Riassunto Kamisama Kiss n°4

E’ ESPRESSAMENTE VIETATO COPIARE I RIASSUNTI PRESENTI, O PARTI DI ESSI, SENZA PREVIA AUTORIZZAZIONE DELLA SOTTOSCRITTA O SENZA CITARE LA FONTE! PERCHE’ IL LAVORO E LA FATICA DEGLI ALTRI VA RICONOSCIUTA! (Non saranno tollerati i trasgressori)

Sono arrivati gli esami di fine quadrimestre e Nanami è incasinata con le materie da studiare poiché, secondo lei, non ha avuto tempo per mettersi sotto con lo studio per via del suo essere divinità dato si è dovuta occupare del Tempio, ovviamente, Nanami, c’ha provato a inventarsi una scusa dato che Tomoe sa come stanno le cose realmente. 😄 ahah! Comunque, la ragazza è in classe durante la pausa pranzo e si sta un po’ lamentando per gli esami imminenti e anche per il fatto che il suo servitore divino le ha messo nel suo bento i funghi Shiitake che a lei non piacciono per niente. Vi ricordo che ora Tomoe è a tutti gli effetti uno studente così può stare 24 ore su 24 con Nanami per proteggerla anche fuori dal Tempio Shintoista. Ma ecco che dopo poco arriva Kurama e la calma all’interno dell’aula svanisce in un istante dato che le ragazze impazziscono tutte, nel mentre Kurama e Tomoe litigano (quando mai? XD) Nanami nota una ragazza che li stava spiando di nascosto attraverso la finestra che da sul corridoio così, incuriosita, si avvicina per parlarle. Nanami fa la conoscenza di Ami Nekota (che noi abbiamo già avuto modo di conoscere, vedi riassunto precedente) e la ragazzina gentilmente spiega a Nanami che da quella volta non ha avuto modo di poter ringraziare Kurama che l’ha aiutata molto volentieri e questo perché è sempre circondato dalle sue ammiratrici e lei essendo timida e impacciata non riesce mai a trovare un momento per farsi avanti. Dopo aver ascoltato la sua spiegazione Nanami le promette che l’aiuterà a confessare il suo amore e le dice di non preoccuparsi perché farà sì che ciò avvenga. Poi, tra se e se, Nanami sorride, è contenta visto che “qualcosa sa fare” a contrario di Tomoe che prima l’aveva rimproverata come si deve. Così, poco dopo, Nanami incontra Kurama nel corridoio e si accorge che è attorniato dalle sue fans ma toccandogli innocentemente la schiena mentre si avvicina, chiamandolo, gli attacca dietro un foglietto con scritto “aria” e in un istante, infatti, è come se Kurama diventasse invisibile agli occhi di quelle ragazze, come se non ci fosse proprio o come dice l’idol la sua è diventata una “esistenza inconsistente come l’aria” (diciamo solo che Kurama è abituato ad essere al centro dell’attenzione e per questo motivo quando di punto in bianco lo ignorano completamente si ritrova ad essere davvero sorpreso). Nanami ne approfitta e gli chiede di farle un favore ovvero di presentarsi davanti all’aula di chimica e di aspettare una ragazza. Kurama fa come la divinità locale gli ha proposto e arriva di fronte alla porta dell’aula di chimica, ed ecco che, qualche minuto più tardi, accorre affiatata Ami (anche lei non vede subito Kurama! XD) e il ragazzo le si avvicina facendole notare la sua presenza. Ami, quindi, un po’ arrossisce e si scusa per essere arrivata in ritardo ma poi lo ringrazia per la volta scorsa … insomma, sembrerebbe andare tutto bene ma Kurama non si ricorda minimamente di lei! (Kurama come hai potuto …? O___O”) ciononostante Ami cade nell’imbarazzo più totale e scappa via ma inciampa proprio di fronte a Isobe (uno dei compagni di classe di Nanami che non perde mai tempo a prenderla in giro) che approfitta della sua figuraccia per soprannominarla “mutandine con le fragole” dato che sì, Ami, cadendo a terra, ha finito erroneamente per mostrare ai presenti la sua biancheria intima che consiste in un paio di slip con una fragola enorme sul di dietro. Ami si arrabbia e gli intima di smetterla ma senza buoni risultati e Kurama, da gentiluomo, la salva nuovamente anche da questa situazione dopodiché quando Isobe e gli altri vanno via con la coda tra le gambe, Kurama si inginocchia davanti ad Ami e le chiede il suo nome. La scena è stata anche vista da Nanami, dalla terrazza, che con un altro dei suoi foglietti magici ha fatto sì che utilizzasse le sue mani come se fossero un vero binocolo e questo le ha permesso di avere una visione più ravvicinata della situazione. E’ raggiante ed è sicura di aver fatto una buona azione come divinità ma ovviamente, come c’era da aspettarsi, Tomoe è restio e contrario al fatto di instaurare amicizie tra demoni e umani (Kurama infatti è un Tengu: demone corvo) e questa non è la prima volta che esprime il suo disappunto a proposito. Nanami però gli fa presente che, chissà, magari c’è qualcuno che è disposto a diventare anche suo amico ma Tomoe tronca il discorso, stringendosi tra le spalle e dicendo “Io voglio solo proteggerti” ed è così che il cuore di Nanami riprende a battere forte. Verso il termine della giornata scolastica la nostra protagonista viene avvicinata da una studentessa più giovane di lei, si chiama Yumi Sakurada, che cerca chiarimenti in merito al loro rapporto e chiede pure se per caso stiano insieme o cosa ma Nanami le fa intendere che non c’è quel sentimento speciale tra i due così la ragazzina la prega di lasciarla tornare a casa con Tomoe almeno per una volta. Alla fine Nanami accetta e le fa questo piacere. Dopo aver lasciato un messaggio a Tomoe per farle il favore di andare a buttare la spazzatura al posto suo Nanami si dilegua così come era stato previsto e la ragazzina, quando lo nota, si avvicina offrendosi per fargli compagnia nel tornare a casa ma subito, su due piedi, lui la rifiuta e dice che in realtà sta tornando con Nanami, non da solo. La nostra divinità locale, infatti, si trova ancora a scuola, su in terrazza e sta provando a studiare storia. Tra una cosa e l’altra, si rende conto che anche a lei piace Tomoe, proprio nella stessa maniera di quella ragazzina e si sente un po’ stupida per averglielo lasciato. Ma ecco che in quel preciso momento la porta si spalanca e appare Tomoe, contrariato al massimo con la sua padrona perché voleva che stringesse amicizia con quella ragazzina e poi ribatte fermamente “Per me servitore divino non esiste priorità all’infuori di te”, ancora una volta Nanami rimane piacevolmente sorpresa e ora sta iniziando a capire che non può più fermare questi sentimenti che prova nei confronti di Tomoe e, tra un sorriso e un altro, i due, di nuovo in loro compagnia, prendono la strada per tornare al Santuario di Mikage.

