ROSSANA: Il Giocattolo dei Bambini – Kodomo no Omocha n°10 – ULTIMO VOLUME

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“La malattia della bambola”. Così viene definito lo stato in cui versa Sana: il suo volto appare infatti del tutto inespressivo, come se non fosse più capace di ridere. Mangia poco, dorme troppo, e Akito si preoccupa al punto da prometterle che non partirà, che si ribellerà al volere di suo padre pur di restarle accanto e aiutarla a guarire. Ma, per quanto sia giovane, Sana non è un’ingenua, e sa che questo non sarà mai possibile. Però …
L’ultimo, toccante volume de Il Giocattolo dei Bambini!

Fonte: Dynit

Benvenuti alla decima e ultima scheda manga di “Kodocha”! ^_______^

Vi siete persi la nona? No, problem! Eccola QUI!

Sono arrivata quindi alla conclusione anche di questa lunga maratona shoujo! *^* Sana, Akito e amici mi hanno tenuta compagnia per parecchio tempo forse, anche troppo, ripensandoci, è la maratona più difficoltosa che ho avuto finora e anche quella un po’ più sfortunata perché ho postato i vari commenti senza una regolare frequenza ma l’importante è essere arrivati alla fine! ^____^ eheh … Prima di lasciarmi andare con le mie impressioni aggiungo solo che essendo questo l’ultimo numero tralascerò molti dettagli e rimarrò sul vago, quindi, se volete saperne di più compratelo anche voi e leggetelo tutto d’un fiato, mi raccomando! 😉 Ringrazio infine chi mi ha seguito e chi mi ha letta, grazie ancora e tornate a trovarmi! ❤

