ROSSANA: Il Giocattolo dei Bambini – Kodomo no Omocha n°7

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Mentre Sanachan si preoccupa dei sentimenti di Fuka, Hayama ferisce senza volere i sentimenti di Komori, suo compagno di scuola. Il ragazzo, che brama l’amicizia di Akito, arriva a minacciare addirittura il suicidio. Akito vuole a ogni costo impedirgli di commettere una pazzia, e quando Komori sparisce …

Fonte: Dynit

Benvenuti alla settima scheda manga di “Kodocha”! ^_______^

Vi siete persi la sesta? No, problem! Eccola QUI! 🙂

Conclusosi il sesto volume con Akito che, dopo aver visto in tv l’intervista di Naozumi durante la quale ha espressamente confessato a tutti i telespettatori che Sana ha una persona per la quale prova più di un’amicizia, non capendoci più nulla di tutta questa situazione e non volendo del tutto credere alle parole di Naozumi, decide di chiedere alla diretta interessata come stanno effettivamente le cose ed è a questo punto che inizia il settimo volume. I due quindi sono finalmente faccia a faccia, per la prima volta, dopo tantissimo tempo, e com’era prevedibile finiscono per litigare e alzare le voci ma Sana, comprendendo bene il fatto che ormai accanto ad Akito c’è Fuka gli confessa che sì, prova per lui dei veri sentimenti, o meglio, li provava, in passato ma ora non più. Tuttavia, ad ascoltare la loro conversazione c’è Fuka che ha sentito tutto e presa dall’improvvisa rivelazione di Sana fugge via. I due decidono di fermarla e Sana ammette che non le sarà d’impiccio e che si farà da parte sapendo bene della loro relazione e le rivela che ha non nulla di cui preoccuparsi infatti è tutta acqua passata, è come se andando in montagna si sia consumato tutto: la nascita dei suoi sentimenti ma anche la fine. Fuka è tesa e preoccupata per questo coming out di Sana e non sa bene come potrebbero mettersi le cose dato che non sapeva minimamente che Sana provasse qualcosa per Akito. Tuttavia da questa situazione la nostra protagonista comincia a voler trovare una via di fuga, una strada che possa per un po’ darle un maggiore respiro, andare a scuola le ha complicato le cose e pensa che se lei sparirà per qualche tempo le cose potrebbero andare bene anche senza di lei. D’accordo con Rei, il suo manager, decide di accettare tutte le offerte di lavoro che le vengono proposte e si ritrova quindi impegnata in vari spot pubblicitari, show, programmi di varietà e quant’altro, di dedicarsi allo studio e alla scuola proprio non può più continuare e raggiunge un accordo con il preside: se continuerà ad avere un buon rendimento scolastico anche con l’aiuto di un insegnante privato verrà promossa nonostante le tante assenze che dovrà fare. Sana comincia ad assentarsi sempre più spesso da scuola e ad occuparsi della sua carriera lavorativa fingendo che vada tutto bene e sperando che tutto quello che prova possa piano piano passare, almeno in parte. Tuttavia, prima di buttarsi a capofitto in queste occupazioni aspetta fuori da casa Hayama Akito e lì gli dice addio augurandogli il meglio. Il ragazzino trovandosi forse colto alla sprovvista l’abbraccia forte ma Sana dopo aver esitato tra le sue braccia tiene le distanze sorridendogli per l’ultima volta prima di dargli le spalle e di allontanarsi. Akito anche se all’inizio non lo comprende e non se ne rendo conto comincia ad avere problemi, parecchi, come se all’improvviso questi ritornassero a galla avendo ricevuto la via libera dalla separazione della sua amica e dapprima cominciano a manifestarsi a scuola. Il prof Sengoku ha sempre trattato Akito duramente e anche nel bel mezzo delle sue lezioni lo riprende spesso ma la situazione degenera quando viene ripreso per l’ennesima volta. Dopo il suono della campanella il prof chiede ad Akito di seguirlo in un’aula vuota ed è proprio qui che si consuma il primo accanimento, il prof gli mette le mani addosso ovviamente anche Akito non se ne sta buono buono a farsi sopraffare da un adulto e gli assesta un colpo non troppo forte ma che lo mette lo stesso k.o. Riferito l’accaduto a chi di competenza, di comune accordo, il vicepreside sospende Akito