Capitolo 20.

Kurama sta tenendo un incontro segreto con Tomoe nell’aula di chimica, al buio, e i due stanno discutendo a proposito di Nanami. Kurama, infatti, avverte il servitore divino che, in fin dei conti, Nanami è pur sempre una ragazza come tutte le altre, ovvero, nel bel mezzo della sua crescita ormonale, in questa fase di ogni essere umano che si chiama adolescenza ed è normale che possa provare dei sentimenti speciali nei riguardi di Tomoe siccome loro due stanno costantemente vicini e passano gran parte delle giornate appiccicati. E’ naturale e forse anche inevitabile che possa accadere ma siccome sarebbe spiacevole se capitasse dato che il loro è un rapporto esclusivo di “padrone” e “servitore” chiede a Tomoe di stare attento. Quest’ultimo, però, con la sua solita insolenza nei riguardi di Kurama, gli fa tenere presente di non sottovalutare Nanami (Tomoe, non è per caso che sei tu a sottovalutarla? u____u). Finalmente, per la gioia di Nanami, gli esami di fine quadrimestre si sono conclusi ed ora, un po’ stanca, per risollevarsi di morale è in compagnia di Kei e Ami, le sue amiche. Quando Nanami si confida con loro circa il fatto che con Tomoe non ha fatto nessun passo avanti Kei prova a convincerla a “cambiare qualcosa” per far sì che Tomoe si avvicini maggiormente a lei. Nanami ci pensa su  anche dopo l’incoraggiamento di Ami. Dopo la scuola, la ragazza decide di prendere l’iniziativa e per la prima volta si tira dietro Tomoe convincendolo a non tornare subito a casa ma a svagarsi un po’, ormai gli esami si sono conclusi e vuole divertirsi dopo tanto tempo e lo fa portandoselo all’acquario. Il servitore divino non può far altro che seguirla seppur non sembri approvare questa cosa. All’acquario Nanami scorge di tanto in tanto il viso di Tomoe e si rende conto che è indispettito e non sembra si stia divertendo come voleva che invece facesse ma lei prova in tutti i modi a smuoverlo un po’ così continua a indicare i pesci per mostrarli al suo servitore e dopo che Tomoe la solleva prendendola per la vita di modo che potesse vederli meglio da sopra tutta la calca di gente, la rimette a terra e fa per andarsene via. Nanami vorrebbe seguirlo ma si trova un po’ ostacolata dalla folla e lui è costretto a tornare indietro e a porgerle la sua mano dicendole che è lenta ma la ragazza sorride e non ci pensa due volte a stringergliela. Ritrovandosi in strada ancora una volta Nanami fa di testa sua e anche se è sera inoltrata esprime il desiderio di salire su un grattacielo per ammirare le luci della città e così fanno sempre con quel leggero broncio di Tomoe che non capisce come mai si stia comportando in questo modo e infatti, una volta saliti fin su, glielo fa notare ma la ragazza tenta di sviare un po’ il discorso. Tuttavia, Tomoe riferisce ciò che gli ha detto Kurama e ride dicendo che non è possibile che lei si sia innamorata di lui perché saranno sicuramente delle stupide sciocchezze che dice Kurama tanto per. Ma Nanami si gira verso di lui e gli dice “E se fosse così cosa faresti?”. Il viso di Tomoe si allarga in evidente sorpresa ma poi l’afferra deciso e cammina fuori dal cornicione tenendola sottobraccio, dicendole di prendere un po’ di aria e di ammettere che è stato un errore (Tomoe, che cattivone che sei!! T_____T) altrimenti non la rimetterà giù. Nanami si fa prendere dal panico anche perché ha paura di cadere di sotto ma non vuole dire una cosa non vera così con le lacrime agli occhi chiede a Tomoe se almeno per una volta non ha pensato che lei fosse graziosa e lo fa guardandolo dritto negli occhi. Tomoe, meravigliato, senza farci caso la lascia andare,  colto alla sprovvista da questa domanda imbarazzante, e molla la presa. Nanami cade nel vuoto portandosi le mani alla faccia e nascondendosi dietro. Il servitore divino però si riprende subito e si tuffa dal cornicione per andarla a salvare ma Nanami che si è ritrovata rifiutata non vuole farsi mettere in salvo e così gli grida di non toccarla e lo spirito insito delle sue parole è talmente forte che Tomoe non può avvicinarsi a lei. Tomoe va nel panico più totale, se non salva al più presto la sua padrona lei morirà dato sta precipitando da quell’altezza e così le promette che non la toccherà più ma prima si deve far salvare. Con tutte le sue forze, riesce a raggiungerla appena in tempo e a prenderla tra le sue braccia atterrando poi delicatamente in strada. Nanami, esausta per l’intensa emozione e per il fatto di esser stata gettata via come se niente fosse si aggrappa più che può a Tomoe e si addormenta con le lacrime che ancora le rigano il volto. Nanami sa che il suo servitore divino è gentile, forte e affettuoso e non riesce in nessun modo a reprimere i suoi sentimenti neanche ora che è stata appena rifiutata.

Capitolo 21.

