Riassunto Kamisama Kiss n°3

E’ ESPRESSAMENTE VIETATO COPIARE I RIASSUNTI PRESENTI, O PARTI DI ESSI, SENZA PREVIA AUTORIZZAZIONE DELLA SOTTOSCRITTA O SENZA CITARE LA FONTE! PERCHE’ IL LAVORO E LA FATICA DEGLI ALTRI VA RICONOSCIUTA! (Non saranno tollerati i trasgressori)

Secondo giorno dopo il ritorno al santuario di Mikage per Nanami che ora comincia a sentirsi strana … che le è successo? Ebbene, dallo scorso volume, che era terminato con il rinnovamento del contratto tra lei e Tomoe che l’ha baciata stavolta per primo e riportato tutto com’era, ora la ragazza, ogni volta che lo vede, arrossisce e continua a ripetere che “c’è qualcosa che non va in me” … (la nostra cara Nanami sta per scoprire una cosa davvero bella!). E’ mattina ed è tempo di fare colazione così mentre la divinità mangia appare uno dei due spiritelli dei fuochi fatui che porta a Tomoe un bellissimo kimono e Nanami scopre che è invitata ufficialmente ad un ricevimento per ammirare la luna piena al Palazzo della Principessa Numano Himemiko (ve la ricordate, vero? E’ la Principessa della Palude Tatara che nel primo volume aveva chiesto aiuto a Nanami per farle rincontrare il suo amore, Kotaro! ;-)). Così dopo l’approvazione di Tomoe che comunque la reputa una divinità a tutti gli effetti può camminare a testa alta senza sentirsi inferiore alle altre divinità. Tuttavia, Nanami gli fa notare che non è in grado di indossare il kimono perché non sa come lo si mette e Tomoe, da buon servitore divino, le assicura che la vestirà lui personalmente. (Tomoe, ma sei serio? XD Oddio, quanto ho riso in questa parte!) Ma Nanami si rifiuta categoricamente e alla fine indossa l’abito più formale che ha, ovvero, la divisa scolastica. Mentre stanno camminando per dirigersi a Palazzo Nanami rimprovera Tomoe che ha offeso i sentimenti della Principessa Himemiko solo perché è innamorata di un essere umano e gli fa presente che, magari, anche a lui potrebbe succedere una cosa simile ma Tomoe ribadisce che non si innamorerà mai di un essere umano e rivolgendosi a Nanami, visto che anche lei non è per niente interessata a mettersi con un demone volpe, non hanno di che preoccuparsi. Ecco però che appare la Principessa e conduce i due nel suo splendido Palazzo, in fondo alla Palude e scopriamo che Himemiko ha mantenuto il suo aspetto umano perché vuole ancora uscire per degli appuntamenti con Kotaro e quindi tiene l’incantesimo di Tomoe dentro di lei. Una volta messo piede a Palazzo, le Principessine cucciole di carpa si fiondano su Tomoe lamentandosi del fatto che sia passato molto tempo dall’ultima sua visita e con la scusa di mostrargli il Palazzo se lo portano via, il tutto sotto la vista di Nanami che rimane un attimo colpita ma che dopo, con indifferenza, dice che va tutto bene e che non c’è motivo di preoccuparsi. Ma Himemiko si rattrista di ciò, capisce che Nanami tiene molto a Tomoe e per mostrargli la sua gratitudine nell’averla confortata e aiutata per l’altra volta le propone di indossare uno dei suoi kimono. E la porta con sé nella sua camera da letto dove Nanami viene vestita e acconciata come una vera divinità il tutto mentre Himemiko le fa presente che sicuramente si sentirà felice se la persona che ama le dice che è bellissima e anche se Nanami continua a dirsi che non prova niente per Tomoe, stranamente, non si oppone più del dovuto. Nel frattempo, le principessine sono ancora in compagnia di Tomoe e continuano a chiedergli chi tra di loro sia la più bella, importunandolo e non lasciandolo affatto stare. Ed ecco che poi … arriva Nanami. Splendida nel suo kimono e tutta truccata … sembra una vera divinità! Anche lo stesso Tomoe ne resta visibilmente sorpreso da questo suo cambiamento e subito dopo prendendole la mano afferma che non ha mai visto una dea più