160305 Mantova Comics&Games ∼ Fun-tastic!

Buon giorno a tutti!

Oggi, sono qui, sul mio Blog, per raccontarvi la mia personale esperienza ad una fiera del fumetto, dell’animazione e dei videogiochi, ovvero il Mantova Comics&Games che si è tenuta nei giorni 4, 5 e 6 di marzo. Io sono stata presente sabato 5 ed è stata la mia prima fiera in assoluto quindi potete ben immaginare il mio stato d’animo, le mie aspettative, le mie emozioni. Innanzitutto, comincio col dirvi che mi stavo già organizzando da metà febbraio circa per poter andare ma solo una settimana prima ero abbastanza sicura che il mio sogno sarebbe divenuto realtà. Infatti, lavorando, ho dovuto farmi cambiare il turno lasciandomi libera proprio la giornata di sabato! E il venerdì, il giorno prima in pratica, sono andata in stazione a prendere i biglietti del treno andata-ritorno così l’indomani mattina li avrei solo convalidati senza fare la fila già alle prime ore del giorno. Coi biglietti in mano e tanti bei pensieri nella mia mente ero andata a dormire più felice che mai, come se fosse il mio compleanno. La sveglia era stata fissata per le 5 di mattina ma non era un problema perché di solito per andare a lavoro mi sveglio alle 4. XD Sonno a parte, mi sono buttata in piedi stranamente tranquilla, forse non avevo proprio ben capito che qualche ora dopo sarei già arrivata in stazione a Mantova, diciamo che l’ho realizzato solo una volta in treno. Colazione veloce con biscotti e nesquik, sistemato le ultime cose in tracolla tra cui ombrello a portata di mano – purtroppo nella giornata di sabato era prevista la pioggia ma non sarebbero state due gocce a trattenerci dall’andare in fiera! – qualche panino imbottito, una focaccia e una pizzetta, due bottigliette d’acqua e l’ansia che piano piano aumentava a dismisura. Uscire di mattina presto mi piace perché è ancora buio e generalmente in giro non c’è quasi neanche un’anima viva quindi mi piace rivolgere lo sguardo ai lampioni che illuminavano anche quella mattina la strada leggermente umida sulla quale si riflettevano le luci. La prima cosa che mi colpì però fu, una volta varcato il portoncino d’ingresso di casa, l’aria gelida e il forte vento che scuoteva gli alberi … Metteva un tantino paura, lo ammetto. Ma neanche il vento poteva farmi restare male perché per me quella era la giornata più bella di sempre, quella sognata, quella desiderata da quando entrai nel mondo degli anime e dei manga quindi diciamo che niente poteva guastarmi questa prima esperienza. Mi strinsi meglio nella sciarpa e alzai il cappuccio del giubbotto, rintanandomi in auto, un po’ mi rilassai ma mano a mano che procedevamo verso la stazione – ancora mezza assonnata – mi risvegliai completamente. Scesi dall’auto e subito, con fratello al seguito, ci infilammo dentro il sottopassaggio e una volta attraversato il tunnel per prima cosa andammo a controllare il binario dal quale sarebbe partito il treno, poi una corsa rapida verso le scale ed eccoci affacciati sui binari in attesa del primo treno. Avremmo poi fatto uno scalo a Verona e poi da lì ne avremmo preso uno diretto verso Mantova. Tuttavia, dato c’era un treno Frecciarossa fermo con un operatore che stava svolgendo alcune mansioni iniziammo a capire che forse ci avrebbero fatto cambiare binario e infatti … poco dopo, andando a controllare sul tabellone delle partenze ci siamo resi conto che saremmo partiti dal binario 1. Cambiamo di fretta binario, timbriamo ed eccoci già a bordo del treno che fermo stava attendendo che i suoi passeggeri salissero a bordo. Per prima cosa ci siamo sistemati in uno scompartimento che fosse vuoto, mi piace la tranquillità e preferisco averne uno libero che occupato da altri passeggeri. Mi sono messa vicino al finestrino – preferisco di gran lunga posti a sedere vicino alla vetrata così posso perdermi a guardare fuori – e da lì riuscivo a vedere l’orologio e così tenere il conto alla rovescia di quanto mancava alla partenza. Poi, le porte del treno si chiusero e … l’avventura si poteva dire finalmente cominciata! Mi ha stupito però poco dopo l’arrivo del controllore, nonostante neanche fosse l’alba, al quale abbiamo mostrato i nostri biglietti e con il quale abbiamo scambiato due parole prima che andasse oltre per dedicarsi al suo lavoro, si è anche scusato perché nella cabina dove ci eravamo seduti i riscaldamenti non funzionavano bene – in effetti faceva piuttosto freddino ma dentro di noi i nostri cuori erano ben riscaldati dall’entusiasmo per questa gita fuori dal normale – e dopo si premurò di controllare sul suo cellulare a che ore esattamente saremmo arrivati a Verona e a che ore ci sarebbe stata la coincidenza con Mantova, cosa che confermò la nostra tabella di marcia. E dopo di che, eccoci con il sorriso in volto a perderci con lo sguardo verso l’esterno del treno, vedendo poco a poco il cielo schiarirsi e i dettagli del paesaggio iniziare ad apparire spintonando via l’oscurità. Comodi ci siamo messi a fantasticare su quello che avremmo fatto, su ciò che ci sarebbe piaciuto vedere e su quanto sarebbe stata senz’altro una bella giornata, eravamo piuttosto emozionati. E ancora non ci potevo credere nonostante fosse palese che di lì a poco meno di tre ore saremmo arrivati a destinazione. Alternavamo momenti in cui ci scambiavamo sorrisi di gioia ad altri in silenzio, persi con gli occhi nel vuoto e ognuno immersi nei propri pensieri il viaggio continuò scandito dalla voce dell’altoparlante che annunciava le fermate a cui cercavamo – di tanto in tanto – nel fare l’imitazione, giusto per riaccendere le risate tra noi. Ad un certo punto poi, vidi passare davanti ai miei occhi uno scenario con treni marroni, vecchi, chissà fermi da quanto sui binari … ed io per scherzare mi volsi verso mio fratello dicendo che mi sarebbe piaciuto se in quel momento avessimo visto Rap Monster camminare sui ciottoli dei binari proprio come nell’MV di RUN. Fantasie di una Kpop fan perseguitata dai BTS. XD

