è anche molto più bella in confronto a lei. Questo sconvolge Nagi ma non tanto quanto il fatto che il fratello minore sia una persona cupa, dai capelli unti, sporchi e lunghi, una persona che probabilmente non ha quasi mai visto la luce del sole, con uno sguardo triste, come se fosse senza speranza, privo di qualsiasi forza di vita. Una persona che a primo impatto fa venire ribrezzo, schifo, da cui prendersi le distanze, un individuo inutile, un fantasma della società ma anche qualcuno di talmente debole che potrebbe finire vittima di qualche atto pericoloso. All’improvviso Nagi la pensa come Takumi, d’altronde, con un fratello del genere, ci si può aspettare anche che se ne esca con una minaccia a dir poco sconsiderata come quella di far saltare l’intera scuola. Nagi, tuttavia, viene a sapere che anche il fratello minore di Takumi frequenta il loro stesso istituto scolastico e qui accade una cosa a dir poco spiacevole. Qualcuno ha affisso in bacheca un foglio, sembra un tema, uno scritto di qualche studente ma quando la ragazza fa per avvicinarsi per saperne di più incuriosita così come gli altri si vede strappare il foglio davanti in meno che si dica dal fratello di Takumi che minimizza la cosa. Nagi però scopre che al ragazzo piace molto leggere, lo becca in biblioteca e si dimostra molto interessata nei suoi confronti, si chiede come sia possibile che siano fratelli tanto appaiono diversi completamente su ogni fronte ma anche se il cupo ragazzo continua a mostrarsi duro e distaccato ben presto però farà uscire allo scoperto ciò che prova. Il fratello minore non è poi così inquietante di quanto il suo aspetto possa parlare per lui, è in verità un ragazzo che ha bisogno di aiuto, che non ce la fa più, che è vittima di attenzioni viziate e crudeli del fratello maggiore e che alla fine è solo stanco della vita che fa, della sua condizione, del suo essere costantemente preso di mira da chi invece dovrebbe amarlo e rispettarlo visto hanno lo stesso sangue. Takumi inganna quindi le apparenze e sotto il suo bel faccino si nasconde invece un mostro che ridicolizza il proprio fratello minore, che vuole prevaricare e prendersela perché più debole, perché rincorre un sogno, quello di diventare uno scrittore. Nagi riesce a bloccare il fratello minore prima che compia un atto violento contro Takumi, per vendicarsi delle sue malefatte, dicendogli che vorrebbe tanto leggere il suo romanzo quando lo concluderà e questo forse riesce in  qualche modo a distrarlo dalla rabbia e dal dolore che prova. E’ chiaro e palese che Takumi ha solo riportato sotto forma di lettera un estratto del romanzo di fantasia del fratello minore facendogli quindi fare il suo “debutto” in maniera alquanto meschina. Il fratello minore dopo essersi calmato si rifugia tra se e se e sarà ancora una volta Nagi a farsi avanti. Vuole aiutarlo, vuole accogliere il segnale evidente di aiuto, ha accolto il s.o.s e il suo essere fragile sotto quei capelli disordinati e quel volto inespressivo e qui pare che avvenga un piccolo miracolo. Il fratello minore che stava chino con la testa incassata tra le ginocchia raccolte al petto rialza un poco il viso e qui le lascia – ci lascia – vedere una piccola parte di sé, un suo occhio che sta piangendo, che è commosso e che in fin dei conti è grato che finalmente qualcuno gli si rivolga premurosamente. Forse, tutto sommato, va bene affidarsi agli altri, aprirsi, parlare … Nagi gli chiede quindi quale sia il suo nome. E non è la fine ma è solo l’inizio di una storia che lascia intendere una nuova speranza che parlerà di amicizia.