bella di lei e le chiede se per stasera può fargli l’onore di restare con lui. Nanami, emozionata e anche incredula che tali parole siano giunte proprio dalla bocca di Tomoe annuisce e lui se la porta via. Ma scopriamo subito dopo che Tomoe ha intenzione di andare via, visto che comunque si è fatto anche tardi e quando fa per girarsi si accorge che Nanami è inginocchiata e rannicchiata in un angolino dandogli le spalle. Quando si avvicina per controllare se magari stia poco bene Nanami è quasi in lacrime e nonostante questo lo rassicura dicendo che sta bene, che non deve preoccuparsi di niente non prima di avergli confessato che lui ha “detto una cosa molto forte”. (Credo che Nanami si sia davvero emozionata e si sia sentita toccata dalle dolci parole di Tomoe …)

Il capitolo successivo si apre con un pomeriggio piovigginoso e con le pulizie scolastiche per Nanami e compagni che però notano ed entrano nel panico nel vedere un serpente bianco che si aggira nei corridoi della scuola. Nanami interviene dicendo che i serpenti bianchi sono “messaggeri di Dio” e che dovrebbero smetterla di importunarlo se non vogliono essere puniti dal Cielo e dicendo ciò Nanami lo afferra delicatamente con la mano e tra un sorriso e un altro rivolgendosi al serpente gli dice che non dovrebbe stare in posti simili e lo libera facendolo andare via dopo aver aperto una finestra e lasciato appoggiare sulla terra. Ma i compagni di Nanami si accorgono che la ragazza il polso arrossato proprio nel punto in cui il serpente si era attorcigliato attorno ma lei si sente bene, non sente dolore e infine torna a casa. Chiede ai due spiritelli dove si trovi Tomoe perché vorrebbe chiedergli come far andare via il rossore e i due rispondono che è nel giardino a tagliarsi i capelli. (infatti, nello scorso volume quando Tomoe è tornato al suo aspetto originale improvvisamente gli era cresciuti i capelli lunghissimi e nonostante fossero davvero belli da vedere lui se li era raccolti in una coda perché li erano un po’ d’intralcio e immagino che li preferisse corti per una questione di comodità) ma il fatto che fa arrabbiare Nanami è che in sua compagnia ci sono delle ragazze e sembra che lui stia flirtando (o riportando l’esatta parola di Nanami “pomiciando” con loro) cosa che la fa imbestialire perché a lei Tomoe non ha mai rivolto quello sguardo languido. Insomma, dopo averlo rimproverato perché le aveva invitate mentre lei era assente si mette a pranzare e finalmente Tomoe nota il polso di Nanami che era diventato rosso e le spiega che quello è “il segno del tocco del serpente” e non è altro che un segno che sta a indicare il suo fidanzamento con un serpente. Tomoe va su tutte le furie e chiede spiegazioni visto che la sua padrona ha “fatto amicizia a scuola con un serpente” e una volta venuto a sapere quello che è accaduto la rassicura dicendo che non lascerà che quel serpente le metta le mani addosso (e qui vorrei dire che Tomoe in realtà sta pensando a se stesso, infatti, ha paura che se Nanami si legherà amorosamente con un serpente lui verrà preso in giro e la sua reputazione sarà intaccata per colpa della sua padrona). Quindi cosa fare? Tomoe decide di accompagnare Nanami a scuola e le fa tenere presente che non deve assolutamente allontanarsi in classe da lui prendendola addirittura per mano. Alla fine, Tomoe viene introdotto in classe di Nanami con la scusa di essere uno studente trasferito, di chiamarsi Tomoe Mikage e di venire dal Monte Mikage. E, subito subito manifesta il suo desiderio di occupare il posto vicino a Nanami. Nel mentre, scopriamo che Kurama (l’idol dello scorso volume che in realtà è un demone tengu) è assente e che sicuramente le ragazze se ne staranno buone ma ecco che subito arriva un capannello di persone per avvicinarsi tutte