ROSSANA: Il Giocattolo dei Bambini – Kodomo no Omocha n°8

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Gravemente ferito a causa dell’episodio che ha visto Komori minacciare il suicidio, Akito entra in coma. Il rapporto tra il ragazzo e Fuka perde così di sognificato agli occhi di Sanachan, troppo preoccupata per la sua vita per pensare ad altro. La già difficile vita di Akito sembra così destinata a essere ancor più profondamente segnata.

Fonte: Dynit

Benvenuti all’ottava scheda manga di “Kodocha”! ^_______^

Vi siete persi la settima? No, problem! Eccola QUI! 🙂

Avevamo lasciato Akito salutare Sana alla stazione dei treni dicendo che dopotutto le voleva bene e lei, la nostra piccola protagonista, era scoppiata a piangere vedendolo partire alla ricerca del suo compagno di classe Komori che ha minacciato di volersi suicidare. Le cose non si stanno per niente mettendo bene e Sana decide per il momento di rivelare la situazione a Rei e alla Maestra Kurata senza accennare alla momentanea sparizione di Akito per non fare ancora più allarmismo. Tuttavia, nel frattempo, Akito ha raggiunto il bosco vicino al lago dove Komori aveva lasciato scritto sul suo quaderno che si sarebbe recato al fine di essere raggiunto apposta e riesce a localizzarlo. Komori appare stanco, visibilmente compromesso psicologicamente e rivela il macabro piano che ha messo a punto: ha preparato due cappi dai quali si impiccheranno. Akito si rifiuta categoricamente ma lascia che Komori anche se terrorizzato lo pugnali al braccio perché si sente in colpa per quello che è accaduto e perché Komori stesso in qualche modo si vuole vendicare. Komori affonda il pugnale sul braccio destro di Akito ma poi quando quest’ultimo se lo sfila ferocemente il sangue comincia a imbrattargli copiosamente la manica scendendo fino alle punta delle dita della mano destra. Komori è fuori di sé alla vista del sangue e Akito gli risponde che è stato stupido da parte sua a voler morire se poi appena vede il liquido ematico piagnucola e si spaventa, infine, gli intima di seguirlo e che lo porterà fuori dal bosco, lontano da questo posto isolato, al sicuro. Nel mentre camminano il ragazzino ancora traumatizzato confessa che ha pensato davvero di voler diventare amico di Akito, che ci teneva moltissimo, e questo perché non ha nessun altro che possa definire come tale e quando si è visto rifiutare anche dallo stesso Hayama è caduto in una sorta di depressione e di vendetta nei suoi confronti. Racconta, inoltre, che sua madre, dal carattere duro e autoritario, non gli ha mai permesso di fare come desiderava costringendolo a comportarsi solo come volesse lei, insomma, Komori non ha mai avuto voce in capitolo su niente, nessuna libertà, nessun pensiero poteva esprimere, non ha mai osa mettersi contro la madre per non vederla soffrire ancora dopo il divorzio da suo padre. Akito sta intanto diventando sempre più debole e cerca di consolarlo come può anche se sa che non è in grado di fare bene come Sana ha fatto con lui quando l’ha salvato. Tuttavia, i due ragazzi salgono sul treno di ritorno, il braccio destro sempre più zuppo di sangue, il viso di Komori stanco e provato da questa faccenda, preoccupato per la sorte di Akito e quest’ultimo che cerca di trattenersi ulteriormente e di addossarsi tutta la colpa per non ferire ulteriormente il fragile Komori che già per conto suo ne ha passate anche fin troppe. La polizia, Sana e gli altri raggiungono la stazione compresi la madre di Komori, la signora Kurata, Rei, il padre di Akito e la sorella Natsumi, tutti attendono il loro ritorno. Alla fine Sana non ce l’ha fatta a nascondere quello che è accaduto agli adulti e tesa che le cose si potessero mettere male ha preferito avvertire chi di competenza. I due ragazzi fanno ritorno ma la prima cosa che accade è lo schiaffo sonoro della madre di Komori ad Akito che si avventa su di lui incolpandolo di tutto quanto accaduto. Akito raggiunto da Fuka riesce solo a scusarsi e a vedere appena in tempo il viso ora