ROSSANA: Il Giocattolo dei Bambini – Kodomo no Omocha n°9

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Mentre Hayama si sforza di condurre una vita normale nonostante il braccio destro paralizzato, suo padre gli comunica che presto tutta la famiglia si trasferirà a Los Angeles. Il suo profondo e ricambiato affetto per Sana, così tenero e importante, sembra destinato a non avere un futuro. E quando la ragazza apprende la notizia del trasferimento … si ammala. Di una malattia apparentemente incurabile: la paura d’essere di nuovo abbandonata.

Fonte: Dynit

Benvenuti alla nona scheda manga di “Kodocha”! ^_______^

Vi siete persi l’ottava? No, problem! Eccola QUI! 🙂

Questo nono volume di “Kodocha”, il penultimo tra l’altro, si apre con Sana tutta emozionata perché vuole a tutti i costi organizzare una festa il giorno della Vigilia di Natale, proprio come l’anno precedente quando assieme ad Akito avevano condiviso il famoso “compleanno di mezzo” ma stavolta le cose vanno in una direzione del tutto inaspettata: Fuka non può partecipare perché festeggerà l’arrivo del Natale con la sua famiglia, Aya e Tsuyoshi vogliono invece provare ad avere un momento tutto per loro, per ritrovare un po’ di intimità e serenità dopo gli eventi annessi e connessi che hanno affrontato con i loro amici e per quanto riguarda Naozumi, beh … quel giorno, sfortunatamente deve lavorare! Così finisce che Sana e Akito avranno il loro primo appuntamento da soli come una vera coppietta! *^* Sana è particolarmente eccitata e ancora non si capacita di questo così diventa, all’improvviso, la protagonista di uno shoujo manga?! Ahaha!😄 Con tanto di occhioni grandi e luminosi e fiorellini che le svolazzano attorno, cosa che la rende un po’ fuori dal normale, è in piena fase di “stordimento amoroso“. Ha provato a fare un maglione ma poi ci ha rinunciato, allora ha cercato di preparare dei biscotti ma la cucina è andata a fuoco … Insomma, Sana innamorata è a dir poco pericolosa e stramba! LOL Nel frattempo Akito sta continuando con la sua riabilitazione ad un centro ospedaliero vicino a casa di Naozumi e così, quest’ultimo, dopo averlo saputo da Sana alla festa di premiazione de “La Villa dell’Acqua” che ha vinto il premio come migliore regia, è andato a trovarlo per fare due chiacchiere. Naozumi senza giri di parole rivela ad Akito che quando erano in montagna per girare gli esterni del film ha visto piangere tantissimo Sana per colpa sua e quindi lo mette in guardia: se la farà ancora piangere non glielo perdonerà mai! (il tipico avvertimento di tutti, o quasi, gli shoujo! LOL). Akito venuto a conoscenza di questo e si reca a casa di Sana, qui, inaspettatamente, l’abbraccia e poi decidono assieme dove incontrarsi per il loro appuntamento. Arriva il giorno finalmente concordato ma … Akito porta Sana a far visita alla tomba di sua madre e le confessa che in realtà quando era all’ospedale ha vissuto un’esperienza particolare in cui il suo spirito si è staccato dal corpo e ha visto sua madre che gli ha detto di sopportare le avversità che si presenteranno senza mai arrendersi. Sana pensa che sia merito della madre di Akito se è ancora sano e salvo, a parte per la mano paralizzata, così pregano davanti alla sua tomba rendendole omaggio. I due riprendono il treno per tornare indietro ma Sana non ci sta! Che appuntamento è se non si divertono almeno un po’? Così trascina Akito sulla pista da pattinaggio nonostante quest’ultimo si era mostrato riluttante, alla fine, i due piccioncini si godono il momento anche se, poi, di punto in bianco, litigano! Sulla via del ritorno però incontrano Fuka e Akito capisce che la sua ex ragazza è sempre stata allegra e spensierata, forse, allora, era a causa sua se la vedeva fare espressioni cupe? Sana però si ricorda che Akito deve ancora restituirle l’orologio che gli aveva affidato quando era partito per andare a riportare indietro Komori e così giungono a casa Hayama. Nella sua stanza Akito si mette a cercare l’oggetto ma Sana invece scoppia a ridere perché quel che doveva essere il maglione che gli ha donato qualche giorno prima è stato avvolto attorno al pupazzo di dinosauro, suo regalo l’anno precedente, a mo’ di sciarpa e questa la trova una cosa troppo carina anche se da Akito non se l’aspettava per niente!