E il giorno nuovo finalmente iniziava, salivano più passeggeri, ragazzi con gli zaini in spalle che andavano a scuola e il silenzio che si tramutava in un chiacchiericcio continuo. Da una parte mi infastidivano un po’ ma dall’altra mi aiutarono a estraniarmi completamente dalla realtà e a rendermi più facile la perdizione in me stessa. Dopo poco più di quaranta minuti eccoci giunti a Verona e da lì … l’inferno! No, sto scherzando, non mi ero resa conto che il treno si fosse riempito abbastanza e quando siamo scesi assieme a tanti altri ebbi un attimo di sconcerto … Ovviamente, mica stavano andando tutti a Mantova ma la cosa mi risvegliò parecchio per la sorpresa. Quando poi siamo scesi nel sottopassaggio ci furono scalpiccii e frenesie, chi andava di qua e chi di là, chi si fermava a controllare le partenze o gli arrivi e chi senza un minimo di timore andava per la sua strada sicuro di sé. Noi, facemmo parte della seconda categoria da ma citata. Ci fermammo un attimo e controllammo a che binario avremmo dovuto fare il cambio di treno. Poi, una volta sicuri ci siamo diretti verso il binario 8 ed eccoci già davanti il secondo treno pronto ad aspettarci. Nonostante avessimo chiesto ad un altro passeggero se il treno sul quale eravamo saliti andasse proprio a Mantova ci restava comunque il dubbio atroce che forse ci stavamo sbagliando …? E quindi ci affacciamo da una porta ancora aperta per controllare se da qualche parte ci fosse il tabellone digitale ma non lo vedevamo … Fatto sta che in quel momento passò un ferroviere che ci vide con le nostre facce un po’ spaurite e ci chiese se avessimo qualche problema.

“Ragazzi, tutto bene?”
“Sì, ma questo treno va a Mantova?”
“Sì, ci va! Andate a Mantova? Bravi, fate bene! Andate, andate!”