più rilassato di Sana che cade a terra svenuto per la perdita eccessiva di sangue. Viene così quindi subito portato in ospedale da un’ambulanza e soccorso, seguito a ruota dai presenti che cominciano a innervosirsi ulteriormente per la sorte del ragazzino. Sana è sconvolta, forse, è quella che più ne ha risentito e resta in un silenzioso dolore lasciando che siano le lacrime a parlare da sé ancora incredula nell’aver sentito il volto sciupato e freddo di Akito. Sembra che per il coraggioso Akito le cose si stiano mettendo davvero male: è in coma e le probabilità che si riprendano sono davvero poche, il suo cuore e il suo respiro hanno smesso la loro attività e tutti restano con il fiato sospeso. Sana, intanto, se la prende con un poliziotto e con la madre di Komori dicendo che non è il momento per mettersi a parlare di chi sia la colpa, perché, prima di tutto la priorità è la salute di Akito e anche Fuka, Aya e Tsuyoshi le danno supporto mettendoli, una volta per tutto, a tacere. La preoccupazioni salgono e di nuovo cala il silenzio … da qualche parte, nell’ospedale, invece il fantasma di Akito lascia il suo corpo e si incammina per la corsia di un corridoio, lontano da chi invece è ancora vivo, come se non riuscisse a vederli e … fa per aprire una porta quando dall’altra parte una donna giovane lo mette in guardia: non deve assolutamente oltrepassarla! Non è arrivato il suo momento ed è ancora troppo presto per lui, piuttosto, se ha davvero questi forti sensi di colpa dovrebbe restare in vita e sopportarli, perché soffrire è più doloroso che morire, inoltre, proprio in quel momento il sangue di suo padre e di Natsumi è nel suo corpo, hanno apposta donato il loro sangue di gruppo sanguigno B, come Akito, per fargli una trasfusione dato la sua forte emorragia. Ci sono persone che ancora stanno pregando per lui e sperano che si riprenda presto, non può andarsene via proprio adesso! La donna gli sorride e gli confessa che non può aver dimenticato il fatto che l’abbia messo al mondo perché lo ama profondamente e quindi deve vivere anche per lei perché ha dato la sua esistenza per lui e solo per lui. Akito capisce che è sua madre lo spirito che ha visto e quindi riesce a ritornare in vita, piano piano, anche se debole il suo cuore ricomincia a battere e i medici tranquillizzano parenti e amici sulla sua condizione di ripresa. Sana riesce a tirare finalmente un sospiro di sollievo e riesce a vedere per un secondo Akito, sapendo che ora è fuori pericolo ritorna velocemente al lavoro. Infatti, è molto in ritardo! Doveva presentare un programma in diretta assieme a Rinachan ma Naozumi venendo al corrente della sua assenza per permetterle di rimanere vicino ad Akito finché le cose non sarebbero migliorate ha condotto al posto suo seppur la ragazzina abbia molto di cui scusarsi. Anche Misako Kurata si scusa con la madre di Komori per il comportamento brusco di Sana ma le fa intendere che in parte la colpa è anche sua, (la prima che ha fatto quando li ha visti tornare più o meno sani e salvi è stata quella di avventarsi su Akito schiaffeggiandolo senza neanche dire “Bentornato” a suo figlio!) nel quaderno del figlio chiaramente si poteva cogliere il suo disagio, e il ragazzino non ha fatto altro che lanciare un sos, solo che nessuno si è mai accorto di questo e la situazione è precipitata, tuttavia, è del parere che è merito di Akito se le cose siano venute a galla e ora, forse, riusciranno davvero in qualche modo a risolvere i loro problemi. Nel frattempo il piccolo paziente ha ripreso i sensi e cerca di convincere il padre ha dire alla polizia che è stata tutta colpa sua ma anche se lo dice non cambierà il fatto che l’arma da taglio appartiene a Komori e che l’abbia usata per nuocerlo gravemente, ricordiamoci che Komori è stato accusato di omicidio ma il suo caso viene preso in custodia dagli psicologi e per intanto non possono far altro che aspettare la decisione del tribunale. La vicenda quindi ancora non si può considerare chiusa definitivamente …