per dieci giorni non credendo alle sue parole ovvero che ad iniziare la lotta era stato proprio il professore, cosa che ovviamente, viene smentita nel modo più assoluto da quest’ultimo. E tutto perché il prof a sua volta da giovane era stato vittima di maltrattatamenti e, ritrovando nel volto impassibile e strafottente di Akito, le stesse espressioni di un lui che se la prendeva e lo trattava male ha rivisto nel ragazzino quei momenti di debolezza: un trauma che non era riuscito a dimenticare ne a superare. Akito quindi resta a casa e trascorre questi giorni come un matto, possiamo quasi dire, non riuscendo a dormire corre e corre per la città per poi sprofondare nel letto con le lacrime agli occhi e con il pensiero di Sana nella sua testa dormendo tutto il giorno, l’esame di karate non riesce a passarlo sempre per via della sua sospensione e questo incide negativamente sul suo comportamento, accumula sempre più rabbia, ira, tensione e stress e sembra quasi tornare il “vecchio” Akito di una volta, quello delle elementari che faceva il bulletto. Tsuyoshi ed Aya cominciano a preoccuparsi seriamente e anche Fuka, che finora aveva sempre visto Akito come un ragazzino solitario ma con un’animo gentile, non riesce a capacitarsi di questo repentino mutamento. Oltretutto, la situazione si complica quando viene picchiato da due ragazzi più grandi in sala giochi e Fuka comincia ad avere seri dubbi. Non riesce a fare a meno di rimproverarlo ma Akito mostra un volto sconosciuto, un lato che finora era stato represso e messo da parte, un’espressione talmente scura, dura, arrabbiata mentre le ribatte di non dargli ordini su quello che deve o non deve fare che getta Fuka nella confusione e nell’incertezza. Infatti, vorrebbe saperne da una parte di più ma non sa con chi potersi confidare, ha la sensazione che ci sia qualcuno che le possa dare delle spiegazioni ma non riesce a capire chi potrebbe chiarirle i dubbi e Fuka e Akito continuano la loro si può dire relazione non parlandosi più ne tanto meno salutandosi, le cose si complicano. Accade, un giorno, che Tsuyoshi e Aya incontrano Sana durante le riprese di un telefilm in città e dopo che quest’ultima ha finito il lavoro hanno l’occasione di incontrarsi e parlarsi di persona dopo più di due mesi che non si vedevano. I due compagni rivelano a Sana che Akito è stato sospeso e che è diventato di nuovo violento, le chiedono quindi se per un po’ può tornare a scuola perché le cose sembrano mettersi davvero in malo modo. Questo inizia a diventare il chiodo fisso per la ragazzina perché ha come la sensazione che non sia stata una buona idea assentarsi così tanto da scuola, inoltre, non capisce come sia possibile che Akito abbia fatto di nuovo queste cose, era da tanto che non si scatenava ma se l’ha fatto deve esserci una vera ragione dietro, un malessere più profondo di quanto possa immaginare. Improvvisamente, mentre Sana era in auto con Rei, ha l’impressione di aver visto Akito correre a perdifiato tra le persone nel bel mezzo della notte e siccome sa che ne sarebbe in grado di farlo chiede al manager di fermare l’auto e inizia a cercarlo ovunque con la speranza nel cuore di poterlo vedere. E così avviene. Lo trova seduto mentre riprende fiato e qui viene definita da lui come una “ragazza egoista”. Sana ha le lacrime che le scorrono sul viso vedendo gli occhi di Akito, la sua faccia, il suo profilo basso, esausto, così gli chiede cosa sia successo e in preda al dolore e alla tristezza finisce per abbracciarlo. I due però cominciano a litigare come degli stupidi ma poi la chiamata di Rei interrompe il loro battibecco, Akito le dice che non deve preoccuparsi di lui e di andare pure per la sua strada. Sana lo vede allontanarsi ma in cuor suo ha finalmente compreso che non può assolutamente continuare a fare così, deve fare qualcosa per sistemare le cose! Inoltre non riesce a dimenticarlo, pensava che il tempo potesse curare e sbiadire i suoi sentimenti ma non è per niente così, ha voglia di vederlo, di stargli vicino e non riesce a ignorare quello che prova, è più forte di lei. Decide quindi di trovare un giorno libero