Coffee Shoujo Manga Tag∼

Buon giorno a tutti!

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Nuovo post per continuare al meglio questo mese di maggio! Mese che si sta rivelando, almeno per me, pieno zeppo di nuove letture sentimentali sia in termini di serie manga che sul cartaceo dei libri appena stampati … Tornando a noi, ho visto questo meme un po’ in giro e ho pensato di fare altrettanto e di partecipare! *o* Adoro un casino fare queste cose ma poi tra una cosa e l’altra non ci riesco mai, un po’ per mancanza di tempo e un po’ per mia pigrizia.

Innanzitutto, premetto che ci provo anche io a fare la mia personale lista anche se già alcune categorie mi mettono in crisi per vari motivi … 😄

Let’s start∼

NERO, uno shoujo intenso, difficile da digerire!

Non ero sicura di voler introdurre qui questo shoujo ma alla fine tra quelli che conosco mi è parso il più appetibile come titolo, quindi, dico Andante, di Miho Obana, resa celebre per Kodomo no Omocha. Andante anche se si compone di pochi numeri, appena tre, è riuscito a tenermi incollata per tutta la durata della storia, senza mai stancarmi tuttavia ha comportato dei punti difficili ai quali avvicinarmi e non così tanto spensierati come per esempio le due tematiche affrontate ovvero la relazione tra fratello e sorella e l’amore non corrisposto, i quali i due si fondono in un tutt’uno quasi a stuzzicarsi a vicenda. Andante è stata una sorpresa come shoujo, mai mi sarei aspettata qualcosa di così significativo ed eppure delicato e allo stesso tempo fragile ma ciò che ne esce fuori non è qualcosa di così semplice ed in fondo cosa potevo aspettarmi da questa autrice? Dovevo saperlo che se ne sarebbe uscita con qualcosa di così intricato, ogni piccolo dettaglio si collega all’altro in modo indissolubile, una lettura che solo a pensarci ancora mi fa venire i brividi sia in maniera positiva che negativa, mi ha suscitato tante emozione diverse ed è stato anche molto bello sotto alcuni aspetti ma ciò che lascia trasparire e che ti colpiscono in pieno volto sono per lo più sentimenti di paura, di non accettazione, di depressione, di solitudine e di confusione. Sì, non è stato per niente facile arrivare alla fine di questo shoujo e trattenere le lacrime … Se volete ulteriori approfondimenti qui ho fatto la mia maratona shoujo.

CAFFE’ MACCHIATO, uno shoujo superfamoso che hai apprezzato!

Beh, come non potevo inserire anche io in questo tag Marmalade Boy di Wataru Yoshizumi? Per quanto mi riguarda quando ero piccola non ne ero particolarmente attratta anzi, quasi ci stavo alla larga, vuoi per la sigla super sdolciosa, vuoi per il tema dei primi batticuori adolescenziali sotto forma di intricate relazioni (peggio di questo solo la soap opera Beautiful!), me ne ero sempre svicolata via. Tuttavia da un po’ di tempo a questa parte poi, di punto in bianco, quasi, iniziai a volerlo in qualche modo recuperare conscia del fatto che è uno shoujo classico, forse quello per eccellenza quando si parla di cartoni animati che hanno fatto la storia e quindi provai a cercare in giro l’edizione deluxe. Nonostante ciò, dopo qualche vano tentativo mi arresi, ma poi, con mia grande sorpresa la Planet Manga decise proprio di ristamparla e così colsi al volo la palla! La nuova edizione si presenta bene ed è super colorata quindi mi è piaciuta parecchio anche esteticamente. E alla fine ho scoperto che è uno shoujo alla portata di tutte le ragazze, i disegni sono molto belli e semplici ma è come se regalassero un’emozione ad ogni tavola ma soprattutto ci sono in gioco sentimenti e problematiche non per niente facili da affrontare tuttavia la presenza anche di un lato comico della vicenda non me l’aspettavo in maniera così ben condita con il tutto e ciò ha reso molto positivo il mio giudizio. Quindi, l’ho apprezzato parecchio e sono contenta che faccia parte della mia collezione manga.

CIOCCOLATA CALDA, uno shoujo preferito per bambini!

Se penso a “bambini” mi viene in mente subito la magia, l’arte del cambiamento, di poter essere chiunque si voglia e quanto e quando ci pare! Non è meraviglioso solo a sentirlo nominare? E il primo titolo che mi viene in mente è proprio Shugo Chara delle Peach-Pit! Recentemente, ma non troppo, sono riuscita a recuperare i restanti numeri mancanti e avendo anche visto la serie animata non posso che consigliarlo caldamente. Shugo Chara calca la mano su come si è, come gli altri ci vedono, come vogliamo essere, quindi perfetto per i bambini che crescendo devono costruirsi la propria identità personale che non è affatto un processo semplice ma che va costruito giorno dopo giorno, esperienza dopo esperienza, sulla base di tentativi ed errori, perché solo sbagliando si impara! Amu, la protagonista, è una ragazzina cool&spicy o almeno così gli altri la vedono, si nasconde dietro una maschera ben innalzata ma sotto sotto è una ragazza che ha delle forti potenzialità, ha dei tratti dolci e carini, creativi ed espressivi, ma anche pasticcioni e imbranati e ciò le porta ad avere ben tre Uova del Cuore. Piano piano Amu capirà che ci si può far affidamento sugli altri, perché è bello avere degli amici e perché nei momenti di difficoltà questi ci vengono sempre incontro, che niente è facile e che per vedersi migliori di come si è ogni giorno è importante da vivere appieno con costanza e semplicità. Shugo Chara viene presentato come uno shoujo per ragazzine, totalmente pieno zeppo di costumi scintillanti, folletti magici e sentimenti che prendono il sopravvento all’improvviso sullo sfondo di amicizia, primi batticuori e voglia di essere diversi da come si è realmente per poi scoprire che essere se stessi semplicemente è sempre la scelta migliore tra tutte.

ESPRESSO DOPPIO, uno shoujo che ti ha tenuta incollata alle pagine!

So benissimo quale è il titolo che calza a pennello, dannazione, eccome se lo so! Ovviamente non posso che citare Una stella cadente in pieno giorno, meglio conosciuto come Hirunaka no Ryusei, di Mika Yamamori. E qui viene il bello. Sono stata travolta da questo shoujo solo a conclusione della pubblicazione italiana a cura di Flashbook Edizioni e solo dopo essermi stufata di vedere in giro commenti su questo titolo. Così decisi di leggerlo in scans inglesi a riprova che se mi fosse piaciuto molto prima o poi lo avrei recuperato anche io. Beh, inutile dirlo, sono stata travolta dalla trama, dai personaggi … da tutto quanto! E più leggevo e più non ne avevo abbastanza, era un vortice assurdo di tavole e di disegni, di baloon e di frasi che mi uscivano dagli occhi e dalle orecchie senza mai sentirmi pienamente sazia. E non mi capita spesso di avere questa reazione quindi direi che per me è uno dei più bei shoujo che finora sono approdati. Su questo titolo infervorano ancora le sostenitrici tra i due team: Shishio o Mamura? Anche se Suzume alla fine capitola con il suo compagno di classe, lo sbandamento per il professore Shishio ci ha fatto palpitare come non mai! Lo rileggerei volentieri ancora e ancora senza mai stancarmi. Uscirà anche il live action, I can’t wait!! *^*

LATTE MACCHIATO, uno shoujo lungo e pesante!

Difficile pensare che inserisca proprio qui Vampire Knight, eppure è così, almeno per quanto mi riguarda. Chi mi conosce sa che sono sempre stata un’accanita fan di Hino Matsuri per il suo grandissimo scenario di vampiri che ha creato e ancora adesso lo amo davvero ma l’opera partita benissimo piano piano diventa sempre più qualcosa di pesante, difficile da digerire a parere mio e non nascondo che per un certo periodo passato l’ho proprio abbandonato. Eppure ancora adesso non so per quale schieramento patteggiare (in termini razionali perché sono sempre stata appassionata di Kaname! <3): Kaname o Zero? E a quanto pare anche per Yuki non deve essere stato affatto semplice dato che l’autrice l’ha particolarmente sfruttata un po’ per entrambi, come se volesse alla fine accontentare tutti. A rigor di logica sono molte le cose che ancora non ho capito dato che ho avuto una sorta di amore e di rifiuto per questa serie ma non posso nascondere quanto mi faccia piacere però andarla a tirare fuori di tanto in tanto. Penso che sia un chiaro esempio di quanto uno shoujo a lungo andare può solo incasinarsi di più e nonostante ciò ancora ci piace, sì, sì, è proprio così, fidatevi. Principalmente c’è stato un chiaro passaggio per me che mi ha bloccata: da quando Yuki se ne va a vivere con Kaname troncando i suoi rapporti con Zero fino a qualche capitolo dopo bene o male sono riuscita a stare dietro alla storia ma poi ad un certo punto non mi ci raccapezzavo più tanto da chiedermi dove sia finito il Vampire Knight che stavo leggendo? Nonostante ciò, però, almeno la serie si è conclusa … o forse per non molto? Dato che c’è un sequel! Beh, mi chiedo giustamente se sia stato proprio necessario ma poi però quando mi rendo conto che Vampire Knight Memories sarà pubblicato prossimamente da Planet Manga e che alla fine sarò una di quelle che lo prenderà mi domando il motivo. Forse mi piace farmi male e giocare con vecchi sentimenti che mi colgono alla sprovvista. Detto ciò, sì, dovrò proprio rileggermelo per bene … Forse sarò meno dura e più indulgente ma non cambia il fatto che sia lungo e pesante.

STARBUCKS, uno shoujo che vedi ovunque!

Mi trovo d’accordo con chi l’ha pensata come me, il titolo starbucks se lo merita indubbiamente Orange di Ichigo Takano! E’ quasi incredibile come il successo abbia travolto questa mini serie in cinque volumi, le vendite dei volumetti sono schizzate alle stelle, da ciò ne è scaturito un adattamento animato e perfino un live action, non contenti di ciò, l’autrice ogni tanto se ne esce con qualche spin off che ci fa ancora di più sospirare e travolgere con il carico di sentimenti che ciò ne comporta. E devo dire che forse è stato lo shoujo che ha fatto negli ultimi tempi più passaparola tra i fans, praticamente consigliato e osannato dalla stragrande maggioranza del pubblico ognuno non ha potuto non restarne indifferente quindi c’è chi come me ha preso il manga in mano e l’ha letto tutto d’un fiato e ne è rimasto coinvolto oppure indifferente o un po’ delusi, a seconda dei gusti. Ma ciò non ha importanza perché anche il solo parlare male di qualcosa ti mette la pulce nell’orecchio e ha comportato nuovamente giri di ulteriori lettori incuriositi. Orange di per sé ha una trama che già solo a leggerla ti fa venire addosso una sensazione di amarezza, una morsa per il cuore, Naho riceve una lettera dalla se stessa del futuro che la prega di rimediare a degli errori che ha compiuto il tutto pur di salvare il suo caro amico Kakeru ma non è per niente facile seguire “alla lettera” (scusate il gioco di parole! LOL) le indicazioni suggerite e la nostra protagonista dovrà fare i conti con ciò che può comportare un gesto o anche una sola parola. Di questa mini serie ho anche corso una maratona shoujo che potete leggere qui, per chi fosse interessato.

CAFFETTERIA HIPSTER, consiglia uno shoujo sconosciuto!

A dire la verità ne avrei di shoujo da consigliare e di molto carini da leggere i quali però ancora adesso rimangono nei dolci sogni di noi ragazze semplicemente perché ancora non sono approdati in Italia e chissà se mai arriveranno … Tra questi, mi sento di parlarvi vivamente di uno in particolare che mi ha preso in maniera davvero forte e sto parlando di Namaikizakari, sì, un nome quasi impronunciabile a dire la verità che però racchiude all’interno delle caratteristiche vincenti per far sì che sia una serie coi fiocchi! E’ una serie ancora in corso ma si compone di quei toni frizzanti, allegri e divertenti che è impossibile resistere alla tentazione di non smettere di leggere! E’ una commedia scolastica che si affaccia su uno sfondo sportivo, il basket, per l’appunto. La protagonista è Yuki, una ragazza che ha sulle spalle grandi responsabilità e parecchi fratelli a cui badare ma un giorno la sua vita inizia a cambiare quando si scontra con Naruse, un ragazzo che inizia a ronzarle attorno e farle il filo in maniera spudorata e assillante ma senza mai risultare pesante anche se quando c’è lui in giro partono le risate a non finire perché è come un bambino che vuole attenzioni e ovviamente l’amore della sua amata! Tuttavia, mi piace perché c’è spazio anche allo sport, nel senso, non è un semplice scenario nel quale i protagonisti agiscono come se fossero su un palco ma vivono la loro vita divisi tra giornate a scuola e il club di basket, dove la quotidianità è presente così come le dinamiche e le relazioni tra i vari personaggi secondari che quindi concorrono allo sviluppo del manga. Uno shoujo non solo prettamente sentimentale nel senso di romantico ma anche con un ampio respiro a tutto il resto.

IL SOLITO, uno shoujo che hai comprato sapendo che ti sarebbe piaciuto!

Beh, mi sembra proprio il caso di Clover in Love di Yukimo Hoshimori, mini serie in quattro volumi edita per Planet Manga! L’ho voluta avere nella mia collezione dapprima essendo solo una serie con pochi volumi, quindi, non tanto impegnativa che magari mi avrebbe regalato qualche batticuore e … c’è riuscita alla grande! Devo ammettere che mi ha sorpreso parecchio, l’inizio forse non è proprio dei migliori e ricalca abbastanza fedelmente i cliché ai quali siamo abituati, lei insulsa e banale che si innamora del figo di turno che però è ancora più imbarazzato e dolce di lei! La storia è molto semplice e i due vanno già molto d’accordo fin dalle prime pagine ma a lungo andare vediamo qualche piccolo sviluppo nella loro relazione, tipo lei – Mitsuba – che vuole diventare in grado di essere una persona migliore di quanto non sia o lui – Koki – che senza saperlo passa dal volersi prendere cura della ragazza a volerla tutta per sé. Questi due mi hanno ricordato come tipologia di relazione Sawako e Kazehaya di Arrivare a Te, l’unica differenza è che capiscono di piacersi a vicenda abbastanza presto e si mettono insieme senza troppi giri di parole e senza ulteriori volumetti quindi in maniera breve e coincisa ma questo non vuol dire che la cosa sia affrettata o buttata lì a caso, anzi! Ogni cosa è curata nei minimi passaggi che risultano graduali e spontanei. Quindi vediamo Mitsuba che da sempre ammira Koki ma che per la sua timidezza e incapacità di relazionarsi con gli altri vive un po’ nel suo mondo, finendo addirittura per parlare e confidarsi con i trifogli del cortile della scuola e poi abbiamo Koki che se all’inizio la trova davvero imbranata riesce a vedere il suo buon animo e a discapito del suo aspetto tutto fuorché appariscente si innamora del suo carattere, dolce e gentile con tutti, premurosa e bisognosa di darsi da fare per rendere tutto sempre bello. Ai suoi occhi Mitsuba è una ragazza d’oro così come lo è per lei Koki. Ammetto che conoscendo il mio carattere e sapendo che le storie d’amore dolci e carine mi prendono un casino la mia attenzione si erano buttata su Clover in Love senza ulteriori indugi a differenza invece di altri shoujo che la Planet ha portato negli ultimi mesi. E giunta poi alla fine sono rimasta piacevolmente sorpresa perché è come se avessi scovato una serie che sa renderci felici con poco, che ti prende per la sua semplicità mai banale, mai scontata, è un bene che ogni tanto ci siano shoujo del genere! Che sappiano conquistare per quello che sono anche se non brillano come gli altri a cui siamo abituati sanno comunque dare una sensazione di calore a chi li legge.

OPS! PER ERRORE TI HANNO PORTATO UN DECAFFEINATO!, uno shoujo da cui ti aspettavi di più!

Quando ho letto questo titolo l’unico shoujo che mi è piombato in mente su due piedi è stato sicuramente Tora&Ookami di Yoko Kamio, lì per lì, quando lo acquistai pensai che per essere l’autrice di Hanayori Dango anche quest’altra opera mi avrebbe lasciato qualcosa in più come per la sua più famosa anche se quest’ultima tutt’ora non l’ho propriamente letta come si deve. Tuttavia, mi sono detta che per pochi volumi avrei corso il rischio di avvicinarmi al suo stile di narrazione e di grafica. E tutto sommato mi è piaciuta, comunque, eh! Solo che … mancava quel qualcosa in più in grado di farmela portare dentro nel cuore come si deve e difatti per vari aspetti sono rimasta piuttosto delusa. I due co-protagonisti sono davvero caratterizzati bene e il legame che li unisce è forte e solidale eppure anche se si hanno dei buoni soggetti la storia non presenta grandi colpi di scena se non praticamente una serie di cose alle quali siamo già abituati a vedere. Tuttavia, le premesse c’erano per un manga piuttosto godibile che però si ferma ad uno scalino più basso, fresco e leggero da leggere ma senza troppe aspettative, non me lo sento di consigliarlo così come non me la sento di elogiarlo facendolo passare per chissà che cosa. E’ una mini serie che sicuramente non introduce nulla di quello che potete aspettarvi da questo titolo che però è partito molto bene per poi, ahimè, cadere un po’ nel banale, aggrappandosi a elementi che di per sé non tramutano poi molto la serie, anzi, forse la penalizzano un po’ pur comunque andando incontro a vari avvenimenti che cercano di far risalire un po’ la serie. Sono stata un po’ critica ma come shoujo che ho letto, mi è piaciuto moderatamente, non mi ha fatto impazzire se non per poche cose e il finale? Mi è parso ancora un classico cliché visto e rivisto che però, dannazione, un sorriso me l’ha strappato davvero.

 LA MISCELA PERFETTA, lo shoujo che per te rappresenta la perfezione!

