ROSSANA: Il Giocattolo dei Bambini – Kodomo no Omocha n°1

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Finalmente il manga da cui è stata tratta la serie TV Rossana, che ha monopolizzato gli ascolti della passata stagione televisiva! Sana è una ragazzina estroversa, nonchè interprete di una popolare trasmissione televisiva; Akito, al contrario, vive un’adolescenza difficile e turbolenta… Tra i due, compagni di classe, i rapporti sembrano avviati lungo la strada della conflittualità, fino al momento in cui una inaspettata complicità …

Fonte: Dynit

Benvenuti a questa prima scheda manga di “Kodocha”! ^_____^

Direi che è ora di iniziare questa maratona shoujo, che ne dite? Siete elettrizzati? *o* Spero che, con queste mie considerazioni, commenti, pareri e quant’altro di riuscire a catturare la vostra attenzione e di farvi riportare indietro nel tempo, a quando eravamo bambini! *______*

Ieri sera ho letto il primo volume, edito dalla Dynit, e opera di Miho Obana, diventata super famosa proprio con “Kodomo no Omocha” che narra le vicende di due bambini delle elementari, Sana Kurata e Akito Hayama. Due bambini all’apparenza troppo diversi ma che si ritrovano assieme e a scontrarsi molte volte, due caratteri diversi uniti però da un legame che piano piano diventerà sempre più profondo. Sana è figlia di una scrittrice e seppur sia così piccola è già una idol molto nota e ammirata per la sua bravura nella recitazione, è allegra, sempre vivace ed è in grado di fare del suo meglio se si impegna, nulla le fa paura. Sembrerebbe che la sua vita sia bellissima e costantemente sotto i riflettori ma in realtà, a scuola, Sana e le sue compagne si ritrovano a dover fare i conti con i maschi! Questi, infatti, capeggiati da Akito, si divertono a far saltare le lezioni ai loro maestri, li prendono in giro, ne combinano di tutti i colori e così ogni volta la classe si trasforma in un vero inferno! Le bambine però, per la paura di diventare bersaglio di questi bulletti, decidono di subire in silenzio il loro chiasso e le loro marachelle senza aver il coraggio di fermarli o di intervenire. Sana comincia così a dichiarare guerra ad Akito e lo dice apertamente anche in un’intervista in televisione. Non sopportando più questa spiacevole situazione che oramai si ripete tutti i santi giorni, decide di far qualcosa per riportare un po’ di pace nella loro classe e far sì che possano riprendere a seguire le lezioni dato che continuano a saltarle e non riescono mai a proseguire nel programma. “Rossana dai pensaci un po’ tu che così non se ne può più“. Sana e Akito si scontrano molte volte, come due veri nemici, arrivano perfino ad alzarsi le mani addosso e dopo non aver concluso un bel niente, la ragazzina, lo affronta face to face dopo aver scoperto che il punto debole del suo nemico numero uno non sono altro che le altezze. Così i due si sfidano attraverso il bungee jumping: chi urlerà più forte gettandosi da una trave perderà, semplicissimo! Akito sembra parecchio innervosito da questo e Sana pensa di aver già la sua vittoria in tasca quando però, al suo turno, colta alla sprovvista, perde tutta la sua sicurezza e finisce per fallire miseramente. Così, uscendone sconfitta Sana è costretta a starsene ferma e immobile senza far nulla, questi erano i patti che avevano concordato, in caso contrario, se avesse invece vinto, Akito avrebbe smesso di ordinare ai suoi seguaci di far casino. E, praticamente, sono di nuovo al punto di partenza. Tuttavia, non tutti i mali vengono per nuocere. Sana viene a sapere che Akito ha fotografato due professori mentre erano in intimità (o come si dice nel manga mentre si “spupazzavano”) e glielo riferisce proprio il suo maestro coinvolto nello scandalo. E’ ovvio che, se quelle foto facessero il giro della scuola, di sicuro lui e la maestra verrebbero cacciati via all’istante. Sana, non si tira indietro, e si fa aiutare da Tsuyoshi, l’amico occhialuto di Akito che gli gira sempre intorno tentando di farlo ragionare e smettere di comportarsi in modo duro e scortese. Inoltre, supportata da Rei, il suo manager o come viene anche chiamato in questo volume il suo “amantenuto” (unione delle parole “amante” e “mantenuto”, infatti, Sana stessa lo definisce in questo modo, è anche molto gelosa di lui e