a Tomoe e lui dice che si ricorda i nomi di tutti i compagni di scuola di Nanami perché sono le persone che si prendono cura di lei. Ma questo genera stupore … in che rapporti sono i due? Tomoe risponde tranquillamente che Nanami è la sua padrona ma la ragazza se lo porta via immediatamente dicendogli di non dire certe cose che potrebbero essere fraintese e di continuare con la storia finta che lui è il figlio della famiglia che si è presa in carico Nanami. Nel corridoio Nanami riceve il registro scolastico della sua classe da una compagna con la quale non ha mai parlato e quando quella ragazza si allontana fa un misterioso e alquanto strano incontro. Che ci fa un tizio strano con un ombrello in mano che passeggia tranquillamente per il corridoio? Nel frattempo, Nanami ha ultimato di aggiornare il registro quando si accorge che Tomoe si è addormentato e di come in realtà ora lo senta più vicino a lei rispetto a quando sono insieme al Tempio Shintoista. Si alza e si allontana per riportare il registro in sala professori quando Nanami incontra quel tizio misterioso con l’ombrello in mano che la saluta e le dice è che il tempo ideale per fare una passeggiata e mentre i fulmini si abbattono sulla scuola la ragazza scompare.

Il capitolo 15 si apre con un ricordo lontano. Il quel ricordo c’è Mizuki, il nome di questo individuo, che conversa con una signora dall’aspetto vago, non la si vede bene, sono in giardino e ammirano un albero di susino in fiore. La signora viene chiamata da Mizuki “sig.ra Yonomori” che gli dice che quando Mizuki troverà una compagna con la quale guardare assieme il susino dovrà assolutamente riferirglielo. Nanami si risveglia e fa la conoscenza del soggetto che l’ha rapita, ovvero del serpente bianco che è venuto a prenderla in sposa, Mizuki, per l’appunto che mostra il suo vero aspetto. Mizuki chiede a Nanami di restare per sempre con lui e le presenta i due spiritelli del suo Tempio. Ma Nanami non ci sta e vuole tornare a casa, da Tomoe e da Onikiri e Kotetsu. Mizuki quasi a tono di sfida le dice “sempre se riuscirai a tornare” facendola andare su tutte le furie e la ragazza scappa via. Esce dal Tempio e incomincia a camminare e a correre via credendo che prima o poi troverà una strada che la riporterà indietro ma dopo aver camminato per ore vede una luce in lontananza ma … si tratta solo di Mizuki e dei due spiritelli che l’accolgono davanti al Tempio, Nanami, chissà come, è tornata al punto di partenza. Mizuki nota che Nanami ha una ferita al ginocchio e premurosamente gliela medica con una benda che gliela avvolge attorno. Nanami si ricorda delle parole di Tomoe che le aveva promesso che non avrebbe mai permesso a nessuno di toccarla ma … pare che non sia così, e la ragazza si dispera. Mizuki la riporta dentro al Tempio e Nanami ormai si è quasi rassegnata così si accorge che è in un posto magico, lontano dalla portata di tutti e lo stesso serpente bianco annuisce e le spiega che ha fermato i fiori del susino nell’apice della loro bellezza proprio perché questo albero è il preferito della signora Yonomori, la divinità di quel luogo. Mizuki, poi, la rassicura dicendo che non le avrebbe mai fatto del male e che aspetterà pazientemente il momento in cui Nanami lo accetterà così le fa preparare una stanza dove riposarsi. Nanami, ancora più triste, sa che non può far nulla per scappare così piangendo invoca l’aiuto di Tomoe, pregandolo di venirla a prendere. Al Tempio Shintoista di Mikage, nel frattempo, Onikiri e Kotetsu sono disperati per la scomparsa della loro signorina quando uno di loro due cerca di far fermare le lacrime all’altro facendogli notare la calma e la compostezza di Tomoe che è intento a pulire e a lucidare le bottiglie in veranda al primo piano quando … all’improvviso, a Tomoe cade