per ritornare a scuola e per vedere come stanno effettivamente le cose. Una volta arrivata incontra Fuka e qui le si rivolge amichevolmente, anzi, le due si comportano come quelle di una volta ma poi si rinchiudono nel bagno delle ragazze e fanno una chiacchierata profonda e sincera. Sana consiglia a Fuka di parlare con Akito, non è possibile in una relazione non discutere di cose importanti e deve fare qualcosa con il “suo ragazzo”, inoltre, la mette in guardia: se Akito alza la voce e si altera in maniera violenta non deve assolutamente trattarlo come una persona qualunque ma deve prestare molta attenzione a tutto quello che si lascia scappare perché potrebbe rendere la faccenda ancora più pericolosa anche per la sua incolumità. Fuka decide che seguirà le direttive di Sana e quest’ultima le lancia un’ultimo avvertimento, se starà con le mani in mano e non farà nulla per il suo rapporto con Akito glielo porterà via. A questo punto l’amica si sente dichiarare guerra ma finalmente le due si sono chiarite e hanno espresso quello che pensano e quello che hanno intenzione di fare anche perché Sana pur tentando di reprimere quello che prova non ce l’ha fatta, vuole ancora moltissimo bene ad Akito. Tuttavia la situazione precipita quando questo viene additato come il colpevole della sparizione di un suo compagno di classe, un tale Komori, un ragazzino quasi invisibile, timidissimo e trasparente, uno di quelli che non si notano spesso e che stanno sempre ai margini. Comunque sia, Komori qualche giorno addietro aveva chiesto ad Akito se poteva scrivere il suo nome nella lista di un modulo di orientamento che era stato consegnato all’intera classe ma Akito aveva semplicemente detto che era meglio se non lo facesse dato che non ricordava neppure il suo nome e che non avevano mai parlato, insomma, voleva fargli capire che non potevano definirsi amici visto che non avevano assolutamente nessun tipo di relazione ne come amici ne come conoscenti. Komori c’era rimasto male ma si era chiuso nel suo silenzio e per un po’ era profondato nuovamente nell’invisibilità, nel passare nell’indifferenza più totale. Nessuno che lo vedesse, nessuno che si preoccupasse veramente di lui … un personaggio ai limiti della sua stessa esistenza. La madre di Komori si era precipitata a scuola chiedendo delle spiegazioni ad Akito visto che il suo nome veniva citato nella lettera della sparizione del figlio che, tra l’altro, ha esternato il volere di suicidarsi. Il livello di preoccupazione e di tensione è alle stelle e, come se non bastasse, il prof Sengoku peggiora la situazione aggiungendo varie colpe ad Akito come ad avvalorare la possibilità che sia davvero tutta colpa sua e comincia a tirare fuori anche storie riguardanti il suo passato di arrivando a raccontare episodi che noi lettori non abbiamo mai sentito. Sana, Fuka, e altri compagni che se ne stavano dietro le finestre ad ascoltare la conversazione improvvisamente rimangono scioccati da questo ma non tanto quanto come Fuka che non era stata mai messa al corrente sui fatti e le malefatte che Akito aveva combinato quando era più giovane. Tsuyoshi infatti era del parere che Fuka riuscisse a stare con Akito proprio perché ignorava quello che si celava nel passato del ragazzino ma ora, messa di fronte alla realtà delle cose, è spiazzata da tutto questo. Tsuyoshi, fattosi avanti, prova a convincere il prof Sengoku che Akito non è solo questa immagine che lui sta prepotentemente facendo venire a galla ma le cose non sembrano migliorare, interviene allora un altro prof che mette a tacere tutto. Va bene, d’accordo, Akito in passato ha fatto cose sbagliate ma non vuol dire che ogni cosa di brutto che succede è imputabile a lui e non lo si deve affatto considerare un criminale, per il momento fa quindi congedare Akito a casa sua dicendogli di aspettare per vedere che piega prenderà la vicenda. Nel suo armadietto Akito trova un quaderno, appartiene a Komori, il compagno scomparso, lo infila subito nel suo zaino e non ne fa parola con Tsuyoshi con il quale è da un po’ che si confida nonostante il suo migliore amico lo avesse spronato a farlo