In un certo senso, il discorso fu proprio questo, la cosa ci fece scoppiare a ridere e poi lo ringraziammo. Fu decisamente simpatico quel tipo. Ci sorprese perché non pensavamo che qualcuno ci potesse aiutare in quel momento e anche solo il fatto di averci rassicurato ci confortò molto, ed ecco ancora i nostri sorrisi spuntare. Da quando in qua ci viene dato aiuto in modo così spontaneo? Ed era già la seconda volta! Così subito andammo a cercare dei posti tranquilli nei quale sprofondare. Il treno era a due piani … e immaginate un po’ dove ci siamo andati a sedere? Sì, al piano di sopra. 😀 Tra l’altro, non ci avevo fatto caso ma c’erano anche delle prese della corrente per chi magari volesse caricare il proprio cell o volesse usare un pc portatile. Scusatemi se sembro stupida ma non prendo quasi mai il treno. XD Sono più una pendolare-dipendente da bus e metro. Il viaggio da Verona a Mantova fu decisamente … lento! Visto che passava nei diversi paesini mi sembrò quasi di non arrivare mai e il cielo si era ingrigito tutto, cadevano anche poche gocce di pioggia e stavolta guardavamo fuori dai finestrini in attesa, verificando quante fermate ci mancassero prima di arrivare. Dopo meno di un’altra oretta eccoci approdati a Mantova! Premetto che Mantova è una città in cui ci avevo già messo piede ben due volte precedenti ma in gite scolastiche e tuttavia, essere lì, per un’altra ragione, ben diversa da una visita d’istruzione con insegnanti e compagni di classe al seguito ha risvegliato una parte di me che stava esultando dicendo “Mantova, eccomi! Juliet è tornata a trovarti!“. Arrivati quindi in stazione tralasciando il fatto che stavo barcollando quando ho messo piede sulla terra ferma scendendo dal treno eccoci già sfilare veloci e uscire fuori all’aria aperta. Beh, inutile dirlo, c’era davvero un forte vento! Ma per lo meno non stava piovendo. Dato eravamo come previsto in anticipo abbiamo deciso di andare a prendere il bus, la linea 12, che ci avrebbe portato direttamente al PalaBam dalla fermata Bonomi senza dover aspettare un’ora per la prima navetta – nonostante APAM (una società di trasporti) ne avesse messe a disposizione apposta per tutti coloro che volessero un punto di aggancio tra la stazione e il PalaBam – alla fine optammo per andarci senza aspettare un’ora. Meglio arrivare in anticipo e fare per “primi” – si fa per dire – la fila. Chi prima arriva meglio alloggia, giusto? 😉 Tra l’altro, la consiglio, è praticamente vicino alla stazione e abbiamo solo aspettato una decina di minuti alla fermata prima di salirci a bordo. Quando siamo arrivati sotto la tettoia abbiamo anche incontrato un ragazzo che ci ha domandato se anche noi – proprio come lui – stavamo andando alla fiera e dopo esserci assicurati che di lì sarebbe passata la linea 12 abbiamo atteso insieme l’arrivo dell’autobus. Saliti a bordo abbiamo comprato il biglietto e dopo ci siamo seduti godendoci le vie e il centro città di Mantova come due normali turisti, persone qualunque che prendono un bus e via … “Sì, è vero! Ci sono passata di qui! Avevamo fatto questo e quello!” *entusiasmo contagioso di una turista che ritorna nello stesso posto* 😀

E così dopo un’altra decina di minuti eccoci davanti al PalaBam! *^*

Diciamo che mi aspettavo molta più gente ma siccome mancava ancora un quarto d’ora all’orario di apertura – la struttura infatti avrebbe aperto le sue porte alle 9:00 – ed era ancora relativamente presto, ci siamo subito messi in fila attendendo che le casse all’ingresso aprissero per poter comprare i biglietti. ^_____^

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All’interno del volantino con la programmazione dei tre giorni di fiera e della piantina con la disposizione degli stand era possibile trovare una cartolina in esclusiva, la mia è una di Dylan Dog mentre quella che ha trovato all’interno mio fratello è una di Spider-Man e di Wolverine, inoltre, da quanto ho capito, se giravi la cartolina ed era presente un francobollo avevi diritto ad uno sconto in uno degli espositori indicati. Ottima iniziativa, ci vuole fortuna anche per queste cose! 🙂