Intanto gli amici di Akito cominciano a fargli visita per non lasciarlo solo del tutto e anche Fuka va a vedere come sta. In questa occasione, dopo la titubanza del parlare faccia a faccia con Akito dopo tanto tempo, gli dice senza mezzi termini che è venuta per mettere fine alla loro relazione perché è del parere che se non ne parleranno seriamente non possano lasciarsi completamente. Non accetta le scuse di Akito perché non è colpa sua, inoltre, ha capito che l’unica persona che possa stargli accanto è Sana e in fondo lo definisce anche “intrattabile”. Akito invece è dispiaciuto sinceramente con Fuka, comunque sia finita la loro storia hanno lo stesso costruito dei bei ricordi e ammette che anche in questo preciso momento non le dispiace affatto (vi ricordo che il “non mi dispiace” di Akito significa in generale che una cosa gli piace! Andate a rileggervi le prime schede manga!) ma non sa spiegarselo nemmeno lui stesso come mai … Dopodiché, senza rancori, Fuka giunge a casa di Sana e la esorta ad andare a trovare Akito in ospedale confessandole che si sono lasciati. Sana, tormentata, alla fine, non riesce a resistere e si precipita nella stanza 205 dell’ospedale, quella del piccolo Hayama preoccupata per la sua salute. Infatti purtroppo ad Akito è stato comunicato che non potrà usare più la mano destra anche se il braccio riuscirà ancora a muoverlo e che ha ripetutamente degli attacchi di ansia che lo portano a stare davvero male, i medici dicono che è un fattore psicologico e che forse se avrà qualcuno che lo supporterà riuscirà a stabilizzarsi meglio. Sana comincia a piangere e poi letteralmente gli si getta tra le sue braccia dicendo che qualsiasi cosa dovrà affrontare la faranno da adesso in poi assieme e per la prima volta sente udire da Akito la parola “grazie” detta con sincerità. Sana riprende anche la scuola, ha gli esami di fine quadrimestre e anche Fuka, dopo aver pianto un po’ per la sua rottura con Akito, è riuscita a concentrarsi nello studio e a dare del suo meglio. Tutto sembra piano piano ritornare alla normalità ma quando Sana viene a sapere dal suo professore che Komori si trasferirà dai suoi parenti con la madre e che potrà vivere liberamente pur dovendo seguire un trattamento psicologico avverte subito Akito e i due accompagnati da Rei in stazione lo raggiungono prima che parta. Akito ultimamente ha dovuto trattenere in sé molte colpe: non aver capito quanto Komori tenesse a diventare suo amico, non essere riuscito a rendere Fuka felice seppur gli sia stata accanto incoraggiandolo e regalandogli sorrisi, ha lottato contro la solitudine dovuta all’allontanamento da Sana … se pensa a queste cose e al suo passato non può fare a meno di sentire una profonda cicatrice ferirlo ancora e ancora … la sofferenza e il rimorso non possono risolvere gli eventi ormai accaduti l’hanno portato a sentirsi impotente e per un attimo stava per mollare tutto e raggiungere la madre in cielo ma la forza di Sana, il pensiero che andava a lei, e l’amore di suo padre e di Natsumi nei suoi confronti ha rinnovato la sua fiducia nella vita perché dopo le avversità si può andare avanti … il vero scopo per cui veniamo al mondo è quello di vivere! E ora vuole provare ad essere un buon amico per Komori, non permetterà che si senta ancora solo e così si fa dare il suo nuovo indirizzo promettendogli che ogni tanto gli telefonerà perché gli amici fanno questo ed altro. Sembra che le cose tra Kazuyuki, questo il nome di Komori, e sua madre potranno andare meglio, la signora infatti con l’aiuto di uno psicologo ha capito quali siano stati i suoi errori e anche se a disagio proverà a portare le cose nella direzione più consona possibile. Ora Kazuyuki è