A scuola, durante la pausa pranzo. Nanami si rifiuta di mangiare, non ha toccato praticamente cibo neanche da quella mattina. Kei e Ami provano a convincerla ma lei è irremovibile su ogni fronte. Arriva dunque Tomoe, preoccupatissimo, si arrabbia e le intima che se non mangia all’istante la costringerà lui ma quando fa per tenerle ferma la mandibola così che non possa sviare via dal boccone di funghi Shiitake (che ricordiamo, Nanami odia mangiare!) si blocca immediatamente ed evita il contatto fisico perché gliel’aveva promesso. Ami se la prende con Tomoe e rincalza la dose dicendo che Nanami è ancora sotto shock per essere stata rifiutata da lui. Alla fine il demone-volpe le lascia stare. Nel frattempo, Kei e Ami invitano Nanami a venire al mare con loro così si potrà divertire e dimenticare lo spiacevole avvenimento. Una volta giunti al Tempio Nanami e Tomoe stanno litigando in quanto il suo servitore è contrario al fatto che lei ci vada perché le fa tenere presente che lui non può entrare in acqua e siccome Nanami è una divinità è molto probabile che i mostri l’attaccheranno ma ecco che in quel momento arriva Mizuki e si offre lui di accompagnarla. Alla fine, insomma, i tre arrivano in spiaggia (Tomoe non poteva mica lasciare andare Nanami sola con Mizuki!) con un piccolo disappunto di Kei che non voleva nessun ragazzo attorno ma solo una cosa tra amiche. Comunque, la ragazza ha anche prestato un costume bellissimo a Nanami per evitarle di fare brutte figure e mentre le 3 compagne di classe si tuffano subito in acqua solo Tomoe e Mizuki rimangono sotto l’ombrellone e non sembrano aver intenzione di far altrettanto. Quando Nanami trova una bella conchiglia la mostra a Tomoe e Mizuki improvvisamente curioso di provare l’acqua del mare si unisce alla ragazza mettendole un braccio attorno alle sue spalle. Tomoe digrigna i denti perché Mizuki sa benissimo che Tomoe ha promesso che non avrebbe toccato in alcun modo la sua padrona ed evidentemente, lo fa apposta a comportarsi così perché glielo vuole rinfacciare. Poco dopo però Mizuki torna in spiaggia dicendo che non gli piace molto il mare. Rimangono in acqua Nanami ed Ami che sono vicine, stanno chiacchierando allegramente, quando, all’improvviso, un’onda anomala, si porta via Ami sott’acqua e la ragazza dopo averla cercata ritorna sul bagnasciuga tutta fradicia e trafelata chiedendo a Tomoe, con tono disperato, di riportare a galla la sua amica dato che Ami non sa nuotare e si era infatti portata la ciambella per poter galleggiare. Tomoe non ha altra scelta, non può ignorare una richiesta della sua padrona e siccome non ha altre alternative, si tuffa in mare (seppur aveva detto che non lo avrebbe fatto) e riporta poi con sé Ami che ha solo bevuto un po’ di acqua salata ma in compenso sta bene. Nanami è felice e lo ringrazia potendo finalmente tirare un sospiro di sollievo ma i guai non sono finiti qui perché anche un’altra figura incappucciata e alquanto sinistra ringrazia Tomoe per essere entrato in mare così ha potuto rintracciarlo. Ma chi sarà?

Capitolo 22.