E quando finalmente il momento arrivò … coi biglietti in mano superammo il controllo davanti al grande cancello e dopodiché mentre entravamo nella grande area del PalaBam sentivo qualcosa dentro che cresceva a dismisura, solo pochi passi e … Ecco! Proprio prima di essere dentro c’era un tendone rosso scuro color porpora – e quasi neanche fossi su un palco teatrale, non appena con la mano spostai una parte della tenda a destra per farmi largo … wow! *^* Innanzitutto mi colpì molto l’interno del grande palazzetto, completamente ben fornito di tanti stand, uno attaccato all’altro, tanti manga, tanti libri, tanti fumetti, tanta roba! Decisamente il paradiso che avevo sognato. ♥ Ed era tutto vero!!

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Piantina degli stand al PalaBam

Su consiglio di mio fratello, per prima cosa, ci siamo detti che fosse meglio perlustrare tutto il PalaBam proprio perché non c’era quasi nessuno e dare un’occhiata un po’ approfondita girando con tranquillità tra i vari stand. Ed infatti … così abbiamo fatto. Solo che, gira che ti rigira … ad un certo punto quasi mi sono sorpresa nel ritrovarmi in mezzo a tanta gente che come me era lì per divertimento, per svago, per passione, per curiosità … Arrivati poi all’area dedicata ai games per prima cosa vediamo anche una vetrina con tante belle action figures! *^* E poi c’erano giochi di console che hanno fatto la storia dei videogiocatori come siamo proprio noi. E’ stato molto emozionante! Ha fatto proprio tanto effetto nostalgia-portami-via! Proprio bello.

Ah! Non vi ho detto che, dopo aver girato tra i primi stand dell’area comics i miei occhi si puntarono su una serie che mi aveva fatto innamorare perdutamente tempo addietro, e sinceramente parlando, non ricordo se ve ne ho mai parlato ma l’opera in questione si chiama Generation Basket e l’autore è Hiroyuki Asada, lo stesso di Letter Bee, per intenderci. Devo dire che mi ha sorpreso molto trovarla, e l’ho avvistata io! (Lo stand era Il Mondo del Fumetto) Con la mia super vista i miei occhi – neanche fossero stati calamitati direttamente in quel preciso punto preciso – incontrarono il viso di Hiragi della copertina del primo numero e subito andai in escandescenza lanciando gridolini e risatine. XD *ok, non guardatemi male adesso*

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Generation Basket, i cui primi dieci numeri erano in formato sottiletta

Così, continuai a dire a mio fratello che dovevamo prenderla subito, non dopo, non dopo, non dopo, ma subito, subito, subito! Ripetendoglielo tremila volta con l’infondata paura che qualcun altro potesse soffiacela sotto il naso ma ogni volta che tornavamo davanti a quello stand potemmo constatare che ci stava ancora guardando con un sorriso malizioso e il viso di Hiragi si era talmente impresso nei miei occhi che … quando passavo di lì, lo guardavo sempre! ahah. XD Neanche fosse un ragazzo reale! E, insomma, poi, con calma, l’ennesima volta che ci tornammo davanti … lo comprammo. *^* La mia vita aveva trovato un’altra ragzione per restare a questo mondo.

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Generation Basket, i restanti 9 numeri e lo speciale con all’interno alcune pagine a colori

Per chi non lo sapesse, questo manga è uno shonen di genere sportivo che nei miei primi attimi dell’inizio della mia carriera (?) da manga addicted segnò molto quello che era allora il mio concetto di “fumetto giapponese”, ci sono affezionata ed è come se fosse un mio carissimo amico. Rivedere quella cover davanti, in quella circostanza, con il cuore che mi martellava dentro e le immagini, i pensieri, le emozioni che provai quando lessi gli unici 3 numeri che avevamo mi si fiondarono tutti in un colpo solo. Di Generation Basket ho in mente di fare la mia prima maratona shonen, in cui vi accompagnerò in questo favoloso mondo sportivo con tutti i suoi unici e incredibili personaggi, che sapranno, sicuramente, colpirvi come lo fecero con me quando ero ancora una principiante in fatto di manga. Inutile dire che Generation Basket è stato il primo acquisto in fiera, tra l’altro, trovammo altri due pack interi della serie ma ad un prezzo maggiore rispetto a quello che abbiamo speso. Quindi, siamo stati proprio fortunati! ^_____^