Se dico Kyosuke Motomi questo nome vi dice qualcosa? Ebbene, sì, è l’autrice di tanti shoujo arrivati in casa Flashbook, e forse una delle gemme di cui può vantare l’editore italiano, difatti abbiamo visto l’arrivo di Elettroshock Daisy, l’opera con la quale è principalmente conosciuta ma anche molte altre. Tra queste, sicuramente, il recente ritorno sulle scene manga con QQ Sweeper e il suo sequel ancora in corso in Giappone Queen’s Quality che spero prima o poi arrivi anche da noi perché questa storia merita tantissimo. QQ Sweeper è uno shoujo diverso dagli altri, si articola in tre volumi ma sono solo le basi affinché la serie possa sprizzare e continuare per la sua strada, la protagonista, Fumi, non sa niente delle sue origini ma ha un passato tormentato e difficile che ancora adesso, in parte, ci è ignoto, tuttavia, per una serie di coincidenze finisce per diventare l’apprendista di Kyutaro, un ragazzo dall’apparenza scorbutico e strano ma in realtà gentile e premuroso dato che è in grado di ripulire le anime delle persone dalle malvagità che prendono loro il sopravvento sotto forma di insetti orripilanti. Questo manga è a mia detta l’eccellenza tra le miscele perché si compone di elementi romantici e sentimentali ad altri misteriosi e più oscuri, tra scene comiche ed altre da batticuore QQ Sweeper è più di un manga shoujo, è in grado di non annoiare mai il lettore proponendo di continuo una narrazione fluida e lineare senza mai incespicare nella noia.

Aggiungo adesso una categoria per mia iniziativa, se vi va condividetela anche voi oppure inventatevene una in più per rendere il tutto ancora più personale! 🙂

CAFFE’ SOSPESO, uno shoujo che non ti aspettavi!

Sicuramente uno shoujo che non mi aspettavo di vedere pubblicato e parlo prossimamente è sicuramente Pretty Guardian Sailor Moon di Naoko Takeuchi che la Star Comics ha deciso di ripubblicare sotto la loro etichetta e in due edizioni differenti, una regular e una perfect edition. E’ un titolo dal quale mi aspetto molto, forse perché sono sempre stata una grande fan di Sailor Moon fin da bambina seppur non sono riuscita a seguire la serie quando uscì sotto la Gp Publishing, tuttavia, riuscirci finalmente adesso sarà una dolce scoperta. In più ultimamente abbiamo visto il ritorno della Paladina che veste alla marinara in TV su RaiGulp con il nuovo adattamento animato – Sailor Moon Crystal – e doppiato in italiano. Personalmente sono rimasta ancora indietro con la visione di questa nuova trasposizione ma conto di proseguire passo dopo passo al pari con l’uscita dei volumetti.

Bene e con questo è tutto! *_____* Spero che vi sia piaciuto questo meme e se volete partecipare anche voi, fatelo pure! Magari fatemi sapere che titoli avreste messo voi o se alcuni invece rispecchiano le vostre opinioni personali.

Alla prossima!

Juliet.

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My Kpop TOP 10: these hits hits me a lot~

Annyeong~!:)

Ogni tanto mi ricordo che sul Blog parlo poco dei miei artisti coreani preferiti e quindi cerco sempre di rimediare dandovi dei consigli prettamente personali su quelli che sono i miei gusti e su ciò che più mi capita di ascoltare, le canzoni quindi qui sotto elencate rappresentano ognuna una parte specifica di periodi in cui queste a rotazione mi hanno influenzato facendomele entrare in testa in un vortice infinito di melodia e di parole che alla fine non ti accorgi neanche che ti hanno colpito. In tutti questi lunghi mesi dalla mia ultima playlist – QUI se ve la siete persa – ho ascoltato tante altre canzoni ma facendo un riassunto di quelle che più hanno padroneggiato la mia vita e eccovi per adesso le mie passate entrate musicali che mi hanno accompagnata nei miei ultimi mesi di assenza.

Quindi, musicaaaa∼ ♥

       1. 불장난 (Playing with Fire) – BLACKPINK

Playing with Fire dalla sua uscita non ha fatto altro che far sprizzare il quartetto – Jennie, Lisa, Jisoo e Rosé – in testa alle charts più famose. Sono le piccole di casa YG, il secondo girl group dell’etichetta, e stanno dimostrando un successo inarrestabile e tutto in salita. La loro unione sul palco e nelle performance è strepitosa, coreografie di impatto e doti canore di alto livello, ognuna con una sfumatura diversa, le migliori rookies che finora ho visto ma sotto sotto sono delle ragazze semplicissime, uniche, quelle della porta accanto.

2. Fire – TAEYEON

Taeyeon è diventata una delle mie artiste female preferite in assoluto e difatti è l’unica delle Girls Generation che seguo su IG. Stavolta non ho scelto la title dell’album My Voice ma la penultima della tracklist. Fire mi ha accompagnato davvero molto nelle mie giornate e la sua voce stupenda, il suo tono così energico e al contempo dolce e suggestivo mi ha dato modo di dare pieno sfogo alla mia mente, mi ha regalato un senso di forza ma anche di libertà che non è comune ad altre. Il ritorno di una dea.

 3. Drummer Boy – APINK

 Le Apink mi hanno davvero colpito con questa canzone facente parte del mini album Pink Revolution. La prima volta che l’ho ascoltata ho pensato che avessi sbagliato a schiacciare song ma mi sbagliavo di grosso. E’ una canzone così da girl power che non posso non adorarla. Le cinque ragazze dimostrano di saper stupire ancora e di poter sperimentare nuove cose! Drummer Boy è una song che si presta molto ad un ritmo molto energico, vitale e al contempo cute, proprio come lo sono loro.

4.에라 모르겠다 (FXXK IT) – BIGBANG

A fine 2016 i BIGBANG fecero il loro comeback: l’ultima volta assieme prima dell’arruolamento di TOP. FXXK IT segna la conclusione del progetto MADE e riporta i cinque idoli più famosi sulle scene musicali con il loro inconfondibile stile scanzonato e ribelle e al contempo con quel senso di pazzia che sa coinvolgere tutti, ma proprio tutti. La song da spazio a ciascuno di loro di poter brillare e lasciare il segno in un crescendo sempre più di divertimento. I re indiscussi in tutto.

5. 함께 (Together) – B1A4

Ero davvero indecisa nella scelta ma alla fine sono ricaduta su Together, la last ending track dell’album Good Timing. Mi ha regalato davvero molto, in primis, un senso di speranza, di fratellanza, di sentimenti che vengono messi in luce, ben visibili. Sembra un inno a non dimenticare mai le cose belle che ci sono nella vita, a guardare il cielo e a sentirsi subito felici e amati. Inoltre accenna al fatto che se ci si sente persi basta solo credere alle persone che ci sono vicine e questo è davvero un bel messaggio.

6. 봄날 (Spring Day) – BTS

I 7 boys a prova di proiettile sono sempre in grado di smuovermi qualcosa, mi toccano nel profondo e sanno far vibrare le corde del mio cuore. Con Spring Day i BTS ci fanno emozionare sulle note della speranza, dell’attesa, della mancanza di qualcuno, di quanto ci faccia male, e di come ci si sente quando si è persi nel vedere i fiocchi di neve cadere uno ad uno ma ci fanno capire che la primavera arriverà e tutto migliorerà. E’ una song dai tratti malinconici ma al contempo anche molto dolce e sensibile.

7. 나홀로 집에 (Feat. 정용화) – RAVI

Collab per Ravi (VIXX) x Yonghwa (CNBLUE), una cosa che mi ha fatto impazzire a dismisura all’uscita della notizia. Non ci potevo credere! Home Alone è una canzone di quelle che io definisco cantabili ed orecchiabili, il cui ritmo è travolgente e ben ponderato. I loro timbri di voce si alternano formando una buona intesa, di quelle che non ti aspetti e che alla fine ti fanno rimanere con il sorriso fino all’ultimo secondo. Sentirli uniti e così vicini mi ha fatto tanto piacere ed è un simpatico risultato.

8. 안녕 (GOODBYE) – 2NE1

Goodbye è l’ultima canzone delle 2NE1 ma senza la presenza di Minzy. E’ melodica, accompagnata dalla chitarra e dalle tinte tristi su uno sfondo di ricordi e di memorie che sembrano troppo lontane per essere vere. Il testo fa risaltare che ogni cosa non dura per sempre anche se si vorrebbe rimanere fortemente attaccati ad esse ma è solo un arrivederci, non un vero addio e un giorno forse le cose cambieranno. Un duro colpo che fa male.

9. Paradise – HYOLYN

Non è un caso se Hyolyn viene soprannominata la Beyoncé coreana, la sua voce è fluida e calda, riesce praticamente a padroneggiarla senza pari, esprime il suo timbro forte e chiaro e lo fa sempre con quel sorriso contagioso che ammalia il pubblico. Paradise è una canzone perfetta dove ballo e ritmicità si fondono in tutt’uno e la sua grinta e sensualità vengono messe in primo piano in una hit da lasciare il fiato, un paradiso per le orecchie! Una reginetta che sa come farsi ammirare.

10. 기다렸다 가 – Dynamic Duo x Chen

Nosedive è una di quelle canzoni che non capisci finché non la ascolti parecchie volte e vai a leggerti la traduzione e poi rimani di sasso per il significato che c’è dietro, per la storia che racconta, per la facilità con cui viene narrata. Il music video esprime una sensazione di grande smarrimento, non si sa chi si è, ci viene da piangere perché il mondo sembra pieno di bugie e la nostra vita sembra non andare bene, ci si sente soli. Una canzone leggera ma anche seria e la voce di Chen la accarezza come non mai.

Bene, eccoci dunque alla fine di quest’altro articolo tutto a tema musicale. Che dire? Vi ho incuriosito abbastanza? Come avete visto non è detto che una title a volte sia migliore del resto delle canzoni, anzi, molto spesso do spazio più alle altre presenti nei vari album di quelle che vengono poi promosse sulle scene musicali coreane. In più, ogni tanto mi piace ascoltare qualcosa di diverso come quest’ultima traccia che ho vi ho elencato. Certo, ognuna di loro è stata una mia personale hit e tante altre ne stanno entrando a farne parte … Quindi, quando alcune verranno consolidate ed altre scoperte vi aspetterà un’altra my top 10! 🙂

Alla prossima e grazie per avermi ascoltata! 😉

Juliet.

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My Easter: Chocolate and Bunnies∼

Buon giorno!

E’ vero, sono trascorsi ormai parecchi giorni dalla fine di Pasqua e Pasquetta ma nonostante questo, ho fatto un po’ di scorpacciata di cioccolato che a mio avviso non gusta mai e mi sono goduta quelle due giornate divisa tra famiglia e parenti a pranzo, venuti da lontano appositamente per stare con noi, e dall’altra parte, però, impegnata come quasi di consuetudine a lavoro. Ebbene sì, esistono persone che lavorano anche nei giorni di festa e non è la prima volta che succede. LOL Ma a dire il vero la cosa ormai è diventata un’abitudine che non mi ha più di tanto scombussolata anche se – si sa – si potrebbe di gran lunga preferire starsene in pace durante le festività a oziare e a scartare le uova. 

Comunque, rieccomi qui, sono sopravvissuta a Pasqua e la mia voglia di mangiare cioccolato non è affatto sminuita, anzi! Questo spiega il perché un uovo l’abbia aperto domenica scorsa, il cui cioccolato è ancora in giro che tenta tutti ne più ne meno con la sua fondentezza (?). 

Ebbene, cosa ci ho trovato dentro  le mie due uova? Mmm∼

Come vedete sono state due uova parecchio grandi e tra i due ho preferito di gran lunga l’incartamento del primo. Sapete, da un anno a questa parte, mi sono fissata ormai con i coniglietti (storia lunga) e quindi ogni volta che ne vedo uno praticamente i miei occhi diventano a cuoricini, sì, avete ben capito. 😄 Li adoro! *^* 

L’anno scorso trovai un puzzle con le lettere dell’alfabeto questa volta invece … due braccialetti! Targati Fiorucci, anche se, come vedete, non sono affatto di marca. 😄 Le solite rimanenze degli anni passati che infilano dappertutto. Come dimenticare quella volta che ci trovai dentro le trottoline dei BeyBlade in un uovo praticamente normale e il più anonimo possibile?! 😄 ehehe∼ Difatti, anche stavolta, le cose non sono andate diversamente. 

Ed eccomi alle prese con gli spacchettamenti …

Nel primo a sinistra, ho trovato questo braccialetto doubleface, da una parte ci sono dei cuoricini e dall’altra, girandolo, è possibile vedere la scritta del brand. E’ fatto praticamente di gomma e purtroppo per me, è troppo grande per la mia misura del polso dato che anche se provo a infilarlo se lascio penzolare la mano mi cade subito. 😄

Nel secondo, l’uovo a destra, invece, aperto recentemente, ci ho trovato di gran lunga un altro braccialetto migliore dato che questo è regolabile con il cordoncino e posso quindi indossarlo e farlo su misura del mio polso, infatti, credo che indosserò maggiormente questo per tale motivo, il primo lo terrò per ricordo e lo accatasterò alle cianfrusaglie inutili. 😀 Al contrario del primo, è fatto di cotone resistente e oltre ai cuoricini sono alternate anche delle paperelle. *o*

Ma a proposito di coniglietti, possono mai mancare? Certo che no! E difatti, quest’anno i gold bunnies della Lindt sono raddoppiati! Quindi, ne sto “accudendo” in totale ben 4 che ancora non ho deciso di divorare, per loro fortuna! 😄

Per bilanciare un po’ il fatto che le uova fossero al cioccolato fondente stavolta due ne abbiamo presi al cioccolato al latte e senza saperlo, altri due me ne sono stati regalati dello stesso tipo. Una piccola famigliola, insomma. 😄

Ma non è finita qua, se siete abbastanza creativi e sapete maneggiare carta, cartoncini vari e pennarelli, beh, questa piccola e carina idea pasquale fa al caso vostro! *^*

Non sono miei e non li ho fatti io ma diciamo una persona che conosco mi ha mandato questa foto che ho subito deciso di condividerla con voi. Credo che sia uno spunto diverso dal solito per augurare buona Pasqua sia ai grandi che ai piccini. ^______^

Al prossimo post.

Juliet

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Free Talk: 이사 (Move), Cinema, Books and so on …

Traslochiamo
addio a questo posto a cui ci siamo affezionati.
Traslochiamo
in un posto più alto.
Dopo aver raccolto l’ultimo scatolone dalla vuota stanza,
girandomi per un momento,
Addio ora ai momenti in cui abbiamo pianto e riso.

credits: Bangtan Italian Channel Subs

E’ così che volevo iniziare questo nuovo free talk, dopo parecchio tempo e dopo tante cose che sono accadute in questa lunga assenza. La prima, la più importante, che segna una svolta decisiva è appunto il mio trasloco. Ho cambiato casa dopo aver tanto insistito e tanto sperato, la cosa è accaduta un po’ prima di quanto pensassi ed ero arrivata all’esasperazione, come se fosse la cosa che più desiderassi fare. Dopo aver passato gran parte della mia crescita in una piccola stanza con un’altrettanto piccola finestrella arrivata ad un punto fondamentale della vita ho deciso assieme alla mia famiglia di cambiare, di spostarci, di iniziare altrettanti anni in un nuovo appartamento e così abbiamo fatto. E citare una parte di Move dei BTS era senz’altro il minimo per spiegare quanto questo cambiamento abbia inciso nella mia routine, sia chiaro, non è che siamo andati poi così lontani rispetto a dove stavamo prima ma sinceramente sto vivendo molto meglio sotto diversi punti di vista. L’emozione è stata forte quando tornata nella “casa vecchia” e aver visto la mia stanzetta vuota mi ha fatto capire quanto schiacciata e imprigionata sono sempre stata e quanto ho avuto poco modo di aprire veramente le ali e guardare fuori da quel buco. Quella stanzetta ha segnato sicuramente gran parte della mia adolescenza, lì ho studiato dalle elementari fino alle superiori, lì ho pianto quando tornavo da scuola o ero giù di morale, o quando non mi sentivo capita e considerata abbastanza ma ho anche vissuto bellissimi momenti, non dimenticherò mai i miei lunghi pomeriggi a leggere fino a notte fonda oppure a canticchiare a mezza voce per non farmi sentire dai vicini, lì ho lasciato una parte di me che non avrò mai più occasione di apprezzare o di rimpiangere … Tuttavia, vedendola ancora per un’ultima volta non mi sono rattristata più di tanto, nel senso, che ho guardato quelle quattro pareti quasi con un senso di malinconia che sconfinava nella compassione, mi sono lasciata alle spalle giorni interi della mia vita così quasi su due piedi senza aver realmente capito cosa stava accadendo. Ho vissuto la cosa con tanta emozione, a poco a poco vedevo i mobili sparire attorno a me, vestiti, scarpe, libri, tutto si stava svuotando e anche io. Per iniziare qualcosa di nuovo bisogna abbandonare il proprio passato ed io l’ho fatto. Ci penso ancora a quel minuscolo appartamento e ancora credo di non aver davvero compreso cosa sia capitato. Non è facile cambiare se stessi e neanche è facile chiamare un posto nuovo “casa“. Per alcuni è una parola come un’altra, per altri significa qualcosa di più e per me invece? Beh, innanzitutto, credo che “casa” è qualcosa di limitato ma anche di molto personale, che ti da sicurezza, che ti accoglie quando torni da lavoro o ti saluta quando stai per uscire. Ed io da quella porta blindata lo avevo fatto milioni di volte, la aprivo e uscivo per poi aprirla e rientrare. Era un gesto come un altro, uno di quelli che fai istintivamente, che non ci stai neanche a pensare e che fai così tante volte durante la giornata che probabilmente non capisci neanche cosa voglia dire veramente. Quella stanzetta mi ha accolto sempre, ogniqualvolta lo desiderassi, erano le mie quattro piccole mura che mi tenevano in piedi, tra di loro mi sentivo al sicuro, al caldo, come se nessuno potesse mai venire a disturbarmi ma dall’altra parte invece stavo finendo per odiare il modo in cui cercasse di comprimermi, di togliermi il respiro, di strozzarmi quasi, mancava l’aria, mancavano tante cose, a poco a poco lo spazio diminuiva ed io crescevo, diventavo più sorridente e meno dipendente, più matura e meno spensierata, più consapevole e più tutto, sempre di più, molto di più di quando ci entrai all’età di cinque anni. E ormai a distanza di quasi venti voltare le spalle a quella casa era come voltare pagina, più semplice di così? Ho vissuto i giorni del trasloco in modo alquanto frettoloso, spostando costantemente scatoloni, portando pacchi su pacchi e pile di roba su per il nuovo appartamento che mi pareva così luminoso, così aperto, così bianco, così semplicemente nuovo, così grande che neanche aprire le braccia sarebbe stato possibile nel stringerlo tutto in una sola volta. A mano a mano una casa si svuotava e l’altra si riempiva, così tante volte e così tante altre volte che non so nemmeno quanto la cosa sia andata avanti. Quando la prima è diventata solo un luogo di ricordi e la seconda invece un nido nel quale ritrovare le mie stesse cose precise e identiche con la sola differenza che c’erano stanze a me sconosciute, dalla pavimentazione diversa, dalle piastrelle differenti, dagli alti soffitti, dalle mura che imperturbabili stavano lì a guardarmi sono quasi stata sull’orlo della tristezza. Salutare una casa nella quale si è praticamente fatto di tutto e abbracciarne una nuova vuol dire tante cose. Vuol dire addormentarsi e svegliarsi in una stanza così grande che adesso mi sembra di poterci nuotare dentro, di correrci e di saltellare ovunque senza avere sempre quella sensazione opprimente di costrizione. Aprire gli occhi e andare in sala è come vedere il bianco candido e il calore del marrone dei mobili, è come gironzolare per una città, perdersi nei suoi dettagli, ritrovare gli stessi amici ma solo un po’ più liberi … Mi sento così. Libera di poter fare quello che voglio, padrona della mia vita, di cambiarla e di bistrattarla a piacere mio. Traslocare ha segnato sicuramente in modo indelebile una parte di me … e l’altra invece? Solo ancora un piccolo pezzettino di me ogni tanto ripensa a quell’altra, nella quale in corridoio ho giocato, in cucina ho iniziato a cimentarmi nel preparare ricette, in bagno mi sono rifugiata per ritrovare la mia purezza e la mia anima sotto la doccia, insomma, ogni stanza mi ha lasciato un qualcosa che sicuramente ricorderò ancora ma non posso non notare e fare il confronto di quanto invece questa nuova mi sta donando giorno per giorno. Mi sta regalando delle comodità che prima mi sognavo, degli spazi che prima erano solo un sogno, delle libertà che mi erano precluse e sicuramente questa è la parte più soddisfacente di tutto quanto è successo in meno di un mese.