se mai ne sentisse il bisogno. Fuka riesce a fermare Akito chiedendo che le si venga raccontato tutto ma quest’ultimo la indirizza piuttosto da Tsuyoshi perché la storia sarebbe troppo lunga da spiegare in così poco tempo. Anche se imbronciata Fuka si lascia convincere e viene quindi a sapere delle vicende che erano accadute alle elementari, di come Akito avesse legato con Sana, di quanto si fossero avvicinati, del delicato e fragile rapporto che i due hanno instaurato, un equilibrio fine e sottile quanto importante che li univa in modo pari, come a completarsi l’uno con l’altra. Sana alla fine anche se era venuta per studiare e per ascoltare le lezioni aveva invece assistito a tutto questo casino e seppur volesse rimanere ancora un po’ è costretta a tornare al lavoro chiamata da Rei. L’unica cosa che può fare per il momento è quella di lasciare il suo recapito telefonico se mai dovessero esserci degli sviluppi. Tuttavia a chiamare Sana, finito il lavoro, non è ne Tsuyoshi ne Fuka ma niente meno che lo stesso Akito: ha preso una decisione e vuole vederla subito, la sta infatti chiamando da una cabina telefonica pubblica. I due si incontrano e il ragazzino le chiede di prestargli dei soldi perché vorrebbe riportare indietro Komori. Sana e Akito scoprono infatti che si trova vicino ad un lago, dove il “bambino smarrito” era andato in gita tempo fa, dopo aver letto infatti il quaderno. Insomma, la cosa è strana … se avrebbe voluto davvero suicidarsi allora lo avrebbe fatto senza inscenare tutta questa storia del quaderno, invece, ha fatto in modo di dire chiaramente cosa avesse in mente di fare lasciando una lettera alla madre e lo stesso quaderno ad Akito. In queste pagine Sana nota che non si parla d’altro di Akito, viene nominato spessissimo, tutti i giorni, assieme alla madre, più che un quaderno è il diario personale di Komori, un modo che aveva ogni giorno per potersi sfogare. Inoltre, la nostra protagonista ha anche colto nel segno! Komori potrebbe essere come i ragazzini che Akito si circondava, forse era uno di quelli che semplicemente lo ammiravano e volevano imitare, come un loro punto di riferimento, un idolo, voleva forse sentirsi libero, in grado di fare quello che volesse senza essere rimproverato continuamente dalla madre se, ad esempio, non finiva di mangiare il bento. Akito vuole cercare a tutti i costi Komori e chiedergli scusa, in fondo se è successo tutto questo può darsi che sia veramente colpa sua, lo reputa un tipo strano ma sente come se Komori avesse bisogno di lui. Compra quindi il biglietto per il treno coi i soldi in prestito di Sana e, assieme a lei, decidono di non dire per il momento nulla agli adulti ne ai loro amici. Sana gli chiede, infine, prima che arrivi il treno se è il caso che lo accompagi ma Akito scuote la testa e allora capisce che forse è meglio se vada da solo. Prima di salire sul treno Akito prende in prestito anche l’orologio di Sana seppur sia un modello da ragazza e la lascia con una dichiarazione breve e diretta in tutto e per tutto: le confessa di volerle bene e che prenderà il posto … (?) Akito la guarda dal finestrino di uno scompartimento del treno mentre questo comincia ad avviarsi e dagli occhi di Sana  scorrono le lacrime perché sì, anche per lei è lo stesso, gli vuole tantissimo bene, così tanto che non ce la fa più a trattenersi e a fare a meno di pensare a lui. Il diario di Komori sventola le sue pagine a causa del vento quand’ecco si intravede una scritta alquanto spaventosa e minacciosa: “Ucciderò Hayama“. Sana augura tra se e se ad Akito di stare attento perché ha paura che possa succedergli qualcosa di brutto e questo numero termina con un Komori rintanato chissà dove, sperduto in una foresta, ad attendere l’arrivo di Akito con in mano un pugnale con il quale sta tartassando un punto nel terreno più volte di seguito e nella mente cattivi pensieri lo sfiorano, nulla sarà come prima. Nell’aria si sente una leggera preoccupazione, le lacrime di Sana accompagnano e lasciano il lettore malinconico, in attesa del prossimo volume dove si compierà una tragedia. E’ la quiete prima della tempesta. 