la bottiglia che va in frantumi e i due spiritelli che credevano che avesse un piano in mente ritornano a disperarsi e a lamentarsi come non mai (LOL, che ridere! XD). Tomoe intima loro di fare silenzio e a se stesso dice che è ora di andare a recuperare quello che gli è stato tolto. Torniamo da Nanami che nel bel mezzo della notte nota Mizuki, seduto in veranda, sovrappensiero e a testa china, quasi triste e malinconico. Nanami, solo allora, si accorge che c’è qualcosa che manca … ma cosa? Il giorno seguente, dopo aver rifiutato una colazione a base di rana (LOL, che diamine?! Peggio di quel vermiciattolo che le avevano dato il mattino precedente!) afferma che Tomoe è il migliore a prepararle da mangiare e Mizuki ridendo dice che se lo immagina già mentre se ne sta sulle sue rammaricandosi della scomparsa della sua padroncina ma Nanami gli rimbecca che ciò piuttosto è quello che lo ha sorpreso a fare la notte precedente. Così, prendendo coraggio, Nanami va verso la tenda che dovrebbe far da separé alla divinità di quel posto e si accorge che sì … la cosa che mancava è proprio la divinità! Non c’è nessuna signora Yonomori …

Il capitolo successivo, il 16, inizia con la spiegazione di Mizuki: tempo fa, c’era un grande fiume e capitava spesso che i bambini nel giocare lì vicino venissero trascinati via dalla corrente così gli abitanti avevano deciso di costruire un santuario credendo che questi incidenti fossero opera di una divinità in collera con loro. Quindi, è nata la necessità di ergere a divinità protettrice di quel luogo una persona e questa è proprio la Signora Yonomori che però è morta, quando poi la gente iniziò ad andare via, proprio perché lei aveva bisogno di stare tra le persone. A causa di questo, Mizuki confessa che non lascerà mai il santuario perché ha deciso di voler continuare a proteggerlo. Nanami lo consola, si è messa nei panni della Signora Yonomori e nel profondo del suo essere, visto che anche lei stessa è una divinità, gli dice che la sua padrona non vorrebbe mai che lui si sentisse solo e così legato a questo luogo. Colpito dalla sua sincerità Mizuki prega nuovamente di rimanergli accanto e l’abbraccia ma Nanami lo respinge, ha persone a lei care da cui tornare e non vede l’ora di riabbracciarle perché le mancano molto. Mizuki non demorde e le promette che si prenderà molta cura di lei, più di quanto faccia Tomoe e infine, la bacia sul petto. Nanami strilla e si lamenta del fatto che dapprima le aveva promesso che non le avrebbe fatto niente ma ora pare che Mizuki abbia cambiato idea e proprio quando fa per buttarsi su di lei appare Tomoe. Il demone volpe squarcia la porta finestra e si introduce dentro, è su tutte le furie e arde di ira, con il suo fuoco di volpe nel palmo della mano pronto a usarlo contro colui che le ha portato via la sua padrona. Tomoe dice a Mizuki che visto si è preso delle libertà con la sua padrona ora deve subirne le conseguenze e lancia una palla di fuoco gridandogli subito dopo di allontanarsi immediatamente da Nanami. Poi, il servitore divino, si getta tra le braccia di Nanami tirando un sospiro di sollievo perché è sana e salva. Quelle sue parole, sussurrate dalla sua voce roca e ad un tono talmente basso che solo lei può udirle, la fanno sentire subito al sicuro e ricambia la stretta facendosi più vicina al suo Tomoe che però è arrivato un po’ in ritardo. Tuttavia, Mizuki, dapprima, spegne il fuocherello che stava bruciando la porta finestra con i suoi poteri d’acqua e, in quanto sacro servitore divino, dice a Tomoe che non avrebbe nemmeno dovuto mettere un solo piede nel suo santuario e Nanami capisce che anche tra i mostri ci sono livelli diversi di ranghi sociali. Ma Tomoe prontamente gli ribatte che questo non è un santuario ma solo una messinscena per