libero di potersi esprimere come vorrebbe perché la vita è sua, non appartiene a sua madre e non è un bambino, sa cosa sia giusto e cosa è sbagliato solo che non ha mai avuto neanche la possibilità di badarci perché era comandato dai fili invisibili della madre che lo manipolava facendo questo o quest’altro a suo piacimento. Infine, partito il treno, Akito chiede a Sana cosa dovrebbero fare adesso visto che le ha rivelato di aver lasciato andare Fuka. I sentimenti di entrambi sono chiari e limpidi come l’acqua e di comune d’accordo cercheranno di comportarsi come prima, sarebbe strano se di punto in bianco fossero appiccicati come una coppietta ma ogni tanto potrebbero fare così. Dopo pochi giorni Akito viene dimesso dall’ospedale anche se ogni tanto dovrà andare a fare dei trattamenti e delle visite occasionali ma ora può tornare alla sua vita di sempre anche se ancora è difficile per lui adoperare la mano sinistra, in fondo lui è destro e cominciare a usare l’altra mano non gli è per niente facile. Comunque sta cercando di fare del suo meglio senza volere aiuto da parte di nessuno. Sana, dal suo canto, ha provato a mettersi nei panni di Akito e si è bendata la mano destra, ha visto come può essere dura per lui ma sapere che dopotutto il ragazzino non mollerà il karate in qualche modo la tranquillizza, è una cosa positiva che non si vuole dare per vinto nonostante la sua condizione di disabilità. Anche il piccolo di casa Hayama ritorna finalmente a scuola a condurre la sua vita scolastica e ignora le domande dei suoi compagni con la sua solita occhiataccia che incute timore, in fondo, vuole essere lasciato in pace e non c’è motivo di sparlare ancora su quello che è successo. Tuttavia il professor Sengoku sembra non aver del tutto mollato Akito infatti lo “costringe” a scrivere alla lavagna i risultati di un esperimento chimico che hanno svolto a gruppi e seppur sia stato rimproverato perché non si capisce nulla di quello che ha scritto Akito non si da per vinta ne si lamenta, anzi, cancella e riprova con più attenzione a scrivere correttamente. Alla fine della lezione il suo lavoro è stato svolto bene, e il prof traccia un cerchio di approvazione. Sana, venuta a conoscenza del comportamento a sproposito del prof Sengoku decide di non lasciare correre e si precipita per dirgliene quattro! L’insegnante ammette che non ha mai avuto intenzione di diventare un docente e cambierà lavoro appena ne troverà un altro perché è stufo di stare dietro a degli stupidi mocciosi. Akito raggiunge Sana che è ancora tutta in fervore per il comportamento duro che ha avuto nei confronti di Akito nonostante sia stato dimesso dall’ospedale da poco e ancora non si è abituato a usare la mano sinistra ma il ragazzino le fa intendere che la colpa in parte è anche sua per aver messo in circolo il fatto che porti il parrucchino gli studenti quando vedono il prof passare nei corridoi si fanno beffa di lui. Inoltre, esprime il parere che anche lui sarebbe potuto finire come il prof o come Komori e se non lo è diventato è perché è un ragazzo fortunato per via del fatto che possa contare su una persona speciale (Sana) e che non tutti probabilmente hanno qualcuno di importante accanto. Sana decide di spezzare questo discorso serio e abbastanza triste ricordandogli della festa che ha intenzione di fare per festeggiare molte cose! La Vigilia di Natale, in primis, il compleanno di Fuka che ricade proprio il giorno 24 dicembre, la guarigione di Akito e il loro compleanno di mezzo, proprio come l’anno scorso! Akito la lascia serenamente andare e mentre la vede allontanarsi pensa che Sana non è cambiata affatto: ancora con queste feste “tutti insieme”! Chissà se prima o poi …?