Questo strano individuo non è altri che Sukuna, il Re dei Draghi che governa il mare e che da più di 526 anni cerca vendetta nei suoi confronti perché Tomoe (quando era ancora una volpe selvaggia, prima ancora che Mikage lo prendesse sotto la sua ala come servitore) aveva distrutto il suo palazzo, ucciso un sacco di creature marine e, come se non bastasse, si era anche impossessato del suo Occhio destro. Così il Re dopo aver fatto addormentare tutte le persone che si trovavano in spiaggia imprigiona Tomoe dentro un’ostrica gigante e contento di ciò se lo porta via seguito dai suoi nudibranchi (sono delle specie di lumache marine, non saprei come altro definirle …) ma Nanami fa in tempo ad aggrapparsi all’ostrica e non ha intenzione di farsi portare via il suo servitore divino! Soltanto che, ora, si stanno dirigendo troppo in profondità e non ha più ossigeno nei suoi polmoni, sta anche per mollare la presa e per affogare … ma ecco che il Re dei Draghi la porta in salvo e i due fanno un patto: se Nanami riporterà indietro il suo Occhio destro entro 2 giorni allora le restituirà Tomoe altrimenti dovrà arrendersi. La ragazza accetta, determinata più che mai a rivoler al suo fianco il suo amato. Torna dunque in albergo e chiede a Mizuki che le presti il suo incensiere per la rotazione del tempo (vi ricordate? Nanami l’ha già sperimentato una volta) ma stavolta Mizuki non riporterà indietro nel tempo solo la sua anima ma tutto il corpo dato dovrà trovare personalmente l’Occhio destro del Re dei Draghi e si offre anche di farle da guida. Come se non bastasse Mizuki confessa a Nanami che ha sempre invidiato e odiato Tomoe ma, comunque, le fa intendere che per lei non sarà un problema tornare indietro nel tempo, al momento preciso in cui Tomoe ha rubato l’Occhio destro e visto che Nanami è una divinità non crede che avrà problemi seppur sia vietato, e considerato un tabù, manipolare il passato. Ed ecco che la nostra protagonista ritorna a più di 526 anni fa e si accorge subito del cambiamento atmosferico dato in quel momento sta nevicando e potrebbe anche morire assiderata ma una figura oscura si fa avanti perché le vuole offrire un velo se in cambio le darà l’Occhio che custodisce all’interno di sé. Tuttavia, quando appare Mizuki al suo fianco la strana creatura scompare e Nanami gli chiede di chi trattasse, viene così a sapere che aveva appena incontrato Isohime (letteralmente “Principessa della Riva Rocciosa”). Mizuki, infine, sprona Nanami a rintracciare Tomoe e così fa. Poco dopo lo trova, ha i capelli lunghissimi, lisci e lucidi, un sorriso spregevole in viso e un’aria beffarda, non è il Tomoe che Nanami conosce perché a quel tempo era ancora avvolto dalle tenebre.

Capitolo 23.

Tomoe scappa via con l’Occhio e Nanami non sa come fermarlo così Mizuki evoca un suo serpente e i due salgono sopra il rettile che vola nel cielo e lo raggiungono in poco tempo accorgendosi che Tomoe è appena entrato in una residenza privata. L’unico modo possibile, che ha Nanami ha a disposizione per riprendere l’Occhio, è rubarlo quando Tomoe si distrae perché non ha alcuna chance di combatterlo o di spiegargli la faccenda (inoltre, non penso che lo possa realmente fare per via del tabù!). Tomoe sta abbracciando una bellissima ragazza che lui chiama “Yukiji” (questo nome non ci è nuovo, vero? :)) e tenendola stretta a sé, in modo così preso come un innamorato che si preoccupa per lei, la tranquillizza dicendole che le ha portato la medicina migliore del mondo per farla guarire