Ed ora eccomi qui, dopo un lungo periodo di hiatus pronta a ricominciare da capo, da quanto tempo le mie dita non ticchettavano sulla tastiera del Pc? Da quanto non scrivevo un articolo sul Blog? Stare assente da internet però mi ha dato anche modo di potermi concentrare su un’altra importante prova. Ho avuto anche parecchio da studiare, tirare fuori i miei libri e leggere nel bel mezzo di un trasloco seduta su una sedia e averne un’altra davanti sul quale poggiare uno di questi libri mentre vedi persone che ti portano in stanza a mano a mano il letto, l’armadio, il materasso, scatoloni e varie cose è stato quasi incredibilmente scioccante ma anche divertente. C’ero io quel sabato intrappolata nel fermento più totale del trasloco che tentavo di concentrarmi e di studiare … E’ che quando una cosa capita ecco che per dispetto anche un’altra vuole la tua attenzione e dopo ti ritrovi con mille impegni e tante ansie, i giorni si contano sulle dita delle mani, le preoccupazioni aumentano quando hanno a che fare con la tua vita, per il tuo futuro. Io che l’ho già quasi tutto scritto (sentirsi davvero soddisfatti e compiacenti di se stessi, o per meglio dire, autorealizzati, è solo un altro punto di partenza su quella dannata scala da salire e da scendere tutti i giorni) penso continuamente a cosa fare per essere migliore di quanto non mi sento finora. Ho fatto tante cose negli ultimi anni ma non si può mai sapere cosa riservi il futuro ed io cerco solo di andargli incontro per non farmi sentire colta di sorpresa, da una parte le cose improvvise sono necessarie per spronarci e per farci aprire gli occhi ma dall’altra però ci spaventano, ci mettono paura, non sappiamo cosa fare, non siamo convinti di quello che finora abbiamo fatto, beh. In certi casi non si può fare altro che affrontare tutto ciò che ci viene incontro perché anche una piccola cosa può incidere in modo indelebile, può regalarti un qualcosa di inatteso, una nuova prospettiva e magari quel sogno che sotto sotto ti tenevi per te sta per concretizzarsi … Ed io già lo vedo … E’ lì, davanti a me, mi aspetterà? Riuscirò ad arrivarci dopo aver tanto faticato? Lo vedo e non lo vedo e più lo vedo e meno mi sembra impossibile da raggiungere. Ho davvero voglia che accadano altre cose, sapete, non so perché e neanche come ma ho proprio voglia di scoprire cosa potrà ancora succedermi. Mi aspetto tanto, è così che ho sempre fatto, così che gli altri pensano quando mi vedono, ed io non voglio deluderli, non voglio che mi guardino con quegli occhi sfuggenti, che il loro sguardo si allontani da me, no. Vorrei poter rendere gli altri fieri di quello che sono e di quello che sarò. Ed intanto, dopo aver superato varie prove ora sono qui in attesa. Pronta per ogni evenienza, non ho fretta, quasi non ci penso più e quando riceverò il segnale giusto so già che avrò tagliato un altro traguardo.

In tutto questo periodo di assenza, lasciando stare adesso trasloco e annessi e connessi, mi sta davvero capitando parecchio di andare al cinema. Dapprima, quello che più aspettavo tra tutti era l’uscita di Fallen!

Sapete, anni fa, divorai questa saga letteraria dove angeli e amore la fanno da padrona e vedere in carne e ossa i tre protagonisti Luce, Daniel e Cam cui finalmente abbiamo tre volti da associare è stato davvero super emozionante! L’uscita del film inoltre mi ha scatenato la voglia di recuperare finalmente anche gli ultimi due capitoli che mi mancavano per completare la serie, quindi Passion e Rapture. Inoltre, con l’uscita di un numero di Cioè ho potuto anche portarmi a casa il poster del film, mi piacerebbe appenderlo prima o poi! *^*

Basta un istante per sconvolgere un’esistenza. A cambiare quella di Lucinda, diciassette anni, è stato l’incidente in cui è morto un suo caro amico. E lei ha visto addensarsi di nuovo le ombre scure che la perseguitano da quando è bambina. Guardata con sospetto dalla polizia e da chi la ritiene responsabile della morte dell’amico, Luce – così la chiamano tutti – è costretta a entrare in un istituto correzionale. Nessun contatto con il mondo esterno, telecamere di sorveglianza, ragazzi e ragazze dal passato oscuro e disturbato sono tutto ciò che trova alla scuola Sword & Cross. E poi appare Daniel, e Luce d’un tratto non sa più cosa è vero e cosa non lo è: il cuore le dice di averlo già incontrato, ma nella sua mente si accendono solo rari lampi di ricordi troppo brevi per essere veri. Soltanto quando rischia di perderla, Daniel decide di uscire allo scoperto: i loro cuori si conoscono da sempre, da tutte le vite che Luce non ricorda ancora di aver vissuto. #fallen #fallenmovie #sagafallen #fallenmovie #poster #laurenkate #daniel #luce #cam #cioè #multisalaoz #cinema #locandina #angels #movieposter #fantasy #magazine #fallenitalia #fallenseries #fallensaga #fallenangels

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Il film in sé ha tagliato un po’ quella magia che contraddistingue Fallen inteso come libro ma secondo me le atmosfere erano pressoché le stesse, certe scene erano proprio come me l’ero immaginate ed altre invece un po’ meno ma complessivamente mi è piaciuto parecchio. Paragonare Fallen a Twilight è stato un po’ come un’associazione leggermente forzata secondo me anche se non mancano le somiglianze, le dinamiche sono diverse ma la loro intensità d’amore non potrà mai raggiungere quella di Bella e di Edward e sia chiaro che io Twilight lo amai al tempo in cui scoppiò la mania da vampiri sbrilluccicosi. In Fallen Luce e Daniel sono amanti da anni e anni maledetti da una sorte funesta che li separa e li fa soffrire ma puntualmente li riavvicina così tante altre volte che uscirne fuori sembra impossibile. Tuttavia, le cose prendono una piega diversa ed è ad un certo punto che le speranze di coronare il loro amore cominciano a smuoversi … Comunque, andare a vedere il film di Fallen è stato come incontrare un proprio idolo di cui ne hai sempre tanto sentito parlare e mai visto dal vivo quindi vedermi davanti la Sword&Cross e Luce soprattutto mi ha fatto battere il cuore all’impazzata. E Penn, vederla mi ha fatto sorridere come se fosse stata una mia migliore amica, e Arriane poi? Che io la adoro alla follia, e poi Gabbe e compagnia bella … In primis Daniel ha addosso la stessa aura di Edward di Twilight, misterioso, sfuggente, non capisci cosa stia pensando ma poi a mano a mano che i minuti passano ti sembra già più facile inquadrarlo e capirlo … Stessa cosa successa anche con Cam. Ora, qui mi fermo un secondo su di lui. Cam. Cam, Cam, Cam! Nel libro l’ho sempre visto come “la parte tentatrice e irresistibilmente oscura che vuole mettere i bastoni tra le ruote alla ship principale” e nel film … E’ stata la stessa cosa. LOL Se ci mettete che Cam ha la voce di uno dei doppiatori che più adoro posso solo morire. 😄 Credo di non essere quasi mai arrivata alla scelta di preferire il rivale piuttosto che il protagonista ma il corso degli eventi e i suoi sguardi – oddio, se gli sguardi potessero uccidere! – hanno non solo bucato lo schermo ma anche il mio cuore, ha fatto centro! ❤ Sinceramente non capisco cosa mi abbia scatenato ma non so, ha quella parte da bad boy che ci prova in modo alquanto palese che … boh. Capitemi. Stavo uscendo fuori di me. E vederlo bisticciare con Daniel è stato epico, cane e gatto praticamente. Alta tensione in certe scene poi! 😄 :cof cof: Tra una cosa e l’altra devo anche leggere finalmente Unforgiven, lo spin off incentrato proprio su Cam e ora starmene qui a parlarvi di lui mi ha fatto venire voglia di tuffarmi nel nuovo romanzo di Lauren Kate.

Dopo Fallen è stata la volta di Yu-gi-oh Dark Side of Dimension, una delle rare volte in vado a vedere un film di animazione e dato che ci tenevo molto e dopo aver saputo della carta in edizione limitata che ti regalavano se andavi a vederlo, beh, come resistere alla tentazione di rivedere Yugi e amici?

Devo dire che sono rimasti identici a come me li ricordavo, Joey era straordinariamente idiota ma anche il migliore amico di sempre, il buon Tristan non mancava di certo e Bakura popolare al liceo è stata una sorpresa! Ma giù le mani da Bakura che è mio! 😄 L’unica leggermente cambiata è stata Tea che mi è sembrata più una idol ma nonostante questo era carina anche lei, ma più di tutti, faceva la sua esemplare scena Seto Kaiba! Sprizzava ormoni da tutte le parti ed era più figo del solito e sempre fissato con il Faraone/Atem nel volerlo sfidare e sconfiggere che l’ha portato perfino a programmare una sorta di simulazione realistica! 😄 Seto ha indetto anche l’ennesimo torneo pur di riuscire a convincere Yugi a riportare indietro il Faraone che ormai sono tanti anni che non appare anche perché il suo puzzle si era smantellato in tanti pezzi ed era andato perduto. La trama del film era facile da seguire e ha tenuto fede al mondo di Yu-gi-oh come siamo abituati noi a conoscerlo quindi è stato davvero godibile soprattutto per chi è fan della serie di carte da gioco della Konami. Mi sono entusiasmata parecchio tanto ero immersa nella storia e non sono mancati di certo le scene divertente ma anche quelle serie in cui riflettere il tutto condito da quell’amicizia e dall’unione che hanno Yugi&Co. Ad un certo punto ero arrivata a sperare che durasse di più tanto ero presa dalla visione e quando succedono queste cose, si sa, vuol dire che il film ha raggiunto il suo scopo.

Quel giorno, tra l’altro, terminato Yu-gi-oh ho preso i biglietti per Logan – The Wolverine a distanza di una mezz’oretta dalla fine del primo  ero già in un’altra sala per il secondo, eh, sì, ho passato un pomeriggio rinchiusa al cinema a mangiucchiare popcorn e a bere coca-cola. LOL Logan si è rivelato perfino più bello di quanto mi aspettassi, sapete, non è che impazzisco per gli X-Men e seppur un attimo di smarrimento iniziale mi sono ritrovata ben presto immersa nella trama senza avere più il coraggio di staccarmi, è stato uno spettacolo per i miei occhi, credo di essere rimasta piacevolmente sorpresa da questo film, non me lo aspettavo di certo così coinvolgente e ancora una volta non posso che elogiare l’intero cast per essere riusciti a creare un piccolo capolavoro del genere. Azione, mistero, combattimenti ma anche sentimenti, cose nuove, prime esperienze ed esperimenti, il sangue che non mente mai e il coraggio di non tirarsi indietro anche quando sembra ormai troppo tardi. Il merito di questo successo sta anche nell’interpretazione del personaggio di Laura, il quale gira tutto attorno a lei, e la sua giovane attrice è stata fantastica su tutto, una piccola super eroina che vive nella stessa condizione di Logan, che ha sofferto e che ne ha passate tante. E poi piano piano tutto comincia a prendere forma in quello che è stato il puzzle della trama, ogni dettaglio svelato, la verità che viene a galla in maniera irruenta, l’umanità e il bene che vince sempre su tutto, si arriva a mettere davanti la propria vita pur di proteggere quella ragazzina, la speranza di farla vivere in un mondo normale, di darle una seconda chance, una nuova condizione … Ovviamente potrei dire ancora tanto altro ma mi fermo qui perché solo a ripensarci credo di poter parlare per ore di questo film. Se avete l’occasione, recuperatelo assolutamente! 🙂

 L’ultimo che ho visto invece è stato La Bella e La Bestia, come lasciarmelo scappare? Con Emma Watson, la “Hermione” della saga di Harry Potter, ma a prescindere ciò, è un’attrice che stimo e che mi è sempre piaciuta fin da quando l’ho conosciuta e che un po’ è cresciuta con tutti noi nella sopracitata serie letteraria ed ora vederla in altre vesti, in ruoli diversi, con quel riconoscimento di attrice che si merita è sempre una gioia. Il film si divide tra scene musical e altre di narrazione, il mondo Disney è così inconfondibile che ha lasciato la sua impronta anche su questa pellicola. La storia penso che la conosciamo tutti, chi non ha mai visto il cartone animato? Beh, la veste cinematografica ha saputo tenere testa all’amore di chi ha adorato questa avventura e ha regalato anche qualche emozione in più. Innanzitutto, ricreare in quel modo le ambientazioni, gli abiti, la stessa struttura di composizione del racconto non è stato facile per niente e si capisce benissimo quanto lavoro c’è stato dietro. L’atmosfera che viene fuori è da favola, con la dolce ma anche coraggiosa Belle che rifiuta le attenzioni di Gaston e finisce poi essere la prigioniera – o ospite? – del castello della Bestia, affetto da una maledizione che lo lega ad una rosa. Non era stato in grado di accettare l’aiuto di una anziana signora che poi si è scoperta una strega e questa donandogli una rosa lo ha trasformato in una bestia pelosa e spaventosa. Se fino a che l’ultimo petalo che cadrà non avrà trovato qualcuno che sappia amarlo per quello che è al di là del suo aspetto rimarrà per sempre con queste sembianze. All’inizio la bestia è proprio una bestia ma nel senso più di carattere, brusco, per niente cortese, irato e furioso contro tutti ma a poco a poco la presenza costanza di Belle riesce a cambiarlo e si arriva quasi ad un punto di svolta nel quale non si fa più caso al suo aspetto orribile ma lo si vede più umano, più gentile, sempre più simile ad una persona e meno ad una bestia. Quando anche Belle se ne accorge, beh, l’amore è già nell’aria e basta qualche incidente che mette a repentaglio la vita del castellano che subito si mobilizza per andarlo a salvare. Belle forse è la prima eroina disneyana perché non è stata salvata ma ha salvato la bestia, gli ha insegnato l’amore e la capacità di vedersi per ciò che ha dentro di sé e … beh, il lieto fine c’è eccome, altrimenti che storia d’amore sarebbe? La magia che sprizza questo film mi ha colpita, entusiasmata per non dire poco e fatto girare la testa. Dai personaggi secondari che risultano invece completare e completarsi a vicenda fino ai più piccoli dettagli, ogni cosa non è lasciata al caso ma è parte integrante del film. Sembra di entrare in un sogno bellissimo che ti accompagna fino alla fine di questa romantica storia. Ovviamente la canzone più cantata e amata è Stia Con Noi, che mi ha riportato bambina, la scena di Belle a tavola con piatti e posate, stoviglie e tovaglioli di cotone che si animano e volteggiano in un turbinio di colori e di sfavillanti scintille è proprio come me lo ricordavo. Insomma, una favola da vedere e rivedere!