Poi, oltre a Generation Basket, abbiamo anche recuperato i numeri mancanti della ristampa di Death Note, così abbiamo completato un’altra serie che volevamo assolutamente avere completa nella nostra libreria. E chi si scorda il primo shonen che mi ha fatto impazzire? Morivo anch’io (si fa per dire) in ogni puntata dell’anime. LOL Inutile dire quanto sia stato epico il confronto e la battaglia tra Kira e L, quanto mi abbiano coinvolto, quanto mi abbiano tenuta incollata allo schermo e quanto sia stato veramente intrigante. Tra l’altro, nel recuperare questa serie, presa allo stand del Manicomix, uno dei negozianti, ci ha fatto un piccolo sconto. ^____^

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Death Note, i volumi della ristampa a tiratura limitata a cura di Planet Manga

Comunque, dite quello che volete ma Death Note resta comunque un capolavoro del duo Ohba e Obana che ha saputo stregare il pubblico e tutt’ora fa parlare di sé seppur con notizie non del tutto positive come le varie emulazioni del Death Note ma anche per trasposizioni in carne e ossa, come movie live action e drama. Tra l’altro, la scorsa estate abbiamo anche preso i due romanzi, L Change The WorLd e Death Note Another Note – Il Serial Killer di Los Angeles che mi hanno fatto rivivere pressoché quell’atmosfera di mistero e oscurità che aleggia bene nell’opera principale. Quindi, ora che abbiamo l’intera serie ne approfitterò per rileggere questo manga con più calma anche se so già che mi farà tornare indietro nel passato, come se fosse ieri quando vidi il primo episodio. Aaaaaah, troppi ricordi! E troppi feels. *o* A proposito di ciò … ho visto una Misa in stile gothic lolita girare per la fiera. ♥

E cosa ho recuperato di shoujo invece? Beh, la mia idea iniziale di andare al Mantova era proprio per recuperare quei numeri mancanti di Sugar Soldier che non ero riuscita a trovare da nessuna parte e così questo era diventato il mio chiodo fisso … fino a che qualche giorno prima della partenza, seppi che lo stand della Planet Manga non ci sarebbe stato! Delusione a parte, mi ricordai che doveva esserci per forza, insomma, di manga ne avrei trovati più di quel che sicuramente mi sarei aspettata! E, tra l’altro, non era mica una serie tanto vecchia e comunque anche se lo fosse stata l’avrei trovata lo stesso! Insomma, se avevo beccato Generation Basket …! All’inizio, ricordo che ero molto ansiosa, continuavo a guardare in giro tra gli stand di manga e non lo trovavo! 😦 E mi disperavo sempre più fino a che, cerca e cerca, reperii alcuni numeri e allora iniziai ad avere più speranza. Insomma, dopo poco i 4 numeri mancanti erano già finiti in borsa. 😀 eheh.

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Sugar Soldier n°4, 6, 7, 9 di Mayu Sakai presi allo stand Mondo Fumetto

E una cosa era andata a buon fine …

La seconda cosa che mi ero prefissata di fare era quella di recuperare il secondo numero di Marmalade Boy Little di Wataru Yoshizumi perché, forse non tutti vi ricorderete ma, sfortuna ha voluto che, all’uscita, beccai una copia fallata salvo poi scoprire che l’intera tiratura ordinata dalla mia fumetteria presentava il capitolo doppione! Insomma, per colpa di ciò, ero rimasta senza il numero 2 che ho riportato indietro nella mia fumetteria, per questo volevo assolutamente trovarlo e rimettermi in pari con le uscite finora pubblicate da Planet Manga. Detto fatto! Allo stand del Manicomix ne ho approfittato per prenderlo mentre mio fratello stava contemporaneamente prendendo Death Note come vi ho accennato poco prima. ^_____^

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Marmalade Boy Little 2, ti ho tanto atteso ed ora sei mio!