Ultimo volume di “Kodocha”! *______* Beh, sinceramente da questo ultimo numero non potevo non aspettarmi di più di così. Credo che sia il caso di dire che è assolutamente il mio numero preferito! ❤ L’ho trovato particolare, su un’atmosfera diversa dalle solite che finora ci avevano accompagnate. E poi … è tutto così imprevedibile che mi ha lasciato a bocca aperta. Le mie parti preferite sono state quelle tra Akito e Sana ovviamente. Il loro rapporto è sempre stato molto delicato ma Akito ha saputo affrontare la malattia di Sana con molto coraggio e a testa alta, era proprio così determinato a voler a tutti i costi che guarisse che lo si può ben notare nelle diverse tavole. Sana però ha ancora dei peggioramenti e sinceramente vederla in quello stato mi ha fatto mancare il respiro parecchie volte. I loro incontri, in camera di Sana, sono stati molto dolci ma hanno un profondo significato, l’unica persona che Sana vede tutte le volte che apre gli occhi è niente meno che Akito. Questa cosa è stata di una dolcezza infinita. Anche la loro bizzarra “scena di letto” è stata a dir poco fantastica, questi bambini precoci! XD Mi hanno fatta ridere troppo ma è inutile giocare a fare gli adulti, anzi, dovrebbero di più godersi i loro preziosi anni, che poi non potranno mai più tornare indietro. Tuttavia li capisco, la partenza prossima di Akito per Los Angeles e poi la “malattia della bambola” di Sana hanno fatto sì che le cose divenissero molto instabili e incerte. E così almeno per una volta i due sono scappati assieme di casa, una vera e propria fuga d’amore, alla ricerca di un’ultimo viaggio felice prima di separarsi. Sana si vede peggiorare la sua condizione di salute e comincia ad affaticarsi sempre più e Akito, quasi pieno di rabbia, non sa più cosa fare. Ha messo Sana con le spalle al muro più di una volta ma questo non è bastato, dopo le percosse che le ha creato Sana è solo sfuggita via ancora. Tuttavia ora è diverso, adesso, loro due, sono insieme, lo sono per davvero e vederli uniti e un attimo più rilassati è come poter finalmente spalancare le braccia dopo essere stati rinchiusi in casa. Vanno al parco dei divertimenti e poi pernottano in una stanza d’albergo. Ed è qui che tutto finisce. Akito si ritrova a sentirsi a sua volta teso e spaventato, sa che non è rimasto molto tempo prima che debba lasciarla per trasferirsi in America ma nonostante le abbia un po’ provate tutte non ha proprio idea di cosa fare per aiutarla. Questa sua impotenza apparente tuttavia è ben capita e compresa dalla Maestra Kurata e anche dal dottore però non ci sono dubbi: Akito è l’unico che può farle tornare il sorriso in volto! Ma cosa fare quando l’unica che non riesce a percepirsi malata è solo Sana? Lei si vede la stessa di sempre, tuttavia, il comportamento di Akito apre gli occhi alla nostra protagonista perché per la prima volta lui le confessa come si sente, quello che pensa, e si sfoga piangendo. Non l’ha mai visto piangere e incapace di fare altro Sana lo abbraccia e lo consola perché per tutto questo tempo Sana non si è mai chiesta cosa potesse provare Akito, ma visto che ora stanno assieme doveva anche capire che non è più sola, non può pensare a se stessa. E questo riesce a ristabilire la sua salute. Tuttavia Sana non è ancora del tutto guarita ma è sulla buona strada per riuscirci e questo è quanto volevo comunque dire. Penso che comunque se c’è qualcuno accanto a te che ti aiuta nei momenti di difficoltà ogni cosa si può risolvere. E questo messaggio Sana l’ha capito fin troppo bene tanto che dopo la partenza di Akito inizia a lavorare in radio e leggendo le lettere di chi ha problemi di qualsiasi tipo a rispondere e a dare consigli. Questo suo prodigarsi ad aiutare il prossimo lo prende come monito per continuare a dare il meglio di sé. Intanto il rapporto tra i due non si è affatto affievolito, continuano a sentirsi ogni tanto ma se prima con una certa frequenza successivamente a causa del fuso orario e degli impegni di entrambi un po’ meno ma quando Akito ritorna per Sana è come se fosse il suo compleanno, è davvero felice e lo si vede benissimo. I due poi hanno anche qualche scenetta comica e altre più romantiche che di certo mi hanno fatto molto piacere! ^_____^ Sana finisce anche per dare il suo numero di cellulare privato solo alle poche amiche che ha trovato tramite il suo programma radiofonico e quando una di queste la chiama perché ha bisogno di aiuto Sana accorre assieme a tutti i suoi amici … Ebbene, la ragazzina quando li vede arrivare tutti assieme sorride leggermente, non la si inquadra in volto ma solo il naso e la bocca, la parte bassa del viso, e questo mi ha fatto capire che è un chiaro messaggio rivolto anche a noi. Se ci sentiamo soli, se abbiamo paura, se stiamo attraversando delle difficoltà c’è sempre qualcuno pronto a sostenerci, che correrebbe più veloce del vento per dirci parole dolci e per consolarci, potrebbe essere