Finisce così questo settimo volume davvero alquanto intenso e senza pause per respirare! ^_____^” Quello che più mi ha stupito è che ora siamo decisamente ad un punto di svolta, uno bello decisivo. Sana non ha intenzione di tirarsi indietro e anche se credeva di essere la terza incomoda tra Akito e Fuka adesso anche quest’ultima un po’ capisce che in fondo non è messa neanche lei in una posizione favorevole. Non riconosce più Akito come la persona che credeva che fosse e lo shock per aver scoperto il suo passato ha fatto chiaramente incominciare a creare una discrepanza forte, un distacco. Fuka si vede per l’ultima volta con la testa china dopo aver ascoltato la verità su Akito, come se ormai si fosse arresa, è solo un presagio, un mio abbaglio? Sana invece è diventata più sensibile! Piange alle emozioni che prova e le lascia andare, non si tiene più dentro niente, è veramente maturata, non credete? Inoltre, è cresciuta anche in altezza e dovevate vedere l’espressione stupita di Akito mentre guardava un grandissimo pannello pubblicitario con il primo piano di Sana, ne era affascinato! *^* Aaaawww∼ Akito è stato il più volubile in questo volume, ha subito un’altra spaccatura profonda: la separazione da Sana anche se temporanea. Ha compreso che due persone possono anche non vedersi pur essendo in vita, perché, appunto, decidono di non voler continuare a incontrarsi. E penso che questo sia stato un colpo molto duro da sopportare, lo si è visto nascondere il pupazzo-dinosauro che Sana gli aveva regalato per il loro compleanno di mezzo in un cassetto e piangere nel sonno per lei. Akito correva di notte come un matto perché non riusciva a dormire ma la verità era che non poteva accettare il fatto di non vederla più, l’addio che Sana gli ha rivolto  gli ha riportato a galla il suo passato, anche allora era stato ferito sentendosi trascurato e solo ed ora ecco che la situazione si ripresenta. Akito diventa violento e fa a botte con chiunque ce l’abbia con lui rispondendo anche in modo maleducato e sembra che l’unica che possa fare qualcosa sia Sana. Nella scena in cui Sana abbraccia Akito per strada accucciati in un angolo possiamo vedere chiaramente il cambiamento che solo lei è in grado di fare: gli occhi cupi, sconsolati di Akito ricevono nuova speranza da un semplice abbraccio, ritorna l’Akito di sempre che seppur gli manchi immensamente Sana sa di non poter interferire nel suo lavoro ne avere la precedenza ma è come se, in qualche modo, riuscisse ad avere la forza per essere quello che è riuscito a diventare finora. Il rapporto con Fuka in primis penso che non possa essere messo a confronto con quello con Sana per due semplici motivi, almeno da come la penso io: primo, Sana ha sempre affrontato a viso aperto Akito, è vero, lo conosce da più tempo, ma non ha mai permesso al ragazzino di tergiversare su aspetti che lui voleva lasciar stare, uno fra tutti i suoi problemi famigliari e secondo, Sana ha sempre accolto tutti gli aspetti di Akito sia quelli positivi che quelli meno, ha accettato Akito per quello che era stato e per quello che è. Fuka, invece, si è focalizzata su un’idea di base, creatasi nella sua mente, su una sua convinzione che è anche vero essere un pezzo del carattere di Akito che lo rappresenta perché è parte di lui ma non è solo quello gentile ma un po’ solitario che magari a volte fa il dispettoso, no, non è così; Dopo aver saputo tutta la verità Fuka, infatti, che stava già cominciando a nutrire dei dubbi sulla sua relazione con Akito ora si ritrova completamente stupita e messa quasi da parte. Non riconosce Akito e non avendo poi avuto un’intesa più profonda con lui non può essere affatto al pari di Sana, in quanto Akito anche se ha sempre detto di essere il suo ragazzo non ha mai mostrato qualcosa di più di un’amicizia, non l’ha mai baciata, non si sono mai presi per mano ma è come se incarnasse la figura di un amico, un compagno di scuola, un fratello che si prende cura di lei. Akito vede in sostanza Fuka come una quella buona (la definisce lui stesso in questo modo) e gentile, una ragazza tranquilla con la quale possa stare accanto; con Sana invece mostra altri lati che vengono fuori solo in sua presenza. Tirando le somme, è logico che Sana e Akito si riconcilieranno anche perché, se volete un altro esempio, Akito ha chiamato Sana per chiedere aiuto, la voleva vedere e aveva bisogno di lei ma non ha detto nulla dei suoi piani a Tsuyoshi e a Fuka. Insomma, ha fiducia in Sana e sa che può ricevere il suo supporto perché … si vogliono bene, insomma!! #^______^# Miho Obana ha anche detto che non sta lasciando un attimo di respiro ai suoi personaggi e che ha fatto accadere tante cose una di seguito all’altra e beh … questo volume ne è la conferma! O___O” Poi, il fatto di Komori m’ha lasciato senza parole … e il prof Sengoku ha davvero esagerato! Certo, Akito, poi si è vendicato dicendo a tutta la classe che il sensei porta la parrucca LOL ma comunque picchiare un suo proprio alunno è davvero assolutamente fuori discussione. Akito non ha detto nulla del fatto di essere stato colpito agli altri insegnanti perché sapeva che nessuno gli avrebbe mai creduto anche se poi ha mostrato al padre il colpo inferto allo stomaco! Akito è il vero adulto (più o meno LOL), il prof Sengoku s’è fatto prendere dai fantasmi dei suoi ricordi traumatici ma mettersi a raccontare in giro fatti accaduti ormai anni fa solo per peggiorare la reputazione del ragazzino è davvero inammissibile. >_____<” Proprio da antipatico. E ora vedremo come andrà a finire questa vicenda … Komori penso sia solo un ragazzino che per tutto il tempo è stato ignorato come se fosse invisibile, lasciando indizi su dove si trovi vuole solo porre per una volta l’attenzione su di sé perché semplicemente a modo suo sta gridando a gran voce aiuto. Akito coraggiosamente è partito senza dire una parola agli adulti e andrà ad affrontarlo, speriamo che la cosa possa risolversi senza che nessuno si faccia male. Quella scena conclusiva metteva quasi i brividi, non fa proprio presagire nulla di buono … -_____-” Che ansia, ragazzi. XD