e altra non è che proprio l’Occhio destro del Re dei Draghi che ha appena rubato. Subito dopo le si rivolge dicendole di vivere per sempre insieme a lui, restando al suo fianco. Dopodiché è costretto a malincuore a lasciarla da sola per via di alcune cose che ha da sbrigare e, preoccupato per la sua salute precaria, le strappa la promessa di riposarsi e di prendere la medicina senza fare storie. Tutta questa scena è stata osservata da Nanami tanto da lasciarla molto colpita perché Tomoe non le ha mai rivolto parole così dolci come ha fatto con Yukiji. Comunque, subito dopo, esortata da Mizuki, approfitta del momento di assenza di Tomoe e si precipita nella stanza, prende l’Occhio ma … Yukiji, improvvisamente, comincia a soffrire molto, si lamenta ed è anche tutta sudata, sembra stia davvero molto male. Mizuki riteneva che Nanami si sarebbe fatta prendere dalla gelosia visto ha appena capito che Yukiji è molto cara a Tomoe e, per l’appunto, credeva che avrebbe preso l’Occhio e sarebbe andata via ma quando Nanami si protende ad aiutarla e a farle ingoiare il piccolo bulbo oculare per farla stare meglio è incredulo e quasi non riesce a capacitarsene. Nanami, spiega subito dopo che non potrebbe mai abbandonare una persona che sta soffrendo davanti ai suoi occhi e quindi non fa eccezione nemmeno Yukiji. Dopodiché, comprende che non ha senso pagare un conto nel passato ma è meglio risolverlo nel presente, così ritorna alla realtà assieme a Mizuki. Quando i due si ritrovano nuovamente nell’albergo Nanami avverte i dolori al corpo dovuti all’uso prolungato dell’incensiere e, appena si riprende un poco, chiede subito a Mizuki di portarla nella grotta di Isohime perché vorrebbe parlarle. I due arrivano nell’ombrosa grotta dove incontrano Isohime, anche se sono passati così tanti anni, è sempre la stessa, anzi, forse è più svampita rispetto al passato e più bramosa di fare scambi anche non molto leali. La creatura per tirare fuori l’Occhio che dice di vedere dentro il corpo di Nanami vuole in cambio 30 anni della sua vita altrimenti non se fa niente e siccome la ragazza non sa esattamente dove risieda all’interno di lei stessa l’organo visivo del Re dei Draghi è costretta ad accettare ma lo fa spinta dal fatto che non ha più tempo a disposizione. Inoltre, ogni minuto che passa a Tomoe potrebbe capitare qualcosa di brutto e lei non può permetterlo. In fondo cosa sono 30 anni della sua vita quando a Tomoe rimangono solo 2 giorni per mettersi in salvo? Mizuki sembra contrario e si allontana un po’, ha tentato di dissuadere Nanami ma la ragazza è fermamente convinta della sua drastica decisione e non sembra che qualcuno o qualcosa le possa far cambiare idea. Isohime fa sdraiare Nanami su una lastra di pietra e procede nell’estrarle fuori l’Occhio ma, quando la ragazza si è addormentata, approfitta della situazione per rubarle non solo 30 anni della sua vita ma anche la sua anima. Nel frattempo, Mizuki, che ancora non capisce bene Nanami ma l’ammira perché è disposta a fare di tutto pur di salvare il suo servitore divino riconosce che Nanami ha un cuore d’oro e capisce anche quello che vorrebbe realmente fare. Ritrova la sua via da percorrere cioè ridiventare un servitore divino perché è sicuro che con lei al suo fianco possa riuscirci e le si fa vicino. Si siede accanto alla ragazza che ancora dorme incosciente di quello che di lì a poco le capiterà. Infatti, Mizuki, lentamente, si avvicina sempre di più, incurvandosi con la schiena per poi … baciarla sulla bocca.