Il fratello minore è qualcosa di molto introspettivo, psicologico e profondo che probabilmente solo Ayuko poteva descrivere perfettamente. Sinceramente non capisco questa avversione contro questa storia breve perché, a mio avviso, non è importante che si concluda in questo modo, non è un’interruzione, non è una fine brusca della vicenda, è solo l’inizio di una storia che sappiamo, almeno chi l’ha letta, come continuerà. Davvero, se non l’avete capita mi sa che dovrete rileggerla bene altre volte. Sarà il tema toccante, sarà l’atmosfera davvero malinconica ma è la storia che più dovrebbe lasciarci dentro un significato, una morale, un ragionamento toccante e intenso. Qui tutto viene raccontato non lasciando in sospeso un bel niente, le risposte alle domande che si possono riscontrare vengono pienamente date e se le cercate riuscirete a trovarle. Credo che chi possa aver vissuto un’esperienza simile o comunque essere stato protagonista di un qualcosa di molto somigliante si rivedrà parecchio nella figura dimessa del fratello minore e spero che ognuno di voi possa avere la propria Nagi affianco. Non aggiungo altro perché non saprei come esprimermi. Ho tante cose che mi passano per la testa ma questa storia è molto delicata ed è riuscita a far vibrare le corde della mia anima che solo a ripensarci quasi mi commuovo ancora per cui preferisco non dire altro.

La tavola calda dei cuori infranti

Se dopo la conclusione de Il fratello minore mi era rimasta in bocca una sensazione di blocco allo stomaco per l’incapacità di poter anche solo proseguire nella lettura nell’incertezza e nella paura di non sapere cosa sarebbe invece accaduto con questa prossima storia breve ben presto la mia mentalità e la mia testa hanno completamente cambiato direzione. Questo terzo racconto ha un esordio limpido, chiaro, va subito al dunque e fa vedere al lettore la situazione stramba che si è venuta a verificare. Cinque ragazze si ritrovano a condividere un tavolo di un ristorante nei pressi della stazione. Queste sono tutte diverse tra loro non solo per aspetto fisico ma anche per carattere e modo di essere, in verità, non c’è nulla che possano condividere … anzi, no, forse qualcosa in comune ce l’hanno! Cosa? Il ragazzo! Tutte e cinque sono le presunte fidanzate di Ryuji Murata. Una volta riunite attorno a questo tavolo le cinque avranno molto di cui parlare, ognuna di loro racconta il modo in cui sono innamorate di questo ragazzo ma quando si rendono conto di essere state ingannate emergono sentimenti di rabbia, di contraddizione, di impotenza, di delusione che le farà dapprima dividere e poi unire ancora ma tutte verso un’unica strada: lasciar perdere un tizio doppiogiochista come lui! Sono state ingannate e prese in giro fino a quel momento, illuse con false speranze, con sorrisi traditori, con parole che nascondevano invece ben altre intenzioni, quindi, arrivano alla conclusione di lasciar correre e di dimenticare Ryuji che non ha avuto scrupoli a dire bugie, ad alimentare dei sentimenti nei loro confronti seppur non aveva la minima intenzione di fare sul serio. Le ragazze quindi si sentono offese ma nel loro dolore comune riescono a trovare il coraggio e la forza per dimenticare l’accaduto e per ritornare alle loro vite di sempre. Tutte tranne una. Ben consapevole di questo fatto, ha agito all’oscuro delle altre e … ha vinto. Sarà lei l’unica che è in grado di stare al fianco di Ryuji e le basta solo questo.

Questa storia ha un finale davvero sorprendente, è come se le carte giocate finora siano state solo un’inutile perdita di tempo quando invece era ben designato il jolly vincente. Devo anche dire che i personaggi a volte nascondono cose che anche il lettore a primo impatto non può neanche immaginare, una sorta di doppia personalità, un lato del loro essere celato fino all’ultimo e che poi li portano però a prevaricare sugli altri. Le doppie facce ci sono anche nei manga ma il bello è che quando poi ce ne rendiamo conto quasi ci spiazza completamente perché solo dopo veniamo a conoscenza dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti. Un finale che lascia di stucco! Pollice in su.