😄 Sana riceve indietro il suo orologio ma prima che abbia il tempo per uscire dalla camera il ragazzino chiude la porta e la bacia dapprima sulla fronte e poi sulla bocca. E Sana è sempre più felice, tra se e se comincia a riflettere: chissà quando è stato esattamente il momento in cui il suo cuore si è riempito di ogni lato di Akito? Da quanto tempo nella sua testa c’è solo lui? Passano i giorni e Sana e Akito pensano che sia giusto fare il regalo di compleanno anche se in ritardo alla loro amica Fuka e così rimuginando su cosa possa piacerle Sana se ne esce fuori con il discorso di Takaishi, il ragazzo di cui Fuka era invaghita tempo addietro (vi ricordate, giusto? ;-)). San ritiene sia una buona cosa chiedere che fine abbia fatto Takaishi e lo chiede a Fuka anche se quest’ultima, piuttosto infastidita, le racconta che sicuramente Takaishi si è trasferito perché quando aveva provato a chiamarlo con il suo numero di telefono questo risultava inesistente e per di più con i suoi amici di Osaka ha quasi perso i contatti, è da molto tempo che non li sente. Anche se forse potrebbe essere sgridata da Fuka Sana decide lo stesso di impicciarsi in questa faccenda e così tramite una telefonata con una delle amiche di Fuka, grazie al biglietto da visita che Akito aveva conservato nel suo portafoglio, riescono ad ottenere il numero nuovo di Yuta Takaishi che poi girano a Fuka il giorno dopo. Com’era prevedibile la ragazzina va su tutte le furie ma Sana le spiega che Takaishi prova ancora dei sentimenti per lei infatti pare che si sia lasciato con la sua ragazza anche se all’inizio le cose sembravano andare bene ma  si sarà reso conto che continuava invece a pensare solo a Fuka ma, troppo timido e colmo di vergogna, non era più sicuro di come presentarsi davanti a lei per darle il suo nuovo numero di telefono. Akito inoltre aggiunge che Sana ha fatto tutto questo per il suo bene e non perché voleva farle un dispetto e poi mica deve per forza mettersi assieme a Takaishi. Le chiede quindi di pensarci su perché in fondo si tratta solo di “ravvivare” la sua amicizia con il ragazzo. Pare che Fuka alla fine dovrà ringraziare Sana per questo ma magari non lo farà subito per non darle soddisfazione di essersi comportata così da impicciona ma anche da cara amica. Tuttavia si presenta all’orizzonte un nuovo problema! Il padre di Akito e di Natsumi torna dal viaggio d’affari a Los Angeles con una notizia che fa cascare il mondo addosso ai suoi due figli: dovranno trasferirsi tutti e tre negli Stati Uniti ma entrambi sembrano non volerci andare per nessun motivo! Dapprima Natsumi si mostra titubante ma poi decide di acconsentire al loro trasloco anche perché ha sempre desiderato studiare meglio l’inglese e fare un’esperienza del genere all’estero ma Akito, al contrario, non ci sta per niente! Come la prenderà Sana ora che tra i due finalmente le cose vanno a gonfie vele? Il ragazzo decide di confidarsi prima con Aya e Tsuyoshi e questi due poi riescono a convincerlo a dirlo subito a Sana così, finito il lavoro, accorre dai suoi amici per un tè in un bar. Qui Akito rivela del suo trasferimento ma Sana si rifugia in bagno cercando di non mostrarsi eccessivamente turbata da questo fatto ma quando, quindici minuti dopo, Akito, preoccupato, la raggiunge, Sana, comportandosi come una bambina, lo prega di non andare via e di restare con lei. Nel cuore di Sana fiorisce il sentimento dell’abbandono, del dover rimanere da sola … troppo lontana dal suo amore. Akito la conforta dicendo che proverà a convincere suo padre, in fondo, era già accaduta una cosa simile in passato: suo padre era partito per L.A. quando lui era ancora piccolo e lo aveva lasciato alle cure di una famiglia sparendo per ben due anni! Ma ora è grande, va già alle medie, quindi, non vede perché debba per forza assecondare il desiderio di suo padre. [Piccolo retroscena: il padre ha parlato con un dottore circa la guarigione o meno del braccio di suo figlio e questo gli aveva detto che non niente era perduto visto che tutto sommato non è grave la sua situazione ma sicuramente dovrebbe abbandonare il karate visto che la priorità più importante è la vita quotidiana. Sta di fatto che Akito non ha mai mostrato il benché minimo segno di mollare il karate e sta continuando a frequentare le lezioni nonostante sia come ripartito da capo visto la sua disabilità, cosa che ha non poco stupito suo padre che invece credeva avrebbe abbandonato questo sport]. Suo padre, quindi, in sostanza, spera di poter portare con sé Akito negli USA affinché possa farsi guarire solo che per il momento glielo sta tenendo nascosto e anche la stessa Natsumi ha deciso di assecondare il padre dietro pagamento per farle tenere la bocca chiusa. (Natsumi, lo sai che stai somigliando sempre più a tua madre?