In fondo a questo volume c’è anche un capitolo extra sull’infanzia di Akito e come sono iniziati i suoi problemi in famiglia: l’antipatia e l’odio che Natsumi, sua sorella, provava per lui e l’allontanamento affettivo dal padre dovuto solo ad un malinteso, ad una cosa che Natsumi gli ha detto per fargli una cattiveria ma che ha segnato il piccolo Akito fin dai suoi primi anni. Il cuore di Akito viene paragonato ad una sfera piena di spine fittissime e sottili che sono aumentate poco alla volta ma l’incontro con Sana le sta facendo diradare e scomparire, piano piano, ritornerà liscia e senza ferite. Mi è piaciuto moltissimo questo extra, è molto triste ma allo stesso tempo da una sensazione di speranza come se davvero tutte le cose andranno meglio d’ora in poi. ^_____^ E vedere ancora Akito piccolo è stato bellissimo. *^*

Con ciò penso di aver concluso il mio settimo commento! *______*

Quindi … Appuntamento al numero 8 di “Rossana: Il Giocattolo dei Bambini – Kodomo no Omocha”! 🙂 Mi raccomando, non perdetevelo!

E riscoprite assieme a me una delle serie che ha fatto la storia della nostra infanzia! ^_____^

Informazioni su Juliet

Sono una ragazza di 25 anni che sta crescendo giorno dopo giorno a pane, shoujo e fantasia e che va pazza anche per il kpop. Il mio Blog è il nascondiglio che più preferisco dove poter dare sfogo alle cose che mi piacciono e a tutto ciò che succede nella mia vita. ♥
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