Us, you and me

Questa storia breve invece mi ha ricordato un po’ Bakuman del famoso duo Ohba&Obata, nel senso, sembra una sua sorta di versione femminile, se così posso definirla. Se conoscete Bakuman allora saprete a cosa mi sto riferendo. Eri Kato è una ragazza con la passione per il disegno nonostante a scuola, in arte, prenda sempre B, cosa che le arreca dispiacere. Quando si vede restituire dal professore l’ennesimo dipinto con lo stesso voto di sempre Eri pensa che nonostante si impegni duramente i suoi sforzi non sembrano abbastanza per coronare il suo sogno. Così persa tra sé sulla terrazza della scuola decide di voler strappare questo disegno che non rappresenta altro che un’altra delle sue sconfitte personali ma quando è proprio lì lì per stracciarlo in mille pezzi viene fermata da Ranko Kotohira, una sua compagna di classe, che invece apprezza molto il suo stile di disegno e la invita a regalarglielo se proprio ha intenzione di disfarsene, insomma, molto meglio affidarlo a qualcuno che è in grado di trovar qualcosa di piacevole che buttarlo via come un rifiuto. Eri fa amicizia con Ranko e le due scoprono che visto sembrano essere molto unite oltre ad andare d’accordo forse possono condividere assieme la stessa intensità e la stessa passione per i loro rispettivi sogni. Eri ammette di voler fare la disegnatrice e Ranko invece sembra essere bravissima nel creare delle sceneggiature che sappiano catturare la giusta attenzione. Le due quindi uniscono le forze e decidono di fare un manga assieme debuttando come sotto uno stesso pseudonimo, come un’unica autrice in pratica. Subito riescono a farsi conoscere e tra tutte le altre esordienti sembrano avere un che di particolare che nessun altro può avere. Seppur i disegni di Eri siano semplici le storie e la narrazione di Ranko riescono a risaltarli e a metterli in bella luce. Nonostante il loro discreto successo Eri inizia a pensare che forse, dopotutto, può cavarsela benissimo anche da sola, sente che può farcela con le sue stesse mani, senza l’aiuto di Ranko. Tuttavia, proprio quando si erano messe d’accordo con il loro editor per iniziare la serializzazione i capitoli di bozza che Ranko doveva consegnare pare non siano ancora arrivati. Sulla porta di casa sua si presenta l’amica che la lascia di sasso! Ranko ha intenzione di andarsene via e di smettere di fare questo lavoro, andando per la sua strada, proseguendo la sua passione altrove e andando più in là di quanto sia ormai già arrivata, insomma, vorrebbe poter crescere professionalmente da sola, costruendosi la sua vita e trasformando il suo sogno in una realtà ben più concreta e più soddisfacente di quella che finora ha avuto. Eri quindi si ritrova queste dure parole proprio schiaffeggiate in viso aperto ma una piccola parte di sé forse ci sperava perché, anche lei, sotto sotto, voleva staccarsi da Ranko e provare a farcela con le sue sole forze. Nonostante ciò le parole di Ranko la raggiungono direttamente ed è come se si fosse trovata davanti un muro insormontabile che spetta solo a lei poter scavalcare e vedere oltre. Eri si vede costretta a proseguire questa strada senza l’aiuto prezioso di Ranko ben però sicura che in qualche modo forse ce l’avrebbe fatta anche con l’assenza di quella che credeva la sua migliore amica. La ragazza quindi prova un senso forte di abbandono ma ancora offuscato e tenuto a bada invece dalla sua voglia di mettersi in gioco e di provarci senza arrendersi. Ma le speranze che nutriva vengono messe subito in discussione. La piccola fama che le due si erano meritate viene a scemare e i lettori capiscono subito un cambio di registro, si accorgono che non sembra essere la stessa autrice la persona che ha creato l’opera e quindi rimangono deluse. Eri cade in una sorta di depressione, la ferita del tradimento di Ranko continua a bruciare imperterrita e ricordando i momenti in cui è stata al suo fianco sente un sentimento doloroso che la avvolge provocandole lacrime. Proprio in quel momento Eri viene a sapere in tv che un prestigioso premio letterario viene dato a Ranko, un’autrice così giovane ma già molto dotata che ha suscitato molto successo. Poco dopo riceve una lettera da parte della sua amica. Ranko le ha restituito il dipinto che si era fatta regalare quando erano ancora a scuola. Eri nel leggere la lettera in cui la ragazza le confessa di voler vedere realizzare anche il suo sogno la esorta a continuare e a non gettare la spugna e che aspetterà con ansia quel momento. Il giorno seguente Eri si presenta ad un nuovo editor e gli chiede di riconsiderare i suoi disegni e di darle una possibilità.