Capitolo 24.

Mizuki, che ora ha baciato Nanami, è ridiventato a tutti gli effetti un servitore divino della nostra protagonista! (ecco perché vi avevo detto che lo avremmo avuto molto tra i piedi! XD) E sembra anche che tutto il rancore che provava e pure l’odio si siano dissolti in un secondo, infatti si sente più leggero e sollevato, ora è pronto a servire la sua nuova padrona che, appunto, qualche minuto dopo, si ridesta e lui subito si gasa parecchio nonostante Nanami non ne capisca il motivo. Proprio in questo frangente di tempo, Isohime tenta di tagliare la corda ma Mizuki che ora può agire per proteggere la sua padrona la intercetta appena in tempo impedendole di darsela a gambe levate e prendendosi la rivincita per le cose brutte che Isohime gli aveva rivolto ma, soprattutto, per ciò che ha fatto a Nanami; la quale, subito dopo, lo ferma decisa nel suo volere. Lo spirito insito delle sue parole viene avvertito per la prima volta da Mizuki che sentendo l’ordine è costretto a sottostare al suo volere (diciamo che si fa prendere anche troppo dall’emozione, Mizuki sembra un pervertito in questa scena! XD) e Nanami, capendo quello che è accaduto, si scaglia contro di lui perché l’ha baciata senza il suo permesso (poco male, ora ti tocca tenerti anche Mizuki! 😄 E si sa che tra lui e Tomoe non scorre buon sangue! Diciamo che si odiano amichevolmente! LOL). Comunque, Mizuki la tranquillizza, i servitori divini non uccidono i nemici di fronte ai propri padroni ed è sicuro che tale regola valga anche per Tomoe. Fatto ciò, per farsi perdonare, Isohime dona a loro due un biglietto ciascuno per dirigersi al Palazzo del Re dei Draghi e così, grazie a questi, salgono a bordo della tartaruga-taxi (troppo forte! :D). Nanami stupita ammira l’ambientazione sottomarina e rimane colpita da quanto sia bello il mare in profondità ma Mizuki la mette in guardia perché la barriera-finestra non lascia passare l’acqua del mare ma gli oggetti sì e anche le persone, quindi, deve prestare attenzione a non sporgersi troppo. Nanami si chiede se Tomoe voglia ancora bene a Yukiji e si confida con Mizuki, il quale, con tono allegro, le dice che se non se la sente di salvarlo lo può anche abbandonare ma subito viene rimbeccato dalla ragazza e ad un certo punto, nel bel mezzo della discussione, la tartaruga-taxi si ferma per far salire a bordo un passeggero. E’ una creatura marina, di una bellezza mozzafiato e incomparabile, elegante e dal portamento posato e calmo, Nanami si sente sminuita di fronte a cotanta rarità di bellezza e si rende conto di quanto poco valga esteticamente anche in confronto a Yukiji che era più bella di lei … ma, poco dopo, la ragazza nota un Haori (indumento che si indossa sopra il kimono) e ne rimane incantata. La signora sorride dicendole che l’ha cucita apposta per suo marito che in questo momento si trova al Palazzo, proprio dove Tomoe è stato rinchiuso. L’Haori è molto bello, ricamato punto per punto, con tanti fiori e con tanta pazienza ma a causa di un’improvvisa turbolenza marina la tartaruga-taxi viene sballottata e, mentre Nanami finisce per sbaglio contro Mizuki, l’Haori viene risucchiato fuori dalla barriera-finestra e si perde, portato via dalla corrente marina. La divinità della Terra vorrebbe andarla a recuperare dato che la signora c’ha impiegato ben 7 giorni prima di finirlo di cucire con amore per suo marito ma lei la tranquillizza rassicurandola del fatto che non è successo niente di grave perché cucendolo, in quei 7 giorni, è stata felice pensando al marito adorato e quindi non è stato affatto del tempo sprecato. Quando giungono al Palazzo i nudibranchi (servitori del Re dei Draghi) accorrono e