Il prossimo film che andrò a vedere sarà Guardiani della Galassia Vol. 2 e voi? 😀 E ovviamente sto ancora aspettando con ansia Spider-man Homecoming! *o*

Passando invece ad altro, ultimamente devo dire che sta ritornando la mia voglia di immergermi tra le pagine di libri e perdermi con gli occhi nelle parole e nei significati quindi sto recuperando parecchia roba che piano piano sto scoprendo e ri-scoprendo perché i libri ti vengono a cercare prima o poi. Magari ne vedi uno, ti incuriosisce ma poi vai di fretta e lasci stare e poi rieccolo che ti compare quando meno te lo aspetti e scopri che sì, quel libro merita davvero di finire tra le tue mani! Questa frase calza a pennello per un libro che ho recentemente preso (proprio ieri!) ma di cui ve ne parlerò più avanti. La chicca che invece devo assolutamente citare è Tredici di Jay Asher! Meglio conosciuto come 13 Reasons Why, cui è diventata una serie tv della Netflix. Ancora non ho potuto godermela ma prima di questo dovevo assolutamente divorarmi il libro che in un solo pomeriggio avevo già metabolizzato e fatto mio in tutte le sue parti.

"Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori … Ve lo prometto." Quando Clay Jensen ascolta il primo dei nastri che qualcuno ha lasciato per lui davanti alla porta di casa non può credere alle sue orecchie. La voce che gli sta parlando appartiene a Hannah, la ragazza di cui è innamorato dalla prima liceo, la stessa che si è suicidata soltanto un paio di settimane prima. Clay è sconvolto, da un lato non vorrebbe avere nulla a che fare con quei nastri. Hannah è morta, e i suoi segreti dovrebbero essere sepolti con lei. Ma dall'altro il desiderio di scoprire quale ruolo ha avuto lui nella vicenda è troppo forte. Per tutta la notte, quindi, guidato dalla voce della ragazza, Clay ripercorre gli episodi che hanno segnato la sua vita e determinato, in un drammatico effetto valanga, la scelta di privarsene. Tredici motivi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni dei suoi compagni di scuola e che, una volta ascoltati, sconvolgeranno per sempre le loro esistenze. Con più di due milioni e mezzo di copie vendute soltanto negli Stati Uniti, Tredici, romanzo d'esordio di Jay Asher, è da dieci anni uno dei libri più letti dai ragazzi americani, e ora anche una serie televisiva prodotta da Netflix. #tredici #13 #13reasonswhy #thirteen #thirteenreasonswhy #jayasher #clayjensen #netflix #netflixseries #currentread #currentreading #bookporn #booklover #booklove #instabook #bookstagram #bookworm #bookpassion #bookaddicted #booknerd #bookcover #ilovebooks #librichepassione #mondadori #librimondadori #romanzo #bestseller #youngadult

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Tredici è una storia che reclama ancora adesso dalla sua pubblicazione l’attenzione di cui sta meritando complice l’uscita televisiva ma sicuramente sono le vicende che la fanno da protagonista. Tredici, come le cassette audio che Hannah registra ad altrettante tredici persone e ognuna di loro li riguarda in prima persona. Attraverso queste Hannah spiega i motivi che l’hanno portata a compiere il suo gesto estremo, suicidarsi ingerendo una quantità abnorme di pastiglie che l’hanno fatta finire ovviamente in ‘overdose. Hannah era una ragazza che si era appena trasferita, non aveva molti amici, faceva un po’ fatica ad integrarsi ma ha avuto anche la possibilità di sperimentare la sua prima cotta, che è finita male ma che l’ha resa un po’ più consapevole dell’amore. Nella sua vita irrompono vari ragazzi e ragazze e ognuno di loro lascia un qualcosa contro di lei, una ferita, che brucia anche quando passa del tempo e ogni cosa piano piano da una bugia, una menzogna, a effetto valanga, la travolge fino a che Hannah non ce la fa più e si lascia andare. Brevemente potrei raccontarvela così la storia ma sicuramente non soddisferebbe la vostra curiosità perché c’è ben altro dietro, c’è tanta sofferenza, c’è l’amarezza, c’è la perdita di ogni contatto, di fiducia anche nelle persone adulte e rimane sempre la paura, di essere sbagliati, di sbagliare, di fare del male e di farsi del male ma soprattutto l’ansia del non poter essere importante per qualcuno. Attorno a lei si scatenano vicende che la coinvolgono in prima persona, che la abbattono come un tifone e che la mettono al centro del ciclone, viene presa di mira, umiliata, ridicolizzata, emarginata e le poche cose a cui tentava di aggrapparsi … svanite anche quelle. Quando non le resta più niente Hannah è persa per sempre, potrebbe essere aiutata, in fondo, ci sono stati dei segnali che potevano far capire cosa le stava succedendo ma anche Clay, il protagonista della storia, seppur sia segretamente innamorato di lei alla fine non riesce comunque a trarla in salvo. E riascoltare per filo e per segno tutta la sua storia, risentire la sua voce attraverso le cuffie è devastante quanto essere a sua volta devastati dalla realtà di quanto accaduto. Hannah distrugge le vite di chi l’ha a loro volta distrutta, ricorda i particolari, in un certo senso è come se fosse una bulla e si ha quasi questa impressione a inizio libro ma poi più si entra nel vivo della storia e più si arriva a pensare a quanto si poteva fare ancora per lei, quanto sarebbe stato facile tenderle una mano e aiutarla davvero non solo con le parole, ma anche a gesti. Tredici è edito da Mondadori e sta diventando un vero e proprio fenomeno mondiale contro questi tipi di violenze, di bullismo, di situazioni che ci riguardano, che quasi sembrano realmente possibili, anzi, lo sono, e forse è per questo che non si riesce a staccare gli occhi dalle pagine. Più si entra nel vivo e più si vuole cercare la verità, e quando la si trova, cosa rimane in fondo? Niente. Un senso di vuoto che però ha un significato enorme, non lasciate soli nessuno. Non fateli sentire come si è sentita Hannah, un invito a non ripetere gli stessi errori e un monito per tutti i ragazzi ma anche per gli adulti perché il più delle volte dovrebbero assumere un ruolo e prendere una posizione ed invece si scoprono al pari di chiunque altro, incapaci di proteggere e di difendere. Insomma, una lettura non proprio piacevole perché è stata a tratti piuttosto cruda e nuda ma sicuramente ottima per chi vuole qualcosa di più raccontato senza censure e senza timori. Vera e reale come se ci potesse accadere anche a noi come se volesse metterci in guardia …

Non è proprio un vero e proprio libro ma un libriccino quello che mi è arrivato per posta e sto parlando di We Can Be Mended di Veronica Roth! L’epilogo assoluto della saga distopica di Divergent, si colloca qualche tempo dopo la fine delle vicende di Allegiant e segna il ritorno di Quattro/Tobias e di come sta vivendo dopo la tragica separazione e perdita di Tris. Personalmente questo libriccino non mi è dispiaciuto affatto, tra l’altro io adoro scoprire cosa accade dopo una serie animata, letteraria, cinematografica che sia quindi sono rimasta molto felice a dispetto di chi invece non ha fatto altro che prenderlo e poi storcere il naso. Era possibile riceverlo solo dopo aver preordinato o comprato il nuovo romanzo della Roth, Carve the Mark, che farà parte di una mini serie di due libri di cui questo è il primo.

In una galassia percorsa da una forza vitale chiamata corrente, ogni uomo possiede un dono, un potere unico e particolare, in grado di influenzarne il futuro. Cyra è la sorella del brutale tiranno che regna sul popolo shotet. Il suo dono, che le conferisce potere provocandole allo stesso tempo dolore, viene utilizzato dal fratello per torturare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un'arma nelle mani del tiranno. Lei è molto più di questo. Molto più di quanto lui possa immaginare. Akos è il figlio di un contadino e di una sacerdotessa-oracolo del pacifico popolo di Thuvhe. Ha un animo generoso e nutre una lealtà assoluta nei confronti della famiglia. Da quando i soldati shotet hanno rapito lui e il fratello, l'unico suo pensiero è di liberarlo e portarlo in salvo, costi quel che costi. Nel momento in cui Akos, grazie al suo dono, entra nel mondo di Cyra, le differenze tra le diverse origini dei due ragazzi si mostrano in tutta la loro evidenza, costringendoli a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l'un l'altro. Carve the Mark – I predestinati è un racconto sul potere, l'amicizia e l'amore in una galassia carica di doni inaspettati. #carvethemark #carvethemarkipredestinati #ipredestinati #veronicaroth #mondadori #librimondadori #bookpassion #instabook #bookstagram #currentreading #newsaga #book #favbook #librichepassione #bookporn #libridaleggere #bookaddict #bookaddicted #booklove #booklover #bookcover #bookworm #booknerd #fantasybook #bestseller #bookcover #fantasy #romanzo #novel #youngadult #youngadultbook

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Insomma, lo acquistavi, registravi i tuoi dati su Mondadori ed eccoti in omaggio l’epilogo della sua precedente trilogia. E’ stato emozionante riceverlo dopo qualche settimana e mi ha fatto tanto piacere leggere la piccola storia che ha scritto per i suoi fans. We Can Be Mendend mi ha solo fatto capire quanto mi sia piaciuto Tobias e quanto ancora mi manca tanto di lui, è uno dei rari casi di mio attaccamento per un personaggio maschile e facente parte di una saga (a parte Harry Potter) ma per lui ho più un sentimento strano, da una parte vorrei che fosse felice più di tutti dopo che ne ha passate tante e dall’altra vorrei anche poterlo abbracciare e dirgli che va tutto bene. In più leggere Four, il volumetto dedicato tutto a lui è stato un altro duro colpo al cuore. Mi ha trasmesso tantissimo e l’ho sentito così vicino come non lo avevo percepito durante l’intera saga, è come se di un colpo lo vedessi sotto un’altra luce, come se lo guardassi per la prima volta e mi ha davvero stretto il cuore. Con We Can Be Mended Tobias vede il nuovo mondo che si è creato, le cose come sono cambiate, altre sono rimaste le stesse, la sua vita sta andando avanti, senza se e senza ma e senza poter tornare indietro nel tempo, a volte il pensiero di Tris lo scalfisce ancora, in fondo, tutto gli ricorda lei ed è una presenza che c’è stata ed ora, rimasto da solo a far fronte a questo grande cambiamento che hanno generato assieme, è solo una dimostrazione di quanto il coraggio sia servito a qualcosa, di quanto combattere sia necessario per vivere meglio, di quanto non arrendersi sia sempre il punto fondamentale se si vuole stare a testa alta. Penso che quando rileggerò la saga daccapo non potrò fare a meno di far incastrare certi loro atteggiamenti nelle scelte che poi sono avvenute.

Attualmente ho recuperato anche altri libri ma ognuno di loro occuperà uno spazio apposito quindi per ora mi fermo qui. 😀 

Sul fronte games devo dire che non sono rimasta a bocca asciutta perché ho potuto giocare anche lo special di April Fool’s Day di Mystic Messenger creato da Cheritz. Anche se era solo una giornata, il giorno di pesce d’aprile, aveva anche a che fare con il personaggio che più amo tra quelli di questa app e sto parlando di Zen! *^* Il primo aprile è anche il suo compleanno quindi capirete poverino quante ne abbia passate negli scorsi anni per colpa degli altri pg che l’hanno preso in giro e non riusciva mai a capire se facessero sul serio o fosse tutto parte di un grande scherzo. In questo special infatti abbiamo la sensazione che tutti stiano dando di matto, da Yoosung che finisce per essere una omelette a Jaehee che diventa un bollitore, Jumin un gatto, Seven che vuole regalare a Zen tonnellate di cartone, e subito si capisce che c’è qualcosa che non va perché le foto a cui siamo abituate sono … strane, nel senso che sembrano proprio reali! 😄 E’ stato davvero da pazzi giocare e chattare quell’unica route e non credo di esserne uscita sana di mente al termine della giornata anche se le parole dolcissime di Zen le ricordo come se me le avesse dette in un orecchio sussurrando. #*_____*# God, quanto lo amo Zen! ❤ Ovviamente sono finita nella good end ma sono curiosa di scoprire invece come finisca la normal e la bad. Anche Unknown fa la sua comparsa ed ero tentata di seguire le risposte verso di lui ma era la prima volta e volevo che finisse nel modo più splendido possibile per Zen che poverino davvero, mi si stringeva il cuore quando lo vedevo tutto agitato, confuso, come se stesse a sua volta per impazzire e poi ci si mettono anche gli altri. 😄 Alla fine quindi penso che si sia trattato solo di un uno strano sogno nel quale noi eravamo i protagonisti e la giornata termina con un birthday party a casa sua, dopo che ci siamo imbucati! LOL Per quanto riguarda invece la storyline principale ho terminato quella di Jaehee e finalmente dovrei passare alla Deep Story dato che ho accumulato abbastanza cuori per sbloccarla e finalmente potrò avvicinarmi a Jumin e poi infine a Seven. *_____* Non vedo l’ora di ricominciarci a giocare anche perché per troppo tempo ne sono stata in astinenza. ehehe! ^____^”

 Recentemente anche ho potuto giocare all’xbox con mio fratello e ci siamo divertiti davvero tanto con Rayman Origins, che finisce nel modo in cui è iniziato! 😄 Davvero sorpredente! In modalità multiplayer il divertimento è assicurato che piuttosto giocare da soli, la storia è completa ma dobbiamo completare alcuni obiettivi comunque è stato sotto diversi punti di vista una vera avventura in 2d! Raggiungevamo diversi mondi con vari livelli, aiutavamo le fatine e in dono ricevevamo alcuni poteri per proseguire nel gioco e che corse pazze che abbiamo fatto per acciuffare quei dannati tesori! 😄 Da provare assolutamente anche voi! E poi anche se ci sono stati momenti in cui quasi volevamo gettare tutto all’aria alla fine piano piano riprovandoci siamo riusciti ad andare avanti, è stato quasi come vedere un cartone animato ed esserne i protagonisti, quasi come esplorare un coloratissimo universo di nemici e di pericoli e poi le musichette di sottofondo erano davvero così carine, alcune ero arrivata a canticchiarle perché erano irresistibili. Molto carino come gioco! *o* Mi è piaciuto un sacco! Ed ora? Beh, al momento sono concentrata a Gears of War, anche se sono ancora una mezza frana ma sto imparando, mi sono creata un mio profilo personale su xbox live e sto cercando di fare del mio meglio anche se fatico ancora un po’ a muovere non solo il personaggio ma anche la sua visuale! >____<” Non ci sono proprio abituata ma a sparare me la cavo bene! ehehe! 😀 Conto di giocare in mutiplayer anche i prossimi capitoli del brand videoludico assieme a mio fratello boxaro come non mai. LOL

E sul versante manga shoujo? Beh, potevo starmene senza leggere niente di niente? Certo che no! Finalmente ho potuto leggere anche la fine di Clover in Love con la dolce Mitsuba e i suoi trifogli e il suo amore Koki, irresistibilmente carino e puccio. Ma quanto mi sono piaciuti? Dolcezza allo stato puro! ❤ E’ finito bene e non poteva andare diversamente ma come mini serie sono contenta di averla seguita. *_____* Quasi quasi me la rileggerei tutta da capo per parlarvene come si deve. ci penserò su. 😉 E poi ho potuto anche prendere Cuore di Ninja di Hino Matsuri, celeberrima per Vampire Knight!

Devo dire che come primo volume non mi è dispiaciuto affatto, anzi, è stato sicuramente interessante e non aspetto altro che leggerne la conclusione con il secondo numero! *^* Mikage si destreggia tra la sua vita da ninja e la prospettiva di essere una ragazza come le altre, andando a scuola e indossando una uniforme. Nel bel mezzo di tutto ciò un ragazzo le viene incontro per chiederle aiuto e lei che aveva servito un unico padrone finisce dopo un po’ per accettare e averci a che fare. Una cosa che non finirò mai di dire è che come li disegna i personaggi maschili la Hino nessuno può farlo! Davvero sensuali e sempre con quel tocco in più di mascolinità che mi fa perdere la testa, il suo tratto inconfondibile è la certezza quasi di una lettura imperdibile e finora ha risposto abbastanza alle mie aspettative! Vedremo poi come finirà. ^____^ Per una serie che finisce un’altra ne comincia, è sempre così il tormentone e difatti sto aspettando di poter leggere Honey, uscito ieri, ma che ancora non ho avuto modo di andarlo a prendere ma sicuramente non vedo l’ora di metterci sopra le mani. Honey è ancora più dolce di Clover in Love, un miscuglio e una miscela di sentimenti che vi farà perdere i sensi per quanto sia puccio e carino come manga. E maggio ci riserverà altre sorprese con l’arrivo principalmente di Tsubaki-cho Lonely Planet di Mika Yamamori già autrice dell’acclamato Hirunaka no Ryusei, Una Stella cadente in Pieno Giorno, per la Star Comics! ❤ I CAN’T WAIT! ❤ Eh, sì, mi aspettano ancora tante letture e tante cose da fare e sempre così poco tempo a disposizione … T______T

Intanto però sono qui, ci sono più che mai e nei giorni prossimi pubblicherò altri articoli, quindi magari tornate a trovarmi, ok? ^_____^

Mmm∼ Ho ancora tante cose di cui raccontarvi ma ci sarà un’occasione per tutto e riuscirò a farcela prima o poi! 😉

Alla prossima!

Juliet.

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Full Moon – Canto d’Amore n°1 – Arina Tanemura

Buon giorno a tutti!