Forse non tutti lo saprete ma questa piccola storia breve è l’opera con cui Ayuko ha fatto il suo debutto, proprio un racconto che parla di manga e di autrici piene di sogni! Mi ha fatto intendere che a volte possiamo sentirci onnipotenti, crediamo di farcela da soli e trattiamo gli altri con sufficienza ma poi, posti in condizione di dover camminare con le proprie gambe iniziano i problemi che apparentemente non c’erano. Poi si fallisce, si cade e si ha paura di rialzarsi ma basta l’incoraggiamento di una persona che amiamo per farci ritrovare l’energia necessaria per non arrenderci mai così ci rialziamo e ci riproviamo, non importa quanti no dovremmo subire o quante porte ci verranno chiuse in faccia, con la perseveranza, con la passione e con la voglia di vedere un proprio sogno trasformarsi in realtà tutto può succedere. L’impegno sarà ripagato. Ranko ce l’ha fatta ora tocca ad Eri raggiungere il suo obiettivo poi toccherà anche a noi. Il sentimento che ne esce vincente alla fine è la speranza. Se credi di farcela, se pensi di essere all’altezza per cavartela da solo, allora prima o poi ce la farai, non mollare e vai avanti a testa alta e con umiltà senza farti coinvolgere dall’invidia e senza fare confronto con gli altri. Una buona storia che dice tanto e fa riflettere su quanto possiamo realizzare se vogliamo.

Goodbye my life

E’ l’ultima storia di questo volume autoconclusivo firmato da Ayuko, un nome, una garanzia. Protagoniste stavolta sono due ragazze, coetanee, i loro nomi sono Rika Kanbe e Atsuko Oyamada, hanno sedici anni e sono … morte. Si trovano sulla riva del fiume Stige e qui una donna spiega che per poter proseguire questo viaggio e andare nel Nirvana debbono separarsi, infatti, le due, stranamente, si stanno tenendo per mano ed entrambe non sanno il motivo di questo fatto. Così, viene loro accordato il permesso di tornare nel loro mondo sotto forma di spirito, hanno l’intero giorno per cercare di risolvere il mistero, se dovessero fallire, la donna le separerà in altro modo, dal modo in cui ha sorriso immagino che sia molto doloroso. LOL Le due allora dapprima si dirigono nella loro scuola e qui vedono che sul banco è stato posto un vaso con dei fiori, i loro compagni stanno piangendo la loro scomparsa, la loro così prematura morte. C’è anche un ragazzo carino che sta in silenzio e dai cui occhi stanno fuoriuscendo gocce di disperazione, di tristezza e di incredulità. Rika vedendo il volto di Atsuko è sicura che era il ragazzo per il quale provava un intenso sentimento di affetto cosa che la stessa Atsuko ritiene sia possibile dato che sta arrossendo. Dopodiché, per cercare di avere più indizi sul loro inusuale legame raggiungono casa di Atsuko e qui scopriamo che la ragazza era probabilmente una secchiona, ordinata, precisa, puntuale, scriveva e prendeva appunti diligentemente, con costanza e impegno, era quindi una ragazza studiosa e molto devota ai suoi genitori. Per quanto riguarda invece Rika le cose sono ben diverse. Arrivate a casa di Rika scopriamo una verità più tragica, a quanto pare, non era nemmeno la figlia di sua madre ne tanto meno la sorella di sua sorella, in pratica, non avevano lo stesso sangue. A causa della morte di suo padre Rika era diventata una ragazza problematica e questo dovuto anche al fatto che la sua matrigna le rivolgeva pesanti parole e la trattava in malo modo dicendole che almeno visto non è portata per lo studio dovrebbe quanto meno cercare di comportarsi bene. Le due poi si imbattono in stazione nel ragazzo che piace ad Atsuko e qui sentono due studentesse che stanno discutendo tra loro. A quanto pare questo ragazzo era sì innamorato ma … non di Atsuko, di Rika! E tutto sembra combaciare, ogni cosa sembra andare a incastrarsi perfettamente come tanti pezzetti di un puzzle che si credeva troppo difficile da completare ma che invece si è rivelato tutt’altro. Tutto esce fuori a galla. Le due ragazze ora ricordano come è avvenuta la loro morte, proprio in questo posto, proprio per questo motivo. Rika trattava male Atsuko e le riempiva di soprusi, le stava facendo passare tanti episodi pieni di rancore, era la carnefice e a sua volta vittima. Così come a casa riceveva solo violenze verbali a scuola sfogava la sua frustrazione, il suo disagio, la sua complicata situazione prendendosela con la dolce e ingenua Atsuko che guarda a caso incarnava la figura che tanto le veniva sempre sbattuta in faccia. Rika quindi se la prendeva con lei perché rappresentava un cambiamento che non voleva fare, una minaccia. Tuttavia, Atsuko era innamorata di questo ragazzo e dopo aver subito l’ennesima angheria da parte di Rika decide di confidarsi ma qui il destino le gioca un brutto scherzo. E infatti scopriamo che l’oggetto del desiderio di questo loro compagno era proprio Rika, talmente era preso da lei che non poteva – e forse non voleva – credere alle sue parole perché Rika non poteva fare questo genere di cose, non era proprio il tipo, almeno secondo lui. Atsuko cade in preda ad un vortice di sentimenti contrastanti, tutto l’odio, tutta la delusione di non essere stata accolta, capita, consolata da chi credeva di potersi fidare si sfoga ritorcendosi contro colei che ha distrutto la sua vita stravolgendola e la ragazzina trova il coraggio di fare qualcosa che mai avrebbe creduto di poter fare. Vede Rika ferma immobile in stazione in attesa dell’arrivo del treno e qui, proprio nell’esatto momento, in cui il veicolo è in procinto di arrivare spinge con forza Rika in avanti facendole perdere l’equilibrio. Per la sorpresa però Rika si aggrappa all’unica che fosse presente lì con lei, ovvero ad Atsuko trovando quindi qualcuno a cui disperatamente allungare la mano in segno di aiuto. Le due quindi muoiono in un incidente, schiacciate sui binari da un treno di ritorno da chissà quale viaggio ma anche da due vite che stavano diventando troppo difficili e ardue da avercene a che fare. Rika e Atsuko così hanno terminato la loro missione. Le loro mani si staccano, ora sanno come sono morte, ora sanno che entrambe sono vittime di sofferenze ma in questo dolore però hanno trovato la pace, è strano come entrambe adesso si sentano in qualche modo connesse. Piano piano i loro corpi stanno scomparendo, non essere in grado di vedere più la luce del sole, di provare emozioni, di pensare, di alzare gli occhi al cielo, forse, morire significa questo? Rika chiede ad Atsuko di darle la mano.