😄 La famiglia Hayama è una banda di teppisti, altroché! LOL). La conversazione tra Akito e suo padre però diventa ancora una volta inconcludente e Akito non sa più che fare, inoltre, non può mantenersi da solo economicamente e visto le condizioni non buone del suo braccio nessuno lo assumerebbe mai, pare quindi che non ci sia nessuna possibilità di far arrendere suo padre fermamente convinto della sua decisione e altrettanto imperterrito a voler mantenere la sua parola. Così Akito non può far altro che comunicarlo a Sana per telefono ma questa chiude in fretta e furia la chiamata dicendo che è solo un bugiardo e che doveva far qualcosa per impedire la sua partenza a tutti i costi. E Sana inspiegabilmente sprofonda in una malattia sconosciuta perfino a lei stessa, quella che Misako Kurata chiama la “malattia del cuore” diventando una bambola senza espressione alcuna, una faccia rigida. Questo si verifica quando durante un servizio fotografico viene esortata a sorridere di più ma Sana continuava a dire che stava già sorridendo abbastanza e il tutto con un tono serio che ha fatto finire per annullare tutti i suoi impegni perché sembrava strana, diversa dal solito … tornati a casa Rei avvisa immediatamente la maestra Kurata e proprio quest’ultima ormai è costretta a spiegare l’intera faccenda anche al manager, che era all’oscuro di tutto ciò. Ecco cos’è accaduto: la madre di Sana, Misako Kurata, nella stesura del romanzo “Mia figlia ed io” aveva scritto un capitolo che però poi è stato tagliato perché non le sembrava corretto scrivere qualcosa su Sana senza che nemmeno lei ne fosse più a conoscenza! In pratica, quando Misako aveva fatto intendere a Sana, a quel tempo di soli cinque anni, che non avevano un legame di sangue e che quindi non era la sua vera madre, Sana aveva subito uno forte shock (e di questo ci ricordiamo tutti) ma Sana a sette anni mentre stava recitando il ruolo di una bambina, Michiko, che veniva affidata a persone diverse perché non aveva una madre aveva iniziato a manifestare dei sintomi strani causati dalla sua fragilità psicologica perché si rispecchiava in questa triste figura. Tutto  ad un tratto Sana aveva smesso di sorridere o in generale di manifestare qualsiasi espressione facciale ed ora la situazione si è ripresentata nuovamente! Tuttavia, in quei quindici giorni in cui Sana era stata affetta da questa sindrome Misako era sempre stata molto attenta alla piccoletta e aveva cercato di non darle preoccupazioni comportandosi come sempre, poi, di punto in bianco, Sana un giorno tornò a casa dall’asilo con la signora Shimura (la loro governante) tutta raggiante! Le due non avevano capito come potesse essere successo ma avevano pensato di non darci molto peso ma adesso, di fronte, ancora una volta a questa sfida Misako vuole vederci chiaro. Quale è stato il motivo scatenante che l’ha ridotta ancora una volta in queste condizioni? Ora nel cuore di Sana c’è solo Akito, possibile, quindi, che sia a causa sua? Rei lo porta a casa Kurata e qui anche il ragazzino comincia ad accorgersi che c’è qualcosa che non quadra: Sana si comporta come fa di solito ma se ride il viso rimane comunque una maschera neutra, priva di espressioni facciali. Viene spiegato quindi ad Akito quale sia il problema e capiscono che forse è proprio per la sua partenza imminente che Sana ha avuto una ricaduta. Akito raggiunge Sana in camera sua e qui la ragazzina lo abbraccia borbottandogli ancora di non partire e di non andare via lasciandola da sola ma poi finisce per addormentarsi nuovamente, stanca e spossata. Ebbene, Sana non si è accorta minimamente di cosa le sta accadendo: se prova a guardarsi allo specchio si vede la stessa di sempre ma perché è il suo cervello a mandarle quella immagine, in realtà non si guarda con i suoi stessi occhi, inoltre ciò la rende più debole e si stanca facilmente, cade in preda al sonno e non riesce a fare granché. Akito capisce la gravità della situazione e vorrebbe fare qualcosa almeno prima di partire perché non la può vedere ridotta in questo stato deprimente. La situazione sembra smuoversi e prendere una svola decisiva grazie all’arrivo di Naozumi che, venuto a