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Siamo arrivati a marzo, ci stiamo avvicinando sempre di più alla primavera, le giornate ormai si stanno lentamente allungando e il sole è sempre più presente nei nostri cieli. Direi che questo clima tiepido è davvero perfetto per iniziare una nuova maratona shoujo! *^* Dove, ovviamente, l’amore ne è il vero e proprio protagonista! Stavolta, percorreremo le vicende di una ragazzina di dodici anni (sì, è davvero molto giovane!) affetta da un male pressoché quasi incurabile ma grazie a due strani personaggi la sua vita, scopriremo, cambierà totalmente e in modo del tutto inaspettato. Cosa ci attende in questa mini serie? Sicuramente tanta magia, scenette spassose ma anche momenti difficili dove trattenere le lacrime non è affatto ammesso! 😉 Se ancora non avete capito, stiamo parlando di Full Moon Canto d’Amore, opera d’esordio di Arina Tanemura nel nostro Paese. Full Moon non è altro che uno pseudonimo che usa Mitsuki, la nostra piccola protagonista, per definire l’altra parte sedicenne di se stessa … Ah, vedrete che capirete meglio leggendo e inoltrandovi con me in questa prima tappa! Ma in tutto ciò la nostra Mitsuki deve far fronte ad una spada di Damocle che le pende sulla testa, pare, infatti che il suo futuro sia davvero molto incerto, non le rimane molto da vivere eppure ha un grande sogno che vorrebbe si realizzasse: poter cantare e far arrivare la sua voce alla persona che più ama, al suo amico d’infanzia Eichi! Il desiderio di Mitsuki la spinge a dare il massimo e a metterci tutta se stessa ma sarà abbastanza? Ce la farà a incontrare ancora il suo primo amore? 🙂

Arina Tanemura è qui! Dopo le vostre richieste, le vostre petizioni e le vostre lettere minatorie, abbiamo infine deciso di accontentarvi pubblicando questa già celebre miniserie in sette numeri originariamente uscita nel 2002/04. In caso non conosciate questo gioiellino shojo, vi riveliamo che racconta la storia di Mitsuki, una dodicenne con un grande sogno: diventare una cantante famosa. Il primo problema è che Mitsuki ha un male apparentemente incurabile e il secondo… che per partecipare all’audizione per giovani idol sono necessari almeno 15 anni. Fine della storia? Nemmeno per sogno: questo è solo l’inizio. Perché la nostra protagonista riceverà un inaspettato aiuto da una fonte ancora più inaspettata.

Fonte: Planet Manga

Mitsuki Koyama è una ragazzina di soli dodici anni eppure anche se così molto giovane deve far fronte ad un sarcoma, un tumore maligno, che le ha colpito la gola e sembra quasi un destino nefasto dato che ama cantare, lo fa spessissimo nella casa ove vive quasi come se fosse segregata per volere di sua nonna materna che forse, oserei dire, si prende davvero troppo cura della sua nipotina tanto da arrivare a costringerla a liberarsi di questa passione. Mitsuki però non ci sta per niente! Per lei il canto è tutto ciò che ha e per tale motivo si è iscritta ad un concorso canoro per diventare una idol, passando addirittura la fase preliminare! Il dottor Wakaoji, il medico incaricato di controllare la sua salute non perde occasione per cercare di convincerla a farsi operare ma Mitsuki sa che, se finirebbe sotto i ferri, perderebbe la cosa più preziosa che ha: la sua voce. Infatti le verrebbero tolte le corde vocali ma opponendosi all’intervento rischierebbe ancora di più, la sua stessa vita! Mitsuki non ha paura della morte, è disposta ad affrontarla quando arriverà il momento, tutto ciò che le preme è far sì che diventi una cantante fatta e finita per far giungere il suo calore e il suo affetto ad Eichi Sakurai. Eichi non è altri che il suo prezioso amico, la persona che più le è stata vicina quando ha passato un periodo della sua infanzia all’orfanotrofio. Eichi e Mitsuki prima di separarsi si erano fatti una promessa: quando si sarebbero incontrati sarebbero stati molto vicini al diventare ciò che volevano, per il primo, un astronauta e per la seconda, una cantante affermata, appunto. Per restare fedele alle loro parole Mitsuki si è sempre portata dentro di sé il ricordo di Eichi, anche se vive negli Stati Uniti, dopo che è stato adottato, e dal giorno in cui si separarono, non si sono mai più visti ne tenuti in contatto. La ragazzina quindi è convinta che se riuscisse davvero a far sì che la sua voce giri il mondo forse Eichi potrebbe riconoscerla e si rivedrebbero di nuovo! Ma prima di quello c’è un punto importante: Mitsuki non ha l’età per partecipare al concorso, dovrebbe avere almeno quindici anni e ovviamente il permesso da parte di sua nonna! Ma la madre di sua madre non glielo permette perché odia il fatto che la figlia sia morta dando alla luce Mitsuki, figlia a sua volta di un cantante famoso. Il rancore nei confronti del padre della sua nipote e il dispiacere nel non essere stata in grado di proteggere sua figlia hanno fatto sì che iperproteggesse Mitsuki e cercasse di recidere la sua vena musicale. Difatti quando Mitsuki prova a chiederle il permesso si vede solo davanti un muro indistruttibile e quando, per l’ennesima volta, viene confinata in camera sua la ragazzina si trova in una situazione disperata! Avrebbe davvero bisogno di una mano! Vorrebbe uscire da questa gabbia, spiegare le ali, presentarsi al concorso e cercare di realizzare il suo desiderio! Ma finché si trova confinata tra le quattro pareti di casa ciò non diventerà mai realtà. Tuttavia, proprio per magia, all’improvviso, sbucano due personaggi davvero strani che non appena incrociano i suoi occhi si rendono conto che la ragazzina è capace di vederli! Sono due messaggeri di morte, due shinigami in altre parole, venuti a impedire che la sua anima venga salvata. Si chiamano Takuto Kira e Meroko Yui e sono due messaggeri provenienti dal reparto pediatrico ecco spiegato il motivo per il quale il primo ha due orecchie da gatto e la seconda da coniglietta e assieme formano la coppia “Negi Ramen“. Tuttavia, chissà come, si fanno scappare di vista Mitsuki la quale ne approfitta per fuggire via dalla villa dove abita. Tra una corsa ed un’altra alla fine Takuto acconsente di realizzare il suo desiderio e la trasforma in una sedicenne, in questa maniera, è in grado di prendere parte al concorso proprio come voleva facendo indispettire Meroko che non è per niente favorevole a questa cosa dato il suo compagno sta infrangendo le regole. E quando Mitsuki arriva al luogo fissato dopo un attimo di smarrimento dovuto alle altre concorrenti riesce a cantare a pieni polmoni e mettendoci tutta la sua voce cosa che, nelle condizioni reali non ne sarebbe in grado, anzi rischierebbe grosso. La sua voce incanta i giudici e anche lo stesso Takuto che aveva preso le sembianze di uno di questi, così, Mitsuki si ritrova vincitrice! Ad ogni modo deve fare i conti con un pensiero che le ha messo addosso Madoka Kawamatsu, una sua rivale, ovvero quello di essere stata scelta solo per il suo aspetto e non per le due doti vocali, altrimenti sicuramente, non sarebbe andata molto lontana. Questo chiodo fisso però non le impedisce di firmare subito con la Seed Records e Mitsuki entra a far parte della scuderia dei nuovi talenti. Comunque, quando Takuto scopre che la ragazzina vuole cantare per poter un giorno incontrare di nuovo il suo primo amore, Eichi, lo reputa un motivo futile ed inutile a sua detta finendo per prendersela molto e si infuria ma poi, riflettendoci, finisce per scusarsi proprio quando Mitsuki (che nel frattempo ha scelto come nome d’arte lo pseudonimo di Full Moon) sta facendo il suo debutto davanti ai curiosi. Infatti farà conoscere il suo primo singolo, “Angel” al pubblico e ciò le porta come regalo un mucchio di cartoline e di lettere dei fans e la ragazza finisce per rassicurarsi: è diventata una cantante per la sua bravura proprio come le ha detto la sua manager! Nel frattempo però Mitsuki viene a sapere che anche Takuto, in passato, cantava e quando chiede a Meroko che tipo di canzoni era abituato a esprimere con la sua voce scatena solo la sua furia e viene rimproverata anche dallo stesso Takuto. In pratica, il messaggero di morte non deve assolutamente sforzarsi di ricordare il suo passato quindi chi era e cosa faceva prima di aver compiuto l’atto del suicidio perché la sua anima finirebbe per vagare sulla terra come fantasma e difatti le ali che ha addosso sono solo delle repliche, sono finte, in altre parole. Un giorno però, sua nonna, decide di prendere una decisione drastica per far sì che Mitsuki getti la spugna sulla questione del canto e della musica e la fa rinchiudere sotto chiave in una stanza al buio. A lei invece questo da solo la conferma di un passo importante da voler compiere: non può abbandonare la sua passione e visto che è alle strette non le rimane altro che andarsene da casa. Finisce con il soffiare nel fischietto che Takuto le ha donato che fa sì che lui la senta e accorra ogni qualvolta abbia bisogno del suo aiuto e quando quest’ultimo sopraggiunge, Mitsuki, felice di aver ritrovato il suo “amichetto del bosco” gli confessa di volergli molto bene per poi collassare per aver sforzato la sua voce dato aveva finito per canticchiare intanto che lo aspettava. Takuto nel sentirle sussurrare il nome di Eichi, si scopre di non sopportarlo per nessuna ragione, la guarda e poi la bacia sulla bocca. Takuto le ha fatto solo la respirazione bocca a bocca perché Mitsuki stava per morire per insufficienza respiratoria e la trasforma subito dopo in sedicenne, in Full Moon. A questo punto la ragazza conscia della sua decisione scappa di casa ma prima di questo nel vedersi davanti sua nonna che si era accorta della sua sparizione finisce per donarle il suo CD e trovandosi però come risposta il fatto di odiare la musica perché questa le ha portato via la sua persona più cara, sua figlia, la madre di Mitsuki. Al risveglio Mitsuki si ritrova al sicuro in un faro, ha passato qui la notte in compagnia di Takuto il quale adesso sta cantando davanti al mare, sulla spiaggia, esprimendo la sua voce e ciò che aveva dentro il cuore. Mitsuki è quasi attratta dal suo modo di cantare, non se lo aspettava proprio, ma sa che vuole molto bene a Takuto per essere diventato importante anche se al primo posto ci sarà sempre Eichi, questo è poco ma sicuro. E mentre i due sono intenti a pizzicarsi a vicenda e a farsi i dispetti in modo amichevole ecco che incontrano Madoka e il suo maialino domestico Gucchan la quale la porta a casa sua vedendo come sia bagnata fradicia dopo che è entrata in acqua per uno scherzo di Takuto nei suoi confronti. Qui Mitsuki scopre che Madoka non è altro che una ragazza davvero in gamba e scopre un lato di lei che non aveva visto inoltre, spera un giorno, che possano diventare amiche anche se attualmente sono due rivali. Devono infatti partecipare ad una competizione: ci sono due profumi con altrettante due fragranze, una, è Only Rose e viene assegnata a Madoka e l’altra è True Ocean, di cui se ne occuperà Full Moon. Ognuna devono scrivere una canzone che esprimano il concetto del profumo che stanno pubblicizzando per la catena di shampoo Pure. Le due cominciano a lavorarci su e a Mitsuki – che ora ha un appartamento tutto per sé datole grazie al suo lavoro – viene in mente l’idea della sirenetta di Andersen. Quindi in poco tempo le parole le vengono fuori e si ritrova con un bel pezzo da presentare che riprende fedelmente i sentimenti e la tristezza della sirenetta che ha finito per trasformarsi in schiuma pur di non tradire l’amore che provava per il principe anche se quest’ultimo alla fine aveva sposato un’altra. Il giorno delle prove per l’incisione della canzone, tuttavia, Madoka si sente sotto pressione, non è riuscita a scrivere un testo che abbia abbastanza impatto e le voci che girano sul fatto di volere come testimonial una ragazza al naturale e con un aspetto fresco e semplice le si ritorce contro perché per inseguire il suo sogno di diventare una cantante ha dovuto sottoporsi a diversi interventi di chirurgia estetica pur di rendersi carina e appetibile. E’ frustata, non è colpa sua se il pubblico impone certi canoni di bellezza per sfondare, vuole assolutamente vincere contro Full Moon, ad ogni costo! E poi, improvvisamente, mentre Madoka è in sala registrazione Takuto fa notare a Full Moon un dettaglio a dir poco importante! Il testo che la ragazza sta cantando … è proprio quello che ha scritto lei, parola per parola! Ed ora? Che si fa? Senza ombra di dubbio, Madoka è entrata in possesso della canzone scritta da Full Moon ma … come? In che maniera? Chi è stato a compiere un tale gesto scortese nei suoi confronti? Ebbene, Meroko ha deciso di fare la sua mossa: ha chiamato un individuo sconosciuto per far sì che l’aiuti nella sua missione ma pare che le cose non stiano andando nella maniera in cui aveva sperato. Per lei è sempre difficile relazionarsi con questo messaggero di morte che non perde tempo a stuzzicarla e a farsi beffe del suo imbarazzo e del suo amore a senso unico nei riguardi di Takuto. Pare proprio che voglia frapporsi tra Mitsuki e il suo sogno! E chi è costui? Riuscirà davvero ad averla vinta? E cosa farà Mitsuki adesso che non ha nessun testo in mano da poter cantare? La sua breve carriera finirà qui?

Ed eccoci alla fine di questa prima tappa di Full Moon … Finalmente è arrivato il suo momento! Oh, sì! *^* Era da un sacco di tempo che non vedevo l’ora di incontrare nuovamente Mitsuki e il suo alter ego Full Moon! Proprio così! Vidi, tempo addietro, l’anime ma era rimasto incompiuto, tuttavia, le puntate mi erano piaciute così tanto e le canzoni, poi, erano davvero carinissime e orecchiabili! ❤ E mi ero anche innamorata di Takuto! 😄 Insomma, c’era stato un periodo in cui ero proprio in fissa con Full Moon wo Sagashite! *o* E fu da allora che tentai di recuperare la serie manga ma nella mia fumetteria a quel tempo non avevano tutti i numeri e per me sette volumi erano anche troppi, sì, ero una poveraccia! LOL Comunque, l’idea di leggere il manga cartaceo mi ha accompagnato per tutti questi anni e quando sono stata in grado di recuperarlo, non molti mesi fa, grazie ad una ragazza che mi ha venduto la serie tramite scambio a mano devo dire che sono stata davvero al settimo cielo! Lei se ne era liberata perché non le piaceva più io invece non vedevo l’ora di metterci le mani sopra! Full Moon segna il ritorno di Arina Tanemura almeno per quanto mi riguarda dopo aver completato la maratona di The Gentlemen’s Alliance Cross! ^_____^ Devo dire che questo primo numero è stato molto ma molto carico di cose, un numero che inizia mettendo molta carne sul fuoco fin dalle prime pagine tuttavia la cosa che mi piace di più è che Mitsuki non è una ragazzina che si piange addosso, tutt’altro! Ha sempre il sorriso sulle labbra nonostante la sua precaria situazione di salute e tra le pagine traspare proprio il suo voler a tutti i costi cantare, per Eichi! Il suo primo amore, partito per gli Stati Uniti dopo che è stato adottato da una coppia e, anche se sono passati vari anni, il suo cuore non l’ha affatto dimenticato, anzi, tutto ciò che sta affrontando lo sta vivendo come il percorso da compiere se vuole arrivare fino a lui. Ammiro Mitsuki e la sua voglia incredibile di vivere dando sempre tutta se stessa. Ciononostante si capisce fin dall’inizio che la strada da percorrere non è tutta spianata ma dovrà vedersela con diversi ostacoli che le si presenteranno. In fondo, per conquistare ciò che si vuole non basta solo volerlo, bisogna agire e non tirarsi mai indietro e difatti Mitsuki ha un carattere non solo solare ma anche deciso. Finora l’ho trovata non solo molto infantile – e ciò va bene data la sua età – ma anche bisognosa di amici, di persone che vedano in lei il suo animo puro, quanto è disposta a sopportare pur di andare avanti, gente che la apprezzi per quello che è in grado di fare, per il suo canto, per la sua lealtà ma soprattutto per l’amore nei confronti della musica, parte radicata ormai in lei. Difatti Mitsuki cade spesso in brutti giochetti, non pensa mai male di nessuno, neanche di Madoka, la sua rivale, anzi, finisce addirittura per desiderare che diventi sua amica e tramite ciò possiamo capire quanto si senta sola. La ragazzina ha vissuto praticamente protetta dentro una campana di vetro da sua nonna che non le consente di uscire di casa per coronare il suo sogno ma Mitsuki è una bambina che vuole uscire, fare esperienze, vivere come tutte le sue coetanee e anche se non vuole far arrabbiare sua nonna perché le vuole bene finisce per contraddirla e scappa di casa proprio perché sente dentro un qualcosa di più grande addirittura di lei stessa, un qualcosa che deve colmare, che deve assolutamente raggiungere! Il suo sogno di diventare una cantante e così poter incontrarsi con Eichi è più forte di ogni altra cosa, supera addirittura la sua salute cagionevole. Ma grazie all’aiuto di Takuto che finisce per affezionarsi a Mitsuki, e a far contrariare la sua partner Meroko, Mitsuki vedrà luce in Full Moon, nella figura della luna che era tanta cara a Eichi, infatti, deve il suo soprannome proprio a lui. Scegliendo questo nomignolo Mitsuki ringrazia Eichi. Takuto invece sentendo sempre parlare di Eichi da Mitsuki e considerandolo invece un ragazzo facile che ha semplicemente dimenticato la sua amica ed ora magari se la sta spassando per conto suo crede che la ragazzina stia solo perdendo tempo, un conto è cantare per regalare emozioni agli altri ed un altro, invece, secondo lui, è per cercare un ragazzo che probabilmente se finora non l’ha contattata è perché non gliene importa più nulla di lei. Sinceramente, quando sono arrivata a questa parte non me la sono presa più di tanto, penso che sia stato inevitabile che uscisse fuori questo argomento quindi l’ho trovato molto naturale e logico. Tuttavia, Takuto travolto dall’allegria di Mitsuki finisce per provare dei sentimenti verso di lei, o almeno qualcosa che ci si avvicina notevolmente, prima dice che non gli importa nulla se le capiterà qualcosa di brutto e poi quando questa si ritrova quasi in fin di vita non esita a salvarla baciandola e facendola trasformare subito nella se stessa sedicenne. Inoltre, il carattere aperto della ragazzina riesce a riscaldarlo e Takuto si sente dire che è gentile, che è un suo amico, che gli vuole bene … Insomma, finisce per prendersi cura di Mitsuki fino a che non arriverà l’ora della sua morte, tra un anno esatto. Meroko, invece, l’ho trovata adorabile proprio come nell’anime, prova nei confronti di Takuto un amore a dismisura, continua a confessargli il suo amore anche se lui finisce sempre per non ascoltarla o comunque a non dare molto peso alle sue parole ma nonostante questo si vede che si preoccupa. Meroko non vede di buon occhio lo strano legame che si è creato tra Takuto e Mitsuki e non può fare a meno di sentirsi gelosa, di volerli staccare, di cercare di far ragionare il suo compagno ricordandogli la loro missione e per un certo punto assume un ruolo quasi marginale, secondario, non la si vede spesso tuttavia poi ricompare chiamando dalla sua parte un nuovo personaggio con il quale sembra averci avuto a che fare in passato. La messaggera di morte che è in grado di trasformarsi in una coniglietta di pezza ha un carattere invece piuttosto volubile, è come una eterna ragazzina innamorata che arrossisce quando vede la persona che ama, che farebbe di tutto pur di fargli rivolgere gli occhi ai suoi ma ha anche una parte di sé pratica e determinata, è sempre lei che ricorda a Mitsuki di non fare domande sulla vita passata di Takuto ed è sempre Meroko che prende in mano la situazione. Mi piace Meroko perché anche se fa la parte dell’innamorata appiccicosa agisce per il bene in cui crede, quindi, come dire, non si lascia trascinare ma prende le redini della storia in un certo senso. Difatti è proprio lei a chiamare aiuto e l’arrivo di questo nuovo personaggio porta subito scompiglio, non si sa ancora bene dove voglia andare a parare ma dietro quel sorriso affabile e quello sguardo tagliante si nasconde un altro messaggero di morte tutto da conoscere! Al suo fianco non manca il suo compagno, un fantasmino, dagli occhi a mezzaluna rovesciata e un ghigno particolare in volto. Questa nuova coppia adesso è intenzionata a far tornare su i suoi passi Takuto e a impedire che Mitsuki raggiunga il suo obiettivo. Ma ovviamente, questo è solo l’inizio della storia e tanti avvenimenti ci aspettano proprio dietro l’angolo! Sono curiosa di scoprire come andrà a finire questa serie! *______*