vano incontro alla bellissima signora e, proprio in questa occasione, scopriamo che, costei è nientemeno che la Principessa Kamehime, moglie del Re ma Nanami che si era allontanata in cerca di Tomoe non ha avuto modo di ascoltare la conversazione ma nota che, chissà per quale motivo, Mizuki è sparito all’improvviso. Dove sarà andato a finire? Decide di non pensarci per il momento e si mette a cercare Tomoe, la sua priorità assoluta. Nel frattempo, il Re e Tomoe hanno un dialogo. Tomoe è uscito dall’ostrica, liberandosi, quindi, dalla sua prigionia e pare sia pronto ad incenerire con le sue fiamme il Re dei Draghi che l’ha allontanato dalla sua padrona. Il Re afferma di aver incontrato una strana ragazza decisa a volerlo liberare e, quando Tomoe gli confessa che lei è la divinità della Terra, il nemico rimane visibilmente sorpreso dato non pensava minimamente potesse esserlo. Ad un certo punto, Nanami fa irruzione nella stanza e Tomoe forse per la sorpresa o per l’imbarazzo, si rinchiudere lui stesso nuovamente dentro l’ostrica gigante ma è inutile perché la sua padrona se n’è accorta, quindi, dove pensa di volersi nascondere? (Ma davvero! Che fai, Tomoe? 😄 LOL)  Nanami si avvicina all’ostrica, si inginocchia e dice esattamente queste parole “Non fa niente se ami un’altra donna, se non mi accetti, se non mi tocchi, non aspetterò passivamente che il mio amore venga corrisposto”. Tomoe schiude un poco dall’interno l’ostrica, stupito di sentire queste parole uscire dalla bocca della sua padrona e, lei, aprendola del tutto, si fionda subito tra le braccia del suo amato, stringendolo e dimostrandogli, ancora una volta, il suo affetto per lui. Sa che, nonostante tutte queste cose che ha appena detto, il suo amore nei confronti di Tomoe non cambierà ne ora ne mai. Ma la scenetta romantica viene un po’ interrotta da Kamehime che piomba arrabbiata in sala e si mette contro suo marito perché le aveva promesso che non avrebbe messo sottosopra di nuovo il Palazzo ne tanto meno avrebbe dato la caccia a Tomoe per vendetta (Nanami rimane un po’ meravigliata nel scoprire che quella signora gentile non è altro che la moglie del Re dei Draghi! E chi se lo aspettava una cosa del genere? o____o”). Il Re, messo sotto pressione e alle strette dalla moglie, tenta di spiegare come stanno effettivamente le cose e Nanami gli va incontro restituendogli l’Occhio come si erano previsto dal loro patto di comune accordo. Il Re rimane sbigottito di fronte al suo Occhio dato che ora si è ridotto alle dimensioni di una pallina minuscola (come quelle dei flipper per intenderci) e, come se non bastasse, si è anche essiccato. Ecco, dunque, che anche Mizuki ritorna in scena portando con sé l’Haori che Kamehime aveva perso poco prima e propone al Re un nuovo baratto: l’Haori per Tomoe. Il Re si rifiuta e dice che nessuno vorrebbe mai avere un pezzo di straccio come quello definendolo addirittura una “robaccia” aggiungendo, furioso, che non saprebbe nemmeno cosa dovrebbe farci ma Mizuki sorridendo gli dice che è stato cucito amorevolmente dalla sua adorata mogliettina (altro che straccetto da 4 soldi! u____u) e mentre Kamehime diventa ancora più in collera con suo marito l’affare si conclude con successo (d’altronde come poteva andare diversamente? XD). Dopodiché, mentre i tre lasciano da parte i coniugi (mai mettersi in mezzo tra moglie e marito! ;-)), Mizuki afferra la mano di Tomoe, stringendogliela, rivolgendogli anche un grande sorriso e dicendogli: “Sai che ora lavoreremo insieme al santuario?” e, mentre sentiamo Tomoe gridare “Cosa?!”, anche questo volume giunge ormai al termine, quel che si dice “tutto è bene quel che finisce bene”! ^_______^