sapere che Sana si è ammalata anche se non sa di preciso cosa abbia, è accorso subito per accettarsi della sua salute. Qui capiscono che forse Naozumi potrebbe essere la “ragazza straniera” che la signora Shimura aveva sentito dire da Sana, proprio il giorno in cui è guarita! La Sana attuale invece non ricorda affatto di aver mai incontrato una ragazza straniera ne cosa si fossero mai detti ma a pensarci bene … Naozumi confessa che aveva incontrato e parlato con Sana quando erano ancora due bambini! Tutto sembra quadrare! Quel giorno, il piccolo Naozumi, che veniva spesso scambiato per una bambina a causa dei suoi capelli un po’ lunghi, aveva visto per puro caso Sana piangere per strada e così era sceso dell’autobus per rivolgerle la parola. Infatti, Naozumi era sempre stato un fan di Sana e da quando l’aveva vista in tv aveva deciso di smettere di piangere per la mancanza della mamma e di voler intraprendere la stessa attività lavorativa della sua coetanea (vi ricordate? ;-)). Insomma, le era andato vicino e aveva maldestramente confortato l’allora piccola Sana dicendole che era bravissima e che non aveva motivo per sentirsi sconsolata e anche perché è una bambina che rende tutti felici e che fa ridere la gente. Sana piangeva perché aveva preso un brutto voto  a scuola e Naozui le aveva detto che non necessariamente chi è bravo a scuola è anche una brava persona. Insomma, dicendo più o meno queste cose, il piccolo Naozumi imbarazzato e impacciato aveva fatto guarire a sua insaputa Sana che poi, prima di salutarsi, gli aveva anche regalato un sorriso ma aveva, in seguito, dimenticato del loro primissimo incontro. Così tutti di comune accordo cominciano a credere che forse, se ricreassero la stessa situazione dell’altra volta, riuscirebbero a far tornare a Sana la memoria. Caso vuole che anche Akito arrivi a casa di Sana per accertarsi di come stiano procedendo le cose ma si vede trascinare dentro la rappresentazione di Naozumi che gli ficca una parrucca in testa: Akito interpreterà Sana ma non ci sarà bisogno che parli perché Naozumi reciterà tutte le battute per entrambi. Camera di Sana si trasforma in un set perfetto e la scena ha inizio sotto gli occhi apparentemente vuoti di Sana che guarda quello che sta succedendo. Naozumi riesce quindi a riportare nella mente di Sana quel ricordo legato ad un forte trauma, quel frammento di memoria che aveva inconsciamente perduto, ed ora tutto le è più chiaro. Sana ricorda di come da bambina stesse malissimo per il fatto che tra lei e sua madre non scorresse lo stesso sangue e quindi era come se fossero due estranee ma il piccolo Naozumi le aveva detto che questo non era qualcosa per cui struggersi perché sua madre le voleva tantissimo bene ugualmente, anzi, forse di più! Sana infatti aveva cercato di destreggiarsi tra mille cose, aveva pensato che se avesse cercato di fare del suo meglio magari sarebbe piaciuta di più a sua madre: faceva i compiti e si preparava per le lezioni alla compagnia teatrale, andava a letto presto e si alzava di buon ora per aiutare in casa, cercava di dare il massimo delle sue capacità ma questo però l’aveva resa molto tesa, tutta la tensione accumulata poi nel momento in cui si è vista consegnare una verifica in cui aveva preso un brutto voto si era riversata fuori, il vaso delle sue emozioni si era riempito fino all’orlo ed era rimasta solo un contenitore vuoto, perso. Ora capisce bene quello che era successo a quel tempo, viene consolata da Misako e poi ringrazia Naozumi per averla aiutata allora e anche stavolta ma Akito si sente invece messo da parte, ha contribuito alla scena, è vero, ma non riesce a stare ancora un minuto di più e fa per andarsene via quando viene fermato da Naozumi che gli fa una dichiarazione chiara e tonda: fin da sempre ha sentito un forte legame che lo univa a Sana, come se si trattasse del destino! Ma Akito che non credeva i due condividessero una simile esperienza ha subito un duro colpo. Cosa farà adesso Akito? E Sana? Non è ancora guarita da questa malattia ma ha solo ricordato quello che le era accaduto tempo addietro … la paura di essere ancora abbandonata da Akito è sempre in agguato e se la sta portando dentro di sé. Tuttavia, dal canto suo, Naozumi ha acquisito una parte fondamentale in tutta questa vicenda facendoci capire che in fondo anche lui potrebbe essere una buona scelta per Sana. E ora come si metteranno le cose? ^_____^”