Prima di lasciarvi vi saluto con una foto e una citazione di questo primo volume direttamente dal mio profilo IG che mi sono piaciute particolarmente. 😉

Ci si vede al prossimo appuntamento sempre qui con me e sempre in compagnia di Full Moon – Canto d’Amore! Riuscite a sentire la dolce melodia che sta cantando? Lasciatevi trasportare dai vostri sentimenti e seguite con me il sogno di Mitsuki! 😀

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170225 Mantova Comics&Games @Palabam

Buon giorno a tutti!

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Anche quest’anno sono riuscita ad andare ad una fiera del fumetto e dell’animazione, per la mia seconda volta! Dopo la bella ed emozionante esperienza dell’anno scorso ho deciso di riprovarci ancora e di andare al Mantova Comics&Games! Sinceramente, non mi sembra affatto vero che sia già passato un altro anno, come vola il tempo! Sono stata presente come visitatore il giorno 25 febbraio, sabato scorso per l’appunto! E per l’occasione mi sono presa una giornata di ferie per poter quindi staccare completamente da lavoro e dedicarmi al divertimento allo stato puro. Stavolta, sinceramente, mi sembra che a livello organizzativo le cose siano state fatte un po’ così così … Ma quando si arriva lì in fiera, beh, sai che comunque l’attesa e le aspettative sono state soddisfatte. Rispetto all’anno scorso per quanto mi riguarda io e mio fratello siamo stati piuttosto tranquilli e sereni per questa gita fuori porta. A dire il vero, abbiamo controllato treni e orari quasi agli ultimi giorni proprio per quanto ce la siamo presi comoda e con calma. Mi sono meravigliata del fatto che comunque non ci siano state grandi differenze come orari dei treni e dei bus dato avevo tenuto il foglio dove l’anno scorso mi ero appuntata ogni dettaglio utile al viaggio. Quindi, la giornata di sabato è cominciata con la solita sveglia alle 5 del mattino, dopo una rapida colazione, lavati e vestiti eravamo pronti per andare in stazione. Anche quest’anno abbiamo preferito prendere questo mezzo di trasporto per arrivare a Mantova solo perché ci eravamo trovati bene facendo questo percorso dato che una volta arrivati la fermata della linea 12 che collega la stazione al Palabam è davvero vicina, basta solo attraversare la strada e girare a destra al primo incrocio, nella mia mente il percorso era più vivido che mai. Treno arrivato in perfetto orario anche se siamo partiti con qualche minuto di ritardo ma a parte ciò il viaggio è stato davvero confortevole, durante tutto questo tragitto fino a Verona Porta Nuova dove abbiamo fatto il cambio ho trascorso il tempo guardando fuori dal finestrino e principalmente pensando a cosa avrei visto o cosa mi sarebbe piaciuto poter comprare agli stand. Giunti a Verona ho notato che rispetto all’altra volta nel sottopassaggio per dirigersi ai binari non c’era tutto quell’ammasso di gente e ciò mi ha stupito, era più scorrevole e ci siamo districati tra le persone senza alcuna difficoltà, un rapido controllo per sapere a quale binario dirigersi ed eccoci già saliti sul secondo treno, per questo tragitto ho potuto davvero godermi il sole e il bel tempo, il cielo era davvero sereno e azzurro e il sole che ci illuminava ci faceva quasi pregustare la primavera tanto si stava bene. Mi sono anche stupita di incrociare con gli occhi un fagiano! Dico sul serio! LOL Chissà che ci faceva in quelle zone abbandonate di campagna! Chissà perché ricordavo il tragitto molto più lento … l’anno scorso proprio in questo pezzo di strada pioveva a dirotto ed ora invece mentre guardavo fuori dalla vetrata ho potuto ammirare meglio il paesaggio e perdermi con gli occhi per le case, per le stradine dei vari paesini che attraversavamo e per quella monotonia che non mi era famigliare. Una volta arrivati a Mantova prima fermata: il bagno! 😄 Eh, sì, almeno abbiamo potuto un attimo rinfrescarci prima di andare ad aspettare il bus di città. Tra l’altro, l’attesa è stata davvero minima, pochi minuti dopo ed ecco arrivare la linea 12 che passa per le vie del centro e si dirige in periferia, verso la zona commerciale dove è situato il Palabam. E una volta giunti al capolinea eccoci in fila per entrare!

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Direi che quest’anno siamo stati ancora più bravi, eravamo praticamente in pochi e e mano a mano che scorrevano i minuti la fila si allungava, stavolta, ci trovavamo quasi ad un passo dalle casse quindi una volta aperti i botteghini e presi i biglietti (quest’anno per entrare si pagava 11 euro, l’anno scorso uno in meno!) ci spostiamo verso l’entrata ma … Il tizio all’ingresso anziché staccarci solo la parte che andava obliterata per l’avvenuto ingresso si è tenuto l’intero biglietto! Dandoci, in cambio, un timbro sulla mano! O___O” Ma come?! Io volevo tenere il biglietto come ricordo ed invece … mi becco uno stupido timbro con la scritta in rosso “Palabam” che tra l’altro a me si leggeva solo “alaba” ma neanche (e vabbè, ho la mano piccola, problemi?! XD) e che qualche ora dopo si era quasi cancellato. Capisco che forse abbiano voluto “riciclare” i biglietti ma sinceramente questa cosa non mi è piaciuta per niente! Ci sono rimasta di un male ma appena ho superato le grandi tende rosse porpore e mi ero appena immersa all’interno della fiera il mio sdegno si era comunque abbastanza attenuato quindi mi sono persa proprio a guardarmi intorno con un sorriso enorme sul viso. Proprio come la volta scorsa ci siamo messi a girare un po’ e a guardare qua e là, senza andare di fretta, prima meglio farsi un bel giro approfondito per vedere meglio gli stand e dopo gli acquisti! ^_____^

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Questo già per farci un’idea di come erano impostati i vari espositori e con tanto di mappa in mano abbiamo guardato dappertutto senza neanche farci sfuggire un singolo angolo. Avevo controllato la lista degli stand qualche giorno prima e mi ero ritrovata a vedere nuovi espositori, molti erano diversi, cambiati! E questo a dire il vero mi aveva messo ancora più entusiasmo, perché avrei visto e ammirato cose nuove! Ci sono rimasta un po’ male nel constatare quindi con sicurezza che non ci fosse la Flashbook, avrei preso davvero un po’ di cose da loro … T^T Però, per esempio, sapevo che c’erano alcuni stand che mi interessavano quindi non vedevo l’ora di imbattermici! *^* Eh, sì! All’inizio, quando c’è ancora poca gente che gira mi piace perché ci sono bisbiglii – come se non ci volesse far sentire – e gli standisti ti guardano mentre guardi la loro roba e sembra quasi come se ogni volta che passa qualcuno loro ti vogliano invitare a prendere ogni cosa! LOL O solo a me ha fatto questo effetto? Comunque, avevo un po’ il timore di incrociare i loro sguardi, non chiedetemi perché, non lo sono nemmeno io. *juliet che si fa problemi dove non ce ne sono* 😄 Dopo un po’ che avevamo guardato attorno e aver ammirato sempre con gli occhi a cuoricini le mille figures, i tantissimi manga, i peluche, le funko pop, le graphic novels e ogni altra cosa presente abbiamo cominciato a vedere ogni cosa come un probabile acquisto da dover fare! 😀 Anche da parte mia stavo dando occhiate con interesse, mi ero segnata meno di dieci serie che avrei voluto recuperare quindi sapevo più o meno cosa voler prendere, mi ero prefissata di prendere una o due mini serie shoujo e di andare un po’ di più sui gadget/merchandise! ^_____^ E anche mio fratello aveva in mente cosa voler prendere, meglio fare una piccola lista che ritrovarsi poi lì presente senza sapere dove sbattere la testa, quindi, vi consiglio di prendere un tot di soldi che volete come budget prefissato e di cercare di farci stare tutto dentro, difatti io ho speso praticamente quasi tutto quello che mi ero portata dietro. 🙂 L’anno scorso il recupero più grande e voluto è stato Generation Basket (tra l’altro in uno stand lo abbiamo ritrovato, tutto completo e a 35, noi l’anno scorso l’abbiamo preso a 40 ma è stato comunque un buon prezzo! Quasi si poteva prendere di nuovo! XD) e quest’anno non avevamo una serie in particolare da ricercare assieme con tutte le nostre energie ma a mio fratello interessava maggiormente prendere gli ultimi volumi di Claymore, la maggior parte li aveva presi tramite scambio a mano e quindi li stava cercando per concludere la serie. Fortunatamente quando ci siamo avvicinati ad uno stand e li aveva beccati una ragazza prima di noi li stava prendendo pure! Il tizio a mano a mano che gli venivano detti i numeri mancanti li tirava fuori da sotto il bancone come per magia (quelli esposti erano solo come punto di riferimento ma non si potevano prendere, almeno così avevo capito) ma per fortuna al suo turno erano ancora tutti disponibili e ne aveva ancora! Così dapprima ha preso proprio Claymore e ha potuto completare la serie della Star Comics. Dopodiché ha preso la “pezzent edition” (ed io che credevo si chiamasse proprio così! LOL Invece è un nomignolo che hanno dato i fans per indicare l’edizione economica! XD) del fumetto di V per Vendetta che aveva adocchiato l’anno scorso e quest’anno invece ha potuto prenderla e abbinato ha preso anche un numero di Dragon Ball Color, ora gliene mancano solo due per completare anche questa mini serie, chissà che in futuro non riesca a scovarli! 😉 Prima invece che lasciassimo la fiera siamo passati dallo stand della J-Pop e ha potuto prendere il cofanetto dei Pokémon: La Grande Avventura! Visto che ci teneva particolarmente ad averlo, e anche io, come lui, a dire il vero ero piuttosto curiosa a questo titolo! *o* Direi che chi è cresciuto con le prime serie tv dei Pokémon non può farsi scappare il manga vero e proprio! 😉 Tra l’altro c’era anche quello di Nero e Bianco e il tizio gli ha chiesto quale volesse e quando mio fratello gli ha detto il primo in risposta si è sentito dire: “Bravo!” come a voler significare che fosse molto più bello ed interessante quello che riporta le origini della storia! Almeno, il tono che ha usato voleva dire proprio questo. Ovviamente, c’erano dubbi? 😄 ahaha! E sempre lui, in risposta, schernendo in tono scherzoso il suo collega gli ha detto: “Lui, invece, non ne capisce niente!” 😄 ahaha! Mi hanno fatto morire dal ridere! Molto simpatici però quelli della J-Pop! Non me lo aspettavo! E’ stata una piacevole sorpresa! Da loro invece per quanto mi riguarda non ho preso nulla anche perché mi ero già portata a casa qualche giorno prima il romanzo di Your Name quindi ero a posto così. E da parte di mio fratello i suoi acquisti mangosi terminano qui.

Invece da parte mia avevo cominciato guardando con molta attenzione le serie complete che vendevano a pack interi così da recuperare una serie intera e magari spendendo qualche euro in meno ma a quanto pare le fiere sono sempre così: c’è chi vende una serie a prezzo ragionevole, chi toglie qualche centesimo solo per arrotondare il prezzo complessivo, chi la venda invece in termini esagerati, insomma, di tutti i tipi! Quello che mi sento di raccomandare è di guardare attentamente gli stand che li vendono anche per fare più confronti tra edizioni e prezzi e fare il punto della situazione, quindi, non gettatevi subito su un prodotto perché magari qualche altro stand vende lo stesso a prezzo minore. Infatti mentre mio fratello era intento a prendere Claymore io avevo già notato Cuore di Menta di Wataru Yoshizumi, la ristampa in tre volumi che aveva fatto la Planet Manga, al prezzo di 29 anziché 29,70 però avevo visto da un’altra parte la prima edizione di 12 volumetti, un euro a numero, e così se la matematica non è un opinione ho preferito prendere quella vecchia, comunque il contenuto è lo stesso! Un altro stand invece vendeva sempre quest’ultima a 30€! O_____O” Così abbiamo fatto marcia indietro e siamo tornati in quel stand che avevo visto e l’ho comprata proprio lì! Ed eccoli qui sotto! 😀

Poi avevo anche notato accanto Ultimi raggi di luna di Ai Yazawa, la collection, per l’esattezza, e sempre a 12 euro, considerando che i tre numeri costavano 5 euro a quel tempo ho risparmiato pure su questa serie e anche se non è l’ultima ristampa era comunque tenuta in condizioni buone. E proprio per questo appena ho chiesto al venditore quanto costasse non ci ho pensato nemmeno una volta e me lo sono comprata seduta stante! Devo dire che anche se è un po’ sciupata l’edizione è comunque ancora molto godibile e sfogliandola a casa ho potuto constatare che si presta ancora molto bene alla lettura. Ora tocca a me prendermene cura. ❤

C’era lì vicino sapete anche cosa? Ebbene, NANA! Che nostalgia! T____T Chissà se vedremo mai la fine di questa sua opera famosissima! Direi che mi piacerebbe davvero molto e come se non bastasse c’erano dei numeri sparsi di Cortili del Cuore, un’altra serie che mi ero appuntata di voler recuperare nella mia lista, peccato non la vendesse tutta intera … ç_____ç Comunque sono stata davvero contenta di prendere ben due mini serie shoujo che desideravo avere nella mia libreria! E non vi nascondo il fatto che toccherà fare anche la maratona di questi due titoli! *_____* Ma c’era anche un altro mio punto debole che però non sono riuscita a portarmi a casa per un pelo quasi! Praticamente avevo notato nell’ennesimo stand di manga la serie La Clessidra – Ricordi d’Amore di Hinako Ashihara, e sapete che ho un debole per questo shoujo, vero? Non l’ho letto nemmeno in scans perché vorrei avere il cartaceo ma ne sono parecchio ossessionata. 😄 Mi incuriosisce un casino e leggo sempre recensioni positive! Inoltre, l’autrice è una delle mie preferite e una delle prime che ho conosciuto quando mi sono affacciata su questo universo. C’erano tutti i numeri … tranne il cinque! T____T Mi sarebbe piaciuto prenderla ma poi dovevo andare alla ricerca del cinque e non ero nemmeno sicura di poterlo trovare … Come ci sono rimasta male! Non ne avete idea, beh, se volevo recuperarla avrei preferito prenderla tutta intera … Mi tentava ma poi chi mi dava la certezza che sarei riuscita a prendere anche il quinto numero prima o poi? E quanto tempo mi ci sarebbe voluto? Quindi, per coerenza, l’ho lasciato lì anche se mi faceva male il cuore. Peccato, spero un giorno di poterla leggere come si deve, chissà! Mai perdere la speranza! 😀 Tra l’altro comunque sono rimasta contenta perché sono riuscita a prendere ben 2 delle 5 serie che avevo puntato nei giorni scorsi, direi, un bel bottino! Di due autrici molto affermate e conosciute tra l’altro! Di Wataru Yoshizumi ho comprato uscita dopo uscita anche la ristampa di Marmalade Boy della Planet Manga e sto seguendo anche il sequel, Marmalade Boy Little ancora in corso in Giappone. Mentre di Ai Yazawa a parte un numero sottiletta casuale di Nana e la guida ufficiale non posseggo altro, invece, così ho finalmente una sua opera! ❤ Spero di trovare prima o poi anche Paradise Kiss! Ooooh, ne ho di altre serie che vorrei facessero parte della mia collezione. *o*

Terminati gli acquisti in manga ci siamo spostati nell’artist alley dove ci sono dei divanetti su cui fermarsi e sedersi per fare una pausa e ne abbiamo approfittato guardando le persone scorrere verso i banchi degli artisti che facevano loro caricature, sketch e quant’altro e anche per vedere chi stava usando il visore della realtà virtuale che ci era proprio di fronte e intanto mangiavamo qualche panino, snack e discutevamo di ciò che abbiamo visto e dei cosplay che incrociavano la nostra attenzione. Non eravamo poi così stanchissimi ma erano le 12 e prima che si affollasse troppo la zona ristoro ne abbiamo approfittato per rifocillarci, per riposare un po’ i piedi e per sistemare meglio i manga nella mia tracolla e nello zainetto, poi, di nuovo una corsa veloce al bagno prima di tuffarci nuovamente tra la gente, il divertimento e l’animazione. 