Ecco che anche questo 4° volumetto della serie “Kamisama Kiss” si è concluso lasciandoci proprio sul più bello ovvero … che succederà ora che Tomoe ha scoperto che Mizuki è il nuovo servitore divino di Nanami e che quindi dovranno servirla tutte e due assieme? Non solo significa che avranno (e avremo) sempre tra i piedi Mizuki (che sappiamo ha una cotta per Nanami!) ma ora la ragazza ha anche mostrato a Tomoe i suoi sinceri sentimenti confessandogli per giunta che non se ne starà con le mani in mano e farà del suo meglio per farsi accettare da lui con la speranza che un giorno anche Tomoe possa ricambiare il suo amore! *__________* Oddio, ecco, questo era il momento che aspettavo da tanto tempo! *juliet emozionata* Nanami mi piace un casino come personaggio femminile, magari ogni tanto ne combina una delle sue (e ci sta, altrimenti che divertimento ci sarebbe? XD) ma prova sempre a fare del suo meglio e soprattutto non è la solita protagonista che si piange tanto addosso, anzi, riesce sempre a risollevarsi in fretta e a mettercela tutta per le persone a cui vuole bene! ❤ Penso che “Kamisama Kiss” sia davvero una bella storia non solo di demoni e di divinità ma anche di amicizia e soprattutto d’amore, un bel shoujo che consiglio vivamente! *^* Quindi, non posso far altro che rinnovarvi nuovamente il mio invito a seguire questa serie comprando i volumi e supportando la mangaka!! ^_______^ Inoltre, vi lascio un piccolo promemoria: tenetevi a mente il fatto dell’Occhio del Re dei Draghi che Nanami ha fatto mandar giù a Yukiji per farla stare bene … come mai poi l’Occhio si trova nel corpo della nostra protagonista? Ve lo siete chiesto leggendo il mio riassunto? eheh … 🙂 

Intanto vi saluto e vi do appuntamento al prossimo riassunto! 😉

Informazioni su Juliet

Sono una ragazza di 24 anni che sta crescendo giorno dopo giorno a pane, shoujo e fantasia e che va pazza anche per il kpop. Il mio Blog è il nascondiglio che più preferisco dove poter dare sfogo alle cose che mi piacciono e a tutto ciò che succede nella mia vita. ♥
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