non gli permette di togliersi gli occhiali da sole davanti ad altre donne perché sa bene che tutte si innamorerebbero di lui) capisce che se vuole batterlo a tutti i costi deve comportarsi nella stessa maniera in cui il ragazzino si sta atteggiando: ricattandolo! Il piano prevede che Tsuyoshi vada a casa di Akito, lo faccia uscire con una scusa e una volta che sarà fuori, per strada, gli calerà i pantaloni mentre Sana armata di macchina fotografica immortalerà la scena e userà poi la polaroid scattata come mezzo per tenerlo in pugno. Tuttavia, arrivati sul posto, si odono da fuori le urla della sorella maggiore di Akito che lo investe di mali parole arrivando perfino a dire che lui è figlio di un demone e che la colpa di tutto è solo sua. Akito viene cacciato di casa e Sana comincia a capire che c’è qualcosa che non va nella famiglia del ragazzino. Non capisce come può una sua parente inveire con così tanta rabbia su un bambino piccolo come lui. Cosa ha fatto di male? Perché la colpa sarebbe sua? Sana nel vedere lo sguardo triste di Akito ha un tuffo al cuore e si sente quasi dispiaciuta nei suoi confronti qualunque sia la ragione della sua sfortunata circostanza ma non demorde, troppo tentata dalla voglia di vendicarsi. Così, anziché rinunciare al piano, Sana e Tsuyoshi decidono di seguirlo fino ad un giardino pubblico e qui quest’ultimo esce allo scoperto, dopo aver scambiato due chiacchiere gli chiede scusa e gli cala i pantaloni. Sana, rapidissima come non mai, scatta la foto e poi la passa a Rei, arrivato al momento giusto, che si fa consegnare l’oggetto del ricatto e a tutto gas corre via con la sua auto. Così, alla fine, Akito è caduto vittima di Sana e, sotto suo ordine, consegna ai due tutte le foto dei due insegnanti “spupazzoni”. In casa Hayama Sana conosce di persona la sorella maggiore di Akito, che frequenta le medie, la quale quest’ultima le confessa di vederla e ammirarla sempre in tv. Si imbatte anche nel padre di questi due ma capisce subito che l’atmosfera tra loro non è molto buona … c’è un certo gelo, una certa indifferenza che la lascia del tutto perplessa. Comunque, come promesso, dal giorno dopo, Akito se ne dovrà stare buono buono e non darà più fastidio agli insegnanti della loro classe. Dopo un attimo di stupore iniziale, i bambini cominciano ad obbedire ugualmente ai suoi ordini di starsene fermi e calmi ma poco dopo Akito viene escluso perché considerato un perdente. Sana, comunque, non riesce a togliersi di mente quella sensazione spiacevole che ha avvertito a casa di Akito e così, la volta successiva che va a trovarlo a casa e gli si presenta davanti, capisce che la causa di tutto questo trambusto è perché a causa della sua nascita la loro madre è morta dandolo alla luce. La nostra piccola ma grande ragazzina non demorde e si pone come obiettivo riuscire a riportare serenità e gioia alla famiglia di Akito finché anche a lui non venga la voglia di vivere e di esser felice di essere nato. Accetta dunque di prendere parte ad uno sceneggiato televisivo che, guarda caso, ha una trama simile alla sua storia e si convince del fatto che, se riuscirà a farlo vedere alla sorella e al padre di Akito forse questi capirebbero come si senta davvero il ragazzino. E non solo! Urla contro i due con forza che sono due stupidi perché è solo colpa loro se Akito si trova in una situazione di disagio tanto che non ha veramente nessun amico perché se ne sta sempre solo e viene ignorato a scuola se non considerato addirittura un tipo dal cui guardarsi le spalle. Sana registra in studio lo sceneggiato e poi una volta finite le riprese incontra Akito al giardino pubblico perché era sicura che lo avrebbe trovato lì. Il ragazzino è costretto a reggere il gioco di Sana che sta cercando di far finta di essergli come una madre dando il via ad una serie di piccole gag davvero spassose, ma poi, a quest’ultimo sopraggiunge la febbre e proprio quando Sana se lo trascina con sé per riaccompagnarlo a casa ecco che arriva il padre del bambino che se lo carica in spalla e se lo porta via. Sana, in quel momento, ha capito che probabilmente sia lui che sua sorella hanno visto la fiction a cui ha partecipato e si rende conto che è la prima volta che vede Akito così piccolo e indifeso tra le braccia di un adulto. 