Ero soddisfatta di questi due acquisti e così mi sono potuta dedicare alla parte meno attenta e scrupolosa, al merchandise, dove lo spasso e la voglia di comprare, comprare e comprare non finisce mai! Troppe cose carineeee!! ❤ Era un attentato alla mia vita ogni volta! LOL Non avevo null’altro di manga da voler prendere e volevo spendere quindi altrettanto in gadget&co. Mi ero infatti prefissata di voler prendere due cose in particolare: Totoro e Sailor Moon, così come l’anno scorso avevo preso il berretto quest’anno volevo ancora qualcos’altro di quel simpaticone e morbidoso Totoro, vorrei che si trasformasse in una sorta di tradizione, ad ogni fiera mi piacerebbe infatti prendere qualcosa di suo! *o* Così la mia scelta su due stand in particolare, uno è quello di Mode Asia dove ho preso un peluche ultra morbido e coccoloso proprio di Totoro e non mi sono lasciata sfuggire anche uno strap di Rilakkuma! ❤ A dire il vero cercavo anche il suo peluche ma ne avevo visto uno un po’ fatto male quindi ho deciso di accontentarmi della sua adorabile faccina! ^_____^” ehehe∼

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Dopodiché, quasi istintivamente i miei occhi si sono posati su alcuni oggetti lì accanto, e beh, non ho davvero resistito! Così mi sono beccata tre penne: la prima della coniglietta Cony, una della paperella Sally (facente parte delle mascotte di Line!) e la terza di un gattino nero (voi sapete come si chiama? Mmm∼).

Quando invece sono passata per l’ennesima volta da Dromedario Leggendario anche stavolta non mi sono trattenuta dal prendere delle spillette, compreso mio fratello che si è portato a casa quella di Lupin, una con gli starter di Pokèmon e un’altra di JOJO che potete vedere qui sotto!

Mentre da parte mia non ho resistito a prenderne un’altra di Rilakkuma&Friends, una di Nana e Hachi, beccata quasi a fortuna perché era nascosta tra le altre, una di Sailor Moon e compagne e un’altra super carina di Card Captor Sakura … Ovviamente poteva mancare Victor di Yuri on Ice? Certo che no! E difatti anche lui si è aggiunto agli altri! 😀 Ed ecco tutte le mie spillette nuove! *^* Stavolta ne ho prese qualche d’una in più!

 

Pensavo di non prendere altro ed invece grazie alla super vista di mio fratello mi sono beccata allo stand di Sacadranca anche il portachiavi di Sailor Moon! E dire che non si vedeva proprio, era sull’espositore di quelli che puoi girare e sono fatti a colonne con i rami, ecco, era dietro altri e non la vedevo, difatti volevo proprio la sua! Peccato non ci fosse quella di Levi de L’Attacco dei Giganti, ci contavo! Avevamo in mente di prendere anche una ciascuno di Funko Pop ma poi abbiamo preferito rimandare per una questione personale, che non sto qui a raccontarvi … ^____^” Già il mio portafoglio stava implorando, non volevo davvero farlo morire all’improvviso. LOL Ma ci saranno sicuramente altre occasioni, certo che sì! Intanto vi mostro il mio portachiavi di Sailor Moon, non credete anche voi che sia davvero ma davvero carinissima? *^* La adoro! ❤

Poi abbiamo perlustrato con più attenzione l’area videogiochi, bellissima, niente da fare, impazzivo ogni volta! *o* C’era anche Crash, quello che si giocava sulle auto che noi avevamo per la console Playstation One, e quanto ci giocavamo da bambini, non ne avete idea ma era sempre pieno! Non riuscivamo a beccare la postazione libera … E altri retro games di una volta, che ti fanno proprio venire effetto nostalgia al colpo sicuro specie per gli appassionati! 😀 Dopo esserci persi anche in quella zona abbiamo deciso di incominciare ad andare verso il palco cosplay dove a breve avremmo assistito all’incontro con tre grandi youtubers: Farenz, Victorlaszlo88 e Croix89, presenti tutti e tre anche l’anno precedente. Ma prima, che fosse il momento c’era stato il karaoke e un ragazzo ha cantato la sigla di Yu-Gi-Oh! A dire il vero anche noi! 😄 Non si poteva proprio resistere! E nel mentre aspettavamo poi hanno mandato varie sigle di cartoni animati che hanno segnato la nostra generazione e nel frattempo che il tendone si riempisse, sono passate le Principesse Sirene, Bat-Man, Sugar Sugar Rune, Yu-Gi-Oh GX, Let’s&Go!, Creamy, solo per citarne alcuni e ogni volta che sullo schermo comparivano le immagini eravamo tutti super entusiasti e sorridenti proprio come dei bambini … 😉 Nel frattempo mio fratello si è fatto la foto con Farenz e gli ha anche fatto tre domande perché la volta scorsa era davvero imbarazzato di incontrarlo. Stavolta si è fatto trovare pronto, ecco. 😀 Quando arrivò il momento per gli youtubers di salire sul palco dopo una breve introduzione video ci sono stati applausi e tra una domanda e l’altra è passata circa un’ora e mezza durante la quale sono stati affrontati discorsi più o meno divertenti e seri ed è stato piuttosto interessante ascoltarli. Ecco una foto che ho scattato durante l’incontro, la condivido anche qui dal mio profilo instagram! 🙂

Stavolta per fortuna il palco era al coperto e anche riscaldato perché l’anno scorso in quello che era stato montato faceva un freddo ed entrava anche un po’ la pioggia quindi non era stato proprio il massimo ma quest’anno fortunatamente hanno provveduto. Dopodiché, sempre mio fratello si è fatto le ultime foto con loro e poi via verso un rapido ed ultimo sguardo alla fiera, ai tanti cosplay che ormai affollavano da ogni dove, gli stand, le persone che ridevano, quelli intente a comprare cose, chi stava dando solo un’occhiata approssimativa, chi invece si curava di ogni minimo dettaglio e chi come noi stava già pensando di tornare a casa. Abbiamo lasciato il Palabam poco dopo, abbiamo infatti atteso il bus di ritorno e dopo un primo attimo di smarrimento perché stavamo per confondere una fermata con un’altra siamo arrivati nuovamente in stazione. Abbiamo atteso un’ora durante la quale abbiamo mangiato uno snack, controllato un po’ gli orari per sicurezza, ammirato il cielo ormai diventare sempre poco a poco più scuro e a parlare di ciò che ci ha fatto davvero piacere vedere. L’entusiasmo era ancora nell’aria … Da qui, poi, il viaggio di ritorno è andato anche piuttosto tranquillamente, mi girava un po’ la testa per le tante cose che avevo visto e per aver camminato molto ma sdraiata sui sedili del treno affacciandomi con gli occhi verso la finestra ho potuto rilassarmi quel tanto che bastava per riprendermi. Ormai la giornata era giunta al termine, avevo la spalla indolenzita per il peso dei manga ma era gradevole ugualmente perché la contentezza di questa giornata superava ogni momento doloroso o fastidioso.

Quando siamo tornati a casa stanchi ma con il sorriso sulle labbra ho pensato che anche questa seconda esperienza non è andata affatto male e che mi sono divertita molto, ho passato un sabato diverso dagli altri ed essendoci anche stato bel tempo sono stata doppiamente felice. Eh, beh, non c’è due senza tre! 😉 Conto di ritornarci in futuro!

Forza, tutti in fiera∼! *______*

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Sugar Soldier n°9 e n°10 – Mayu Sakai

Buon giorno!

^______^

Bentornati miei cari soldatini di zucchero! Ormai siamo praticamente alla fine di questa lunga maratona shoujo, il tempo sembra essere proprio volato, vero? *o* Dopo Rockin Heaven e Nagatacho Strawberry questa è la mia terza maratona di un fumetto di Mayu Sakai! Eh, sì, proprio così! A me piace tantissimo! ❤ Ormai adoro non solo il suo stile ma anche le sue storie che trovo sempre molto dolci e carine e finora non mi hanno quasi mai deluso! Sugar Soldier è stato il mio ultimo recupero di una sua serie e si può dire che abbia (quasi) tutto di questa autrice! 🙂 Attraverso questi dieci fumetti abbiamo conosciuto principalmente Makoto Kisaragi e Shun Iriya ma anche gli altri personaggi secondari, ognuno con un carattere e modi di fare diversi che ci hanno tenuto in compagnia ed ora vediamo cosa ancora succederà prima che possa mettere anche io fine a questa lunga corsa di ben 10 steps! Che ne dite, siete pronti per tuffarvi con me su questi due volumetti che saranno davvero carichi di emozioni e pensieri? Allora, let’s go

Una carezza, un abbraccio, un bacio. Desiderare un contatto fisico con chi ami è normale, ma a volte può fare paura, come nel caso di Makoto. Come vincere questo timore? C’è un’arma segreta che funziona sempre, in qualsiasi occasione: la dolcezza.

Fonte: Planet Manga

Eravamo rimasti con un piccolo diverbio tra Iriya e Makoto, il primo accusava la seconda di essere troppo ingenua quando è in presenza di altri ragazzi e di non rendersi conto di quanto sia diventata carina cosa che lo fa rodere di gelosia ogni volta e la seconda invece non era riuscita a credere alle sue parole; poi, quando stava cercando di avvicinarlesi per baciarla si era visto ricevere un suo netto rifiuto. I due nel frattempo non si sono riappacificati ed ormai la gita scolastica è già cominciata! Uki e Shirayuki cercano di sostenerla ma soprattutto Uki la rimprovera per il motivo stupido che ha scatenato tutto ciò, la verità è che Makoto sta guardando per la prima volta Iriya come un ragazzo in tutto e per tutto, e questo perché ha sorpreso sua sorella maggiore, la famosa street model fashionista della rivista Heaventeen, Rika Kisaragi, in atteggiamenti intimi con il suo fidanzato, Naoki Senda, un fotografo ancora principiante nel suo settore. Averli scoperti in questa imbarazzante scena le ha fatto venire a sua volta strani pensieri e così … da qui è partito tutto. Ovviamente Makoto deve darci dentro e fare pace con Iriya al più presto! Non ha senso evitarlo per una sciocchezza così anche perché lui stesso vorrebbe capire cosa l’ha spinta a comportarsi in questa maniera … E difatti, mentre una sua compagna sta cercando di abbordarlo Iriya non fa che ripeterle che non tradirebbe mai la sua ragazza e che adesso ha il terrore di aver fatto qualcosa di sbagliato che l’ha portata a farsi odiare, questo pensiero è così devastante che sembra non dargli tregua. Ma nel frattempo Makoto viene nuovamente presa di mira da Aida il quale tenta di avvicinarsi dapprima per scusarsi e poi per prenderla per mano onde evitare che si perda tra la folla in visita al tempio di Kyoto. Makoto tuttavia riesce in un certo senso a fargli capire che anche tenerlo per mano la mette in una posizione difficile perché per lei è un gesto che si sente di fare solo con Iriya. Poco dopo, verso sera, la ragazza si accorda per uscire con Iriya e mettere quindi fine al loro litigio per potersi chiarire e sistemare ogni cosa. Makoto indossa uno yukata bellissimo ma l’hotel è così grande che finisce nuovamente per perdersi e si imbatte ancora in Aida il quale la mette alle strette cercando di farle uscire la verità, non è che per caso Makoto si sta comportando così solo per farsi desiderare di più da lui? Ma ovviamente sta fraintendendo tutto perché Makoto è fedele ad Iriya e non le verrebbe mai in mente di fare una cosa simile, Aida insiste e la ragazza comincia ad avere paura tuttavia ecco che arriva Iriya il quale lo scaraventa via in un lampo con un bel pugno assestato. Infine i due escono e rimangono per conto loro, lontano dagli occhi altrui e in una bella e fresca rilassante atmosfera Makoto si scusa per come ha reagito in questo ultimo periodo e rivela la verità a Iriya il quale più sollevato scoppia quasi a ridere e la rassicura, non le farebbe mai niente che non vorrebbe le facesse! Tuttavia, Makoto gli svela che in realtà vorrebbe fare davvero tutto con lui e stargli sempre accanto, Iriya le prende il viso e si avvicina, i due si baciano e stavolta Makoto è così emozionata che vive in maniera diversa questo bacio e si sente un po’ stupida per aver dubitato delle sue premure, dei suoi gesti, come potrebbe aver paura e timore di queste mani che la stringono con dolcezza e di questi baci che sembrano carezze? I due più innamorati che mai finiscono la gita scolastica in compagnia dei loro gruppi e se ne vanno per la città a fare compere e spese mangiando delle delizie del posto. Ma mentre stanno attraversando la strada, sulle strisce pedonali, Iriya nota una persona che le ricorda davvero tantissimo una figura che la sua mente non si è mai dimenticata … Ma possibile che sia quella che lui crede? No, vero? La gita giunge al termine e si ritorna sui banchi di scuola … Makoto sta cercando di pensare a cosa organizzare per il compleanno di Iriya, vorrebbe fargli una torta dato si sente più sicura delle sue capacità e anche passare quel giorno soli soletti. Pare infatti che i genitori adottivi di Iriya, nonché i suoi zii, debbano partire per un viaggio in Europa e quindi rimarrà da solo proprio in quei giorni! Ma Iriya è comunque tranquillo, non è più un bambino ed è in grado di prendersi cura di se stesso così alla fine decide, per non mettere ansia a Makoto, di essere lui ad andare a casa sua per festeggiare assieme (anche perché teme che Makoto faccia cadere la torta nel tragitto! XD) e che si vedranno quindi come accordo. Non appena però i genitori di Iriya partono viene coinvolto da Yusa in parecchie uscite e festeggia il suo compleanno anche con i suoi amici, quando rientra, però comincia a sentirsi male, è estate e nonostante questo la testa gli sembra stia per scoppiare da un momento all’altro e non tanto per il caldo probabilmente, pensare poi a quella persona non lo aiuta affatto … Ma deve rialzarsi, la sua ragazza lo sta aspettando! Gli anche inviato una foto a torta completata e non vede l’ora che arrivi per mangiarla assieme! Tuttavia, Iriya si vede svanire quel sorriso che gli è sbucato non appena l’ha vista in foto e crolla sul pavimento inerme e senza forze …  Chissà come, ecco che una donna giovane, si trova proprio davanti a casa sua. Quando nota attraverso la porta finestra il corpo privo di energie di Iriya non ci pensa due volte ad entrare e a sbattere le mani sul vetro per farsi sentire ma il ragazzo non da segni di vita così lo rompe con un vaso di fiori ed entra dentro il soggiorno, cerca di fargli bere un po’ di acqua e chiama i soccorsi. Makoto intanto si sta preoccupando perché si sta facendo tardi e ancora Iriya non è arrivato, così esce e decide di andargli incontro, magari si incontreranno per strada e comunque è troppo in pensiero per aspettarlo buona buona. Una volta arrivata a casa Iriya Makoto si rende conto che c’è qualcosa che non va, subito accorre e nota il corpo del ragazzo sdraiato per terra, al suo fianco c’è una ragazza adulta bellissima, dai capelli lunghissimi e un fascino tutto particolare, che la tranquillizza, ha già chiamato un’ambulanza e a momenti sarà qui. Detto ciò la lascia e se ne va via facendole venire ancora più domande nella testa. Iriya viene quindi portato all’ospedale e ricoverato. Quando si riprende più che preoccuparsi per se stesso chiede scusa alla nostra protagonista per aver combinato questo pasticcio, aveva mangiato poco e a causa del forte caldo era svenuto, non ha proprio scuse per aver rovinato il loro appuntamento! Tuttavia Makoto lo conforta, ci saranno di certo altri compleanni da festeggiare assieme e in fondo gli potrà preparare tutte le torte che vorrà! Nonostante tutto Makoto ha ancora un chiodo fisso: chi era quella misteriosa ragazza? E’ grazie a lei che Iriya ha potuto ricevere subito le cure di cui aveva bisogno ma forse non la rivedrà più … Inoltre, dopo aver confessato allo zio di Yusa – vi ricordate? è un poliziotto! – che non era stata lei a rompere il vetro del soggiorno di casa Iriya e ad avere la fermezza di rimanere calma e chiamare l’ambulanza questo rimane davvero sorpreso anche perché tutti credono che sia proprio merito suo e della sua prontezza ma le cose purtroppo non stanno così. Tuttavia Makoto non appena esce dall’ospedale ecco che si imbatte in questa strana ragazza! La saluta e questa se la trascina con sé dopo aver scoperto che è la ragazza di Iriya! Le chiede di chiamarla Shi-chan e se la porta letteralmente dietro dicendole cosa preferisce di gusti di gelato Iriya, quale è il suo posto a scuola non appena ci mettono piede ma soprattutto facendole domande sul suo conto, è interessata a lui! Come se vorrebbe davvero conoscerlo meglio … Makoto allora anche se all’inizio è un po’ titubante finisce per aprirsi con questa sconosciuta e dichiara che Iriya è davvero perfetto come ce lo si immagina, è delicato, mai aggressivo, bravo nello studio, diligente, premuroso, altruista e per niente possessivo ed è grazie alla sua vicinanza se Makoto ha potuto affrontare se stessa e cercare di migliorarsi! Shi-chan rimane davvero colpita da ciò perché non credeva che sarebbe potuto diventare questo tipo di persona … Eh? Possibile che Shi-chan conosca Iriya? Ma chi è in realtà? Nel frattempo Yusa che ha notato Makoto venire via dall’ospedale con una donna non può fare a meno di chiedere a Iriya – non appena entra nella stanza dove è stato ricoverato – chi sia colei che l’ha accompagnata ma l’amico afferma che la sua ragazza è venuta da sola … Comunque, pare proprio che sia così! Shi-chan se ne esce dicendo che è stato un bene che non sia stata lei a crescerlo e i dubbi di Makoto svaniscono in un istante, non sarà mica, sì, non sarà forse la madre biologica di Iriya?! E nel mentre la sta guardando con occhi nuovi e piena di stupore ecco sopraggiungere Iriya che spalanca la porta dell’aula vuota e si ritrova davanti Makoto e quella persona, proprio quella che lui credeva di non rivedere mai più in vita sua: la sua vera madre, Shiori Iriya! I tre si guardano a vicenda, negli occhi ognuno ha diversi sentimenti che si stanno agitando, quesiti, preoccupazioni, tensioni e nel mentre ricordi e memorie del passato stanno per tornare a galla ed è tempo per Iriya di sciogliere quei nodi che hanno tenuto per troppo tempo intrappolato!