Ora, arrivati a questo punto, credo che abbiate capito tutti quanti quale è la seconda storia che mi ha colpito fino quasi a lasciarmi dentro un senso inconfondibile di malinconia addosso. E’ una storia triste fino quasi all’orlo ma nonostante ciò lascia alla fine un sentimento di conciliazione, di “pace dei sensi” che sicuramente saprà emozionarvi. Rika e Atsuko, mai così legate sia in vita che in morte, un destino che le ha unite in modo alquanto bizzarro, a loro volta sono vittime e prede di violenze e di oppressioni e forse il fatto di aver provato simili stati d’animo le ha fatte avvicinare ancora di più. Entrambe sanno cosa vuol dire. Atsuko ha ucciso Rika, l’ha spinta davanti al treno in arrivo ma Rika, anche se ha fatto del male alla prima non riesce a fare a meno di attaccarsi a lei tanto che la trascina con sé nella caduta. Nella scena finale quando Rika chiede ad Atsuko di darle la mano prevale chiaro e tondo che anche in questo momento vuole trovare un appoggio, morire fa paura, succede tutto all’improvviso, quando meno te lo aspetti ma se c’è qualcuno che può starti vicino anche in quel momento ti lasci andare. Basta poco per trovare un po’ di serenità anche nell’atto stesso di spirare via.

E con ciò chiudo il mio post su questo volume che accoglie e raccoglie a sé cinque storie tutte differenti ma ognuna alla fine della lettura ha saputo darci e lasciarci qualcosa a cui pensare. Sinceramente, è un manga che vi consiglio assolutamente, inoltre, se siete amanti di questo genere di storie che sappiano emozionarvi o semplicemente lasciarvi dentro qualcosa che sia il vuoto o il tutto allora fa proprio per voi. 

Grazie per aver letto questo mio articolo, ci vediamo al prossimo! 🙂

Juliet

Informazioni su Juliet

Sono una ragazza di 25 anni che sta crescendo giorno dopo giorno a pane, shoujo e fantasia e che va pazza anche per il kpop. Il mio Blog è il nascondiglio che più preferisco dove poter dare sfogo alle cose che mi piacciono e a tutto ciò che succede nella mia vita. ♥
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