Questo primo numero mi ha fatto riscoprire una serie che non pensavo potesse essere così profonda e sentimentale. La verità è che non bisogna davvero fermarsi alle apparenze perché sotto sotto dietro tutti quei momenti divertenti, con giochi di parole, Sana che sbaglia i modi di dire, le scenette funny, c’è molto ma molto altro … Si nascondono i sentimenti delle persone, i momenti difficili che potrebbero cogliere qualunque di noi. E non è neanche così lontanamente distante dalla nostra attuale realtà. I bulli così come ci sono nel manga esistono anche nella realtà e non è cosa fuori comune che agiscano anche fin da piccoli comportandosi in maniera davvero fuori luogo. Quello che ci viene mostrato, la maestra che non sa come difendersi dalle angherie dei suoi piccoli e spietati bambini sono un esempio di quanto possa diventare assai difficile gestire e debellare una situazione come quella. I bambini non agiscono mai da soli, dietro c’è sempre qualcuno che li manovra, che li muove, come se fossero tutti suoi burattini e non è altro che Akito. La sua figura seppur antipatica e pressoché irritante in realtà nasconde una vita tormentata e questo malessere probabilmente lo coinvolge tanto da interferire nella sua vita scolastica. Akito stesso dice più volte che ha capito subito quanto non possa far nulla contro Sana. Ed io ancora non ho ben compreso cosa intenda con ciò. Forse perché lo spirito buono e volenteroso di Sana travolge tutti come un’onda dalla quale non è possibile sottrarsi? Fatto sta che tutte le volte che Sana è accanto ad Akito lui finisce per perdere. In realtà, penso che la cosa che mi abbia più sconvolto sia lo schiaffo che Sana ha dato al ragazzino per dirgli di smetterla una volta per tutte di comportarsi così dopo aver preso di mira una loro compagna di classe e aver ordinato al suo branco di gettarla nello stagno della scuola. Dalle parole alle mani, dunque! Come a dire che prima o poi è possibile arrivare ad alzare le mani verso chi fa del male come se le parole non bastassero più per calmare le acque. Sana è coraggiosa, forte e decisa, quando si mette in testa una cosa la porta fino a termine, non si tira indietro ed è proprio la “piccola star” della sua classe. Se pensate che questa possa essere la solo scena per così dire “forte” sbagliate di grosso. Ce n’è stata un’altra molto più drammatica che ha spezzato la narrazione per un attimo e ha sconvolto gli occhi del pubblico. E mi riferisco a quando Akito suggerisce a Sana di ucciderlo perché non vuole vivere più. Le consegna perfino in mano un coltellino tanto che anche la stessa ragazzina rimane sotto shock chiedendogli il perché si porta in giro un oggetto pericoloso come questo. E ancor prima, invece, quando Akito tiene in pugno i due maestri dopo che hanno usato le pistole d’acqua riempiendole invece di vernice colorata Sana spara un colpo ad Akito dicendogli che se fosse stata una vera arma a quest’ora lei sarebbe diventata un’assassina. Diciamo che, per dei bambini che dicono questi tipi di frasi, anche se sembrano solo dei “giochi” penso che l’autrice abbia voluto usare apposta questi personaggi e queste situazioni anche per dare una lezioni a chiunque avesse letto il suo primo volume. I bambini si presentano quasi come “adulti in miniatura” facendosi però ricordare che in fin dei conti solo solo dei “bambini” fatti di una loro proprio testa e che spesso agiscono perché vedono i grandi comportarsi così. Da un’opera così semplice come possa sembrare in realtà dietro c’è molto altro … Di per sé, si potrebbe solamente dire che non tutto è solo quello che noi vediamo. A volte, basta poco per vedere al di là delle cose e spesso si scoprono dettagli per caso. Prendiamo per esempio, Akito. E’ mai possibile che un bambino possa sentirsi ripetere mille volte al giorno che è figlio di un demonio, che è tutta colpa sua, che le cose non vanno nel verso giusto e che a causa sua, semplicemente perché è nato, la loro madre è morta? Sana, nello sceneggiato, rende molto bene la figura della bambina incolpata di tutto che si vede ricevere domande su quanti soldi voglia, su cosa voglia mangiare, su quali oggetti desideri avere senza che veramente ci sia ponga la domanda se lei è felice come sta adesso e questo mi ha fatto pensare che per colmare un vuoto si cerca di riempirlo con le cose materiali o in altre maniere. Infine, il fatto della madre che muore dando alla luce il figlio in realtà non è il gesto d’amore più estremo? Morire pur sapendo però che una nuova vita sta iniziando e che tutto è iniziato dal suo amore e che è sempre questo che l’ha spinta a scegliere lui piuttosto che salvarsi lei stessa la pelle? Anche Sana è convinta di questo. Un primo volume così carico di cose ben amalgamate tra loro sono in realtà qualcosa che già a primo occhio si possa definire “capolavoro”, il fatto poi che sia solo il primo numero mi elettrizza parecchio. Questo vuol