Che grandissimo colpo di scena! O____O Shi-chan è … la madre naturale di Iriya? A dire il vero mi sembra quasi impossibile, ha un carattere del tutto sorprendente! Non ha il benché minimo segno di essere una madre, anzi, è quasi come uno spirito libero, vive come vuole, se ne va in giro e sembra una ragazzina curiosa che si sta godendo la sua giovinezza, cattura subito l’attenzione altrui per la sua bellezza quasi surreale e non sembra poi così responsabile per la sua età ma ora è tornata dal figlio che aveva abbandonato e sembra avere chiaro in mente cosa fare. Quale sarà il motivo? Cosa l’ha spinta a volerlo ritrovare? Iriya sta per vivere di nuovo quei sentimenti che credeva di non voler mai più averci a che fare ma la realtà lo sta mettendo a dura prova ed ora aver dinanzi la sua presenza lo spaventa e al contempo gli scatena un vortice di sensazioni e di tristezza che lo inghiottono in maniera marcata. Meno male che al suo fianco c’è Makoto, toccherà stavolta a lei aiutarlo e sostenerlo in questa prova! Ce la faranno i due i ragazzi a superare il trauma dell’abbandono e la non accettazione di Iriya nei confronti di Shiori? Lo scopriremo tra un attimo! 😉

In un numero conclusivo intenso e toccante, qualcuno scoprirà di essere più forte di quanto credeva. E qualcun altro, che si è sempre finto forte, farà i conti con il proprio passato. Per quanto possiamo tentare di dimenticare i brutti ricordi, l’unica maniera di lasciarceli alle spalle è guardarli in faccia e superarli.

Fonte: Planet Manga

Improvvisamente il passato è tornato prepotentemente nella vita di Iriya, sua madre biologica, Shiori Iriya, colei che l’ha abbandonato si è ripresentata da lui facendogli una domanda piuttosto spiazzante: cosa vorrebbe che facesse – come madre – adesso che è tornata? Ovviamente questo quesito getta il ragazzo nella rabbia, semplicemente, vorrebbe che sparisse davvero dalla sua vista, che non gli si ripresentasse più perché per tutto questo tempo non è mai venuta a chiedersi come stesse e non gliene è mai importato nulla di nulla quindi che senso ha adesso fargli questa domanda? Perché? Quale è il suo vero scopo? Non vuole più aver a che fare con lei, deve solo andarsene e non fare più ritorno! Ma Shiori ammette che ormai non ha molto tempo a disposizione e vorrebbe solo potersi avvicinare ancora a quel figlio che ha lasciato tutto solo in mezzo alla sporcizia e in un appartamento oscuro e silenzioso, che lo vedeva un po’ come un coniglietto, proprio perché si stava chiedendo se sarebbe – come i conigli – morto per la solitudine (vi ricordate vero?) e poi … Cosa l’ha fatta tornare su i suoi passi? Iriya taglia corto il discorso e sospinge via Makoto da Shiori lasciando l’aula scolastica non prima di aver ricevuto dalla donna un giocattolino di un coniglietto che guida un’automobilina, il suo regalo di compleanno anche se in ritardo di 10 anni e un giorno. Il ragazzo cerca di comportarsi come sempre, sorridendo e dicendo cose del tutto inutili in questo momento ma Makoto lo ferma, non deve fare così, non dovrebbe reagire in questa maniera dopo aver rivisto sua madre. Ma lui le si scaglia contro, come dovrebbe fare allora? Non lo sa per niente, visto che ha avuto una madre degenere e per colpa sua non ha potuto vivere una vita normale, quindi, che reazione dovrebbe mostrare? Makoto torna a casa con un viso sconsolato, ci vorrebbe davvero che qualcuno la tirasse su di morale e cercasse di darle mano forte … e chi meglio di sua sorella maggiore Rika? La quale non l’appena la vede le si avvicina e la conforta: Makoto è l’unica che conosca meglio di chiunque altro Iriya e per questo solo lei sa cosa potrebbe fargli piacere, basta solo che gli stia vicino e che non lo lasci mai un attimo solo, la sua presenza sarà davvero fondamentale, solo così Iriya potrebbe riuscire ad affrontare la situazione con calma e a mente libera. Più sicura di sé Makoto si ripresenta il giorno dopo di nuovo da Iriya in ospedale, è stato finalmente dimesso e potrà quindi tornare a casa. Nel vederla arrivare il ragazzo non può che sentirsi davvero lieto perché credeva che ce l’avesse con lui per averle risposto in quella maniera un po’ sgarbata e aver alzato la voce ma Makoto lo rassicura, non potrebbe mai odiarlo per una cosa del genere! Finiscono nuovamente a tornare sull’argomento di Shiori quando lo zio di Yusa si ripresenta davanti a Iriya con una scoperta davvero sconcertante! A quanto pare Shiori è fuggita dall’ospedale dove è ricoverata per una condizione di salute davvero grave ed è andata a casa dei suoi genitori – i nonni di Iriya – i quali però l’hanno cacciata via e da allora la donna ha fatto perdere le sue tracce, solo adesso è ricomparsa ma ha bisogno di cure a sua volta e debbono per questo ritrovarla al più presto! Ma come fare? Già … Ah! Makoto si ricorda che il giorno prima Shi-chan le aveva preso il suo cellulare come pegno per farsi fare un giro con lei e dopo quello che era accaduto il giorno prima non c’era stata l’occasione che glielo restituisse così tramite il gps riescono a rintracciare la sua posizione e tutti compresi Yusa, Uki e Shirayuki accorrono sulle sue tracce mentre vengono a conoscenza della situazione. La trovano Iriya e Makoto seduta sul cornicione della balconata che si affaccia su un ponticello intenta ad osservare il fiume e il suo scorrere. Non appena se li vede davanti Shiori finalmente riesce a confessare tutto, nella sua testa ha una bomba pronta ad esplodere (un tumore al cervello) per il quale è troppo tardi ricevere una terapia appropriata dato è in stato avanzato, non le rimane molto tempo e si stava giusto chiedendo se avrebbe mai avuto l’occasione di rivedere suo figlio. Il cielo ha ascoltato la sua richiesta e ha fatto in modo che potesse rivederlo ancora una volta proprio il giorno in cui c’è stata la gita a Kyoto, così Shiori ha pensato di voler vedere come stesse e che vita stesse vivendo. Era il suo ultimo desiderio ma ora ha visto che sta bene, ha una ragazza che lo ama a suo fianco e che si prende cura di lui, ha tanti amici, è bravo e se la sta cavando anche benissimo così … Inoltre, è stato tutto un incidente: Shiori aveva ricevuto quel giorno la sua paga di lavoro e con quella avrebbe potuto pagare l’affitto, aveva notato un distributore di gadget e con una moneta ne aveva preso uno per Iriya visto che aveva detto di trovare carini i coniglietti, si stava infatti chiedendo se mai gli sarebbe piaciuto quando ad un certo punto un camion per chissà quale ragione le si schianta contro e finisce all’ospedale, finisce in coma e quando si risveglia non ricorda nulla neanche il suo nome ma nel rivedere quel piccolo oggetto che aveva intenzione di regalare a suo figlio Shun improvvisamente tutti i ricordi le ritornano. Così era fuggita e si era messa sulle sue tracce quindi non è vero che non lo aveva mai cercato ma vedendo quanto fosse felice in compagnia di sua sorella maggiore Sayuri aveva finito per pensare che fosse meglio così e se n’era andata. E ora stava pensando di andarsene di nuovo dalla sua vita e d’improvviso Shiori si lascia sbilanciare all’indietro e cade nel fiume tra le urla di Makoto e lo sgomento di Iriya. I due accorrono sulle sponde del fiume e il ragazzo riesce a trarla in salvo prendendosela un po’ con lei perché sta facendo come le pare, viene e va dalla sua vita senza aver nessuno diritto e anche adesso sta cercando di fare tutto da sola, Iriya non lo accetta affatto. La portano subito all’ospedale e viene assistita come si deve. Sopraggiunge la madre adottiva di Iriya, nonché sua zia, la sorella di Shiori, Sayuri Iriya. La donna in lacrime dice che è tutta colpa sua e racconta come si sono svolti i fatti. Sayuri era determinata, brava nello studio, seria, diligente, una figlia che tutte le madri vorrebbero al contrario della spensierata e allegra Shiori, più giovane di lei, meno studiosa, un po’ vivace e pazzerella, bellissima e con un fascino unico del suo genere. Shiori scopre che Sayuri ha una cotta per un suo ex professore dato ormai si è diplomata e nonostante ciò si sta comunque tenendo in contatto con lui e ora che anche la stessa Shi-chan è entrata al suo stesso liceo pensava di darle una mano a conquistarlo parlandogli ogni qualvolta di lei, delle cose che potessero avere in comune, tutto per favorirla. Ogni giorno gli rivolgeva quindi la parola, cercava di conoscerlo meglio solo per aiutare la sorella maggiore ad avere delle chance in più tuttavia le sue attenzioni continue hanno fatto pensare al professore che in realtà fosse cotta di lui e avesse l’appiglio di sua sorella come scusa per stargli vicino. Ovviamente le cose non stavano così e il professore finì per approfittarsi di Shiori in biblioteca cogliendola di sorpresa. La ragazza subisce questo abuso e quando si presenta davanti a Sayuri in quelle condizioni, sporca di sangue e tremante, si vede solo rinfacciare il suo disprezzo perché il professore piaceva a lei, ed è solo colpa sua se ha finito per invaghirsene, a causa della sua insopportabile bellezza. Da quel momento Shiori non le ha più sorriso, ha cominciato ad assentarsi sempre più spesso da casa e ad andarsene in giro per conto suo … Improvvisamente Shiori si risveglia e ha una crisi, vuole andare a vedere come sta suo figlio, l’ha lasciato da solo, e vuole al più presto riabbracciarlo, gli infermieri cercano di trattenerla, non è lucida e sta confondendo il passato con il presente. Iriya le si avvicina e la tranquillizza,  sa dove abita quel bambino, ci penserà lui stesso a controllarlo e a vedere come sta, più tranquilla la giovane donna lo ringrazia e crolla perdendo i sensi. Dopo tutto ciò Makoto non può fare a meno di convincere Iriya a prendersi cura di sua madre, non è sbagliato che lo voglia fare specie dopo essere venuto a conoscenza di tutto quanto. Quindi le va bene se ritorna a Kyoto con i suoi per occuparsi di Shiori almeno fino a quando … beh, fino a quando lei avrà respiro. Lo aspetterà ogni giorno e non mancherà mai di pensarlo e di scrivergli dei messaggi. Così arriva finalmente il giorno della partenza e Makoto gli affida il suo coniglietto cercando di trattenere le lacrime, ci riesce. Ma quando il treno svolta l’angolo ecco che queste scorrono copiose sul suo viso. Ce la farà anche senza Iriya al suo fianco? Nel frattempo i giorni passano e nonostante l’iniziale e brusco stupore degli studenti quando vengono a sapere che Iriya si è trasferito tutto torna alla normalità, ognuno sta pensando al proprio futuro e arriva anche il giorno in cui Shiori spira … E in un batti baleno il tempo passa e si diplomano diventando delle studentesse universitarie! E’ il loro primo giorno, Makoto e Uki si sono iscritte a lettere e stanno già facendo amicizie con altre loro coetanee quando tra loro improvvisamente si fa largo una strana agitazione. Pare proprio che chi farà il discorso della cerimonia di apertura dell’anno sia un ragazzo che è arrivato primo tra tutti all’esame di ammissione ed è niente meno che … IRIYA?! Eh, sì, è proprio lui! Con tanto di coniglietto appresso! Lo restituisce a Makoto e non può fare a meno di trovarla ancora più carina anche adesso che si è tagliata un po’ i capelli. Le spiega che voleva farle una sorpresa e per questo non le aveva detto nulla a proposito, si è iscritto nella facoltà di medicina (ovviamente) ed ora potranno di nuovo stare assieme più che mai. I due si abbracciano e riscoprono finalmente cosa voglia dire stare assieme alla persona che si ama con tutto il cuore. Eccoli, Makoto e Iriya, avventurarsi verso un nuovo percorso di vita che affronteranno mano nella mano, con sorriso e a testa alta. Makoto finalmente ha capito che se ci saranno momenti bui e tristi dovrà guardare dentro di sé perché ha una grande forza, quella di essere riuscita a migliorare se stessa e a diventare una persona di cui andare fieri, ed è tutto merito di Iriya se potrà credere in questa parte del suo essere perché allora sicuramente potrà farcela sempre e comunque! 🙂 L’amore è la vera forza che ognuno può avere dentro di sé, stare con gli altri, crescere, questo ci fa cambiare e ci fa maturare, facendoci diventare delle persone felici, la felicità la si costruisce giorno per giorno affrontando la realtà con decisione senza mollare mai! Questo è ciò che il manga ha voluto trasmetterci, un grande messaggio a tutte le ragazze come noi che si sentono perse … 😀 

FINE

Termina così SugaSol, lascia i due protagonisti iniziare una nuova vita assieme, si sono ritrovati, ne hanno passate tante ma chissà ancora quante cose avranno da fare, da vedere e da dire! La vera storia deve ancora cominciare … ma sicuramente andrà bene perché ci saranno l’una per l’altro. *_______*

Quindi, cosa ve ne è parso di questa serie shoujo? *o* A me è piaciuta parecchio, c’è sempre quel tanto di introspezione psicologica e di caratterizzazione dei personaggi che me li fa sembrare quasi persone veri! E ho adorato tanto sia Makoto che Iriya! Certo Iriya è stato un main lead un po’ diverso dai soliti che finora ha creato, forse davvero troppo gentile e perfetto ma abbiamo invece capito cosa ha provato e cosa ha vissuto, toccante il suo passato e straziante anche il dolore che si è portato dentro … Una coppia invece che mi ha stupito è stata quella di Rika con Naoki, davvero troppo carini assieme, tra l’altro scopriamo che avranno un neonato! E Uki e Yoshi? Beh, a dir poco fantastici, un’intesa particolare, un rapporto come pochi altri, fiducia e rispetto traspaiono anche dai loro modi un po’ bruschi! Ma Uki è fortissima e luminosa e Yoshi è quel tanto fascinoso e appiccicoso che non si può resistergli! ❤ :sparge cuoricini a destra e a manca: ❤ E poi guai a voi se mi venite a dire come mai amo gli shoujo! 😄 

A proposito, prima di lasciarvi, per chi fosse curioso, subito dopo abbiamo ben due fuori storie, una su Uki e Yoshi, pare che “un giorno” anche se non si sa di preciso quando (Yoshi sperava davvero subito dopo il diploma perché verrà trasferito in un’isola in Giappone un po’ lontana) i due si sposeranno davvero! E Shirayuki? Beh, sta frequentando un’accademia artistica e questa la tiene davvero molto occupata e ogni giorno ce la sta mettendo tutta ma forse anche per lei c’è in arrivo un bel principe azzurro, Yusa! Aveva aiutato la nonna di Shirayuki dopo ce si era presa una storta al piede e l’aveva riportata a casa. La ragazza lo ringrazia e Yusa le dice che è qualcosa che gli ha insegnato a sua volta sua nonna, di essere gentili con il prossimo soprattutto con le persone anziane perché se non avesse fatto così probabilmente ci avrebbe pensato lei a farlo finire all’inferno! 😄 Nel sentire ciò Shirayuki scoppia a ridere e i due si promettono di rivedersi ancora quando avranno del tempo per bere qualcosa assieme … *^* Diciamo che li vedo anche bene loro due! Non pensavo che potessero avere una certa intesa e in effetti non ci sono molte interazioni tra Nanami-chan e Issei ma dopo aver visto questo capitoletto faccio davvero il tifo per loro due! ❤ Infine potrete trovare a fine albo anche una storia extra non inerente alla saga, Happy Spirit, che racconta di una bambina che pare sia in grado di vedere il fantasma di un ragazzo ma sarà davvero così?! Molto interessante! 😀

Grazie per avermi seguito fino a qui e vi aspetto nella mia prossima maratona shoujo, stavolta sarà il turno di Full Moon – Canto d’Amore! 😉 Ci si vede!

Arrivederci! ❤

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