giocare a fare il servitore divino e con il fuoco che divampa ormai in tutto il santuario i due servitori accorrono da Mizuki informandolo che ormai è scoppiato un vero e proprio incendio. Subito Mizuki allarmato si precipita in giardino e tira un respiro di sollievo, il susino preferito della Signora Yonomori è ancora intatto, fortunatamente. Poi, girandosi e rivolgendosi a Tomoe gli confessa che quell’albero è il tesoro più prezioso che ha e lo prega di risparmiarlo ma Tomoe non ci sta e proprio quando sta per abbatterlo con il suo fuoco di volpe viene in tempo bloccato da Nanami, che se n’era stata finora buona buona in braccio a lui, e, con un sorriso gentile, gli chiede di smetterla. Mizuki rannicchiato ai piedi del susino è distrutto per quello che è successo dato che temeva il peggio ma Nanami, avvicinandosi a lui, gli promette che quando la solitudine avrà la meglio su di lei verrà a trovarlo ed ammirerà con lui i fiori del susino. Tomoe e Nanami stanno facendo ritorno nel loro Tempio Shintoista quando la ragazza nota che il suo servitore ha messo il broncio e che è contrariato per la promessa che ha fatto a Mizuki proprio davanti a lui. Tuttavia, subito dopo, Tomoe nota la ferita di Nanami e si rannicchia sui talloni, coprendosi il volto con una mano e chiedendole perdono addossandosi la colpa per averla ignorata del tutto. Ma Nanami dice va bene così e lo rassicura. Nella mente di Tomoe ci sono tanti pensieri, infatti, si sta chiedendo come deve trattarla visto che Nanami è tanto fragile proprio come quella bottiglia che lui prima ha accidentalmente fatto cadere a causa della sua disattenzione e sa che potrebbe anche morire se cadesse da un albero. Queste sono le preoccupazioni di Tomoe sul finire di questo capitoletto. Ha capito una cosa in più e ora dovrà fare del suo meglio per proteggerla come si deve.

Capitolo successivo, il penultimo. A causa di tutto quello che Nanami ha dovuto affrontare le è salita la febbre e chiede qualche medicina a Onikiri e Kotetsu mentre strisciando si dirige verso la porta dicendo che deve comunque andare a scuola visto che è arrivata al limite massimo delle assenze che può fare ma arriva Tomoe che la prende dalle ascelle e la solleva da terra constatando che sta troppo male per andarci (a Tomoe non interessa minimamente se lei verrà bocciata! XD). Così i due spiritelli dei fuochi fatui consigliano a Nanami di far prendere il suo posto a Tomoe in tal modo nessuno si accorgerà di niente e lei non farà assenza. A scuola. Isobe (il compagno di classe di Nanami che è solito prenderla in giro, lo abbiamo già conosciuto, vi ricordate? ;-)) comincia a fare scommesse sul fatto che qualcuno quel giorno non sarebbe venuto a scuola … quando, appare Nanami! O meglio, Tomoe trasformato in Nanami … che, beh, emana un’aura molto più femminile e fascinosa della vera Nanami inoltre … ha più seno di lei! XD I suoi compagni rimangono folgorati e quasi non riescono a capacitarsi del fatto che Nanami sia diventata così bella. Nel frattempo, ecco che è tornato a scuola l’idol più impegnato di tutto il Giappone, Kurama! Che subito accorre da Nanami (non si accorge minimamente che in realtà è Tomoe trasformato da Nanami e questo lo rende assolutamente fiero e impeccabile, stupido orgoglio di volpe! XD) ma Tomoe/Nanami lo respinge e gli dice di tenersi a distanza da lei perché non vuole averci niente a che fare e sa che sotto sotto il tengu mira al suo cuore e alla sua posizione di divinità locale ma Kurama con fare teatrale suo solito fare le dice che non è così, lui desidera solo il suo amore e … per tutta risposta Tomoe/Nanami gli da un bel pugno in faccia! (è sempre il solito … -___-“) Ma Kurama, a parte gli scherzi, la mette in guardia, Nanami non deve andare assolutamente nei luoghi bui perché