E termina in questo modo il penultimo numero de “Il Giocattolo dei Bambini“! Che ne pensate?🙂 Sinceramente ritenevo che il volume più sofferto fosse stato quello precedente ma quando mi sono resa conto della serietà e della profondità di questo volume ho completamente ribaltato la mia opinione: è stato straziante, doloroso … Sana perde il suo sorriso così all’improvviso e a causa di Akito per giunta, il forte trauma le ha spento la sua mente. E’ come se di punto in bianco avesse smesso di vivere ed è stato tremendamente difficile non lasciarsi coinvolgere. Infatti, possiamo dividere benissimo questo numero in due parti: il prima e il dopo la scoperta del trasferimento di Akito a L.A.: nella prima parte del nono volume Sana è assurdamente immersa nel suo stordimento amoroso tanto che la vita sembra finalmente sorriderle, non può non essere felice! Akito è finalmente diventato il suo ragazzo, il suo amore è corrisposto pienamente e adesso lo può vivere con serenità senza nessun ostacolo ma la notizia inaspettata della sua partenza ha sconvolto quella che stava diventando la sua quotidianità. Non sapere per quanto tempo non si sarebbero visti, non poter uscire più assieme, non potersi abbracciare e baciare, tutto è cambiato troppo in fretta e Sana non riesce a capacitarsene finendo piano piano per scomparire, è come se se avesse “staccato la spina“, incredula e troppo sconcertata da ciò perde la sua vivacità e indossa i panni di una bambola il cui viso non muta, diviene un mero guscio, i suoi sentimenti non si rispecchiano sul suo volto, sono come intrappolati, non riescono ad emergere. Sana ha vissuto un’esperienza simile quando era piccola, allora, le parole maldestre e impacciate di un bambino, Naozumi, hanno confortato Sana perché era tutto quello che lei avrebbe voluto sentirsi dire. Il legame che unisce Sana a Naozumi è stato spiaccicato in faccia ad Akito, il quale non credeva minimamente che i due all’infuori del lavoro potessero condividere altro, o quanto meno, nulla di così importante. Ecco spiegato il motivo per il quale Akito aveva sempre trovato Naozumi “profondo“, come se avesse la capacità di toccare i sentimenti delle persone, di trovare le parole giuste per tutto. Sana si è dimostrata completamente grata all’aiuto di Naozumi che, come sappiamo bene, lo vede come un fratello e niente più ma Akito non ci sta, è turbato e possiamo comprendere quanto questa cosa lo abbia colpito più del dovuto. Come se non bastasse, è colpa sua se Sana si è ammalata ancora e l’unico che l’ha aiutata concretamente invece è stato Naozumi, di nuovo … è mai possibile che Akito non riesca a far altro che far star male Sana? Per quanto ancora dovranno affrontare prove e sfide prima di poter finalmente stare assieme senza preoccupazioni? Tanti sentimenti e tanti pensieri si stanno agitando nella mente del ragazzino, stessa cosa vale anche per Sana che è ancora turbata per la loro imminente separazione! Sembra proprio che non ci sia niente da fare? Dovranno per forza dirsi addio e lasciarsi andare dopo tutto quello che hanno affrontato? ç_____ç Sinceramente parlando, preferisco chiudere qui questa scheda manga, l’ho letto due volte il volume per poterlo appieno gustare ma devo dire che è come un pugno nello stomaco, eh, sì! T^T Non ce la faccio a dire ancora qualcosa, penso che l’ultimo volume sarà senz’altro il culmine della bellezza di Kodocha e si sa, tutto può ancora succedere! >____<” Sto ancora trattenendo il respiro … penso che finché non vedrò comparire sul viso di Sana il suo solito sorriso smagliante non sarò calma e tranquilla. Forza Sana!! *______* Aspettate trepidanti quindi la decima scheda manga, l’ultima, che chiuderà le loro vicende!🙂

Con ciò penso di aver concluso il mio nono commento! *______*

Quindi … Appuntamento al numero 10 di “Rossana: Il Giocattolo dei Bambini – Kodomo no Omocha”! 🙂 Mi raccomando, non perdetevelo! 

E riscoprite assieme a me una delle serie che ha fatto la storia della nostra infanzia! ^_____^

Informazioni su Juliet

Sono una ragazza di 24 anni che sta crescendo giorno dopo giorno a pane, shoujo e fantasia e che va pazza anche per il kpop. Il mio Blog è il nascondiglio che più preferisco dove poter dare sfogo alle cose che mi piacciono e a tutto ciò che succede nella mia vita. ♥
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