Si conclude quindi più allegramente questo ottavo volumetto! ^_____^ La vicenda di Kazuyuki si è finalmente conclusa e ora si passa ad una nuova svolta nella storia! Ne hanno dovute passare tante ultimamente, sia Sana che Akito … non hanno avuto neanche un minimo di tempo per rilassarsi, anzi! Freneticamente e coraggiosamente sono stati messi duramente di fronte a tante altre difficoltà che hanno però fatto crescere entrambi. Akito ha compreso cosa rappresenti davvero essere o avere un amico, cosa che non ha mai fatto negli ultimi anni, Sana, invece, ha espresso i suoi sentimenti per Akito ed è riuscita a chiarirsi con Fuka la quale da parte sua l’ha convinta a comportarsi come sempre nonostante abbia rotto con Akito di comune accordo. Secondo Fuka, infatti, Sana e Akito si comportavano come se già si stessero frequentando, non hanno avuto bisogno di dirselo a parole nonostante già fossero una coppia senza rendersene conto, invece, per lei non è andata così, infatti, il suo rapporto con Akito è stato costruito a parole ma niente di concreto e questo si ricollega al discorso che ho fatto sullo scorso volume. 🙂 Akito è stato stranamente tranquillo, forse a dispetto degli avvenimenti precedenti è solo un bene che sia maturato ancora di più. L’ho visto sotto un’altra prospettiva e devo dire che mi aspetto sempre di più da lui. Sana invece è sempre un po’ la stessa ma ha mostrato coraggio da vendere e forza di reagire, cosa che non tutti nella sua situazione avrebbero fatto. Importante è stato il ruolo del fantasma della madre di Akito: dal modo di accucciarsi sulle ginocchia Akito ha compreso che anche lei era un po’ una teppista e le parole di suo padre sono le stesse che ha portato a Sana dopo la sua discussione con il prof Sengoku. Si possono verificare spessissimo momenti difficili nella nostra vita, strade prese per sbaglio, errori fatti e magari non voluti, compiuti nella credenza di star solo facendo la cosa migliore e per il bene di qualcuno quando invece si fa l’opposto, tutto può succedere, gli essere umani non sono perfetti e commettono sbagli ma una cosa la sanno fare bene: sopravvivere nel bene o nel male specialmente se hanno affianco qualcuno che li conduca verso una direzione migliore. Komori e il prof Sengoku non sono poi così diversi da Akito e quest’ultimo l’ha capito ma è la prova vivente che ce la si può fare anche quando ci sembra di aver toccato il fondo del baratro. Se ci lasciamo salvare da chi ci sta accanto, se permettiamo agli altri di accogliere il nostro dolore e di confortarci abbiamo una seconda possibilità per guardare dritto davanti a sé senza più paura. Ecco spiegato il motivo per cui Akito si reputa un “ragazzo lucky“, fortunato, insomma. Se ci pensate bene senza Sana cosa sarebbe diventato Akito? Che fine avrebbe fatto? Non lo scopriremo mai perché Sana ha cambiato il corso della sua vita e di questo devo dire che ne sono davvero felice. ^______^ L’amicizia è davvero più potente di qualsiasi avversità. Vorrei davvero aggiungere altre mie opinioni ma questo volume è stato struggente, di una malinconia persistente e di un dolore che non vi dico, penso che sia stato quello che finora più mi ha fatto penare ma anche pensare. Leggetelo anche voi per rendervi conto fino in fondo quello che ho provato perché a parole non si rende bene il concetto, ve lo assicuro. 🙂 Due paroline le spendo anche per Naozumi che finalmente un po’ si è fatto vedere! ehehe … Con il suo aiuto spontaneo ha salvato Sana da una brutta situazione dovuta al fatto che non si fosse presentata all’orario stabilito per il programma in diretta perché non se la sentiva di lasciare Akito senza prima sapere come stesse, e per un po’ quindi l’ha sostituita: ecco l’esempio vero dell’amico! Grazie Naozumi!! *o* Tra parentesi, Sana non è più in rotta con Nao per la storia dell’intervista in tv, ed era anche ora! LOL 😄 Povero Nao! ahaha. Si sono restituiti a vicenda i favori, in un certo senso. 😀  Come è finita la storia della diretta tv? Beh, anche se Sana si è presentata dopo ben 40 minuti di ritardo ha chiesto scusa pubblicamente a tutti e visto comunque gli alti ascolti merito soprattutto di Nao non è stata sgridata dal produttore ma comunque ha perso l’occasione di diventare la protagonista fissa del programma e alla fine lavorerà un po’ di meno. Ma pazienza, più di così comunque non poteva andare bene! ^_____^

Con ciò penso di aver concluso il mio ottavo commento! *______*

Quindi … Appuntamento al numero 9 di “Rossana: Il Giocattolo dei Bambini – Kodomo no Omocha”! 🙂 Mi raccomando, non perdetevelo!

E riscoprite assieme a me una delle serie che ha fatto la storia della nostra infanzia! ^_____^

Informazioni su Juliet

Sono una ragazza di 24 anni che sta crescendo giorno dopo giorno a pane, shoujo e fantasia e che va pazza anche per il kpop. Il mio Blog è il nascondiglio che più preferisco dove poter dare sfogo alle cose che mi piacciono e a tutto ciò che succede nella mia vita. ♥
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