l’aura negativa è aumentata e potrebbe ritrovarsi implicata in qualche pericolo. Tomoe infatti avverte subito dopo la negatività che aleggia nella scuola e sa che il buio è l’ingresso per l’altro mondo, quello dei mostri, da dove viene anche lui. Nel frattempo, Ami, una compagna di classe di Nanami, è rimasta per ultima nello spogliatoio femminile mentre la sua amica Kei, l’ha preceduta andando a educazione fisica e lasciandola praticamente al buio. Ami, sente una voce e si spaventa subito quando il mostro la lecca in faccia e afferma che lei ha il sapore di una caramella alla fragola. Quando lei apre la porta per scappare via incontra Tomoe/Nanami che ha avvertito la presenza del mostro e dicendo che se ne occuperà lei manda via Ami (lo fa per salvaguardare la salvezza futura della sua padrona, quel che si dice “Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi! XD). La ragazza ritrova Kei ma dopo, sentendosi in colpa per aver lasciato da sola Nanami con quel mostro strano, decide di tornare indietro. Nel frattempo, facilmente, troppo facilmente, Tomoe ha messo K.O. il mostro dalla lingua lunga, che ammette di stare nello spogliatoio femminile per spiare le ragazze mentre si cambiano ma che non ha mai fatto niente di male, e lo tiene sotto tiro con il suo fuoco di volpe. Ma ecco che Ami ritorna nello spogliatoio e Tomoe si distrae un attimo, così il mostro ne approfitta per leccarlo e per lamentarsi subito dopo di come sia insapore (Tomoe, sei davvero insapore? LOL) avventandosi addosso ad Ami ma spunta fuori Kurama che protegge la ragazzina e su ordine di Tomoe/Nanami Kurama la porta via. Ami chiede spiegazioni ma Kurama con un bacio sulla guancia le fa promettere di non dire niente a nessuno e che questo rimarrà un segreto solo tra loro due. Una volta sistemato il problema Kurama ritorna nello spogliatoio e ritrova Tomoe/Nanami bella tranquilla con un lecca lecca in mano. Il Tengu confessa a Nanami che non potrà sempre proteggerla quando sarà a scuola e Tomoe/Nanami con un sorriso afferma che da domani in poi chiederà a Tomoe di venire sempre a scuola con lei regalandogli dopo il lecca lecca (che ovviamente è il mostro ormai sconfitto! *^*)

Ultimo capitoletto, il 18. Ma che è successo intanto a Nanami che ha ancora la febbre? Ebbene, i due spiritelli dei fuochi fatui, Onikiri e Kotetsu, hanno chiesto a Mizuki, che è venuto a sapere dell’assenza di Tomoe al Tempio e per questo ne ha approfittato per andare a trovare Nanami (rassegnamoci, lo vedremo molto Mizuki, ve lo assicuro! XD), di prepararle il pranzo a base di trionice (tartaruga acquatica indiana) ma Mizuki non sa come fare la zuppa e mentre Nanami è sorpresa e anche un po’ irritata di averlo trovato nella sua cucina la tartaruga morde Mizuki. (LOL, scena memorabile! :’-) eheh …).  Si mettono a mangiare con Nanami che minaccia Mizuki di non mettere la tartaruga in pentola e l’ospite si meraviglia della forza della sua parola (il potere della divinità di controllare il proprio servitore divino, ne hanno parlato nel primo volume, ricordate?) ma Nanami dice che non è così, ha solamente chiesto a Tomoe di farlo. Mizuki è sorpreso e dice che con lei Tomoe sta solo mostrando una finta faccia perché in realtà lui è ancora una volpe selvatica ma Nanami lo rimprovera, non stanno così le cose e lei è l’unica che conosce meglio Tomoe più di chiunque altro, inoltre, sa che Tomoe potrebbe venir frainteso dalle persone ma in realtà è molto gentile con lei. Mizuki però controbatte ancora una volta affermando che non è vero, che seppur sia Tomoe il suo servitore è Nanami quella addomesticata. Così, decide di provarglielo e prende il suo incensiere, un oggetto magico che trasporta le anime nel passato lontano facendo leva sulla rotazione del tempo e esorta Nanami a