chiunque, anche Sana e compagni. E credo che questo sia stato il finale più adatto ad un’opera del genere. Miho Obana con Kodocha ha realizzato una delle serie più amate, ancora adesso a distanza di tempo, creando non un’opera ma un piccolo mondo all’interno del quale tutto non va sempre bene e la protagonista non è la solita piagnucolona o la più bella, solo una ragazzina forse troppo vivace ma che ne ha passate tante senza mai però perdere la speranza anche di fronte alla sua condizione di fragilità che si è portata dietro durante la sua infanzia. E qui non abbiamo ritrovato personaggi secondari che vengono abbozzati poco o che fanno solo da contorno alla vicenda amorosa dei protagonisti ma bensì dei veri amici che ci sono sempre, non mancano mai, vivono con Sana e Akito e a loro volta hanno avuto problemi. Poi ci sono le “spalle” ovvero la Maestra Kurata che si dimostra il personaggio più interessante ed eccentrico della serie, ammetto che avrei voluto saperne di più su di lei e poi Rei, l’affidabile manager che accompagna Sana per tutti questi volumi e per la quale nutre un profondo affetto maturato nel tempo dopo che l’ha strappato dai freddi marciapiedi e dal condurre una vita da senza tetto. E ci sono pure i rispettivi rivali, Naozumi per Akito e Fuka per Sana. Tra i due preferisco senza dubbio Naozumi e anche se la sua relazione con Sana si afferma e rinforza come partner lavorativo e come una sorta di “fratello” è stato uno dei personaggi che più mi hanno colpito. Involontariamente Sana ha avvicinato Naozumi a sé, dopo che lui l’aveva vista in tv infatti ha capito che voleva diventare come la sua coetanea. Ogni personaggio quindi è ben caratterizzato e ognuno gioca un ruolo all’interno, abbiamo il migliore amico Tsuyoshi che ha sempre accompagnato e consigliato Akito, l’unico che è sempre rimasto al suo fianco prendendo anche le sue difese quando il professore Sengoku aveva preso di mira Akito andando a tirare storie vecchie e poi c’è anche Fuka, invece, un’amica di infanzia di Akito che ritorna in scena all’ingresso delle medie e che nonostante tutto acquista poi più spessore per l’evolversi della vicenda che abbiamo ben seguito ma anche per lei c’è una strada libera ed è proprio dietro l’angolo, Sana le lancia una possibilità e Fuka la prende al volo. Sembra che ogni personaggio riesca poi a trovare la propria felicità e serenità. Tutti sono felici e contenti ed è così che una storia dovrebbe finire, no? Nel modo più semplice possibile senza inutili conclusioni strappalacrime o con un finale aperto, no, in Kodocha tutto è chiaro! Finisce con la speranza che ogni cosa, comunque vada, finirà sempre bene. Questo mi ha fatto sorridere a mia volta, è come se, dopo tutto quello che è successo, si riesca a trovare una luce luminosa che ci farà uscire dalle tenebre. Il sorriso ritrovato di Sana dona nuova felicità agli altri, infonde coraggio, voglia di non arrendersi e mi ha davvero fatto piacere come Obana abbia voluto chiudere la storia. Ti lascia dentro una sensazione di pienezza, ti senti finalmente appagato perché tutto è andato come doveva andare e anche se fino a qualche pagina fa non si riusciva a vedere una via libera basta davvero poco per cambiare ogni cosa: i sentimenti di Akito hanno sconfitto la malattia di Sana e ha trasmesso quello che anche noi lettori stavamo provando. Akito ha pianto come io mi ero commossa nel vederli abbracciati. Disperazione, dolore e sofferenza hanno lasciato il posto alla gioia di stare bene, alla straordinaria forza di andare avanti e di ritrovare il sorriso che forse ogni tanto ci dimentichiamo di avere. Kodocha ce lo restituisce ancora una volta, ricordandocelo proprio fino alla fine. Sorridete, gente. E’ questo che Sana ha sempre fatto e proprio come lei dobbiamo essere sinceri con noi e con gli altri, è inutile nascondersi dietro muri, dobbiamo affrontare quello che ci accade con forza e se proprio non ce la facciamo, ci sarà qualcuno al quale potremmo appoggiarci. Complessivamente l’opera meriterebbe un voto altissimo di quelli che neanche si possono scrivere per esteso cifra dopo cifra.

Beh, siete ancora qua? Andate a conoscere anche voi quella ragazzina che risponde al nome di Sana Kurata! E poi ditemi com’è andata! 😉

Con ciò penso di aver concluso il mio decimo commento! *______*

Quindi … Appuntamento al numero speciale di “Rossana: Il Giocattolo dei Bambini – Kodomo no Omocha” intitolato “La Villa dell’Acqua”! 🙂 Mi raccomando, non perdetevelo!

E riscoprite assieme a me una delle serie che ha fatto la storia della nostra infanzia! ^_____^

Informazioni su Juliet

Sono una ragazza di 25 anni che sta crescendo giorno dopo giorno a pane, shoujo e fantasia e che va pazza anche per il kpop. Il mio Blog è il nascondiglio che più preferisco dove poter dare sfogo alle cose che mi piacciono e a tutto ciò che succede nella mia vita. ♥
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