Che poi, per sicurezza, prima di acquistarlo ho controllato che non presentasse il capitolo doppione, e quando ho constatato, dopo averlo sfogliato con meticolosità, che fosse una copia normale … beh, non ci ho pensato un secondo di più e subito l’ho preso! ^_____^

Dopo questi acquisti, però, si era ormai avvicinata l’ora di pranzo, i nostri stomaci stavano brontolando e così abbiamo cercato un posticino dove accamparci accomodarci per mangiare in santa pace i nostri pranzi al sacco e ovviamente per sederci e far riposare un po’ i piedi dato che avevamo girato parecchio! Trovammo posto tra i divanetti bianchi presenti nell’area del palco foyer dove potemmo anche guardare i vari artisti dietro i loro banchetti intenti a disegnare, a scambiare parole con i vari passanti e discutere anche allegramente di quel che avevamo finora comprato. Dopo una pausa di poco più di mezz’ora, ci siamo alzati e … pronti per scendere ancora in pista tra i vari stand! ^_____^

Se c’era una cosa che volevo fare prima di concludere il recupero manga era quella di avvicinarmi allo stand della Flashbook! Eh, sì! Ci tenevo tanto soprattutto dopo aver visto tramite il loro account facebook come avevano allestito il loro stand! Bellissimi i pannelli dei BL, peccato che non potevo portarmeli a casa e appenderli dietro le porte. LOL Ma vi assicuro che vedere una cosa in foto e poi averla davanti ed essere proprio in quella immagine sono due cose del tutto differenti. Avevano esposto praticamente, almeno credo, tutti i manga che hanno pubblicato o comunque in gran parte ed erano ben riforniti ed assortiti, non c’era pericolo di non trovare qualche loro numero! Mi sono avvicinata al loro stand quasi con timidezza – non chiedetemi perché – e siccome volevo chiudere in bellezza con una piccola perla ho deciso di prendere Goodbye my Life di Ayuko, un’autrice che a me piace molto e di cui ho preso dapprima The Earl and The Fairy e successivamente La mia Amica Strega (di cui ho anche fatto due riassunti! QUI li potete trovare) quindi sono andata piuttosto sul sicuro. Inoltre, seppur ho preso solo questo loro manga, uno dello staff di Flashbook mi ha comunque fatto un piccolo sconto. Gentilissimi e sempre disponibili! 😀 Una piccola casa editrice sulla quale conto di poter prendere altre loro serie, poco a poco sennò il mio portafoglio piange! XD E dunque, ecco qui il volume. \(^o^)/

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Avevo ancora molto che volevo cercare e volevo vedere e così dopo ciò – appagata innanzitutto da Sugar Soldier e da Marmalade Boy Little – iniziò la mia caccia al tesoro. Ovvero: cosa voglio comprare giusto per togliermi lo sfizio di prendere qualcos’altro? XD *sparge soldi a destra e a sinistra* In certe occasioni sono proprio una spendacciona. Ahaha. Avevo già realizzato due obiettivi, il prossimo che volevo soddisfare era quello di prendere assolutamente qualcosa appartenente a Totoro! *o* E questo perché Il mio vicino Totoro è uno dei miei preferiti film d’animazione dello Studio Ghibli, quindi, era d’obbligo andare allo stand dedicato, il Sogno Ghibli Shop! Dove ho comprato questo berretto! ♥ Che tra l’altro tiene proprio caldo … aaaawwww∼ #^_____^#

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Ce n’erano due modelli ed ero davvero indecisa su quale scegliere, uno è questo e l’altro era fatto tipo a maglia di lana ed era più lungo ma alla fine mi sono buttata su questa versione perché somigliava di più al personaggio e, a parte questo, secondo me era il più carino tra i due. Siete d’accordo con me? Devo dire che è davvero morbidoso e dopo poco avevo le orecchie calde e la testa coperta, al riparo! ^_____^

E poi c’era un’altra cosa che non volevo perdermi assolutamente e si trattava proprio delle spillette, ce n’erano tantissime e tutte diverse ed è stato davvero difficile scegliere! >__<” Sono stata quasi dieci minuti a guardarle tutte ma alla fine ho optato per un simpatico orsetto, chi di voi non conosce Rilakkuma? Le pins le ho prese da Dromedario Leggendario e sono queste due qui sotto! 😀 Io le trovo davvero dolcissime! *^*