provarlo, a verificare con i suoi occhi la vera natura demoniaca di Tomoe, di andare a incontrare il “Tomoe che lei non conosce”, com’era prima che lei nascesse … e Nanami sviene a causa del fumo leggero che esce dall’incensiere. Nanami si ritrova in un’altra epoca e come se non bastasse nel corpo di una sconosciuta ragazza più o meno della sua stessa età. E’ notte, piove e fa freddo quando vede per terra, abbandonato e maltrattato un bambino mezzo svenuto che non sta affatto bene. Lo soccorre e il bambino le confessa che c’è stato un attacco di mostri che hanno distrutto il loro villaggio e che lei si è salvata per un pelo solo perché era andata a lavorare nei campi. Nanami lo porta al sicuro in una capanna di legno in cerca di riparo dalla pioggia e lo medica. Il bambino continua a parlare e le dice che sicuramente il Re Demone non si sarebbe mai lasciato sfuggire una vergine di alto livello come lei dato che si impossessa di tutte le prede migliori e, per questo, sarà lui a divorarla! Ma cosa? Sì, esatto, il bambino in realtà un demone che si avventa su di lei quando un fuoco di volpe la salva dal mostro. E’ Tomoe! Ma non è come lo conosciamo noi … ha i capelli lunghi e in viso un’espressione assolutamente ribelle, selvaggia, forte e spietata. Tomoe si avvicina a Nanami dicendo che non è affatto male come ragazza semplice di un villaggio e subito dopo con gli artigli della sua mano le strappa un po’ la veste sul petto gioendo nel trovare la sua una bella voce e per tutta risposta Nanami gli morde un dito visto che lui le stava tenendo ferma il volto con una mano. Mentre Tomoe è intento a succhiarsi il dito morsicato con aria compiaciuta ecco che arriva il Re Demone e la volpe butta di lato Nanami, gettandola via e nascondendola soprattutto agli occhi di quel demone tanto cattivo. Il Re Demone gli chiede se ha visto passare di lì una ragazza di nome Yukiji (questo nome non ci è sconosciuto, ricordate nello scorso volume?) ma lui nega. Nanami riesce a scappare e corre via quando poi ad un certo punto si risveglia al Tempio Shintoista con Onikiri, Kotetsu e Mizuki che la stavano vegliando. Mizuki domanda subito se ha avuto modo di incontrare Tomoe ma la ragazza imbarazzata non vuole dargliela vinta e dice che non ci è riuscita. Ma ecco che torna Tomoe dalla sua giornata a scuola e caccia via Mizuki, infine, si dirige verso Nanami e, con la sua mano gentile, le controlla la fronte. Sorride e premurosamente le dice di rimettersi a letto che le preparerà qualcosa di buono. Nanami, all’improvviso, scoppia a piangere per la commozione. Sì, questo è il suo Tomoe, quello che lei conosce e, sentendosi fortunata di averlo incontrato, si asciuga gli occhi e gli chiede come sia andata a scuola. Per tutta risposta, Tomoe, morde la testa della tartaruga senza dire niente … XD

E così finisce questo terzo volumetto! ^______^ Grazie per averlo letto e per avermi seguito anche in questo riassunto! ❤ Sono contentissima di questa serie, sicuramente, è una delle mie preferite in assoluto, amo Tomoe e lo adoro un sacco assieme a Nanami, inoltre, mi diverto proprio tanto a leggere i volumetti editi dalla Star Comics e non vedo l’ora di avere anche il prossimo tra le mie mani! (perché ne vedremo delle belle, ve lo assicuro!!) *_________* E, per finire, mi raccomando, supportate la mangaka, Julietta Suzuki, acquistando i volumetti! 🙂

Appuntamento al prossimo riassunto con il numero 4 di Kamisama Kiss! 😉

Informazioni su Juliet

Sono una ragazza di 25 anni che sta crescendo giorno dopo giorno a pane, shoujo e fantasia e che va pazza anche per il kpop. Il mio Blog è il nascondiglio che più preferisco dove poter dare sfogo alle cose che mi piacciono e a tutto ciò che succede nella mia vita. ♥
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