dire che la storia evolverà, si trasformerà … ma in che modo? Già, il lato “cattivo” di Akito sembra essere quasi del tutto calmato ma non voglio metterci una mano sul fuoco, inoltre, Sana ha saputo dar prova di tenerlo molto bene a bada. Nella scena in cui Akito viene considerato per perdente perché ha smesso di dar fastidio e di combinare guai subito c’è qualcuno a cui non va bene questa cosa e tenta di prendere il suo posto come capo della banda dei maschi. Questo altro ragazzino confessa che in verità l’ha sempre odiato anche se fino al giorno prima si inchinava a lui chiamandolo “Signore” e portandogli rispetto. Come a dire che anche tra i più fidi compagni si possono nascondere dei traditori che alla prima occasione disponibile cercano di strappare il trono e il potere al loro comandante. E questo scatena un conflitto che si trasforma in un duello a colpi di pugni e calci che vede coinvolti lui e Akito. Il suo rivale è in netto vantaggio e colpisce più volte Akito ma quest’ultimo non riesce a battersi perché fermato dalle parole di Sana che glielo impediscono oltre al fatto di distrarlo. E’ come se Akito non possa muoversi senza che Sana glielo chieda espressamente, quasi come se i due siano già un tutt’uno. Akito finisce per incassare diversi colpi e alla fine Sana capisce che è colpa sua se se ne sta prendendo così tante, gli permette quindi di assestare all’avversario un solo pugno. Akito così facendo tira un pugno in pieno stomaco al compagno di classe che finisce subito k.o. Anche questa scena mi è sembrata parecchio incisiva, è sembrato quasi come se Akito fosse combattuto contro se stesso, avrebbe voluto picchiare e difendersi ma sa che il suo forte è attaccare così aspetta solo che glielo venga ordinato da Sana anche se lei non voleva che scoppiasse un’altro putiferio. Sana non è la tipica protagonista dolce e indifese, anzi, sa tirare fuori le unghie quando c’è da lottare, quando c’è qualcosa di nobile per cui valga la pena non arrendersi mai mi fa capire che dimostra già una coscienza abbastanza matura per la sua età. Colpa forse di non aver un padre? Inoltre, mi è piaciuta subito, penso di essere rimasta piuttosto stupita da questa protagonista così coraggiosa e piena di risorse. Anche se è una ragazza sa essere al pari di un maschio e sa anche come farsi rispettare. Ma ovviamente ha anche un lato tenero e dolce e ce lo fa sapere quando si propone per fare da madre al suo compagno di classe. Inoltre, per lei è davvero facile calarsi nei vari ruoli perché essendo una piccola idol, un’attrice perfino, è abituata a passare da uno all’altro e a interpretare vari personaggi. Inoltre i suoi sentimenti riescono ad arrivare alle persone, è così che ha commosso e smosso i sentimenti della sorella e del padre di Akito. Non mancano però di certo anche i vari momenti divertenti che spezzano parecchio la narrazione drammatica e i punti seri, dando un tocco di respiro alla storia. L’alternanza di questi non impedisce però alla storia di proseguire anzi ne facilita il seguito e l’attenzione del lettore che non si perde via nella noia o nella banalità. I personaggi anche quelli secondari non sono semplici “contorni” alle vicende ma dimostrano di star bene attorno a quelli principali. In sostanza, per riassumere, è stato un primo volume che cattura fin da subito anche perché ci viene spiegato piano a piano la vita di Sana, la sua famiglia composta da una madre che si porta in giro sui capelli uno scoiattolino chiamato Maro, da un manager che la segue costantemente e che le vuole molto bene tanto che l’autrice ha scoperto che molti desideravano la coppia Sana-Rei anche se c’è una certa differenza di età tra i due. Inoltre, mi chiedo se mai Rei si mostrerà a noi senza gli occhiali da sole! Sana è molto contrariata e glielo vieta assolutamente ma mai dire mai! Inoltre, anche sua madre è un personaggio degno di nota, è uno spasso assoluto soprattutto quando arriva il tizio che le chiede se il suo manoscritto è pronto e la rincorre perché altrimenti si metteranno nei casini se non rispettano le consegne.

In fondo al primo volume ci sono delle striscette funny e perfino un capitolo extra intitolato “Sterminare gli Hayaga” (gioco di parole tra “Hayama” il cognome di Akito e “falena” in giapponese). 

Con ciò penso di aver concluso il mio primo commento! *______*

Quindi … Appuntamento al numero 2 di “Rossana: Il Giocattolo dei Bambini – Kodomo no Omocha”! 🙂 Mi raccomando, non perdetevelo!

E riscoprite assieme a me una delle serie che ha fatto la storia della nostra infanzia! ^_____^

Informazioni su Juliet

Sono una ragazza di 24 anni che sta crescendo giorno dopo giorno a pane, shoujo e fantasia e che va pazza anche per il kpop. Il mio Blog è il nascondiglio che più preferisco dove poter dare sfogo alle cose che mi piacciono e a tutto ciò che succede nella mia vita. ♥
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