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Ed ecco finiti gli acquisti effettuati al Mantova Comics&Games, c’erano tante altre cose che avrei voluto poter comprare ma comunque è stato sicuramente uno degli eventi migliori ai quali abbia mai preso parte e spero possa diventare sempre più bello e divertente così da non mancare mai più, sarebbe bello tornare anche l’anno prossimo e quello dopo ancora, diventando un mio immancabile appuntamento fisso! ^_____^

Oltretutto siamo anche riusciti a fare quel che ci eravamo prefissati di portare a termine quindi è andato tutto come volevamo! Abbiamo saltato la conferenza Star Comics perché tanto avremmo saputo i vari annunci una volta al ritorno e piuttosto ci siamo voluti concentrare sull’incontro nell’area cosplay e concerti con dei famosi youtubers quali Croix89Victorlazlo88, Boban Pesov e il buon caro amico Farenz (che si può dire che conosciamo e seguiamo da una vita, ormai!) con il quale, abbiamo avuto un incontro ravvicinato del quarto tipo! XD LOL.  E dire che mio fratello voleva lasciare la fiera prima del dovuto ma convinto da me a restare ancora un altro po’ e a fare un ennesimo giro nell’area comics abbiamo incontrato per caso Farenz mentre girava anche lui come tanti tra i vari stand guardando di qua e di là senza troppo interesse d’altronde il suo habitat è quello dei videogiochi e seppur non sapessimo bene come approcciarlo alla fine mio fratello se ne uscì con queste parole fermandolo un attimo …

“Farenz, una foto?”
“Ma certo!” 

E’ stato davvero gentilissimo e super divertente, anche se si può dire che quasi lo abbiamo mezzo stalkerato e ci siamo anche fatti prendere dall’emozione alla fine siamo stati molto contenti di incrociarlo per un attimo senza la calca che c’era stata durante il post incontro con gli youtubers. E’ stata la ciliegina sulla torta, si può dire! Ora sì che se volevamo potevamo lasciare il PalaBam! eheh … 😀 E difatti poi, qualche minuto dopo eravamo già all’esterno della struttura con tanto di ombrelli a portata di mano perché la pioggia non aveva smesso di cadere dal primo pomeriggio e siamo subito corsi alla fermata per prendere il bus di ritorno. Abbiamo preferito andarcene un po’ prima della fine della fiera non solo per evitare il casino che ci sarebbe stato poi al termine ma anche perché ormai avevamo fatto praticamente TUTTO quello che avevamo desiderato e quindi era ora per noi di tornare a casa. Il viaggio del ritorno è stato come all’andata. Abbiamo parlato tanto, abbiamo sfogliato un attimo qualche mio numero di Sugar Soldier salvo poi smettere nel vedere un abbraccio tra Makoto e Iriya *juliet che se l’è già spoilerato ma ok* XD ahaha Poi abbiamo ancora sognato ad occhi aperti su quello che avevamo visto, su quanto ci siamo divertiti e su quanto siamo stati fortunati e felici di aver partecipato come visitatori, dall’altra parte invece eravamo stanchi ed esausti, io ogni tanto socchiudevo un po’ gli occhi e avevo lo sguardo perso nel vuoto, mi faceva male un po’ la testa per il freddo ma grazie a Totoro ho patito meno. Poi, quando siamo arrivati a casa … è stato un po’ triste, era tutto finito, tutta la magia dell’attesa, del vivere questa festa perché per me prima di essere stata una fiera è stata proprio una sorpresa, ha lasciato il posto ad una leggera malinconia che però ha saputo confortarmi fino a che non mi sono addormentata … 

E’ stata senz’altro un’esperienza che mi piacerebbe rivivere ancora, la prima fiera del fumetto non si scorda mai e ancora adesso se ci penso non posso fare a meno di chiedermi se sia successo realmente ma … sì, è stato tutto vero! ♥ Ed è ancora palpabile nell’aria la mia gioia e la mia frenesia di partecipare e di divertirmi. E’ stato bellissimo e sì, lo rifarei ancora. Forza, tutti in fiera∼! *______*

Informazioni su Juliet

Sono una ragazza di 25 anni che sta crescendo giorno dopo giorno a pane, shoujo e fantasia e che va pazza anche per il kpop. Il mio Blog è il nascondiglio che più preferisco dove poter dare sfogo alle cose che mi piacciono e a tutto ciò che succede nella mia vita. ♥
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